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Overtime Festival 2024: ospiti e programma. C’è anche Rivera

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franchi

Da Lele Adani a Gianni Rivera: ecco programma ufficiale e ospiti di Overtime Festival 2024, il Festival Nazionale del Giornalismo Sportivo e Racconto Sportivo, in programma da mercoledì a Macerata. Ebbene sì, tutto ciò che fa rumore in ambito sportivo. Sarà questo il tema conduttore di Overtime, il Festival nazionale del giornalismo, del racconto e dell’etica sportiva che torna a Macerata con un cartellone ricchissimo di appuntamenti dal 9 al 13 ottobre prossimi.

Mercoledì 9 ottobre il giornalista Antonio Maria Mira metterà in guardia gli sudenti maceratesi dai rischi insiti nel match fixing e nelle scommesse sportive illegali in un appuntamento organizzato in collaborazione con il Presidio Libera “Ciro Colonna” di Macerata.

Nel pomeriggio ospite di Overtime, in collaborazione con arena, Marco Pedoja, allenatore di nuoto conosciuto per essere mentore e tecnico di Nicolò Martinenghi, oro olimpico nei 100 metri rana ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 sarà intervistato dalla giornalista Lucia Blini (Sport Mediaset).

Alle 18 Davide De Zan, giornalista e conduttore televisivo, firma del ciclismo sulle reti Mediaset, presenterà il suo libro Pantani per sempre, un’inchiesta a tutto tondo sulla vita e la morte di uno dei più celebri protagonisti del ciclismo moderno. Alle 19 Evaristo Beccalossi, calciatore capace di deliziare il pubblico con le sue giocate imprevedibili, presenterà La mia vita da numero 10 insieme alla coautrice Eleonora Rossi con la moderazione di Marco Civoli.

Alle 21 a inaugurare ufficialmente la manifestazione le due campionesse marchigiane di ginnastica ritmica protagoniste a Parigi 2024, Milena Baldassarri e Sofia Raffaeli, accompagnate dall’allenatrice Claudia Mancinelli.

Giovedì 10 ottobre spazio al tradizionale appuntamento con lo sport paralimpico con ospiti lo schermidore marchigiano Michele Massa, l’ex atleta di tennistavolo Patrizia Saccà e l’ex fisioterapista Nazareno Rocchetti, in stretta sinergia con il CIP Marche.

In collaborazione con Coni Marche il convegno “Le Olimpiadi al microfono. Voci ed emozioni a Parigi 2024” con la testimonianza di chi le recenti Olimpiadi le ha raccontate in TV o alla radio: il commentatore tecnico RAI per la scherma Stefano Pantano, Federica Zille (Dazn), Gerardo De Vivo (Agenzia Area) e Lucia Blini (Sport Mediaset).

Alle ore 18.30 è previsto il graditissimo ritorno di uno storico e affezionato amico di Overtime, Marino Bartoletti, con il libro La partita degli dei. Alle ore 21, presso il Teatro della Filarmonica esordio al Festival, intervistato da Valerio Calzolaio e Federica Zille, per un grande numero 10 del calcio degli anni Sessanta e Settanta, “Golden boy” Gianni Rivera, pallone d’oro nel 1969, vincitore con la maglia del Milan di tre scudetti, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale.

Venerdì 11 ottobre Nevio Scala, l’allenatore che fece grande una squadra di Provincia, il Parma, sarà protagonista del tradizionale incontro organizzato con gli studenti maceratesi dal Dipartimento Dipendenze Patologiche AST Macerata; l’ex campione NBA Silverster Gray racconterà la sua incredibile e altalenante vicenda sportiva e umana insieme a Paola Rivolta, autrice  del libro “Sylvester. La storia di Sylvester Gray”.

Presenti anche prestigiosi esponenti del movimento arbitrale calcistico italiano: Gianpaolo Calvarese, 150 dirette partite in Serie A, sarà testimonial del progetto “Allenarsi per il futuro”; Gianluca Rocchi, designatore arbitri Serie A e B e Katia Senesi, componente Comitato Nazionale AIA, racconteranno le loro esperienze professionali.

Protagonisti di due interessanti distinti convegni il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury e il giornalista Riccardo Albini, inventore del Fantacalcio.

Ospite del festival un grande radiocronista italiano che ha fatto la storia della popolare trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”: Riccardo Cucchi con la sua opera “Un altro calcio è ancora possibile” metterà in luce il lato migliore del calcio, ossia ciò che potrebbe davvero essere se i valori fossero considerati più importanti dei profitti. L’appuntamento sarà preceduto Francesco Repice dalla presentazione del libro “Lontano da me” del giornalista RAI Andrea Marotta.

Ha commentato il formidabile oro delle ragazze della pallavolo italiana a Parigi il telecronista Rai Marco Fantasia, presente a Overtime con il libro Golden Set-storie di donne e di uomini che non si sono fatti schiacciare.

A completare il programma pomeridiano di venerdì l’incontro con Massimiliano Verdino, autore di Polvere d’oro. Il calcio africano come metafora culturale, saggio di antropologia visuale che prende le mosse da una serie di fotografie scattate dall’autore. A dialogare con lui sul calcio africano Giuseppe Dossena, Campione del Mondo 1982, che vanta esperienze da allenatore anche in Libia ed Etiopia.

Alle 21, nella splendida cornice del Teatro Lauro Rossi di Macerata, uno dei momenti più attesi del festival: gli ex calciatori Lele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola daranno vita a una originale puntata on the road del loro fortunatissimo Viva el Futbol, il format che non si limita a replicare le consuete analisi calcistiche, ma le trasforma in un dialogo vivace e coinvolgente, incentrato sull’engagement del pubblico.

Il programma di sabato 12 ottobre è caratterizzato dalla partecipazione di tre ex protagonisti della Serie A di calcio: Filippo Galli, storica bandiera del Milan e difensore centrale che ha marcato i più grandi giocatori avversari, da Platini a Maradona, presenterà Il mio calcio eretico. Dai trionfi con il Milan al lavoro con i giovani; Michele Padovano, attaccante che con i suoi gol ha contribuito al trionfo della Juventus nella Coppa dei Campioni 1995/96, con il suo Tra la Champions e la libertà descriverà con coraggio e sincerità la prova più difficile della sua esistenza, la lunga vicenda giudiziaria nella quale si è trovato invischiato suo malgrado, conclusasi con una sentenza di assoluzione; Sébastien Frey, portiere di Inter, Verona, Parma, Fiorentina e Genoa, presenterà in anteprima nazionale Istinto Puro, libro scritto con il giornalista Federico Calabrese in cui ripercorre la sua carriera che lo ha condotto da un piccolo parcheggio di un quartiere francese fino a San Siro.

Non mancheranno le risate: Cristiano Militello, intervistato dalla firma del Guerin Sportivo Nicola Calzaretta, illustrerà striscioni, cori, scritte sui muri, sfondoni giornalistici, gufate leggendarie, tutti raccolti nel libro Giulietta è ‘na zoccola forever.

Alle ore 21.30 di sabato 12 gran finale di giornata al Teatro Lauro Rossi con lo storyteller Federico Buffa e lo scrittore Fabrizio Gabrielli a presentare La Milonga del Fútbol. Un secolo di calcio argentino, uno straordinario affresco che attraversa i decenni, ripercorrendo la storia di fenomeni che, sul campo e fuori, hanno riscritto le regole del gioco del calcio. A stimolare il racconto con le sue tradizionali verve, ironia, competenza il conduttore Marco Ardemagni, storico sostenitore di Overtime, con cui collabora ininterrotamente da 12 anni.

Nella giornata conclusiva della manifestazione, domenica 13 ottobre, in programma: la presentazione del libro Pionieri. Le origini del rugby in Italia. 1910-1945 con l’autore Elvis Lucchese; la presentazione del libro La partita. Argentina – Inghilterra 1986 con ospite lo scrittore Fabrizio Gabrielli traduttore dell’opera.

A chiudere il Festival Pierluigi Pardo, il telecronista che in maniera magistrale e sempre sorprendente intreccia preparazione tecnica e simpatia.

Come di consueto, convegni, proiezioni, premiazioni, degustazioni, show cooking, tornei e dimostrazioni pratiche a tema sportivo andranno a impreziosire il calendario eventi del Festival nazionale del giornalismo, del racconto e dell’etica sportiva. Tra le mostre in programma Ma che rumore fa!, esposizione nelle vetrine dei commercianti del centro storico di Macerata di maglie da gioco e memorabilia a cura di Nicola Calzaretta e “Fuori dagli schemi” a cura dell’illustratore Osvaldo Casanova.

Non mancano altri storici amici del Festival, grandi firme del giornalismo e dello sport: Riccardo Milletti, Fulvio Paglialunga, Luca Leone, Andrea Capretti, Marta Elena Casanova, Dario Ronzulli.

 

Overtime è un’idea di Pindaro Sports & Events, in collaborazione con Regione Marche, Comune di Macerata, Provincia di Macerata, Università degli Studi di Macerata, Università di Camerino, Università Politecnica delle Marche, CONI Marche, CIP nazionale, CIP Marche, Panathlon International Club Distretto Italia.

 

Ulteriori informazioni e il programma completo sono disponibili all’indirizzo www.overtimefestival.it

 

 

Giornalista marchigiano classe 1989, in oltre 17 anni di giornalismo si occupa di argomenti quali cronaca e sport. Laureato in Economia e Commercio (110 e lode), ha lavorato come telecronista, radiocronista e inviato, rivestendo l’incarico di responsabile ufficio stampa (Jesina Calcio) e collaborando con magazine, settimanali, quotidiani cartacei (Corriere Adriatico) e online. Eletto Professionista dell’anno 2021 Giornalismo Sport & Food a novembre 2021 presso Hotel Principe Savoia Milano, in occasione del prestigioso premio Le Fonti Awards. Ha partecipato negli anni a eventi sportivi come Gran Galà Calcio Serie A Milano, Gran Galà Calcio Serie B, Sport Digital Marketing Festival e Olimpiadi del Cuore di Forte dei Marmi. Nel suo cv un Master Sport – Digital Marketing & Communication del Sole 24 Ore. A marzo 2022 è stato eletto Professionista dell’Anno Comunicazione e Giornalismo Settoriale a Piazza Affari – Borsa Italiana Milano in occasione di Innovation&Leadership Awards. Risulta tra i vincitori del premio ‘Overtime Web Festival 2018’ (miglior articolo sport individuali), si conferma nel 2019 e ottiene il premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara 2019 (menzione speciale all’Odg - Napoli). E’ tra i vincitori del concorso letterario Racconti Sportivi 2019 (Centro Sportivo Italiano – Historica) la cui cerimonia di premiazione si è svolta in occasione della settimana del Salone del Libro di Torino 2019 e al Teatro Arena di Bologna. Si ripete nell’edizione 2020 di Racconti Sportivi. È stato premiato a Maggio 2019 come miglior giornalista under 30 ‘Premio Renato Cesarini 2019’. Nominato tra i migliori 30 millennials d’Italia 2019, vincitore del prestigioso Myllennium Award all’Accademia di Francia a Roma in ambito comunicazione sportiva. A settembre 2019 riceve la menzione d’onore al Premio Letterario Città di Ascoli Piceno. Ha all’attivo interventi e docenze in giornalismo e comunicazione in università e master (Roma, Bologna, Ancona, Macerata). A luglio 2020 viene premiato dal Ministro Sport Vincenzo Spadafora al Myllennium Award 2020 (Accademia di Francia – Villa Medici), alla presenza del Presidente Coni Giovanni Malagò, e ottiene il premio speciale di migliore giornalista giovane al Premio Cesarini ad agosto 2020. A Torino vince sempre nel 2020 il Premio Giovanni Arpino - Inedito dedicato alla letteratura sportiva. Vincitore del titolo di miglior blogger sportivo 2020 (Blog dell’Anno 2020) e del premio di giornalismo sportivo Simona Cigana 2020 (Friuli Venezia Giulia). Vince il Premio Giornalismo Internazionale Campania Terra Felix 2021 (sezione web), anche la menzione speciale al Premio Internazionale Città di Sarzana e al Premio Santucce Storm Festival sempre in ambito storytelling sportivo. Premiato al festival Nazionale del Giornalismo e Racconto Sportivo 2023 e al premio giornalismo internazionale Campania Terra Felix 2023. Autore del libro Happy Hour da fuoriclasse al Bartocci. E’ giornalista Giudice del programma King of Pizza 2022 (Sky Canale Italia - talent-show cucina gourmet). Il suo blog principale è www.danielebartocci.com Ha vinto anche il Premio Pizza d'oro 2022 (giornalismo - evento World Masterchef Milano Marittima) e il premio miglior giornalista giovane 2023 (Teatro dell'Aquila - Fermo - Premio R.Cesarini 2023). Eletto blogger dell'anno 2022 (Blog dell'Anno). Ha ricevuto il riconoscimento (food storytelling) a Excellence Food Innovation (Stadio Olimpico Roma - Cucina della Nonna), confermato tra i migliori professionisti horeca anche per il 2023 (BarAwards 2023). Vincitore del premio 100 Eccellenze Italiane alla Camera dei Deputati (food) e Food and Travel Awards 2022. Eletto miglior giornalista sportivo giovane in occasione del Premio Andrea Fortunato 2024 al Salone d'Onore del Coni; vincitore del Premio Sportivo Internazionale Pietro Mennea 2024 e premio comunicazione d'eccellenza 'Parola d'Oro in Campidoglio' nel 2025.

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Audero: “Sto bene, ma poteva andarmi peggio. Al tifoso dell’Inter chiedo solo “perchè?””

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Il portiere della Cremonese Emil Audero si è espresso alla Gazzetta dello Sport in merito a quanto accaduto nell’ultimo match contro l’Inter dove è stato colpito da un petardo

A seguire un estratto dell’intervista

Le parole di Audero

“POTEVA ANDARE PEGGIO”
“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.

LE SENSAZIONI A CALDO
“Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.

“NON SAPEVO PERCHÉ FOSSI LÌ”
“Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima”.

LA VICINANZA DELL’INTER
“Ho un ottimo rapporto con società e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. L’idea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere”.

IL MESSAGGIO AL TIFOSO COLPEVOLE
“Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

Audero

LAUTARO MARTINEZ E MARCUS THURAM RAMMARICATI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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La mini-crisi di Pulisic e come l’asso americano può uscirne, per il bene suo e del Milan

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Christian Pulisic sta vivendo una fase apparentemente negativa che, per chi lo conosce, assomiglia in realtà più a una mini-crisi più che a un vero ridimensionamento.

I numeri raccontano un dato semplice e al tempo stesso ingombrante: nel 2026 non ha ancora segnato e nelle ultime uscite è capitato spesso che la sua gara terminasse prima del triplice fischio. In una stagione in cui il Milan è pienamente coinvolto nella corsa Scudetto, ogni dettaglio diventa tema di discussione: forma fisica, gestione dei minuti, lucidità sotto porta, persino il modo in cui l’avversario prepara la partita per disinnescarlo.

Prestazioni di gennaio altalenanti

Il primo nodo è la produzione offensiva dopo il cambio d’anno. Pulisic arrivava da un 2025 chiuso con buone sensazioni, ma gennaio lo ha visto alternare prestazioni utili per intensità, strappi e ripiegamenti a gare più opache, senza però trovare l’episodio del gol che spesso “sblocca” anche la testa. La stampa italiana ha collegato questo periodo a una gestione non semplice sul piano fisico, tra acciacchi e lavoro specifico per tornare al 100%. Si è parlato di fastidi e di un programma mirato per ritrovare brillantezza e precisione negli ultimi metri.

Qui entra in gioco anche la questione della continuità di minutaggio. Se un esterno vive di ritmo, di letture e di timing sull’uno contro uno, è naturale che giochi a fiammate quando non riesce a completare le partite con regolarità. Le statistiche di impiego e la cronaca recente mostrano come, in diverse gare di gennaio, sia stato sostituito oppure utilizzato in modo parziale, proprio mentre il Milan cercava equilibrio e gestione delle energie.

La gestione di Allegri

Con Massimiliano Allegri in panchina, le rotazioni e la gestione dei momenti della partita non sorprendono. È un tecnico che ragiona per controllo, per fasi e per scelte di utilità più che per gerarchie immutabili. Non è un caso che nelle conferenze recenti abbia insistito sul concetto di procedere passo dopo passo in un periodo fitto e delicato.

Questo approccio può produrre due effetti opposti su un giocatore come Pulisic. Da una parte lo protegge, perché se c’è un fastidio o manca esplosività Allegri tende a evitare il rischio di trascinarlo oltre soglia. Dall’altra parte, però, lo priva di quei minuti finali in cui spesso si aprono spazi, le difese si allungano e un esterno rapido può trovare il guizzo decisivo. In pratica, meno minuti possono significare meno occasioni per segnare, e meno gol possono rendere ancora più semplice scegliere la sostituzione. Un circolo che non è drammatico, ma che va interrotto.

Guardando le partite, la sensazione è che Pulisic stia pagando soprattutto una combinazione di fattori. In primo luogo la precisione nell’ultimo gesto: anche quando arriva in zone interessanti, gli manca talvolta la pulizia della giocata, con controlli imperfetti, tiri affrettati o passaggi forzati. In secondo luogo pesa il modo in cui viene affrontato dagli avversari. Quando un esterno diventa centrale nel sistema, le marcature diventano più aggressive, con raddoppi costanti e linee che si orientano su di lui, rendendo più costosa la giocata naturale. Infine c’è la condizione fisica, che non è stata lineare. I recenti stop e fastidi hanno inciso sulla brillantezza e, per un calciatore che basa molto sul cambio di passo e sulla rapidità di esecuzione, anche una minima flessione diventa evidente.

Per la corsa Scudetto serve anche Pulisic al Milan

Il Milan, però, non può permettersi di aspettare troppo a lungo. Il campionato è entrato nella fase in cui i punti pesano doppio e ogni pareggio lascia cicatrici. Il recente 1-1 con la Roma ha rallentato la rincorsa e ha mantenuto il distacco dalla vetta, in un momento in cui il margine di errore si assottiglia.

Quando si è a ridosso della capolista, anche un singolo episodio può cambiare l’inerzia di una stagione. Una partita sbloccata da un inserimento, un rigore procurato, un cross decisivo possono fare la differenza. È per questo che la mini-crisi di Pulisic diventa un tema collettivo: non riguarda solo lui, ma l’efficacia complessiva della catena di destra, la qualità delle transizioni e la capacità del Milan di trasformare il possesso in occasioni pulite.

In questo clima è inevitabile che attorno alla lotta Scudetto cresca un racconto fatto di aspettative, percentuali e scenari. Lo si vede nei commenti televisivi e nelle analisi che citano oscillazioni di valutazioni e previsioni, spesso riportate anche da bookmakers online di quote sportive come DomusBet come termometro esterno dell’umore del campionato. Il Milan è certamente considerato ancora in corsa ma, d’ora in poi, la squadra di Allegri potrà sbagliare pochissimo.

Come uscire dalla mini-crisi

La via d’uscita è più pragmatica che psicologica. Serve innanzitutto ritrovare continuità atletica: se i fastidi sono alle spalle, è fondamentale una sequenza di partite con carichi progressivi ma stabili. Allo stesso tempo può aiutare semplificare le scelte, perché nei momenti di difficoltà spesso funziona tornare a poche giocate base prima di cercare la soluzione brillante. Infine Allegri può lavorare sul contesto tattico, disegnando per lui situazioni favorevoli, come l’alternanza tra fascia e mezze posizioni o catene di gioco che gli permettano di ricevere senza il raddoppio immediato.

La buona notizia per il Milan è che una mini-crisi di questo tipo è reversibile in fretta. Basta un gol magari non spettacolare, un assist pesante o una partita in cui torna a saltare l’uomo con naturalezza. Quando succede, spesso cambia anche tutto il resto: i minuti in campo, la fiducia e soprattutto la sensazione che la squadra abbia di nuovo un’arma in più nella corsa al titolo.

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Le interviste

Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”

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Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026

Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.

Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.

PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”

Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.

Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?

“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.

Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?

“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”

Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?

“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.

Come vede l’Inter di Chivu?

“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”

Le piace il Milan e il gioco di Allegri?

“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.

Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?

“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.

“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO

Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?

“Sarebbe bello, sicuramente…”

Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?

“No. Perché dite così?”

Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”

Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…

“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…

In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”

Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.

Principe Filiberto Marche
tifoso Juventus intervistato da Daniele Bartocci, giornalista, a Loreto
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