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Napoli-Milan, Pioli contro Spalletti: nessuna vittoria

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Non si tratta di una sfida decisiva per lo scudetto, ma è un bivio fondamentale, visto che siamo alla ventottesima giornata del campionato.

Le due compagini infatti si affronteranno al ‘Diego Armando Maradona’ in uno scontro diretto dal peso specifico elevatissimo.

Entrambe le squadre sanno che in palio c’è la possibilità di tornare a precedere l’Inter in classifica e di tenere a distanza una Juventus in risalita e in serie positiva da ben tredici turni.

Napoli e Milan arriveranno al confronto con la stessa voglia di fare risultato pieno, ma probabilmente con umori diversi.

I partenopei sono infatti reduci dalla vittoria ottenuta in extremis sul campo della Lazio.

La squadra  rossonera, che in settimana è stata anche impegnata in un derby di Coppa Italia contro l’Inter (0-0 nella semifinale d’andata), nelle ultime due uscite di campionato ha raccolto due punti, frutto dei pareggi contro la Salernitana (2-2 esterno) e l’Udinese (1-1 a San Siro).

Tra i protagonisti del match, ci saranno sicuramente anche i due tecnici: Luciano Spalletti e Stefano Pioli.

Entrambi non hanno mai vinto uno Scudetto in Italia (il tecnico del Napoli si è laureato due volte campione di Russia con lo Zenit) ed entrambi hanno sin qui svolto un grandissimo lavoro.

Nel corso degli ultimi anni si sono consacrati come due tra i migliori allenatori dell’intero panorama calcistico italiano.

C’è un dato clamoroso che li riguarda: Pioli non è mai riuscito a vincere una sfida contro il collega Spalletti.

Il bilancio complessivo parla di undici confronti, nove di campionato e due di Coppa Italia, e il tecnico toscano si è imposto in ben otto occasioni, a fronte di tre pareggi.

I due allenatori si sono affrontati per la prima volta il 24 settembre del 2006. Il primo era allora alla guida della Roma, mentre il secondo era alla sua prima stagione da tecnico in Serie A e sedeva la sulla panchina del Parma.

In quell’occasione si giocò una gara valida per il quarto turno di campionato in casa della compagine ducale e ad imporsi furono i capitolini con un netto 4-0 scandito dalle reti di Montella, Perrotta, Rosi e Aquilani.

I due confronti in coppa Italia

pioli

Sempre nel corso di quella stessa stagione, Spalletti e Pioli si sono ritrovati da avversari nei quarti di finale di Coppa Italia.

Il turno si giocò nel gennaio del 2007 in doppia sfida e vide la Roma imporsi per 2-1 all’Olimpico nel match di andata (decisivi i goal di Mancini e Totti), mentre la gara di ritorno si chiuse con un 2-2 (inutile per i ducali una doppietta di Muslimovic) che sancì il passaggio dei capitolini.

Spalletti e la Roma riusciranno poi a sollevare al cielo la Coppa Italia, battendo l’Inter in una doppia finale.

La sconfitta contro Spalletti e l’esonero

Nella stagione 2006/2007 Spalletti e Pioli si sono affrontanti anche in una quarta occasione: l’11 febbraio in una gara valida per il 23° turno di campionato.

Anche quella partita ha visto i giallorossi imporsi, questa volta per 3-0 all’Olimpico, con reti di Totti, Perrotta e Taddei.

Quella sconfitta ha rappresentato la fine dell’avventura di Pioli sulla panchina del Parma. Il giorno seguente infatti, il club emiliano, con la squadra al diciottesimo posto in classifica, ha annunciato il suo esonero e la decisione di affidare la panchina a Claudio Ranieri.

Al termine di quella annata Spalletti e la Roma si piazzeranno al secondo posto in campionato, mentre il Parma riuscirà ad ottenere un’insperata salvezza.

Il derby della Capitale e il secondo esonero

A nove anni di distanza dall’ultimo confronto, Luciano Spalletti e Stefano Pioli sono tornati a sfidarsi nell’aprile del 2016 per una gara valida per il 31° turno di Serie A.

Il tecnico di Certaldo era tornato a gennaio alla guida della Roma, mentre l’allenatore parmense era alla sua seconda stagione alla guida della Lazio.

Le strade dei due si sono dunque incrociate nuovamente questa volta in un Derby della Capitale e ad avere la meglio è stata la Roma con un 4-1 firmato da El Shaarawy, Dzeko, Florenzi e Perotti.

Come già capitato nove anni prima, anche questa pesante sconfitta contro Spalletti, è costata la panchina a Stefano Pioli che di lì a poco è stato sostituito da Simone Inzaghi.

Le sfide con l’Inter

Sia Stefano Pioli che Luciano Spalletti, nel corso delle loro carriere si sono seduti sulla panchina dell’Inter.

L’avventura in nerazzurro del primo è durata pochi mesi, dal novembre 2016 al maggio 2017, mentre il secondo ha guidato i meneghini nelle stagioni 2017/2018 e 2018/2019.

Il primo confronto ‘meneghino’ tra i due risale al 26 febbraio 2017, quando la Roma di Spalletti si è imposta per 3-1 a San Siro in una gara valida per il 26° turno di campionato.

Spalletti e Pioli si sono poi ritrovati qualche mese più tardi, il 20 agosto 2017, questa volta con il tecnico toscano in veste di allenatore dell’Inter e quello emiliano di allenatore della Fiorentina.

Anche in questa occasione ad imporsi è stata la squadra di Spalletti con un netto 3-0, mentre il match di ritorno, che si è disputato il successivo 5 gennaio 2018, si è chiuso sull’1-1 con rete di Simeone che in pieno recupero ha risposto ad Icardi.

Stesso copione anche nella stagione successiva: vittoria per Spalletti nel match di andata (2-1 a San Siro) e pareggio al ritorno al Franchi (pirotecnico 3-3 con altro pareggio viola in pieno recupero, questa volta con un contestatissimo rigore trasformato da Veretout).

Di lì a qualche mese Pioli si dimetterà dal suo incarico mentre Spalletti, chiusa la parentesi nerazzurra, si fermerà per due anni.

Pioli vs Spalletti l’ultimo incontro

L’ultima sfida che ha visto protagoniste squadre allenate da Stefano Pioli e Luciano Spalletti è ovviamente cosa recente.

Risale infatti allo scorso 19 dicembre e quindi al girone di andata del campionato 2021/2022

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Ardemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”

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pisa

L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e determinato come non mai. Dal Milan di Ancelotti a una nuova sfida nelle Marche, con la maglia della Civitanovese: è Ardemagni show. Ecco cosa ha detto, in queste ore, ai microfoni di Smart Club, programma sportivo Made in Marche, sotto la regia della brava giornalista Marta Bitti.

L’ex Milan e Atalanta Ardemagni: un bomber ex Serie A senza limiti

Eccolo al top a IGsport47, nell’interessante e appassionante programma Smart Club. Alla conduzione Marta Bitti, affiancata da Cristiano Lambertucci e Luca Baiocco, spazio per l’appunto a un grande protagonista del calcio italiano. Una carriera lunga e ricca di gol, con oltre 100 sigilli realizzate in Serie B, raccontata tra aneddoti, analisi tecnico-tattiche e uno sguardo sul presente e sul futuro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Matteo Ardemagni carico e determinato come non mai nelle Marche per mettere esperienza, carisma e fame al servizio della sua nuova squadra. Obiettivo salvezza in Eccellenza.

Cresciuto in società come Milan e Atalanta, con un passato importante a Perugia e in molti club blasonati del calcio italiano, Ardemagni ha raccontato in sostanza il suo percorso agonistico e le sue motivazioni nel programma sportivo marchigiano Smart ClubLe sue parole fanno ben capire di che pasta è fatto: un giocatore maturo, esperto, consapevole e ancora determinato a lasciare il segno.

Matteo Ardemagni, un viaggio calcistico tra grandi club e oltre 100 gol in carriera: alla Civitanovese per fare grandi cose

La storia di Matteo Ardemagni è quella di un attaccante che ha saputo costruire la propria identità passo dopo passo, dopo una lunga gavetta. Esperienza precoce nel Milan di Ancelotti, dove ha respirato fin da giovanissimo l’aria dei campioni. Ha poi completato la formazione nell’Atalanta, società da sempre attenta ai talenti offensivi.

Da lì è iniziato un percorso ricco di tappe prestigiose: Triestina, Cittadella, Modena, Perugia, Avellino, Ascoli, Frosinone, fino alle più recenti esperienze in Serie C. Con oltre 100 reti nei campionati professionistici, Ardemagni è divenuto a tutti gli effetti emblema puro di affidabilità e dedizione. Un attaccante cresciuto a pane e gol, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo sempre una performance costante.

Le dichiarazioni a Smart Club: “Unità e sacrificio, così si conquista la salvezza”

Ospite del programma Smart ClubArdemagni (che conosce bene le Marche: ad Ascoli indossò in passato la fascia di capitano) ha parlato con grande lucidità del momento della squadra e delle sue motivazioni personali. L’attaccante ha sottolineato come la sfida salvezza passi soprattutto dalla compattezza del gruppo: “Non basta il singolo, serve unione d’intenti. Mi sento vivo, ho il fuoco dentro”. Come dire, quando gli atleti di una squadra remano tutta dalla stessa parte, anche le difficoltà possono trasformarsi in belle opportunità.

Ha poi aggiunto che la sua scelta di approdare nelle Marche nasce dal desiderio di sentirsi ancora protagonista: “Voglio dare tutto. Ho accettato questa sfida con umiltà, cercherò di aiutare i giovani. Credo nel progetto. I nostri tifosi possono fare la differenza, dentro e fuori dal campo”. Parole che confermano la sua determinazione, motivazione e la volontà di essere un punto di riferimento per la generazione young.

Civitanova (Civitanovese – Eccellenza) e il nuovo capitolo: nelle Marche per lasciare un segno, non per una passerella qualunque… “Pippo Inzaghi mi disse che…”

Ardemagni ha parlato anche del suo impatto con l’ambiente marchigiano, elogiando la passione dei tifosi e la serietà della società civitanovese. “Obiettivo salvezza, dobbiamo meritarla”, ha dichiarato. L’attaccante ha poi evidenziato l’importanza del lavoro quotidiano: “La differenza la fanno i dettagli: allenarsi bene, aiutarsi, non mollare mai. È questo lo spirito che voglio trasmettere”. Un messaggio chiaro, che conferma come Ardemagni non sia solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore aggiunto sul piano umano e motivazionale. Il suo punto di riferimento è stato Pippo Inzaghi: “Pippo mi diceva sempre il gol arriverà, l’importante è farsi trovare pronto”. Che dire, a buon intenditor poche parole. E’ possibile rivedere la puntata anche su YouTube sul canale SmartClub IGSport47.

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Serie A

Roma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”

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Roma-Udinese

La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A pochi giorni dalla sfida, Lorenzo Pellegrini ha parlato in esclusiva ai microfoni di CBS sport.

La tappa di Napoli può diventare uno snodo cruciale per il cammino della Roma verso l’obiettivo Champions League. Una sfida che ha un grande significato per la classifica dei giallorossi, in piena lotta per entrare nelle prime 4 posizioni in Serie A. Un traguardo che sogna di coronare a fine stagione Lorenzo Pellegrini, il cui futuro nella Capitale resta in dubbio.

Il capitano giallorosso ha infatti il contratto in scadenza nel prossimo giugno, e non si è mai parlato concretamente di rinnovo. Tematica che il numero 7 della Roma ha trattato nell’intervista recentemente rilasciata a CBS sport. Di seguito le sue parole.

Roma, le parole di Pellegrini

Maglia della quale sei più orgoglioso di avere a casa?

“Io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Non scambio sempre la maglia con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.

Gasperini.

“Quando si cambia l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Così, almeno c’è il pre-campionato per capire le sue richieste. Ma sono molto felice di essere allenato da Gasperini. Penso che sia un allenatore che permette di migliorare molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Alla fine, con lui si migliora anche fisicamente. Ma penso che sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive”.

La Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è alta la motivazione a tornarci? 

“Sì, quest’assenza ci mette un po’ più di pressione addosso, ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Non giochiamo da molti anni in Champions e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Siamo sulla buona strada, perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine: anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso, quando abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere”.

Legame con la Roma.

Roma, curva Sud

“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Nasci qui, vivi qui e sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti dirà: ‘Voglio diventare un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto capitani romani, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino.

La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando ho indossato la maglia, ho sentito quella sensazione e ho pensato: ‘Ok, Lorenzo, sei un ragazzo molto fortunato’. In questi casi, c’è una bella responsabilità da prendere”.

Carriera.

“Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho fatto quella scelta perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno quello che è stato fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.

 

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Serie A

Roma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli

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La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Paulo Dybala e Robinio Vaz sono tornati ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino la loro presenza per il match del Maradona.

La 25° giornata di Serie A può rappresentare uno snodo cruciale, con due scontri diretti chiave, soprattutto per la lotta scudetto, ma anche per la zona Champions League. L’affascinante sfida tra Napoli e Roma di domenica sera al Maradona può raccontare molto delle ambizioni delle due squadre, quando stiamo per avvicinarci all’ultimo decisivo terzo della stagione.

I giallorossi, al momento 4° in classifica al pari della Juventus, devono sfatare il tabù degli scontri diretti contro un Napoli che avrà voglia di rivalsa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana. Inoltre gli azzurri, in caso di vittoria, possono staccarsi in maniera quasi definitiva dalla lotta al 4° posto.

Roma, Gasp ritrova Vaz e Dybala: Hermoso resta in dubbio

PAULO DYBALA PENSIEROSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una sfida quindi che va ben oltre la rivalità vista l’alta posta in palio. Roma che è tornata ad allenarsi a Trigoria agli ordini di Gasperini. Il tecnico giallorosso ha avuto modo di ritrovare due pedine preziose per il suo attacco: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Entrambi hanno svolto la seduta con il resto del gruppo, e sono pronti ad essere protagonisti in campo al Maradona. Gli altri infortunati, Koné, El Shaarawy, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, hanno proseguito il loro iter di recupero. L’unico che sembra avere chance di recuperare per domenica sera è il difensore spagnolo.

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