Serie A
Milan, Allegri: “Jashari non ci sarà a Lecce. Cremonese? Sconfitta inaspettata ma c’è voglia di riscatto”
Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della seconda giornata di campionato. Obiettivo rialzarsi subito.
Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, è intervenuto nella consueta conferenza stampa di presentazione del match in programma domani, venerdì 29 agosto ore 20:45, tra i rossoneri e il Lecce di Di Francesco, valido per la seconda giornata di Serie A.
Non è stato il miglior inizio auspicabile quello del Diavolo che ha perso in malo modo a San Siro contro la neopromossa Cremonese. L’obiettivo, neanche a dirlo, è rialzarsi subito e conquistare i primi punti della stagione al Via Del Mare. I rossoneri saranno ancora orfani di Rafael Leao, ancora alle prese con l’infortunio subito a metà agosto nei trentaduesimi di Coppa Italia con il Bari.

MIKE MAIGNAN RINVIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, le parole di Allegri
“C’è sicuramente tanta voglia di riscatto nella squadra dopo gli errori fatti contro la Cremonese. E’ stata una sconfitta inaspettata. Con più attenzione negli episodi dei gol loro, avremmo potuto portare a casa la vittoria. Il Lecce è una squadra molto veloce, molto organizzata e giocare a Lecce non è mai facile”.
La spaventano gli ultimi giorni di mercato?
“Gli ultimi giorni di mercato non mi impauriscono, ormai ci siamo abituati a queste vicissitudini di questi ultimi giorni di mercato. Al mercato pensa la società e sta lavorando per mettere dentro giocatori che ci serviranno, con l’obiettivo di arrivare a marzo con una buona posizione di classifica. Siamo arrabbiati per la sconfitta con la Cremonese e bisogna continuare a lavorare”.
Cosa pensa di Santi Gimenez? Il Milan è un cantiere aperto?
“Santi Gimenez è un ottimo giocatore, io lo conosco da 20 giorni ed è l’unica punta che abbiamo, è un buon giocatore e ci aspettiamo molto da lui. Cantiere aperto? E’ inutile raccontarci le cose, vediamo la crescita della squadra giorno dopo giorno, sono arrivati giocatori giovani, forti e di grande prospettiva. Abbiamo sei mesi prima di arrivare a marzo per arrivare a una buona posizione di classifica”.
Come procede la sinergia con la dirigenza sul mercato?
“Ci parliamo con Furlani, Tare, Ibra e Moncada. L’input è quello che ci deve essere sostenibilità. Domani abbiamo una partita molto difficile e al resto ci penserà la società”.
Vuole parlare di Nkunku? Che tipo di richieste ha fatto alla società?
“Con la società abbiamo parlato, ma le occasioni di mercato le sa la società, io faccio un altro mestiere. Io sono qui per lavorare tutti i giorni con la squadra e ripeto: sono molto contento di tutta la squadra che ho a disposizione, bisogna solo andare avanti e lavorare”.
Cosa pensa di Jashari a livello tattico? Che tipo di centrocampista è?
“Jashari è un giocatore forte in primis: purtroppo si è fatto male oggi in un contrasto con Gimenez, non ci sarà domani: credo sia un mediano davanti alla difesa oppure giocare a due”.
Giocherà De Winter? Come ha valutato la prestazione della difesa?
“Nei due errori che abbiamo fatto nei novanta minuti, abbiamo preso due gol. Dobbiamo abbassare, se non azzerare l’errore. Non so ancora chi giocherà domani”.
Serve ancora il centravanti alla Giroud o sono cambiate le necessità?
“Bisogna avere pazienza e fiducia sul mercato. L’esigenza di un attaccante di un certo tipo? Vale per tutti, perché la società ha tutto l’interesse a creare una squadra competitiva”.
Gli errori difensivi sono singoli, però i numeri delle ultime stagioni sono alti a livello di gol subiti. Come si fa ad abbassarli?
“La prima cosa è fare, quindi lavorare e non chiacchierare. Lavorando, si creerà più attenzione nella fase difensiva. Speriamo domani di non subire gol, ma non possiamo togliere questo deficit in una settimana o in un mese, però sono sicuro che la toglieremo questa problematica”.
Come ti spieghi la differenza tra quanto visto in pre-campionato e contro la Cremonese?
“Il calcio non si spiega, si gioca, come dico spesso. Con la Cremonese abbiamo subito due cross in cui eravamo ben posizionati, ma abbiamo subito gol per degli errori. Con il Bari, però, nonostante il 2-0, abbiamo subito quattro tiri in porta e Maignan ha fatto due parate importanti. Anche col Chelsea abbiamo subito gol evitabili. Anche a Perth, nell’ultima amichevole, abbiamo subito 3-4 situazioni contro da una squadra con limiti oggettivi. Dopo la partita col Bari vedendo le due parate di Maignan e i due tiri subiti, un po’ di allarme c’era. Con la Cremonese difensivamente ci siamo comportati anche bene, ma in occasione dei due gol abbiamo sbagliato, quindi bisogna lavorare. Col Bari abbiamo rischiato più che con la Cremonese. Ma il calcio è così: magari la prossima volta siamo messi male e il cross finisce fuori dallo stadio”.
Rabiot ha detto, pochi mesi fa, che vi sentite spesso. Vi siete sentiti in questi giorni?
“Assolutamente no. Da prima delle vacanze non ci siamo più sentiti. E’ un giocatore a cui sono affezionato perché abbiamo lavorato insieme”.
Ci sono dei piani B e C per l’attacco vista l’assenza di Leao?
“In qualche modo faremo, abbiamo delle opzioni anche in panchina oltre a Jimenez. Il Lecce viene da un bel pareggio, da una salvezza importante, Di Francesco dà grande organizzazione alle sue squadre. Dobbiamo metterci alla pari della squadra avversaria come corsa e rispetto, poi le qualità tecniche verranno fuori”.
Leao, Saelemaekers. Pulici e un’altra punta: possono coesistere questi quattro?
“Tutto dipende da loro. Se loro danno grande disponibilità, si può fare qualsiasi cosa. Sono contento di allenare questo gruppo, perché si allena bene e con fatica. Domani, più di una bella partita, dobbiamo fare una vittoria”.
La gestione di Jimenez: si parla di qualche ritardo, di qualche piccola ribellione…
“I ritardi di fanno tutti, chi all’inizio e chi alla fine. Non ho assolutamente niente contro Jimenez, che è un buon giocatore, non è successo assolutamente niente”.
Ha mai chiesto Dusan Vlahovic?
“Non ho mai chiesto Dusan Vlahovic, è un giocatore della Juventus. Ho parlato con la società di caratteristiche dei giocatori e delle cose che si possono fare. Se arriveranno giocatori con caratteristiche diverse, in qualche modo faremo”.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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