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Serie A

Lazio, Tudor: “Mi sono sempre piaciuti i derby, sono qui per dare emozioni”

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Lazio

Il mister della Lazio Igor Tudor ha parlato in conferenza stampa in vista del derby con la Roma valido per la 31^giornata di Serie A.

Lazio, le parole di Tudor

Tudor, Lazio

 

Che Lazio servirà domani per giocare un grande derby?

“Una Lazio buona, giusta, in una gara sentita da tutti e per questo ci vorrà la testa per fare il meglio possibile”

Per molti il derby è una partita come le altre, De Rossi ha parlato invece di una grande tensione nel prepartita. Che rapporto ha con il derby?

“A me queste partite sono sempre piaciute, alla fine è vero che è una partita come tutte le altre. Entrambi hanno ragione, va interpretata bene perché non puoi scappare dalle emozioni del prepartita.

Questa partita ti deve dare qualcosa in più senza perdere la testa, un derby va vissuto in questo modo. C’è il giusto antagonismo, ma poi il rispetto ci deve essere per il calcio. Dare emozioni, questo è sport e questo è il derby.”

 

Per molti il derby è una partita come le altre, De Rossi ha parlato invece di una grande tensione nel prepartita. Che rapporto ha con il derby?

“A me queste partite sono sempre piaciute, alla fine è vero che è una partita come tutte le altre. Entrambi hanno ragione, va interpretata bene perché non puoi scappare dalle emozioni del prepartita.

Questa partita ti deve dare qualcosa in più senza perdere la testa, un derby va vissuto in questo modo. C’è il giusto antagonismo, ma poi il rispetto ci deve essere per il calcio. Dare emozioni, questo è sport e questo è il derby.”

 

Un giudizio sulla Roma e su De Rossi?

“Ho visto le partite in questi due giorni, è una squadra che ha qualità nel gioco e De Rossi ha fatto un buon lavoro. Devo ammettere che sarà molto difficile, due squadre con caratteristiche diverse ma simili per certi aspetti.

Due squadre che vogliono avere il pallone e questa già è una cosa bella. Spero si possa divertire la gente, ma con una nostra vittoria. De Rossi ha iniziato ora la sua carriera e mi sembra un buon inizio.”

 

La Lazio di Sarri ha vinto il derby non giocando alla Sarri, domani la Lazio giocherà alla Tudor?

“Non posso parlare apertamente su questo argomento, è strategia e il modo in cui possiamo affrontare la partita è un tema interno per noi.

È una partita particolare, poi ci sono anche da valutare i momenti e dovremo essere furbi e intelligenti. Non dobbiamo anche rinunciare a ciò che siamo, dovremo fare entrambe le cose.”

 

Sta percependo che la città vive questa sfida in maniera unica?

“Vivo ancora qui a Formello, non ho ancora trovato appartamento a Roma e quindi sono abbastanza isolato.

Sono andato solo una volta a cena in centro, ma capisco quella che è la tensione di questa partita. Voglio vivere questa partita, non vedo l’ora che inizi la sfida.”

 

Questa varietà tattica e questi diversi moduli tattici sarà una caratteristica permanente della sua Lazio?

“Un allenatore comincia a lavorare, prova a proporre quella che è la sua idea di calcio poi però deve vedere come si adatta alla squadra.

Non è che lo stile però cambia ogni cinque partite, deve rimanere più o meno uguale. I numeri e i sistemi di gioco c’entrano fino a un certo punto, l’importante è lo stile.”

 

Luis Alberto è più adatto a giocare a ridosso dell’attaccante?

“A Torino giocava a ridosso di Immobile, sono cose tattiche e non sto qui a spiegarvi perché ogni tanto si abbassava. A lui piace venire a giocare il pallone, ma la sua posizione era comunque vicino a Immobile.

Abbiamo avuto 2-3 momenti in cui lui vicino a Ciro poteva darla un po’ per fare male alla Juventus anche vista la sua qualità. Sono mancati 1-2 metri su una palla per Ciro per arrivare direttamente in porta, è un giocatore con quelle caratteristiche.”

 

Lei pensa di avere giocatori unici in questa squadra? È l’ultima chance per l’Europa?

“Per l’Europa è una partita importante. Ultima chance? Sono sempre esagerazioni, poi questo è il mondo del giornalismo. Provo sempre a sdrammatizzare questo mondo che per voi è sempre nero o bianco, mentre per me è sempre grigio.

Io sono sempre innamorato dei miei giocatori, i miei sono sempre i più forti. Le parole che usa l’allenatore avversario non mi va di commentarle, non voglio fare polemiche inutili.”

 

Senza il gol di Marusic la Lazio avrebbe fatto zero gol in due partita, la Lazio fa ancora fatica in attacco?

“Abbiamo giocato contro una squadretta (ride, ndr). È difficile fare 3-4 gol a una squadra del genere. Io lavoro sempre per migliorare, non mi accontento mai.

È presto però per dare giudizi, se c’è o non c’è un problema. A me piace come i giocatori stanno interpretando questa via, vedremo poi quali saranno i punti dove dobbiamo migliorare.

Sono state due gare senza i giocatori impegnati con le nazionali, è stato molto particolare preparare la squadra.

Ho avuto giocatori che con 1-2 allenamenti hanno giocato due partite e si è comunque visto quello che vogliamo fare in campo. Ci vuole più tempo per dare giudizi.”

 

Quanto può influire l’arbitraggio su un derby importante come quello di domani?

“Spero non ci siano problemi dopo. Ormai non si parla più di un arbitro, ma di due. Spero che entrambi faranno un buon lavoro.”

 

Cosa prova a rappresentare il popolo biancoceleste e che messaggio vuole mandare ai tifosi?

“Un messaggio di positività e di supporto, ciò che è stato sempre fatto. Noi dovremo entrare in campo e convincerli a stare sempre più vicino alla squadra con una buona prestazione”

 

Ha già avuto modo di vedere qualche giocatore più adatto alle sue idee di gioco? Le scelte si baseranno su questo o sull’esperienza nel derby?

“La domanda è giusta, la risposta ancora non c’è perché dobbiamo lavorare oggi. C’è tutto in queste partite, bisogna basare le scelte sia sulla prima che sulla seconda cosa. Vedremo cosa faremo oggi in rifinitura. Lavoreremo e poi faremo le scelte.”

 

Ha ereditato una squadra che fa fatica nel secondo tempo e che non reagisce ai gol subiti, quanto deve migliorare la squadra nel non disunirsi dopo i gol subiti?

“Non ho ricevuto auguri da nessuno. Le statistiche mi interessano fino a un certo punto, nel lavoro dell’allenatore è importante dare una mentalità alla squadra. Ci vuole tempo, non è una cosa tattica.

Va lavorata tutti i giorni durante gli allenamenti, bisogna lavorare scegliendo anche i giocatori e sfruttando la qualità.

All’interno delle qualità c’è anche la testa dei giocatori, lavoro sempre nella direzione di una squadra che si comporta sempre allo stesso modo, sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta.”

 

Kamada possiamo vederlo anche da trequartista?

“Ho parlato tanto di lui, dopo la gara con la Juve in campionato aveva dei parametri di stress altissimi, ha dato tutto non avendo una condizione importante.

È andato oltre le sue possibilità. È un giocatore duttile che mi piace molto, ha un buon livello in tutto quello che fa ed è completo.”

 

Un aggiornamento sull’infermeria?

Rovella e Pellegrini ieri hanno fatto allenamento con noi dopo molto tempo, li ho visti molto bene, carichi e hanno dato un contributo nell’allenamento importante. Domani li porteremo sicuramente con noi.”

 

Che tipo di partita si aspetta domani?
“Non so cosa succederà domani, che partita sarà è molto difficile. Poi uno perde o vince, si andrà avanti come sempre.”

Serie A

Roma, Llorente: “Vivere questo ambiente è fantastico. La più grande delusione è stata…”

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Roma

Il difensore della Roma Diego Llorente ha parlato ai microfoni di Spagnaculturaescienza.it in merito alla sua esperienza nella capitale.

Le parole di Llorente

“La più grande soddisfazione e la delusione peggiore avuta in carriera? La cosa più bella è stata aver ricevuto la convocazione agli ultimi Europei, una grande soddisfazione. Il momento più difficile lo lego alla finale di Europa League persa a Budapest con la Roma.”

Quali sono stati i pensieri tuoi e della squadra dopo quella notte?
“Non può che dispiacere tanto, quando arrivi così vicino ad una vittoria del genere, arrivando ai calci di rigore….”

Di Roma cosa ti piace di più?
“Mi piace quando andiamo all’Olimpico nei giorni delle partite. Vedere tanta gente, vivere quell’ambiente con tanta passione. La prima volta per me fu con la Cremonese in Coppa Italia. Anche se perdemmo, quella serata non la dimentico. Lo stadio è sempre incredibile. La città la vivo serenamente. All’Eur, dove vivo io, mi trovo bene. Porto il cane fuori, faccio passeggiate, si sta tranquilli. Per me questo è molto importante. Il centro, ovviamente, è più caotico.”

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Serie A

Roma, Mancini: “La città è stupenda, Gasp mi ha aiutato a crescere. Su De Rossi…”

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Roma, Gianluca Mancini

Il difensore della Roma Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni di Betsson Sport in merito al suo presente, tornando anche su ciò che è stata fino ad ora la propria carriera.

Le parole di Mancini

“Gasperini è stato il mio primo allenatore in Serie A e mi ha fatto capire l’importanza dell’allenamento. Mi ha insegnato che per stare a certi livelli bisogna essere professionisti anche fuori dal campo.”

Mancini poi racconta anche il suo rapporto con la città di Roma:
“Sin dal primo giorno che ho messo piede in questa città, me la sono sentita subito mia. Roma è stupenda e sono stato molto felice di arrivare qui.”

Riguardo l’arrivo di De Rossi, Mancini ha evidenziato il suo entusiasmo nel collaborare con l’allenatore tanto stimato: “È stato un mix di felicità e di emozione. Quando l’hanno annunciato eravamo felici ed entusiasti di lavorare con lui.”

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Serie A

Bologna, all in su Italiano

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Continua il valzer delle panchine in Serie A, tra intrecci e nuove possibilità il Bologna sembra proprio aver individuato in Vincenzo Italiano il prescelto.

Fiorentina, Italiano

Bologna, Sartori e Di Vaio puntano forte su Italiano. Defilati gli altri profili

L’attuale allenatore della Fiorentina è da tempo indicato come uno degli eredi naturali di Thiago Motta sulla panchina del Bologna, nelle nostre righe lo scriviamo da giorni e la dirigenza emiliana sembra fare sul serio.

Le possibilità che Vincenzo Italiano lasci Firenze sono sempre più in rialzo e la fresca sconfitta dei viola in finale di Conference League, non fa altro che avvicinarlo ad altre destinazioni.

Il noto interessamento dei giorni scorsi da parte del Bologna sembra proprio si possa tramutare in trattativa e la finale europea appena disputata potrebbe fare da apripista a Sartori e Di Vaio per dare l’assalto.

D’altronde tutti gli elementi portano all’attuale tecnico gigliato che per caratteristiche si sposerebbe a meraviglia con il diktat della società guidata da Joe Saputo.

I tempi stringono e il Bologna deve accelerare le operazioni, dal momento che Italiano è un tecnico ambito e sulla lista di diversi club.

Più defilati i nomi di Tedesco, Palladino e Sarri, tutti presi in considerazione ma che al momento, per motivi diversi, sono scesi nelle gerarchie.

 

 

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