Serie A
Lazio, Lotito: “Più spendi e più vinci? Fesseria. Tanti presidenti-tifosi sono durati 5 anni”
Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, intervenuto ad un podcast sul tema del mercato, in particolar modo sul falso mito dello “più spendi più vinci.
L’imprenditore romano, entrato nell’azionariato della Società Sportiva Lazio nel 2004, ospite del podcast Un Caffè con Vanni ha parlato di diverse tematiche, tra cui la risposta a chi lo accusa di pensare solo ai soldi e non al bene dei biancocelesti.

L’ESULTANZA DI MARCO BARONI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La Lazio di Lotito
“Le persone mi ritraggono in modo diverso rispetto a quello che sono, perché sono persone che fanno le analisi epidermiche, ossia non vanno a fondo quindi su quello che è la persona perché la persona è composta a 360º tutta una serie di requisiti che fanno della persona un unicum. Per quello che riguarda i conti non è colpa mia, per me sono alla base della gestione”, queste le prime parole nel podcast di Claudio Lotito.
Sul gestire un’azienda sportiva ha sottolineato che: “Un’azienda deve avere un equilibrio economico-finanziario per poter essere gestita altrimenti rischi il fallimento. Basta nel caso del calcio verificare quello che è successo negli ultimi 25 anni e vi renderete conto che tante persone sono sparite nel ruolo di presidente. Quando dico sparito è perché hanno avuto un periodo di 5 anni massimo e perché probabilmente hanno interpretato il calcio come tifosi-presidenti e non come presidenti-tifosi. Io sento la responsabilità di dover coltivare quei valori di questa società nata nel 1900 e che per altro hanno valori importanti e rarissimi”.
Sul viale dei ricordi
Il presidente romano poi è tornato indietro a quando ha acquistato il club biancoceleste mettendo in risalto un dato significativo a quel tempo: “Basti pensare che per mantenere il numero di matricola originario e non far fallire la Lazio io mi sono caricato di 550 milioni di debiti nel 2004. La società fatturava 84 milioni e ne perdeva 86,6. Penso che il risanamento che ho messo in atto, coniugando anche i risultati sportivi”.
Sull’onda del concetto precedente ha messo in risalto i risultati della Lazio durante la sua gestione: “Perché dopo la Juve, la Lazio è la seconda società che ha vinto il maggior numero di trofei. Non ha vinto il campionato ma ha vinto 3 Supercoppe e 3 Coppe Italia, peraltro vincendo contro l’Inter del triplete, contro la Juventus che aveva vinto tutto. Dimostrando, quindi, che si possono raggiungere dei traguardi e dei risultati sportivi utilizzando l’organizzazione e la capacità di mettere a sistema non solo il denaro ma anche le capacità di avere delle idee che possono produrre risultati”.
Sogno scudetto
Non poteva non mancare quindi, alla luce dei dati sciorinati dal presidente il pensiero dello Scudetto: “Voi pensate che lo scudetto sia un fatto matematico, oggi si pensa che più spendi e più vinci ma è una fesseria. Il tema è investire in modo oculato e in modo scientifico per raggiungere degli obiettivi. Io nel calcio ho preso la Salernitana in eccellenza e l’ho portata in Serie A, l’unico caso nel calcio italiano. La Lazio l’ho risanata ed oggi ha 300 milioni di euro di patrimonio immobiliare ed è la società più patrimonializzata che c’è sul mercato. Io sto lavorando affinché lo scudetto non diventi un fenomeno sporadico ma diventi un sistema all’interno della Lazio”.
Dove può arrivare la Lazio di Baroni con Lotito presidente?
Serie A
Juventus, Spalletti: “Dobbiamo alzare l’asticella, la prossima dobbiamo rifare la stessa partita. Do un 7 alla prestazione. Il Como…”
Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa al termine di Juventus-Cremonese 5-0. Il tecnico ha parlato dei punti positivi della prestazione.
I bianconeri dilagano contro la squadra di Nicola e manda un segnale a tutte le pretendenti per lo Scudetto. L’obiettivo Champions pare sempre più alla portata.
Juventus, le parole di Spalletti
“Vorrei fare i complimenti alla nostra squadra femminile per la vittoria della Supercoppa. Ieri mi sono permesso di chiamare al capitano Rosucci e al mio collega Canzi per fare a loro i complimenti. Ho visto la partita e hanno giocato molto bene”.
Dominate e giocate molto bene.
“Io la ringrazio per i complimenti e lo dirò anche a mia mamma. Però è fondamentale che capiscano che sono loro i protagonisti soprattutto in questo calcio fatto di duelli per avere la possibilità di portare la partita su un piano più tecnico. Però bisogna sempre guadagnarsi una seconda palla e vincere un duello fisico, passare dalla pulizia dentro il caos. Noi dobbiamo fare questo step per diventare sempre squadra. Adesso abbiamo fatto dei passi in avanti e questa voglia di essere squadra per noi deve essere normale perchè è la storia di questa società. Poi quando vedo che si vanno a migliorare delle cose senza essere presuntuosi io sono soddisfatto”.
Come ha fatto a creare questa squadra?
“È un’analisi bellina con anche un po’ riscontro. Il cambiarsi continuamente di ruolo è la soluzione del calcio moderno”.
Che obiettivo avete?
“Non bisogna prendere decisioni a lungo termine con emozioni a breve termine. Noi dobbiamo andare a rifare la stessa partita di oggi nella prossima del calendario, magari aggiungendo qualcosa di nuovo. Noi non dobbiamo perdere questa curiosità e questa convinzione di mettere qualità dentro alla partita. Abbiamo i calciatori per alzare l’asticella e anche stasera l’hanno fatto vedere nonostante si debba sempre martellare di essere sempre esecutivi e feroci”.
Le altre devono star tranquille?
“Non mi so mettere in quei panni. Per me l’Atalanta è una squadra fortissimo e Palladino sta facendo un lavoro eccezionale. Poi se sbagli ti vengono addosso come Bologna e Como. Io ho letto che Fabregas ha fatto allungare il campo e io se fossi un giocatore vorrei essere allenato da lui. Non vedo l’ora di giocarci contro per fargli i complimenti. Io voglio sentire cosa mi dirà quando glielo chiederò. Lo apprezzavo prima ma adesso è diventato un idolo”.
Che voto darebbe alla Juve?
Un buon voto ma non altissimo perchè ci sono tante cose che si potevano darci un altro step in avanti. Poi quando c’è entusiasmo a volte si chiama anche della buona sorte dalla nostra parte come stasera e contro il Sassuolo. Però la squadra ha fatto partite e per noi non è semplice essere così continuativi nelle partite. Io darei un bel 7 stasera”.

L’URLO DI DAVIDE NICOLA E DI LUCIANO SPALLETTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Cremonese, Nicola: “Anche da queste partite apprendiamo e ci servono. Non facciamo drammi. Sul rigore…”
Davide Nicola ha parlato in conferenza stampa al termine di Juventus-Cremonese 5-0. Il tecnico ha analizzato la brutta imbarcata, esprimendo la sua amarezza.
Niente da fare per i grigiorossi che escono strapazzati dall’Allianz Stadium e già nel primo tempo davano segnali di rassegnazione. L’importante sarà ripartire con la stessa grinta delle ultime gare.
Cremonese, le parole di Nicola
Salva qualcosa?
“Salvo tutto perchè è una partita che ci permette di apprendere. Il primo gol ci ha fatto innervosire, perchè eravamo partiti bene creando buone trame di gioco. Poi abbiamo avuto una potenziale occasione con Zerbin e subito abbiamo preso una ripartenza del secondo gol. Il primo gol della Juventus nasce da un fallo su Yildiz che io non ho visto. Però questo serve a tutti noi per apprendere. Dopo il 2-0 non siamo riusciti a giocarla con l’energia giusta e non riuscivamo a vincere i duelli ed è diventata una partita dove dovevamo stare attenti a non andare oltre. Non facciamo drammi e dobbiamo mantenere una costante disciplina anche nei momenti difficili. Tutto ci serve”.
La prossima sarà decisiva
“Noi contro il Cagliari abbiamo giocato molto bene. Noi siamo una squadra che deve salvarsi e ogni settimana dobbiamo farci un mazzo incredibile. Io vi dico questo dal primo giorno. Poi quando affronti la Juventus devi venire a giocartela per strappare dei punti ed è sempre importante riconoscere il valore della Juve. Nulla è decisivo e noi dobbiamo vedere dove saremo a fine marzo, ma non dobbiamo pensare oltre alla singola partita. Anche oggi ci sono delle cose positive e altre che a noi mancano”.
Giudizio sul rigore tolto?
“Io posso dirti che l’intervento di Locatelli mi sembrava scomposto. Io non volevo mancare di rispetto all’arbitro e accetto il gesto. Però non voglio commentare i rigori. Fino al 2-0 ho visto una Cremonese che stava giocando con qualità”.
La prossima senza Pezzella
“Ci saranno altri giocatori e noi non ci nascondiamo. Noi dobbiamo giocare sempre al 110% per essere competitivi. Questo è il calcio e stiamo cercando di gestire i giocatori per noi fondamentali. Io dico bravi ai ragazzi per l’impegno e la voglia di giocare. Gli schiaffi a volte servono per crescere. Ho saputo che un nostro tifoso non è stato bene e voglio mandargli un abbraccio virtuale”.
Sulla forza della Juventus
“Non deve esaltare ancora di più la Juventus. Loro sono una grande squadra come Napoli e Inter. A volte vorrei vi rendeste conto cosa significa per noi competere contro squadre del genere. Per noi competere con certe realtà significa fare dei salti mortali”.

L’URLO DI DAVIDE NICOLA E DI LUCIANO SPALLETTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Juventus-Cremonese 5-0, Spalletti disintegra i grigiorossi
La 20° giornata di Serie A si chiude con una goleada, Juventus-Cremonese 5-0. I bianconeri strapazzano la Cremonese e agganciano il Napoli al terzo posto.
Tutto facile per Spalletti che già nel primo tempo archivia la pratica grigiorossa e torna prepotentemente in zona Champions League. A segno anche David.
Juventus-Cremonese 5-0, altro gol di David e doppietta di McKennie
Un uragano si abbatte sulla squadra di Nicola, che rimedia anche un’espulsione a metà del primo tempo, e rispedisce i bianconeri in alto in classifica. Il match si è aperto quasi subito con il sinistro al volo da fuori di Miretti corretto in porta da Bremer, posizionato nel posto giusto al momento giusto che spiazza completamente Audero.
Qualche minuto più tardi in seguito a una grande occasione fallita dalla Cremonese, un contropiede perfetto guidato da Thuram si chiude col secondo gol consecutivo di Jonathan David dopo quello al Sassuolo. Sul finale di tempo arriva anche il tris su calcio di rigore, per fallo di mano di Baschirotto, che Yildiz prima si fa parare da Audero con l’aiuto del palo e poi ribatte in rete per il gol che spezza le gambe agli ospiti.
Nella ripresa una palla illuminante di Miretti lancia McKennie, che salta anche l’estremo difensore grigiorosso e appoggia in rete con la complicità di Terracciano (al quale è stato attribuito l’autogol). A metà della ripresa poi ancora lo statunitense fissa il risultato sul 5-0.
La Juventus sale a 39 punti, alla pari di Napoli e Roma ma con una partita in più rispetto ai partenopei, e rilancia le ambizioni Champions. La Cremo invece resta ferma a quota 22.

LA GRINTA DI JONATHAN DAVID ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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