Serie A
Juventus, Spalletti: “Vogliamo un 2026 pieno di soddisfazioni per i tifosi. Sul rinnovo…”
Alla vigilia di Juventus-Lecce, il tecnico dei bianconeri, Luciano Spalletti, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.
Di seguito un estratto delle parole dell’allenatore della Juventus in vista della sfida contro il Lecce, in programma domani alle ore 18.
Juventus, le parole di Spalletti
Come ha trovato la squadra in questi giorni e che tipo di gara si aspetta?
“I ragazzi hanno lavorato bene, nonostante il periodo festivo che può sempre creare qualche distrazione. Li ho visti arrivare al campo con determinazione, concentrati su ciò che bisogna fare. Abbiamo parlato anche dell’inizio dell’anno nuovo: c’è un detto dalle mie parti che dice che quello che fai il primo dell’anno poi lo ripeti per tutto l’anno. Per questo ho chiesto grande attenzione in questi allenamenti. Ho detto anche che ogni giorno si gioca una piccola partita, un premio che può essere visibile o meno, ma per ottenerlo bisogna impegnarsi. La somma di questi piccoli premi è ciò che ti porta poi al risultato finale. Mi aspetto quindi continuità nell’attenzione mostrata nelle ultime partite, cercando sempre qualcosa di nuovo che ci dia ulteriore forza.
Nel calcio moderno funziona così: i protagonisti sono i giocatori, sono loro che devono scavare, scoprire situazioni nuove e trovare soluzioni fuori da ciò che è preordinato. La partita sarà complicata perché conosco bene il Lecce. Conosco diverse persone all’interno del club, compreso Di Francesco, con cui ho lavorato alla Roma e con cui ho un rapporto di amicizia.
È un allenatore molto moderno, con un’idea di calcio propositiva ben definita. Sarà una gara aperta, perché vengono a pressare e lavorano in modo collettivo, anche in fase difensiva. Hanno disputato ottime partite in questo campionato e servirà tutta la nostra forza”.
Come si gestisce la preparazione con così tante partite ravvicinate?
“Non è semplice preparare le gare con tempistiche così strette, ma ho la fortuna di lavorare con persone alla Juventus che sanno come gestire queste situazioni. Grazie alla collaborazione riusciamo a lavorare su più aspetti e a preparare le partite nel modo migliore. È chiaro che, con questo ritmo, qualche muscolo può andare in sofferenza ed è per questo che abbiamo bisogno di tutti”.
Come valuta Elimoghale? Ha mai pensato di convocarlo?
“È un ragazzo con caratteristiche che fanno intravedere una possibile evoluzione importante in futuro. Bisogna però accompagnarlo nella crescita nel modo giusto, permettendogli di fare esperienza con i tempi corretti. Ha frequenza, leggerezza nell’uno contro uno e nel puntare l’avversario, ma deve strutturarsi fisicamente. Qualche volta l’ho fatto allenare con noi, perché portiamo spesso giovani in prima squadra e lui rientra in questo percorso. Le convocazioni dipendono sempre da ciò che questi ragazzi dimostrano quando si allenano a questo livello: è nel confronto che si capisce se uno è pronto oppure no”.
È soddisfatto di questi primi mesi alla Juventus?
“Sì, sono soddisfatto perché ho sempre visto i giocatori cercare qualcosa di nuovo. I protagonisti sono loro e nel calcio moderno devono trovare soluzioni, posizioni e velocità di pensiero per non sentirsi ingabbiati. Mi piace la loro curiosità, la voglia di scoprire cose nuove. Questo mi rende fiducioso perché abbiamo margini di miglioramento importanti. Se non riuscissimo a fare un passo avanti, vorrebbe dire aver sprecato delle potenzialità. Spero che il 2026 possa essere un anno di soddisfazioni per i nostri tifosi. Abbiamo l’urgenza di regalare loro gioie: la nostra tifoseria è una delle più numerose al mondo e merita rispetto, impegno e attenzione”.

LA GRINTA DI JONATHAN DAVID ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa chiede a Openda e David?
“Vogliamo andare a recuperare il pallone alto, quindi chiediamo ai nostri attaccanti di pressare il portiere e di correre molto. Domani giocheranno entrambi, non insieme dall’inizio, ma giocheranno. Sono due giocatori diversi e non escludo che possano condividere anche qualche minuto in campo. Stiamo lavorando con loro, cercando di trasmettere indicazioni che magari non emergono sempre in allenamento. Li vedo migliorati sotto tutti i punti di vista e mi aspetto ancora di più”.
Sul mercato cosa si aspetta?
“Sono arrivato qui con degli accordi chiari. Non mi aspetto nulla e sono molto soddisfatto dei giocatori che ho a disposizione. Oggi voglio anche dare il benvenuto a Marco Ottolini, che è conosciuto da tutti come una persona perbene e un grande professionista. La Juventus ha deciso di riportarlo a casa e sarà lui a occuparsi del mercato. Sarà un mercato legato alle opportunità che si presenteranno per completare la rosa, ma non voglio essere io a creare pressioni. Io sono contento della squadra che ho: se dovesse capitare qualcosa, lo valuterà Marco, ma non sento il bisogno di nulla”.
Avete già affrontato il tema del rinnovo di contratto?
“Se avessi avuto bisogno di altro, o di un contratto più lungo, lo avrei chiesto quando ho parlato con Comolli. Sto bene sotto ogni punto di vista. Qui ho trovato persone estremamente professionali e rispettose dei ruoli e del lavoro da svolgere. Condividiamo gli stessi obiettivi e vogliamo lavorare per andare in Champions League. A giugno faremo tutte le valutazioni migliori, in base al lavoro svolto e sempre per il bene della Juventus. Personalmente non mi manca nulla”.
Quali sono le principali insidie della gara di domani?
“I rischi non riguardano tanto ciò che non riusciamo a fare noi, ma quello che gli avversari possono impedirci di fare. Vorremmo essere sempre brillanti, efficaci e dominanti, ma c’è forse un pizzico di presunzione nel pensare che sia sempre possibile. Noi proviamo sempre a dare il massimo. L’ultima partita il Como ha battuto il Lecce con un risultato largo, ma se si analizza la gara non c’era tutta questa differenza. Cercheremo di fare la partita fin dal primo minuto, però dobbiamo fare i conti anche con la forza degli avversari e a volte saremo costretti a inseguire. Il rischio fa parte del gioco: l’importante è provarci sempre, mettendo tutto quello che abbiamo. Vogliamo giocare bene, ma soprattutto vogliamo vincere”.
Serie A
Bologna, ufficiale: ecco Sohm dalla Fiorentina
Nuovo acquisto ufficiale del Bologna. I rossoblù si assicurano l’arrivo di Simon Sohm dalla Fiorentina con la formula del prestito con diritto di riscatto.
Si completa ufficialmente lo scambio di centrocampisti tra Bologna e Fiorentina. Dopo l’ufficialità di Giovanni Fabbian, approdato al club toscano, è arrivata anche quella di Simon Sohm ai rossoblù. Il centrocampista svizzero ex Parma arriva alla formazione emiliana in prestito con diritto di riscatto. Sohm è il secondo rinforzo ufficiale dei felsinei in questo mercato di gennaio, dopo l’arrivo del difensore Elvin Helland.
Bologna, il comunicato del club

Il Bologna FC 1909 comunica di aver acquisito dall’ACF Fiorentina il diritto alle prestazioni sportive del centrocampista Simon Sohm a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026 con opzione per l’acquisizione definitiva.
Serie A
Milan, verso Roma: a rischio la presenza di Saelemaekers
Il Milan si prepara verso lo scontro diretto contro la Roma. A rischio la presenza del grande ex della sfida, Alexis Saelemaekers: il belga continua a non allenarsi in gruppo.
Prosegue la preparazione rossonera a Milanello verso il big match di domenica sera sul campo della Roma. Il Milan si prepara ad affrontare i giallorossi nella 22° giornata di Serie A, in un match chiave in ottica Champions League. In questi giorni Massimiliano Allegri deve fare i conti con un importante defezione, quella di Alexis Saelemaekers. L’esterno belga, decisivo con l’assist per il gol di Fullkrug nell’ultima vittoria contro il Lecce, ha accusato un risentimento all’adduttore sinistro nel finale di gara contro i pugliesi.
Milan, allerta Saelemaekers: chi lo potrebbe sostituire?

MASSIMILIANO ALLEGRI AMAREGGIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un problema che preoccupa non poco il tecnico rossonero. A 3 giorni dal big match dell’Olimpico, Sky Sport riporta che Saelemaekers non ha ancora ripreso ad allenarsi in gruppo. Il belga rischia dunque di saltare la gara di ritorno contro la Roma, ex squadra in cui ha militato nella scorsa stagione. Anche nella giornata di oggi il numero 56 rossonero ha svolto solo un lavoro personalizzato. Da capire, se venisse confermato il suo forfait, come intenda sostituirlo Allegri.
Se si deciderà di non stravolgere i piani, proseguendo con il consueto 3-5-2, toccherebbe al giovane Zachary Athekame prendere posto sulla fascia destra. Ma occhio anche all’ipotesi del passaggio al 4-3-3: modulo sicuramente più spregiudicato, ma già visto in campo per alcuni tratti delle partite contro Genoa e Como. In caso di tridente sarebbe il centravanti Nicklas Fullkrug a prendere posto nell’11 rossonero, con Leao e Pulisic pronti a tornare nel vecchio ruolo di esterni offensivi.
Serie A
Inter, caso Barella? Prestazioni opache e atteggiamento non da leader
Il centrocampista dell’Inter Nicolò Barella nell’ultimo periodo non sta registrando delle prestazioni all’altezza del suo livello ed in campo mostra un atteggiamento nervoso e poco razionale.
Una delle note meno positive di questa nuova Inter di Chivu sono le prestazioni di Nicolò Barella. Nelle ultime partite non sta brillando come al suo solito, ma quello che colpisce è un atteggiamento che non ci si aspetta da un giocatore del suo spessore.
Nella sfida contro l’Arsenal in più di un’occasione ha sbracciato vistosamente all’errore del compagno. Nella discesa palla al piede di Sucic, che ha portato poi ad un tiro di Thuram sull’esterno della rete, quello che ha colpito è stata la reazione rabbiosa ed impulsiva del centrocampista sardo, non servito dal compagno di reparto.
Inoltre, spesso e volentieri non si tira indietro dal correggere ad ampi gesti, errori tecnici o di posizionamento del brasiliano Luis Henrique, giocatore che milita nella sua zona di campo e con la quale si trova spesso a dover dialogare.
La sua vivacità e la sua “garra” sono sicuramente componenti fondamentali del suo carattere, che hanno contribuito a farlo diventare il grande giocatore che è oggi.
Questi atteggiamenti plateali in campo però, tipici di un Barella più immaturo, non sono consoni per un giocatore del suo spessore e della sua esperienza.
Il centrocampista della Nazionale infatti, oltre che ad essere una colonna dell’Italia, è anche un pilastro della sua Inter, nonché uno dei possibili capitani in assenza di Lautaro Martinez.
Questi sono comportamenti magari frutto di un nervosismo momentaneo, ma che vanno sicuramente limati e migliorati.
Barella deve dunque ritrovare la sua versione migliore, che sembra ormai mancare da diverso tempo, sia da un punto di vista tecnico-tattico, ma soprattutto mentale.

LA GRINTA DI NICOLO BARELLA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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