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Juventus, Marchisio: “La squadra ha bisogno di Vlahovic e dei cambi. Koop? è un periodo di adattamento”

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L’ex centrocampista della Juventus, ora capo della competizione per l’Italia, si racconta tra le novità del torneo e il suo punto di vista sull’attuale rendimento della Vecchia Signora.

Torino oggi si trasforma in capitale della Kings League, con Claudio Marchisio al centro della scena come protagonista del draft italiano. L’ex centrocampista della Juventus, ora responsabile della competizione per l’Italia, non ha solo illustrato i dettagli della competizione, ma ha anche risposto alle domande dei cronisti presenti, regalando spunti interessanti sul momento attuale della sua squadra del cuore, la Juventus. A seguire le sue parole.

Juventus, le parole di Marchisio

Cosa puoi dirci di questo evento in un luogo importante come questo?
“Sono venuto a tante serate al Teatro Regio, sono contento ci siano tanti giovani stasera che magari non sono mai stati qui. Sono qui per vedere noi, ma vedranno anche un luogo fantastico come questo. È un momento importante per noi, sono curioso di vedere il draft. Ho parlato un po’ con tutti i presidenti, sono curioso di vedere che strategie useranno. Poi qui a Torino avremo anche la finale della Kings League World Cup”.

Come funziona questo draft?
“È identico a quello della NBA, sicuramente le prime scelte saranno i giocatori con più talento. Scendendo poi sarà diverso, ma i primi colpi saranno i più interessanti quindi rimanete concentrati fin dall’inizio”.

Passando alla Serie A, resta questo il campionato delle sette sorelle?
“Confermo questa sensazione, le squadre in vetta sono molto ravvicinate. Però son convinto che da gennaio 2-3 squadre allungheranno. In questa fase la Juventus ha delle defezioni molto importanti, ci sarà di mezzo anche il calciomercato, e bisognerà vedere chi proverà a rinforzare la propria rosa. Qualcuno sicuramente dovrà farlo”.

Vlahovic resta l’uomo giusto per questa Juventus? Gli serve una mano?
“Sono scelte della società, dell’allenatore. Mi auguro che possa non avere ulteriori problemi fisici. La Juventus ha bisogno di lui anche a livello numerico perché Milik non è ancora tornato e altri centravanti non ci sono. Al di là delle cose che si dicono sul gioco della Juve, non avere il centravanti fa la differenza e mi auguro lui possa essere disponibile il prima possibile perché la Juventus avrà tante gare in casa e un giocatore come lui serve come il pane”.

Juventus

LA GRINTA DI DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cosa pensi del momento di Koopmeiners?
“E’ un periodo di adattamento per lui, non solo come ruolo. E’ un cambio totale sia come modo di giocare che come ruolo diverso rispetto a quello che aveva all’Atalanta. C’è da ricordare che ha avuto un infortunio abbastanza particolare, alle costole. Mi auguro possa ritrovare soprattutto la via del gol perché credo in alcune prestazioni possa pesare”.

Ci sono delle regole della Kings League che porteresti nel calcio a undici?
“Lo vedremo con il tempo, ci sono molte cose che possono cambiare le sorti di una gara con le card. So che nei settori giovanili alcune regole della Kings League le stanno già usando con i giovani. Quindi qualcosina si sta già spostando”.

Quali sono i sette giocatori ideali della Serie A che vedresti bene nella tua squadra di Kings League?
“Bisogna ragionare bene, il calcio a 7 è diverso da quello a undici e ci vogliono giocatori molto abili nell’uno contro uno. Te ne dico tre: Douglas Costa, Andrea Pirlo e Andres Iniesta”.

Serie A

Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu

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Giancarlo Ratti

Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.

L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.

Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

Inter

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Inter, il segreto di Chivu

Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.

Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A,  segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.

I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.

Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.

 

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Serie A

Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti

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Hellas Verona

Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.

Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).

Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.

Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

Verona

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.

Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?

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Serie A

Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”

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Roma

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.

Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli. 

Roma, le parole di Gasperini

Analisi.

“Indubbiamente non è facile. Ci sono mancate giocate precise negli ultimi metri e un po’ di fortuna nel finale. Anche il gol preso, sintomo di una serata non fortunata. Ma questa è una squadra che da queste gare esce a testa alta e trova la forza per migliorarsi sempre”.

Passo indietro.

“Era una partita molto chiusa, anche loro hanno effettuato solo due tiri dalla distanza. Penso che sia difficile per tutte le squadre e non solo per noi. Una partita tecnicamente non bella. Quando porti 4, 5, 6 uomini dentro l’area per me sono occasioni. Penso che abbiamo fatto molto di più. Condivido l’analisi sul carattere e sulla gara. Questi sono campi difficili, con gli episodi si vince e si perde”.

Mercato.

ESULTANZA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il mercato si è chiuso, ora abbiamo questi 4 mesi: non pensavo di sicuro di incontrare tutte queste difficoltà nell’inserire calciatori che cerchiamo da questa estate. Sono arrivati comunque Malen e Zaragoza, poi ragazzi giovanissimi. Cercheremo di fare il massimo”.

Rimpianti?

“No, no. Sono state fatte decine di nomi. Sono molto contento che poi in pochissimo tempo si sia creata la possibilità di Malen e poi di Zaragoza. Poi, dopo, nel mercato di gennaio mi rendo conto che non è mai facile. Però è andata così: questi due calciatori ci aiuteranno. Poi sono arrivati Vaz e Venturino, ma rappresentano il futuro, non possiamo pretendere siano competitivi subito per livelli alti. L’importante è non avere infortuni, dobbiamo recuperare Koné e Dybala e chi è ancora fuori. Dobbiamo continuare il percorso, questo gruppo non molla”.

Sei d’accordo con Conte sul numero di partite?

“Le partite fan parte di questo sistema. Le competizioni aumentano e ci sono sempre più partite. L’unico aspetto negativo sono questi infortuni che capitano, 90% delle volte in partita e non in allenamento. C’è sicuramente una motivazione. Nel gioco del calcio ti fai male, da sempre, gli infortuni sono sempre stati questi, dai flessori ai quadricipiti ai polpacci. Dalle ginocchia alle caviglia. Non si è mai riusciti a dimezzare i tempi, ci sono diagnosi molto più precise e talvolta eccessive che fermano i calciatori per molto meno. Le tante partite sono volute dalla tv, dalla gente. Poi dopo i rischi sono questi. Non c’è una scienza esatta”.
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