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Juventus, Di Livio: “Bisogna raggiungere almeno il 4° posto. Kolo Muani mi piace, Vlahovic? Dico questo…”

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Juventus

Juventus, Angelo Di Livio è stato intervistato in esclusiva da Tuttosport, dove ha discusso dell’ultima deludente prestazione dei bianconeri al Maradona.

A seguire l’intervista completa

Juventus, le parole di Di Livio

SCONFITTA A NAPOLI
“Mi aspettavo un secondo tempo più coraggioso al Maradona da parte della Juventus, invece il Napoli ha asfaltato i bianconeri. Una sconfitta che fa male. Dispiace soprattutto alla luce di un buon primo tempo che aveva un po’ illuso”.

COSA BISOGNA FARE ADESSO
“Adesso bisogna darci dentro, serve continuità di prestazioni e soprattutto vittorie per uscire dall’anonimato e raggiungere il quarto posto”.

KOLO MUANI
“Si è presentato bene e ha fatto un bel gol. È un giocatore che può coprire tanti ruoli in avanti. Kolo Muani non è ancora al top e deve recuperare la condizione, ma ho fiducia in lui e mi piacerebbe vederlo in coppia con Vlahovic”.

Juventus

L’URLO DI RANDAL KOLO MUANI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

VLAHOVIC
“Vado controcorrente rispetto all’opinione pubblica: io darei fiducia a Dusan. I suoi gol Vlahovic li sempre fatti e può essere ancora utile alla Juve”.

LO VENDEREBBE CAMBIASO AL CITY
“A me Andrea piace tantissimo, ma 60 milioni sono tanti e a quella cifra si rischia di non poter dire di no…”.

RIMPIANTO CONTE PER I BIANCONERI
“La partita di sabato l’ha vinta Antonio Conte, che tra il primo e il secondo tempo ha ribaltato e sprofondato la squadra. Abbiamo visto un Napoli completamente diverso nella ripresa. Conte è bravo, inutile nasconderlo: vanno dati i meriti a un allenatore che ha stravolto una squadra che l’anno scorso era arrivata decima
e adesso è prima in classifica. Il merito è di Antonio: dovunque va, porta risultati: è una garanzia. Dispiace per Motta, lo vedo che sta dando una impronta. È al suo primo anno in un grande club e ci sta provando a fare qualcosa. Si può anche vincere non giocando benissimo: alla fine contano più i risultati del bel gioco”.

VOGLIA DI VINCERE
“Manca quella mentalità, ma i giocatori dovrebbero metterci più del loro. Noto assenza di personalità e cattiveria agonistica”.

Serie A

Milan-Lecce, probabili formazioni e dove vederla

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Il Milan si appresta a tornare in campo dopo l’impegno nel turno infrasettimanale. A San Siro arriva il Lecce di Eusebio Di Francesco, alla ricerca di preziosi punti salvezza.

Nonostante una gara di sofferenza, ma risolta con carattere, il Milan riesce a ribaltare il Como e a conquistare punti pesantissimi in ottica scudetto.

I rossoneri, dopo essere andati sotto, infatti, riescono a portare a casa il successo con le reti di Leao e Rabiot (doppietta), nonché con il contributo decisivo delle parate di Maignan, assoluto protagonista al Sinigaglia.

Per non vanificare il successo di giovedì, però, i meneghini dovranno fare bottino pieno anche nel turno casalingo di domani, con il Lecce che per la seconda volta sarà ospite a San Siro dopo la sconfitta di mercoledì contro il cugini dell’Inter.

Qui Milan

I rossoneri restano attaccati con le unghie al treno scudetto grazie al 3-1 inflitto al Como a domicilio nel giovedì del recupero di campionato.

Nonostante un primo tempo condotto a senso unico dai lariani, infatti, il Milan è poi riuscito a rovesciare il verdetto nella ripresa, costringendo gli avversari alla prima sconfitta interna di questo campionato.

In vista del match di San Siro, questa volta contro il Lecce, Massimiliano Allegri recupera Pulisic, a cui verrà affidata la maglia da seconda punta al fianco di Rafael Leao.

A centrocampo si va verso un turno di riposo per Fofana, con Loftus-Cheek che partirà, con ogni probabilità, dal 1′.

Qui Lecce

Imbrigliare l’Inter per lunghi tratti della gara non è stato sufficiente ai giallorossi, crollati nel mercoledì di campionato per mano dell’interista Pio Esposito, abile a ribadire in porta una mischia in area di rigore.

Nonostante la sconfitta contro la capolista fosse ampiamente preventivabile, tuttavia, al Lecce rimane l’amaro in bocca per un pareggio solo sfiorato.

In merito alla formazione che scenderà in campo per domani sera, Di Francesco ha in mente un tridente di attaccanti formato da Sottil, Stulic e Banda.

La coperta è corta, invece, in difesa, con Danilo Veiga e Gaspar che sono squalificati. A centrocampo, infine, Ramadani sarà il play, con accanto a lui le due mezzali che saranno Gondelman e Coulibaly.

Probabili formazioni

Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao. Allenatore: Massimiliano Allegri

Lecce (4-3-3): Falcone; Kouassi, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Gandelman; Banda, Stulic, Sottil. Allenatore: Eusebio Di Francesco

Dove vederla

La sfida tra Milan e Lecce, in programma domani sera dalle 20:45, sarà visibile su:

  • Dazn
  • Dazn 1 (canale 214 di Sky)
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Serie A

Roma, Gasperini: “Con Raspadori non ho mai parlato, con Malen sì. Lo zoccolo duro è competitivo ma non basta, miglioreremo ancora. Su Vaz e Commisso…”

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Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Torino-Roma, in programma domani. Il tecnico ha parlato del mercato ma non solo.

I giallorossi torneranno in campo domani dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, proprio contro la stessa squadra che ha espugnato l’Olimpico.

Roma, le parole di Gasperini

“Inizio dalla scomparsa di Commisso che chiaramente ha fatto sensazione, anche se si sapevano le condizioni. Soprattutto anche al di là della rivalità che nel campo è sempre molto importante, però poi dopo, questa è l’essenza poi della vita che va sopra ad ogni rivalità chiaramente, poi con questa società ho vissuto anche una tragedia come quella di Barone, con una partita che dovevamo giocare e che poi è stata rinviata. Anche quella di Astori, che l’abbiamo vissuta tutti. È chiaro che dispiace, soprattutto per una società che è stata così martoriata da queste cose. Stamattina c’era anche qui Bove, che ha risolto il contratto e andrà a giocare in Inghilterra. Questa, almeno, è una gran bella notizia per lui, per il ragazzo, che finalmente torna a giocare a calcio, cosa che desidera fortemente. Quindi una notizia brutta e una positiva”.

Come sta la squadra in vista del Torino? Malen e Vaz?

“Come sta la squadra? Meglio rispetto a questi ultimi quindici-venti giorni, tra fine dicembre e gennaio, perché comunque è rientrato Ndicka e abbiamo smaltito le squalifiche di Hermoso, di Mancini e di Cristante. In avanti rientrerà Pellegrini e molto probabilmente rientrerà anche Ferguson, che in fondo ha preso una forte contusione, ma sembra averla superata dopo una settimana: proverà oggi e potrebbe essere convocato.

Sono arrivati due giocatori nuovi e quindi abbiamo recuperato sicuramente un po’ di numeri. Andiamo a giocare a Torino dispiaciuti per l’eliminazione in Coppa Italia, però questo è il campionato: arriviamo da ottimi risultati e da un’ottima classifica, quindi sarà un’altra partita.

Sui due nuovi, hanno fatto solamente due allenamenti Vaz e uno Malen. Sono due operazioni completamente diverse: una è in prospettiva, chiaramente, un ragazzo molto giovane, ma con qualità che adesso andremo a scoprire. L’altra è quella di Malen, che è un nazionale olandese e sono molto contento che sia arrivato.

È stata un’operazione possibile grazie a Ryan Friedkin, direi, altrimenti sarebbe stato molto difficile: è stata un’operazione molto veloce, quando si è prospettata questa possibilità si è parlato con Ryan e con Massara, si è valutato se fosse fattibile, è stato dato l’ok e si è chiusa in pochissimo tempo. È stato tutto molto rapido, parliamo di un giocatore molto importante, che sono convinto farà molto bene. Ha le caratteristiche giuste e, come tutti i giocatori che arrivano, avrà magari bisogno di un po’ di tempo per inserirsi e per giocare con continuità, però è un giocatore che ha giocato parecchio nell’Aston Villa ed è titolare della nazionale olandese. Sono convinto che piacerà molto”.

La rosa è molto giovane, ma come si vince così?

“Beh, questo chiaramente non è possibile, però diciamo che stiamo tenendo il piede in due scarpe, no? C’è uno zoccolo duro che è sicuramente competitivo e, per essere ancora più competitivi, ormai è evidente che abbiamo bisogno di migliorare la squadra, soprattutto il reparto offensivo, con giocatori come Malen, che è arrivato.

Contemporaneamente la società cerca anche di guardare al futuro, puntando sui ragazzi, ma non si può chiedere loro di essere subito competitivi contro le formazioni che affrontiamo in campionato, soprattutto quelle che occupano le prime posizioni di classifica. Si cerca quindi di costruire e portare avanti qualcosa che possa avere continuità nel tempo e che possa lasciare, o costruire, qualcosa che rimanga e che non venga bruciato ogni anno, di volta in volta”.

Roma

LA GIOIA DI GIAN PIERO GASPERINI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Su Malen, come lo vede? Può giocare anche da seconda punta o solo come centravanti?

“Questo lo vedremo. Non possiamo riferirci troppo al futuro in questo momento. Attualmente lui è un centravanti. È il ruolo che predilige, quello in cui può sfruttare al meglio la sua rapidità, la capacità di tiro e di concludere con entrambi i piedi, con immediatezza e potenza. Credo quindi che debba giocare vicino alla porta”.

Si aspetta altro dal mercato in attacco?

“No, questa è una cosa che continuo a ripetere: ne parlo solo ed esclusivamente con la proprietà. Non si tratta di dipendere dalle opportunità, ma Malen era un’opportunità importante. Il ragazzo è stato contattato subito, ha dato immediatamente la disponibilità e la cosa si è risolta in poco tempo. Quando invece le pratiche cominciano a diventare lunghe, molto spesso diventano anche difficili da realizzare”.

Un giudizio su Baroni?

“Ha fatto sempre un ottimo lavoro: prima nelle giovanili e poi nella squadra professionistica, dove ha ottenuto risultati importanti. Ha sicuramente dimostrato il suo valore, lo ha fatto anche qui a Roma e con la Lazio ha fatto sicuramente bene.

Con il Torino, che è una squadra che viaggia sempre su quelle posizioni di classifica e che magari non riesce mai a fare il salto più in alto, ha comunque dimostrato di poter proseguire in un percorso di miglioramento per la propria squadra. Adesso serve il tempo”.

Quanto può crescere ancora Soulé? La passata stagione faceva l’esterno a tutta fascia…

“Diciamo che da tre-quattro settimane siamo in emergenza totale, no? È chiaro che, nell’emergenza, vai a cercare l’adattabilità di chiunque. Devo dire che lui ha fatto bene comunque, ha fatto bene anche nella posizione con il Sassuolo. È una posizione che forse avevamo già provato a inizio anno e che, in determinate situazioni, può ricoprire.

Io credo nella duttilità dei giocatori, non credo nella specificità: lui non è il portiere, ma anche i portieri, oggi, si sono evoluti molto. Sicuramente è un giocatore di valore. Poi, se anziché fare il quinto riesce a fare un po’ più l’attaccante, se non so quanti gol ha fatto, sei mi pare, e se riesce a farne dieci o quindici, allora alza il valore. Però su una cosa siamo tutti d’accordo: è un giocatore di valore”.

Ci spiega le trattative per gli attaccanti? Inizialmente gli obiettivi di mercato sembravano altri…

“Non faccio chiarimenti. Io con Raspadori non ho mai parlato. Con Malen sì… con Malen, c’è stato un lavoro di tre-quattro giorni e abbiamo chiuso sull’operazione. Su altre trattative non lo so: non conosco e non partecipo alle trattative. Malen, si è creata questa opportunità: la proprietà, come ho detto prima, ha dato grande disponibilità.

Ricky poi è andato per chiudere una trattativa che era già definita. È stato bravo, abbiamo coinvolto il giocatore ed è stato tutto perfetto. Credo che abbiamo preso un bel giocatore. Abbiamo preso un giocatore forte, poi è sempre il campo che parla, ma su questo siamo convinti”.

roma

DORTMUND, GERMANY – 04.10.23: Donyell Malen, The match of match UEFA Champion League Borussia Dortmund vs AC Milan at SIGNAL IDUNA PARK

Ci sono opportunità per arricchire il pacchetto difensivo?

“Dovete parlare con chi opera sul mercato, questo non è il mio settore, per fortuna. Il mercato è sempre qualcosa di molto chiacchierato: nascono e finiscono opportunità nel giro di un’ora, oppure vanno avanti per mesi. Io sono un uomo di campo e le cose devono essere sempre molto veloci. Quando c’è la possibilità di intervenire su operazioni rapide, va bene”.

Si aspetta un Torino simile a quello di qualche giorni fa?

“Il Torino è quello. Poi non so se varierà qualche giocatore, questo ci può stare, non lo so. Ha una rosa sicuramente ampia sia a centrocampo sia in attacco, un po’ più contenuta in difesa, però complessivamente completa. Mi aspetto quel tipo di partita. Io sono anche contento di come è stata la gara, chiaramente con un altro risultato.

Come ho detto altre volte, vado sempre un po’ oltre il risultato: abbiamo avuto belle occasioni e abbiamo rimontato due volte una partita, cosa che non ci era mai successa, forse solo una volta a Firenze, come avete sottolineato voi. Abbiamo avuto buone opportunità, quindi possiamo fare sicuramente anche meglio.

Credo però che abbiamo fatto una buona gara. Poi nel finale è andata così, potevamo ancora fare ancora un altro gol con Arena, forse sarebbe stato troppo, però ci siamo andati vicino. La partita dell’altra sera, mi dispiace, come ha detto magari qualcuno, giustamente il risultato non soddisfa, ma a me ha soddisfatto”.

Come ha ritrovato Ndicka?

“Questa è una domanda giusta, perché quando arrivi da una di queste manifestazioni serve sempre un po’ rientrare in abitudini magari diverse, e stare lì un mese non è poco. Non abbiamo avuto tanto tempo per prepararlo: l’ho buttato subito dentro, praticamente ieri un allenamento e oggi un altro.

È chiaro che noi giochiamo in modo diverso rispetto alla nazionale, abbiamo bisogno di attenzione e concentrazione, anche di marcature un po’ più rigide. Però è solo una questione di tempo: speriamo che lui riattacchi subito con la concentrazione con cui l’abbiamo lasciato, che era davvero notevole. Questo lo potremo sapere solamente da domani e poi valutare se servirà qualche giorno, una settimana. Speriamo però che già domani sia nella forma della Roma”.

Il suo parere su El Aynaoui?

“Beh, El Aynaoui mi è sembrato un giocatore giovane ma di valore, chiaramente ancora da conoscere. Secondo me, rispetto all’inizio della stagione, quando le indicazioni erano quelle di un giocatore più offensivo, ha invece dimostrato, sia nella Roma sia guardando le partite della sua nazionale, di essere un centrocampista molto affidabile in entrambe le fasi, anche in quella difensiva.

È un ragazzo che, oltre a essere un atleta forte, è anche molto maturo e intelligente, con sprazzi di crescita. Secondo me ne ha già mostrata tanta, ma ne avrà ancora di più. Sono convinto che, già prima di andare in Coppa d’Africa, sarà un giocatore ancora più solido”.

LA GIOIA DI GIAN PIERO GASPERINI CHE ABBRACCIA PAULO DYBALA A FINE GARA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Quali sono le insidie più grandi del match di domani?

“Penso che siano due squadre che si conoscono. Speriamo magari di avere anche un po’ gli episodi a favore. Io credo poco alle bestie nere: è vero che esistono, ma ogni partita ha una storia a sé, una storia diversa.

Speriamo che quella di domani sia dalla nostra parte. Arriviamo sicuramente, come ho detto, a un’altra competizione e arriviamo molto motivati per continuare quella che è la nostra striscia. E, lo ripeto, per ottenere un risultato: spero di poter ripetere la partita dell’altra sera”.

Quanto sono cresciuti Ghilardi e Ziolkowski?

“Questa è una pagella che dovete fare voi. Sono due ragazzi che hanno molta voglia di crescere e di migliorarsi e rientrano quindi più in un’ottica di futuro che di immediato. Qualche volta questo ti può anche costare qualcosa, però lavori per cercare di dare continuità a quelli che sono magari giocatori come Mancini, Hermoso e così via”.

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Serie A

Udinese-Inter, le formazioni ufficiali: chi vicino a Lautaro?

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Alle 15:00 andrà in scena al Bluenergy Stadium la sfida tra Udinese-Inter. Scopriamo le scelte ufficiali di formazione di Kosta Runjaic e Cristian Chivu.

La squadra di casa vuole continuare sulla striscia di 2 risultati positivi consecutivi e scenderà in campo con l’ambizione di replicare la grande prestazione dell’andata. Dall’altra parte i nerazzurri vogliono consolidare il titolo di capolista, mettendo ulteriori pressioni alle inseguitrici allungando in classifica. Vediamo dunque quali sono le scelte di formazione dei due allenatori in vista di della sfida tra Udinese-Inter.

Udinese-Inter

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Udinese-Inter, le formazioni ufficiali

Udinese-inter

UDINESE (3-5-1-1): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet, Kamara; Zanoli, Piotrowski,, Karlstrom, Ekkelenkamp; Atta; Davis. All. Runjaic

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Luis Henrique, Barella, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; L. Martinez, Esposito. All. Chivu

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