Serie A
Inter, Chivu: “Mercato? Un allenatore non potrà mai dirvi cosa manca, vorrebbe dire che i suoi non sono all’altezza. Martinez? Lo rivedremo presto”
Il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa alla viglia della sfida contro l’Atalanta di Palladino, in programma domani alle 20:45.
Inter, le parole di Chivu
L’Atalanta ha cambiato passo, che partita si aspetta?
“La partita con l’Atalanta è sempre stata ostica. Hanno costruito bene con Gasperini e hanno cercato di mantenere la stessa identità e hanno vinto l’Europa League. Con Raffaele hanno trovato continuità nel vincere. Con l’Atalanta non è mai semplice, per l’intensità, verticalità e difesa a uomo. Dobbiamo essere bravi e coraggiosi, vincendo le seconde palle e cercando di essere concreti”.
Arriva il mercato, siete a posto così?
“Mancano cinque o sei giorni all’apertura del mercato. Per un allenatore è difficile parlarne perchè rischia di mancare di rispetto ai giocatori. Un allenatore non potrà mai dirvi cosa manca, cosa serve perché vorrebbe dire che i suoi non sono all’altezza. Mi fermo qua. Non è mai semplice”.
Un bilancio del 2025? Cosa vuole e si aspetta dal 2026?
“Io non parlo mai di me stesso. Sono stati mesi difficili all’inizio pensando alla fine della stagione scorsa ma abbiamo fatto di tutto per metterci sulla strada giusta lavorando sodo e lasciando alle spalle le delusioni del passato. Ci sono alti e bassi e non siamo perfetti. Stiamo cercando di migliorare quegli aspetti che poi indirizzano la stagione. Abbiamo fatto cose buone e meno buone. Stiamo cercando di togliere dei difettucci dal punto di vista collettivo e individuale. La squadra deve mantenere l’ambizione giusta”.
L’Inter deve fare un salto di qualità?
“Ci sono partite importanti da giocare, alcune partite poi forse indirizzano una stagione. Per noi tutte le partite sono importanti, questa è la mentalità che dobbiamo avere. Dobbiamo essere la migliore versione di quello che siamo. Poi ci si giudica troppo sulle piccole cose. Stiamo combattendo per migliorare per quanto riguarda motivazione e responsabilità. Non dobbiamo perdere di vista la voglia di osare. La squadra per arrivare fino in fondo deve osare”.
Non c’è un sostituto omologo di Dumfries, Luis Henrique è la soluzione definitiva? Oppure è arrivato il momento di Diouf?
“La responsabilità dei giocatori è importante. Luis si è trovato in una realtà con pressioni altissime e ogni piccolo dettaglio viene messo sotto la lente di ingrandimento. Io in queste partite non ho visto un Luis Henrique non all’altezza, ha cercato di dare il suo contributo. Gli è mancata magari un po’ di iniziativa ma dal punto di vista tattico non ha fatto meno dei suoi compagni. Denzel poi è ovvio che è un giocatore importante, l’anno scorso tra l’altro se non sbaglio ha fatto dieci gol. Ma non dobbiamo giudicare Luis Henrique in base ai gol. Ha qualità”.

Luis Henrique Tomaz de Lima in azione ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Manca poco per trovare continuità negli scontri diretti?
“Noi dobbiamo essere più forti di frustrazioni e ingiustizie. Noi abbiamo l’obiettivo di lavorare sodo e di aggiungere qualcosa in più dal punto di vista motivazionale. Non dobbiamo sempre fare le cose belle, la squadra ha un’identità e c’è qualcosa da aggiungere. Potevamo magari accelerare il processo ma non è mai facile aggiungere tanto in poco tempo. Siamo consapevoli di quello che ci manca. Stiamo lavorando con determinazione e responsabilità. Dobbiamo uscire dalla comfrot zone”.
Avete pensato a Frattesi esterno?
“Non ho mai pensato a questo. Abbiamo provato esperimenti con Carlos e Diouf, che comunque può interpretare il ruolo per impatto fisico e caratteristiche che ha. A Davide non abbiamo mai pensato a questo. Lo abbiamo provato sotto punta, poi Davide per vari motivi ha giocato meno ma non posso raccontare tutte le cose. Alcune cose non posso venire a raccontarle. Abbiamo un giocatore come Luis Henrique per ricoprire il ruolo a destra e lo sta facendo discretamente bene. Diouf quando subentra ci dà degli spunti, come saltare e nel cercare la porta”.
Calhanoglu può tornare titolare? Gioca Martinez?
“Calhanoglu ha dato continuità e sta bene ed è ha disposizione per domani. Per quanto riguarda Pepo ha dato buoni segnali in semifinale a Ryiad. In questo mese e a gennaio lo rivedremo ancora”.

JOSEP MARTINEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa si porta dopo la Supercoppa?
“Sarei ipocrita dicessi che siamo contenti. Negli ultimi anni giocare contro il Bologna non è mai stato semplice. Nel secondo tempo la prestazione è stata giusta, ho visto delle cose buone e dobbiamo aggiungere qualcosa. Con il bello a volte non si vincono sempre le partite. Bisogna trovare le chiavi giuste e aggiungere qualcosa in più. Io non voglio togliere ma aggiungere”.
Bisogna mettere qualcuno sulla graticola per ottenere qualcosa in più?
“Le cose che si dicono in uno spogliatoio si dicono in faccia. Si fa critica e autocritica. Io mi sono sempre posto come principio il rispetto dei giocatori ma questo non vuol dire che non dica le cose nello spogliatoio. Noi siamo consapevoli di quello che possiamo migliorare. Sembra semplice visto da fuori ma non lo è. Questa squadra sta lavorando sodo e ha il coraggio di mettersi in gioco. Poi è ovvio che quando si vince non è semplice. Però abbiamo sempre cercato di mettere tutto quello che abbiamo per migliorare. Sono consapevoli di quello che manca, perchè li si responsabilizza sempre per tirare fuori qualcosa in più. Si lavora sempre per migliorare e accettare i difetti. Bisogna guardarsi nello specchio è chiedersi cosa fare per uscire dalla zona confort. Le risposte ci sono state anche dall’inizio della stagione con il gruppo che si è compattato”.
Cosa pensa di Alexander Stankovic? Può tornare all’Inter?
“Sono il suo primo tifoso insieme alla sua famiglia. Ho avuto la fortuna di allenarlo e di trasmetterli alcuni valori. Ha avuto il coraggio di tagliare il cordone ombelicale. Conosce le sue ambizioni e il suo interesse. Lui è nato con i colori nerazzurri nel sangue, lo seguiamo e mi fa piacere che le prestazioni lo facciano guardare con attenzione”.
Ti fa paura essere in una centrifuga come diceva Trapattoni?
“Mi stimola, io l’esperienza l’ho sempre avuta e la cosa importante è imparare e avere la pelle dura. Io so chi sono e la mia lealtà è forte e so cosa posso portare a tavola. La cosa che ho imparato nella vita però è anche che non ho paura di stare da solo a tavola. Ho una dignità che non è in vendita. So cosa porto e cosa posso portare in una squadra competitiva”.
Serie A
Lazio-Genoa, l’Olimpico del silenzio
Lazio – Anticipo del venerdì in un clima surreale. Pochi biglietti venduti, protesta dei tifosi e una frattura sempre più profonda con la società
La Lazio scende in campo oggi, venerdì, contro il Genoa per l’anticipo della 23ª giornata di Serie A 2025/26, ma lo farà in una cornice che rischia di essere desolante. Lo Stadio Olimpico si prepara a presentarsi semivuoto, simbolo plastico di un momento delicato e di una frattura ormai evidente tra il club biancoceleste e il suo popolo.
I numeri parlano chiaro. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, alla vigilia della gara erano appena 2.300 i biglietti venduti. Un dato che si somma all’incognita legata ai quasi 30 mila abbonati (29.918), molti dei quali potrebbero scegliere di non entrare allo stadio in segno di protesta. La Curva Nord, cuore pulsante del tifo laziale, ha infatti organizzato un ritrovo alternativo a Ponte Milvio, con l’idea di “tifare da lontano” e lasciare sola la squadra.
Lazio, le cicatrici di una crisi insanabile
Alla base del malcontento c’è soprattutto la gestione societaria e un mercato che ha acuito le tensioni con il presidente Claudio Lotito. Le cessioni di Castellanos e Guendouzi, i nuovi arrivi che non convincono, i cambiamenti tra i pali e il caso Romagnoli, autoesclusosi in attesa di una possibile cessione all’Al Sadd, hanno complicato il lavoro di Maurizio Sarri e alimentato l’insoddisfazione della tifoseria. A questo si aggiunge una petizione lanciata da Alberto Ciapparoni e Federico Marconi che ha già superato le 30 mila adesioni, segnale di un dissenso ormai diffuso e organizzato.

DELUSIONE LAZIO CON DIA, GIGOT, ROMAGNOLI E HYSAJ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nel tentativo di reagire, la Lazio ha scelto una strada comunicativa particolare: un video sui social, realizzato con l’intelligenza artificiale, raffigura un pinguino con sciarpa biancoceleste che entra in un Olimpico gelido e vuoto, accompagnato dallo slogan “Be different”. Un riferimento colto al documentario di Werner Herzog e al celebre “pinguino nichilista”, simbolo di una marcia solitaria e controcorrente. Ma il messaggio non ha convinto i tifosi, come dimostrano le reazioni fredde – se non negative – sui social.
Così Lazio-Genoa diventa molto più di una semplice partita: è lo specchio di una solitudine che pesa, di uno stadio che rischia di restare muto e di un club chiamato a ricucire un rapporto sempre più lacerato con la propria gente.
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Serie A
Napoli-Fiorentina, probabili formazioni e dove vederla
La 23° giornata di Serie A ha in programma la sfida tra Napoli e Fiorentina allo stadio Maradona. Calcio d’inizio sabato a partire dalle 18:00.
Dopo le eliminazioni patite in settimana, Napoli e Fiorentina si ritrovano contro al Maradona nella 23° giornata di Serie A. Gli azzurri, reduci dal doppio ko consecutivo contro Juventus e Chelsea, che è costato l’uscita dalla Champions League, vogliono rialzarsi per lasciarsi alle spalle il periodo complicato. Gli uomini di Antonio Conte sono stati raggiunti dalla Roma al terzo posto a quota 43 punti, con una sola lunghezza di vantaggio sulla Juventus quinta. Tornare alla vittoria in casa contro i toscani è fondamentale per restare in scia nella lotta ai vertici del campionato.
Dall’altra parte c’è la Fiorentina di Paolo Vanoli. Come il Napoli, anche i viola in settimana hanno salutato una competizione importante come la Coppa Italia, venendo eliminati al Franchi dal Como. Una sconfitta che porta a quota 2 gare la serie negativa di risultati, dopo una striscia convincente di 4 gare da imbattuti. Fiorentina che resta in piena zona retrocessione, a -1 dal quartultimo posto occupato dal Lecce.
Qui Napoli

SCOTT MCTOMINAY ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’emergenza infortuni in casa Napoli prosegue anche nella gara contro la Fiorentina. Per la partita di sabato Conte deve rinunciare a Milinkovic-Savic, Rrahamani, De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Politano e David Neres. Inoltre è in dubbio anche la presenza di Pasquale Mazzocchi, non al 100 %. Rispetto all’11 visto mercoledì contro il Chelsea il Napoli potrà contare in più solo su Giovane, non presente nella lista UEFA.
Davanti a Meret la linea a tre sarà composta da Beukema, Juan Jesus e Buongiorno. Corsie laterali occupate da Spinazzola e Di Lorenzo, con Lobotka e McTominay costretti agli straordinari nel mezzo. Elmas e Vergara favoriti entrambe su Giovane, ma occhio alla mossa a sorpresa. Davanti ci sarà ancora Holjund, con Lukaku pronto a dare il suo contributo a gara in corso.
Qui Fiorentina
Per la trasferta del Maradona Vanoli non avrà a disposizione Lamptey e Piccoli. Recuperati, almeno per la panchina, due pedine fondamentali come Kean e Parisi. Da capire se l’allenatore della Fiorentina rischierà il centravanti della Nazionale dal primo minuto, dopo il problema alla caviglia che lo ha tormentato nelle ultime settimane.
Toscani che scenderanno in campo con il 4-3-3. Tante differenze di formazione rispetto all’11 sceso in campo in Coppa Italia contro il Como: davanti a De Gea in difesa spazio a Dodo, Pongracic, Comuzzo e Gosens. A centrocampo Fagioli confermato da play, con Mandragora e Ndour, ancora favorito su Brescianini e Fabbian. In attacco Solomon e Gudmudsson sicuri di una maglia, con Kean da tenere in dubbio: in caso dovesse partire dalla panchina sarebbe Brescianini ad occupare il ruolo di falso 9.

Albert Gudmundsson calcia il rigore ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli-Fiorentina, le probabili formazioni
Napoli (3-4-2-1): Meret; Beukema, Buongiorno, Juan Jesus; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Elmas, Vergara; Holjund. All: Conte.
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Comuzzo, Gosens; Fagioli, Madragora, Ndour; Solomon, Kean, Gudmudsson. All: Vanoli.
Napoli-Fiorentina, dove vederla
La partita di Serie A tra Napoli e Fiorentina sarà trasmessa in esclusiva su DAZN.
Serie A
Lazio, ecco Przyborek: le cifre e i dettagli dell’affare
La Lazio ufficializza l’acquisto di Adrian Przyborek dal Pogoń Szczecin: talento classe 2007, costi, bonus, numeri e dettagli del contratto
Direttamente dal Pogoń Szczecin, la Lazio annuncia oggi il suo nuovo acquisto Adrian Przyborek. Il trequartista polacco arriva a Roma a titolo definitivo sulla base di un accordo da 4,5 milioni di euro, con bonus fino a 2,5 milioni e una percentuale del 20% su una futura rivendita, come riporta Gianluca Di Marzio.
Il classe 2007 sbarca in Serie A accompagnato da un’investitura importante: in patria il suo nome è ampiamente conosciuto ed è considerato uno dei giovani prospetti più interessanti del panorama calcistico polacco. Non a caso Adrian Przyborek veste la maglia numero 10 e, nonostante la giovanissima età, ha già collezionato 83 presenze ufficiali, realizzando 8 gol e 13 assist.
Il talento polacco è atteso già oggi a Roma per sostenere le consuete visite mediche che precedono l’ufficialità dell’operazione, e successivamente firmare un contratto valido fino al 29 gennaio 2026.

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