Serie A
Gigliati e giallorossi pari in tutto. Le pagelle della Fiorentina
All’Olimpico la sfida tra due squadre in difficoltà dal punto di vista dei risultati e dell’ambiente hanno dato vita ad un incontro bello, interessante. Parafrasando Lineker si potrebbe dire che il calcio è un gioco semplice, e se di mezzo c’è la Fiorentina, il risultato è un pareggio. Quello di ieri per i viola è il quindicesimo in trenta partite. Tanti, troppi, in un’epoca in cui il pareggio è dal punto di vista numerico una mezza sconfitta. I viola hanno giocato meglio e resi più pericolosi. La Roma ci ha messo l’orgoglio ed ha avuto la capacità di pareggiare subito due volte la gara dopo le reti viola, non ha mai dato però la sensazione di far sua la gara, se non nel finale quando ha provato un forcing disperato.
La partita
Il primo tempo è a tinte viola: Benassi e Muriel scaldano i guanti a Mirante nei primissimi minuti, soprattutto il colombiano mette in seria difficoltà il portiere giallorosso. Al 12′ capitan Pezzella su azione d’angolo porta in vantaggio i viola meritatamente. Neanche il tempo di sistemarsi in campo che Zaniolo con un fenomenale colpo di testa bacia il palo lontano e la palla con un giro strano balla sulla linea e va dentro. Il primo tempo prosegue con un possesso palla romanista ma ficcanti azioni viola, con un tiro da 25 metri Muriel colpisce la base del palo. La Roma si fa vedere da fuori area con un bel tiro di Dzeko su cui Lafont compie l’unica parata della gara.
Il secondo tempo è meno aggressivo rispetto al primo, ma al 7′ Gerson, su un’azione confusa, al limite dell’area trova un tiro che complice la deviazioni di Jesus va in rete. Anche questa volta però la Fiorentina non riesce a tenere il risultato e dopo un paio di minuti Perotti, complice qui una deviazione sfortunata di Milenkovic, mette la palla all’incrocio. Pioli prova dare incisività ai contropiedi viola inserendo Chiesa e Mirallas, ma la gara nonostante un forcing accennato della Roma arriva sterilmente alla fine. Un pareggio che non serve a nulla ai Viola, e che complica le ambizioni Champions della Roma.
Le pagelle
Lafont 6 – Il portiere francese è incolpevole in entrambi i gol. Nel resto della gara è chiamato in causa una volta sola daun tiro di Dzeko da fuori area: para bene.
Milenkovic 5,5 – Il difensore serbo mette in campo un duello in campo con Perotti. Mezzo voto in meno per il nervosismo e l’ammonizione che può costare cara. Dal punto di vista fisico meglio di altre volte, scende anche in avanti con costanza.
Pezzella 6,5 – Il Capitano firma il primo vantaggio viola. Poi di testa e di piede è un muro per l’attaccante bosniaco della Roma. Poche responsabilità sul gol di Zaniolo, bravo l’ex viola.
Vitor Hugo 6,5 – Impeccabile, come contro il Toro, si dimostra in crescita. Di testa non si passa.
Biraghi 6 – La fase difensiva la soffre contro i giocatori scattanti come Kluivert. A Roma però si fa vedere bene in fase offensiva.
Benassi 5,5 – Non granché la partita di Benassi, non riesce a prendersi mai la scena. POtrebbe farlo dopo pochi minuti andando vicino all’ennesimo gol. (dal 62esimo Chiesa 6 – il voto è sulla fiducia, prova un paio di scatti. Bentornato!).
Veretout 5,5– Fase calante, costante, per il mediano viola. L’inizio è per lui molto difficile, tanti errori. Piano piano cresce, ma la gara è in sofferenza.
Dabo 5,5 – Ci mette il fisico, intercetta tanti palloni, ma quando è il momento di far ripartire l’azione si vedono i limiti.
Gerson 6,5 – Finalmente una gara degna di nota per il brasiliano. Forse ai proprietari del suo cartellino avrà vokuto far vedere il proprio valore: c’è corsa, costanza, tecnica. Ed anhe un gol.
Simeone 5,5 – Il solito Cholito: si sbatte, apre gli spazi, rincorre. Non gli arriva una possibilità di tiro verso Mirante. (dal 68esimo Mirallas 5 – Entrato per far male negli spazi della difesa giallorossa ormai stanca, non si è mai visto).
Muriel 6 – Un ottimo primo tempo, tocchi e tiri periocolissimi. Nel secondo tempo cede e forse andava sostituito.
Serie A
Udinese, vicina la cessione in prestito di Goglichidze al Watford!
Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, l’Udinese ha trovato un accordo con il Watford per quanto riguarda la cessione in prestito di Saba Goglichidze.

NICOLO ZANIOLO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Udinese, la vicina cessione di Goglichidze al Watford
Il difensore georgiano di proprietà dell’Udinese è vicino al Watford. Il difensore può andare in prestito in Inghilterra. Solamente 9 presenze con il club friuliano, mentre all’Empoli l’anno scorso ha disputato ben 36 partite, fornendo anche un assist. Dovrebbe riuscire a trovare maggiore spazio in Championship, con il club che attualmente occupa la posizione numero 8 in classifica, a -1 dalla zona playoff.
Serie A
Roma, nuovi contatti con la Fiorentina per Fortini! I dettagli
La Roma vuole regalare un rinforzo a Gian Piero Gasperini e, la situazione di Fortini alla Fiorentina, è particolarmente traballante. Scopriamo insieme i dettagli.
La Roma e il Napoli hanno mostrato interesse di recente per il giocatore viola, il quale ha un contratto in scadenza nel 2027. L’intesa tra il club toscano e il calciatore è molto distante al momento, dunque non è da escludere una cessione in questi ultimi giorni di calciomercato.
Secondo quanto riportato da Fiorentinanews.com, la squadra che ha mostrato più interesse per l’italiano classe 2006 sono proprio i giallorossi. Nelle ultime ore ci sono stati nuovi contratti tra l’entourage di Niccolò Fortini e la Roma.

LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, i numeri di Niccolò Fortini
In maglia viola non sta avendo un rendimento particolarmente incisivo, dati i 0 gol e assist in 23 presenze (anche se la maggior parte da subentrato). Alla Juve Stabia invece, la scorsa stagione, ha sorpreso particolarmente gli addetti ai lavori: 2 gol e 3 assist in Serie B, con un club in quel momento neopromosso dalla Serie C.
In estate aveva attirato gli occhi di vari club italiani, ma la Fiorentina è stata brava a saper restitere alle offerte per lui. Non sembra rientrare particolarmente nei piani di Vanoli, oltre ad un accordo per il rinnovo che ad oggi sembra molto improbabile da trovare. Unendo i pezzi del puzzle la soluzione logica è solamente una: l’addio ora o in estate. Tuttavia, il calciomercato sa sempre come sorprendere i tifosi e, ad oggi, è ancora tutto da dover scrivere.
Serie A
Milan, Pulisic ancora a secco nel 2026
Milan – Imprecisione sotto porta e condizione non ottimale frenano l’americano. Allegri lo gestisce, ma i rossoneri rallentano…
Christian Pulisic resta uno dei volti simbolo della stagione del Milan, ma l’inizio del 2026 racconta una storia diversa. L’attaccante statunitense non ha ancora trovato il gol nel nuovo anno e, rispetto agli standard altissimi mostrati nei mesi precedenti, il suo rendimento ha subito una frenata evidente.
L’ultimo sorriso sotto porta risale al 28 dicembre, nel netto 3-0 inflitto al Verona. Da allora, zero reti e qualche occasione sprecata di troppo, come contro la Fiorentina, dove almeno due chance nitide non sono state capitalizzate. Un problema di mira, certo, ma non solo. A pesare è anche una condizione fisica non ottimale, conseguenza di acciacchi che ne stanno limitando continuità e brillantezza.
Il calo di Pulisic si riflette anche sui numeri del Milan. I rossoneri restano tra gli attacchi più prolifici della Serie A, ma senza i gol del numero 11 la media realizzativa è scesa: dopo Verona, la squadra di Allegri non è più andata oltre una rete a partita e, quando ha vinto, lo ha fatto sempre con il minimo scarto, collezionando anche diversi pareggi.
Milan, cosa è successo a Pulisic?
Eppure i dati stagionali restano importanti. Prima dello stop, Pulisic viaggiava a ritmi da bomber vero: 8 gol in 11 partite, miglior marcatore del Milan e principale rivale di Lautaro Martinez nelle prime fasi del campionato. Poi l’infortunio al bicipite femorale tra ottobre e novembre e, ora, un dolore alla caviglia che ne condiziona allenamenti e minutaggio.

CHRISTIAN PULISIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La panchina contro la Roma è stata un segnale chiaro: Allegri non vuole forzare. Anche perché, con l’arrivo di Fullkrug e la crescita di Nkunku, il tecnico può permettersi una gestione più attenta, aspettando che Pulisic ritrovi la miglior forma senza sovraccaricarlo in un momento delicato della stagione.
Il Milan sa di aver bisogno del suo numero 11 al massimo delle potenzialità nella fase decisiva dell’anno. Ritrovare il Pulisic dei mesi scorsi non significherebbe solo tornare a segnare con più continuità, ma anche riaccendere l’ambizione di una squadra che punta a giocarsi fino in fondo i propri obiettivi.
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