Serie A
Fiorentina, Palladino: “Sono molto soddisfatto del mercato, fatto un grandissimo lavoro”
Il tecnico della Fiorentina, Raffaele Palladino, ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla sfida contro l’Inter, recupero dello scorso 1° dicembre.
Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla gara contro l’Inter, recupero del match di Serie A dello scorso 1° dicembre interrotto dal malore accusato da Bove. Il tecnico ex Monza si è soffermato anche sulla sessione di mercato invernale, conclusasi nella serata di ieri, e dove la Viola si è mossa abbastanza bene.
La sfida è in programma per giovedì 6 febbraio alle ore 20:45.

LA FORMAZIONE DELLA FIORENTINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Fiorentina, le parole di Palladino
Avete fatto una bella rivoluzione sul mercato.
“Otto uscite e cinque entrate, sempre con la massima unione e sintonia, in condivisione con la società. Sono state fatte scelte per creare una Fiorentina sempre più forte e credo sia stato un fatto grandissimo lavoro. I direttori hanno lavorato h24 in questo mese, erano sempre in ufficio. Per migliorare la squadra. Sinceramente sono molto soddisfatto del mercato fatto, dei due mercati con me. Sono arrivati calciatori importanti, giovani ma comunque daranno un valore aggiunto a questa rosa”.
La difficoltà ora sarà inserirli? Come ha pensato di farlo, magari cambiando modulo?
“Intanto dobbiamo farli integrare nel gruppo, già coeso e compatto. Mi daranno una mano i ragazzi… Ma tanti di loro già si conoscono. Sapete delle amicizie che hanno Zaniolo e Fagioli, ma anche lo stesso Ndour. E Folorunsho si è inserito alla grande. Sarà una cosa graduale, il loro inserimento tattico sarà poi compito mio. Devo farli sentire a proprio agio nelle posizioni in cui giocheranno, ma sono sicuro che abbiamo preso giocatori molto bravi, ci daranno una grande mano. Il sistema di gioco lo vedremo nel tempo, non ci focalizziamo su un solo modulo, bisogna essere camaleontici”.
Ci dice cosa è successo con Comuzzo?
“Succede che i giocatori forti te li chiedono. Ci sono stati contatti e delle offerte, su questo non entro nel merito, ci pensa la società. Comuzzo è un giocatore forte, nell’orbita della Nazionale. Va detto che è il nostro grande acquisto, bisogna dare valore al ragazzo e al club. Merito a Commisso, ha voluto fortemente che Comuzzo restasse. E questo dice che la società è solida e sa quello che fa, è un bene. Sono felice che Comuzzo sia rimasto, è un prodotto del settore giovanile e per tutto l’ambiente è un grande segnale. Poi in futuro si vedrà…”.
A effettivi come siete messi per l’Inter giovedì?
“Per giovedì come sapete non possiamo schierare i nuovi, saremo pochissimi. Quattordici, per l’esattezza, con due giocatori che stiamo cercando di recuperare. Sono sicuro però che quei pochi faranno una grande partita. Visto il momento, bisogna essere ancora più squadra e tirare fuori il 100% da ogni singolo. Proveremo a mettere in difficoltà l’Inter. Aggregheremo qualche Primavera che già si è allenato con noi in questi giorni. I due che vogliamo recuperare sono Cataldi e Colpani, poi c’è anche Adli che ha preso un colpo alla caviglia”.
Senza esterni valutare di cambiare idee tattiche?
“Come detto prima, entrate e uscite sono state pienamente condivise. Anche andando su giocatori duttili e bravi a giocare in varia maniera. Possiamo utilizzare anche le ali da centrocampisti o altri sistemi di gioco. Dobbiamo poter cambiare, la duttilità è molto importante”.
Cosa c’è dietro l’addio di Sottil? Scelta sua o del giocatore?
“Non parlerei di fallimenti per un giocatore che va al Milan. Si è creata questa situazione di mercato e lui giustamente l’ha presa in considerazione. Abbiamo accettato la volontà del ragazzo, Riccardo dobbiamo ringraziarlo: si è sempre detto che non ha avuto continuità per esprimere il suo valore, ma quando ha giocato lo ha dimostrato. Ha dato una grande mano, soprattutto negli ultimi due mesi: ha potenzialità importanti”.
Bove sarà presente con voi nel recupero della partita in cui aveva avuto il malore?
“Come sempre è con noi al Viola Park, fa parte della quotidianità e verrà in panchina”.
Se non avesse Kean come conta di fare?
“Numericamente siamo a posto così. Come dicevo, da prima punta abbiamo calciatori duttili che sanno giocarci. E un occhio sempre alla Primavera: aggregheremo Caprini, sarà con noi e può darci mano anche da attaccante. Crediamo nei giovani, come noi il presidente”.
Ci fa un bilancio di Richardson finora?
“Nelle dinamiche di mercato non entro. E per me Richa ha fatto un ottimo primo tempo col Genoa, prima di calare a livello fisico nel secondo. Ma è fisiologico. Si allena bene e sta crescendo, in questi mesi ha avuto alti e bassi ma si è sempre impegnato al massimo. Crediamo in lui, deve continuare a lavorare, crescere e migliorarsi, come gli chiedo ogni giorno”.
Sente il recupero di Zaniolo come una sua personale sfida?
“Zaniolo non deve essere una sfida, né per me, né per lui o per la società. Zaniolo è talentuoso e forte, le doti le ha. Deve solo arrivare qua e mettere in pratica quello che sa fare. Noi cercheremo di metterlo nelle migliori condizioni possibili, spetta a lui. Davanti ha concorrenza, mi piace creare competizione”.
Ci parla dei tempi del mercato e di come li vive?
“Un mercato così lungo con partite nel mezzo per me è follia. Troppe distrazioni. Per quanto mi riguarda potrebbe durare meno, anche perché si arriva sempre agli ultimi giorni… Dobbiamo accettare la situazione ed essere bravi a gestirla”.
Con questo mercato obiettivo Champions?
“Ieri sera ho ringraziato i tre direttori perché ho visto che hanno messo cuore e anima per rinforzare la Fiorentina. Ho ringraziato il presidente, ha fatto anche di più di quanto c’era da fare. Nella prima sessione di mercato c’era una fase di conoscenza, ora ho capito quanto tenga la società a portare in alto la Fiorentina. Da ora in poi sarà compito mio. Però c’è stato davvero un grande lavoro, ringrazio la società”.
Dove sentite di collocarvi rispetto alle competitor?
“Non mi piace collocare una squadra, perché c’è un lavoro quotidiano che deve mettere insieme e far integrare i nuovi. Rispondendo anche alla domanda precedente: l’obiettivo nostro è migliorare i punti del girone d’andata. Sarebbe già una crescita e un posizionamento importante. Dire Champions o Europa League è troppo presto: iniziamo col far rientrare tutti, integriamoci coi nuovi e lavoriamo. Ricordiamoci che abbiamo due gare contro l’Inter, dovremo essere bravi a metterli in difficoltà e non sarà facile perché sono fortissimi”.
Sta lavorando sui cali del secondo tempo?
“Con l’Inter saranno due partite a due facce: giovedì saremo a disposizione in pochissimi, mentre lunedì con i nuovi acquisti. Giochiamo due partite molto differenti, pure se con la stessa squadra. Sui secondi tempi è vero, anche domenica è successo: ho parlato con la squadra, ci lavoriamo. Non è una questione fisica: corriamo pure di più, ma dobbiamo farlo meglio. E a volte se stai basso puoi essere comunque aggressivo: a volte ci è mancata, non deve accadere e cerchiamo la soluzione migliore. La strada non è difendersi per vincere, ma difendersi per poi attaccare in un certo modo gli avversari”.
Cosa aggiunge Fagioli alla Fiorentina?
“Nicolò è un calciatore forte, mi è sempre piaciuto. Ha dinamismo e può giocare sia da play che a due in mezzo: ha qualità tecniche, la Fiorentina ha fatto un grande acquisto. Completa un reparto in cui abbiamo avuto difficoltà in questi mesi, ci darà mano. Sono convinto che arrivi con la testa giusta: l’ho sentito al telefono e voleva venire a Firenze, anche ieri era in attesa che si chiudesse. Lo ringraziamo perché ha voluto Firenze, arriverà carico e motivato”.
Ha fatto riflessioni sulla lista UEFA?
“Ci ho pensato e mi sto facendo un’idea, ora ci ragiono bene e cercherò la soluzione migliore. Dovrò essere bravo io”.
Ha già individuato un vice Dodo?
“Come ho detto in altre conferenze, Moreno sta facendo benissimo. Se abbiamo deciso di non prendere un altro terzino è per le sue grandi prospettive. In una difesa a quattro può fare sia il centrale che il terzino, per quanto con caratteristiche diverse da Dodo. E domenica avete visto che lì è entrato Comuzzo”.
Ndour per lei che giocatore è?
“Per me è un box to box, ha caratteristiche di attacco e difesa, copre tanto campo. È un giovane che vedo come trequartista, può fare anche la mezzala. Però sarà un giocatore importante, ci dà cose diverse”.
Vi state tingendo fortemente d’azzurro. Le fa piacere avere tanti nazionali italiani?
“È bello allenare giovani di prospettiva e che ambiscono alla Nazionale, ne abbiamo tanti e davvero molto forti. Dobbiamo averne, questa è la strada giusta”.
Il gol col Genoa ha sbloccato Gudmundsson?
“Probabilmente gli serviva il gol, ma per me le prestazioni erano già in crescita. Poteva anche non segnare col Genoa, siamo felici di aver ritrovato un grande calciatore. E voglio citare anche Pongracic, anche lui sarà un nostro acquisto di gennaio, ora sta facendo bene. Ci tengo a ringraziare anche tutti quelli che sono andati via ora a gennaio, hanno dato tutto per la Fiorentina, impegnandosi negli allenamenti. Soprattutto Biraghi, che è stato esemplare nonostante abbia deciso di interrompere il percorso: si è sempre impegnato e ha dato mano ai ragazzi, lo ringrazio e gli faccio l’in bocca al lupo”.
Serie A
Lazio, Sarri: “Impossibile sostituire Romagnoli al momento”
Continua il periodo difficile della Lazio che non va oltre lo 0-0 al Via Del Mare contro il Lecce. I biancocelesti sono attualmente noni, a -10 dal sesto posto.
Tra risultati negativi, il rapporto tra Sarri e Lotito che scricchiola, lo scontro tra tifosi e club, e uno spogliatoio spaccato, la Lazio non sta vivendo per nulla un periodo facile. Lo 0-0 esterno contro il Lecce di questa sera ne é la prova.
I biancocelesti non riescono a creare particolari occasioni da gol in una partita poco entusiasmante nel complesso. La squadra di Sarri ha ottenuto una sola vittoria nelle ultime sette partite (Verona-Lazio 0-1). La prossima partita é in casa contro il Genoa (forse senza tifosi biancocelesti) venerdì prossimo.
Lazio, le parole di Sarri

I TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Si sente nel futuro della Lazio?
“Inutile far polemica in questo momento. Quando a giugno ho saputo che il mercato era chiuso ho fatto una premessa ai tifosi, avrei sopportato tutto e sarei andato avanti per rispetto del nostro popolo. Vediamo come finiscono tutte le situazioni, magari da qui a fine mercato arrivano due 2005 fortissimi e uno cambia opinione”.
E’ vero che i giocatori vanno via perché non vogliono stare con te?
“A me hanno detto che vogliono andare via perché non vedono ambizioni nella società”.
Romagnoli sarà sostituito?
“Sostituirlo in questo momento è impossibile, è quello che aveva la leadership della mia linea difensiva. Per trasmettere a un giocatore nuovo quello che sa lui ci vorrebbero mesi”.
Il mercato?
“Qualcosa va fatto ma lo fa la società”.
Come si sente in questo momento?
“Ho speso una parola e la rispetto, l’ho sempre fatto, non solo nella professione. So benissimo che da fuori non ci si può rendere conto di cosa sia la Lazio, un club circondato da un amore stratosferico. E’ frustrante sapere che non potrò mai ripagarli, ma c’è l’orgoglio di essere amato da questi tifosi”.
Lazio distratta oggi o merito del Lecce?
“Ho visto un primo tempo con una squadra applicata ma che ha perso tanti palloni in maniera banale. Potrei parlare di tecnica, ma abbiamo perso palla su transizioni che hanno un coefficiente tecnico davvero basso. Nel secondo tempo abbiamo avuto una costruzione di buon livello per 80 metri, poi ci siamo spenti. Partita difficile, contro una squadra che fino a 20 giorni fa non sembrava neanche destinata alla lotta salvezza. Per loro era una partita importante. Più che soffrire l’aggressività degli avversari abbiamo sofferto noi stessi”.
Che ne pensa dell’iniziativa di non entrare allo stadio per Lazio-Genoa?
“L’Olimpico con la nostra gente è tanta roba, l’Olimpico vuoto è tanta tristezza, ma bisogna rispettare le prese di posizione”.
Serie A
Lecce, Di Francesco: “Mancata la qualità negli ultimi metri”
Il Lecce riesce ad ottenere un punto prezioso contro la Lazio in chiave salvezza. Non manca, però, il rammarico per la poca concretezza in attacco.
La squadra di Di Francesco riesce più o meno ad approfittare della sconfitta interna della Fiorentina con il Cagliari. Con la Lazio finisce 0-0, una partita dalle poche emozioni ma che ha visto i giallorossi a tratti giocare meglio degli avversari.
Prima di questa partita, gli uomini di Di Francesco arrivavano da 4 sconfitte di fila: inoltre, non vincono dal 12 dicembre 2025 (Lecce-Pisa 1-0). La loro prossima partita sarà domenica prossima contro il Torino in trasferta.
Lecce, le parole di Di Francesco

C’é un problema in fase offensiva?
“Direi più di gol. La squadra ha espresso un buon calcio, siamo mancati nella qualità negli ultimi metri, in zona gol. Quello è il tallone d’Achille di questo momento. Oggi voglio esaltare la prestazione e l’atteggiamento della squadra, la capacità di rendere la vita difficile all’avversario, senza concedere nulla. Un pizzico di fortuna in più non sarebbe guastato”.
C’è qualche giocatore da cui si aspettava di più?
“Non mi piace sottolineare quello che non mi è piaciuto oggi, i ragazzi meritano gli applausi ricevuti a fine gara, con i nostri pregi e difetti stiamo dando il massimo. Venivamo da quattro sconfitte che bruciavano, ma ripartiamo dalla prestazione guardando avanti con ottimismo”.
Le prossime tre partite saranno determinanti?
“Sono importantissime, dobbiamo affrontarle tutte allo stesso modo. Dobbiamo giocarcele per portare a casa risultati importanti. Dobbiamo alzare la qualità di quello che stiamo facendo”.
Come mai solo tre cambi?
“Vedevo una squadra equilibrata, se non riesci a vincere non devi perdere. Con i cambi la squadra ha occupato bene il campo. Gandelman non lo volevo togliere, occupa l’area meglio di tutti gli altri a centrocampo. Volevo toccare il meno possibile, vedevo una squadra con equilibrio”.
Sui centrali di difesa?
“Impostavamo più a tre che a quattro, Siebert nel suo campionato giocava soprattutto a sinistra. Lui e Tiago Gabriel sono bravi a difendere”.
Si aspetta qualcosa dal mercato?
“Credo che il mercato sia finito qua, abbiamo 33 o 34 giocatori in rosa, sono tanti, ho solo il desiderio di continuare a lavorare con questi ragazzi, migliorando gli aspetti su cui c’è da fare”.
C’è stato uno step di crescita?
“Sì, ma non esistono squadre che dominano per tutta la partita. Quando ci sono valori differenti, se la tua squadra ha avuto un certo dominio è un buon risultato. Dovevamo essere più efficaci negli ultimi metri”.
Un giudizio su Pierotti?
“Nelle prestazioni è cresciuto tantissimo, i giocatori di alto livello devono fare entrambe le fasi. Lui è un’ala diversa dalle altre, un giocatore più di struttura e meno di tecnica. Molto bravo quando conquista palla e riparte, deve sfruttare meglio le sue potenzialità. Prima o poi arriveranno anche i suoi gol”.
Serie A
Lecce-Lazio 0-0: niente reti al Via Del Mare
Finisce 0-0 Lecce-Lazio, un pareggio importante per i padroni di casa in chiave salvezza. I biancocelesti, invece, si allontanano dalla zona Europa.
Termina senza reti la terza ed ultima partita di questo sabato di Serie A. Al Via Del Mare il Lecce e la Lazio non regalano particolari emozioni, a parte una traversa colpita da Ramadani.
I giallorossi approfittano a metà della sconfitta della Fiorentina contro il Cagliari, uscendo dalla zona retrocessione (+1 sulla Viola). Continua, invece, il periodo a dir poco complicato per la Lazio di Maurizio Sarri.
Lecce-Lazio: il commento del match

Di Francesco fa solamente due cambi rispetto alla partita contro il Milan: Danilo Veiga e Banda prendono il posto di Ndaba e Sottil. Ne fa diversi di cambi, invece, Sarri rispetto alla disfatta interna contro il Como. Fuori Pellegrini, Belahyane, Cataldi e Ratkov, dentro Lazzari, Basic, Vecino e Dia.
Il primo sussulto arriva dopo neanche un minuto, con un tiro di Pierotti che esce di parecchio. Pochi minuti dopo la Lazio prova ad approfittare di un errore in difesa di Danilo Veiga, ma Dia scivola nei pressi del pallone. Tra i giocatori più in forma dei primi 45 minuti c’è senza dubbio Lameck Banda. Il francese si rende pericoloso più volte grazie alla sua velocità, ma a volte esagera con il dribbling.
Poco prima dell’intervallo arriva la migliore occasione della partita. Ramadani, da 25 metri, prova a sorprendere Provedel con un tiro fortissimo, ma é la traversa a negargli la gioia del gol.
Il secondo tempo non regala particolari emozioni, ma ad andare più vicini al gol sono i padroni di casa. Nel frattempo, entrambi gli allenatori fanno alcuni cambi. Da un lato entrano Sottil e Cheddira per Stulic e Banda, dall’altro entrano Provstgaard, Dele Bashiru e Ratkov per Gila, Vecino e Dia.
Dopo un tiro di Cheddira che esce di poco ed una parata di Provedel su una punizione di Sottil, la stanchezza si fa sentire per entrambi le squadre. Arrivano altri cambi da entrambi i lati (Pellegrini per Lazzari, Tete Morente per Pierotti), ma la musica non cambia. L’ultima occasione della partita arriva prima del novantesimo, con un tiro di Taylor da fuori area che esce di poco.
Il Lecce chiude in attacco ma non riesce a creare occasioni pericolose, e la partita termina con il risultato di 0-0. Un risultato, nel complesso, giusto viste le poche occasioni da gol.
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