Serie A
Fiorentina, Palladino: “La squadra mi segue, leggere certe cose ci fa ridere. Su Kean…”
L’allenatore della Fiorentina, Raffaele Palladino, ha parlato a margine della vittoria della sua squadra (1-0) al Franchi contro il Lecce.
Gosens salva (per ora) la panchina a Palladino. La Fiorentina batte 1-0 il Lecce al Franchi, nel Friday Night della 27esima giornata di Serie A e si riprende il sesto posto: a -2 dalla Lazio e a -4 dalla Juventus.
Fiorentina, le parole di Palladino
Il tecnico gigliato ha parlato ai microfoni di DAZN nel post-gara. Di seguito le sue parole.
Momento
“Nei momenti difficili, bisogna ripartire dalle cose semplici e non è facile ritrovarle. Nelle ultime due sconfitte non ci sono state le prestazioni, oggi dovevamo vincere e difendere da squadra. Negli ultimi giorni abbiamo lavorato su uno schema diverso, quanto avete visto è frutto del lavoro di questi giorni. Dispiace per la vittoria ottenuta per un gol, ma era fondamentale vincere. La squadra ha fatto bene, ringrazio i ragazzi“.
Classifica
“Credo che le otto vittorie ottenute siano state importante, ma hanno dato una percezione diversa. Hanno dato la percezione che potessimo restare secondi-terzi in classifica, ma non è nelle nostre possibilità al momento vista la rosa modificata dai due mercati. Stiamo facendo un ottimo campionato, negli ultimi cinque anni non è mai stata in queste posizioni e siamo soddisfatti. Poi, però, siamo ambiziosi e stiamo provando ad uscire da questa situazione non positiva in merito agli infortuni. Credo che i ragazzi stiano tutti dando il massimo, tutti, e sono soddisfatto: li devo ringraziare per tutto quello che stiamo facendo“.
“I calciatori sono stati davvero male in questi giorni, hanno vissuto questo momento negativo, con critiche forse esagerata nei loro confronti. Nel secondo tempo è subentrato un blocco psicologico e non deve più accadere, abbiamo bisogno di positività e della nostra curva che, oggi, ci ha sostenuti. Dipende sicuramente da noi, vogliamo trascinare i tifosi grazie alle vittorie. I ragazzi necessitano di positività che, in realtà, era venuta a mancare. Abbiamo già la sfida di Conference: proviamo a cavalcare l’onda dell’entusiasmo“.
Kean
“Spero per giovedì, ma i ragazzi oggi hanno comunque dato il massimo e sono stati bravi a sostituirlo“.
Poi in conferenza stampa.
Vittoria
“Per noi era una partita importante, volevamo vincerla e l’abbiamo interpretata in maniera giusta. La vittoria è stata meritata, siamo partiti dalle cose semplici, non era facile lavorare in tre giorni sul nuovo sistema di gioco ma i ragazzi l’hanno fatto perfettamente: è la dimostrazione che sono sul pezzo. Abbiamo creato tanto e il rammarico è non aver fatto altri gol, ma ritroviamo l’entusiasmo che ci era mancato“.
Squadra
“Da parte vostra escono certe cose, ma i ragazzi seguono alla perfezione ciò che gli dico. Sono dalla parte della Fiorentina e fanno tutto per portare il club in alto. Quando leggono certe cose, ci ridono solo sopra“.
Modulo
“Dobbiamo essere bravi a cambiare sempre. Si è detto anche che metto i giocatori fuori ruolo… Bisogna essere bravi a fare le prestazioni giuste, potevamo fare un secondo tempo migliore“.
Ndour e Fagioli
“Avevo bisogno di 3-5-2 e di una mezzala di gamba e inserimento. Fagioli ha caratteristiche diverse, è più palleggiatore. Oggi avevo solo quattro centrocampisti disponibili e ho preferito mettere Fagioli nel secondo tempo per inserire qualità: viene da un periodo in cui ha giocato meno, ma sta andando bene. In settimana lo vedo crescere, ora avremo tante partite e l’obiettivo è recuperare chi sta fuori“.
Tifosi
“I tifosi è giusto pretendano di più da noi, soprattutto sul profilo del gioco. Potevamo fare meglio nel secondo tempo… Ma noi abbiamo bisogno di loro. Io comunque ho sentito la curva cantare. I tifosi ci servono perché ci trascinano, sta a noi creare entusiasmo. In settimana vedremo di fare un allenamento con loro, per creare un clima di maggior entusiasmo, visto che arriva un periodo di partite difficili e importanti. Vogliamo fare gli ultimi mesi alla grande e spingere“.
Kean e Gudmundsson
“Gud non si è mai allenato con la squadra. Lo ringrazio perché fino a ieri si era allenato solo a parte. Gli ho chiesto se si sentiva di venire in panchina per dare una mano e lo ringrazio di cuore per questo, ha forzato il rientro ma sta bene: per giovedì lo recuperiamo. E ci auguriamo di riavere a disposizione anche Kean, che dovrà fare nuove visite di controllo. Mi complimento con gli attaccanti che lo hanno sostituito“.
Gioco
“Sono soddisfatto della vittoria, poi non è semplice cambiare schema e fare subito un grande palleggio. Ora dobbiamo continuare a inserire i nuovi recuperando chi è fuori. Non era facile”.
Secondo tempo
“Le partite si vincono anche soffrendo e oggi lo abbiamo fatto. A me piace vincere così e c’era bisogno di portare a casa i tre punti, l’abbiamo fatto rischiando zero se non un tiro in transizione. Contava soffrire e fare tre punti, sto lavorando sul non abbassarci troppo nei secondi tempi“.

L’URLO DI RAFFAELE PALLADINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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