Serie A
Buon compleanno Del Piero: l’ex bianconero compie 49 anni
Oggi è il compleanno di uno degli ultimi grandi numeri 10 del calcio italiano: compie 49 anni Alessandro Del Piero. Simbolo della Juventus e campione del mondo.
L’ex capitano della Juventus dopo 19 stagioni in maglia bianconera è un vero e proprio idolo per i tifosi che sognano il suo ritorno nel club.
Del Piero è nato a Conegliano il 9 novembre del 1974 (Treviso). Arrivato alla Juventus nel 1993, ha segnato 290 gol. Nel 2006 si è laureato campione del Mondo.

Muove i primi passi calcistici fino all’esordio in serie B nella stagione 1991/92 con la maglia del Padova.
La Juventus intuisce subito il suo grande talento e punta su di lui. Nel 1993 inzia la storia che poi diventerà leggenda tra il club bianconero e Del Piero.
Una storia condita da 705 partite e 290 gol, con sei Scudetti, una Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League, una Coppa intercontinentale, una Supercoppa Uefa ma anche un campionato vinto in Serie B quando Alex decide di restare a Torino nonostante la retrocessione inflitta per lo scandalo Calciopoli.
Lo amava e stimava anche Gianni Agnelli che aveva scelto per lui il soprannome di «Pinturicchio». Un numero 10 forte nel dribbling e nella finalizzazione ma anche ottimo uomo assist pe i compagni.
Alex è sempre stato un uomo tranquillo e riservato. Anche quando la Juventus decide di non rinnovargli il contratto al termine della stagione 2011/12, lascia ” la sua Juve” fra le lacrime ma senza polemiche mantenendo la promessa di non indossare altre maglie in Italia.
Chiude la carriera con le esperienze a Sydney e Delhi prima di vestire i panni del commentatore televisivo.
Le frasi più belle di Alessandro Del Piero
“A un certo punto della mia carriera, mi è venuto spontaneo festeggiare il gol facendo la lingua: non è uno sberleffo, semmai ima specie di monelleria. È la smorfia di un bambino felice. Quella lingua di fuori significa “ce l’ho fatta, eccomi qui!”.
“A volte mi chiedono cosa sia stata la Juventus per me, e io penso che non si tratti solo di una squadra di calcio ma di un’idea.”
“Si dice che un vero campione sia genio e sregolatezza. Io mi ritengo regolare come atleta, nel modo che ho di intendere la professione e lo sport, però non posso negare di avere segnato parecchi gol geniali. E allora, anche un po’ di genialità mi appartiene.”
Gli auguri della Juventus:
Recordman di presenze. Miglior marcatore. Capitano. Leggenda. ⚪️⚫️
Oggi festeggiamo insieme il compleanno di @delpieroale! 🥳
Fai gli auguri ad Alex con un messaggio ✍️⤵️ pic.twitter.com/AgJuYAbABf
— JuventusFC (@juventusfc) November 9, 2023
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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