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Bologna, il nobile pensiero greco
Duo ellenico del Bologna, Georgios Kyriakopoulos e Charalampos Lykogiannis, il duo greco del Bologna, pronosticano per i felsinei un futuro europeo.
Bologna, orgoglio d’Ellade
Motivati. Ottimisti. E felici di indossare la casacca del Bologna. Coppia greca del Bologna dal nome che sarebbe molto utile come allenamento palatale, Georgios Kyriakopoulos e Charalampos Lykogiannis si sono identificati totalmente con la squadra rossoblù. Anche per i meriti di un Thiago Motta che, osserva il secondo, “è un motivatore” grazie al quale “giochiamo bene”.
Georgios, così è più semplice e si capisce ugualmente anche senza aggiungerci il chilometrico cognome, sfodera subito su “La Gazzetta dello Sport” il suo canto di battaglia: “ho sfiorato due volte la Conference League con il Sassuolo, conquistarla per me sarebbe una vera rivincita. Io voglio restare a Bologna”. Poi ingaggia una personale sfida con Charalampos (anche qui ci si salva con il nome di battesimo): “chi è più simpatico tra noi due – spiega – lui parla con tutti , io sono più casinista”. Ma, carattere a parte, ambedue hanno una gran voglia di mettere molto fieno nella cascina della causa dei felsinei.
Oltrechè più casinista, Charalampos pare anche un pochino più permaloso. Almeno quando sfoglia i giornali e vede i giudizi che gli addetti ai lavori hanno riservato alla sua condotta in campo: “leggo le pagelle dei giornali sì- spiega – a volte mi arrabbio, ma devo dire che si può imparare” Insomma, trenta secondi di irritazione tutta umana per chiedersi “ma che partita ha visto quello?” e altri trenta di ripresa del controllo dall’emotività per constatare “ma sì, forse ha ragione, si può anche far meglio dai”.
Charalampos chiude dilatando lo sguardo fuori dalla città delle due Torri e mettendosi il vestito continentale: “la parola Europa – dice – non è brutta da sognare“. Con un pensiero annesso: con Motta (Thiago e non il panettone) c’è più gusto perché “è un motivatore“.

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Il Senegal è campione della Coppa d’Africa
Il Senegal batte il Marocco in un’incredibile finale in cui è successo di tutto e conquista la sua seconda Coppa d’Africa dopo quella del 2021.
Dopo 120′ minuti al cardiopalma dove è successo di tutto, a spuntarla è il Senegal. In un finale caotico dove prima la squadra abbandona il campo in segno di protesta, poi rientra e Mendy para il rigore di Brahim Diaz, arriva anche la rete che decide la partita.
Al 4′ minuto dei supplementari, Papa Gueye incrocia un potentissimo mancino dal limite dell’area e lascia incolpevole Bonou.
La squadra di Sadio Mané conquista la sua seconda Coppa d’Africa battendo nel suo percorso il Sudan, il Mali, l’Egitto e infine i padroni di casa del Marocco.

Istanbul, Turkey – August 14, 2019: Sadio Mane player during the UEFA Super Cup Finals match between Liverpool and Chelsea at Vodafone Park in Vodafone Arena, Turkey
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Coppa d’Africa, succede di tutto: il Senegal abbandona il campo e Brahim Diaz sbaglia il rigore facendo il cucchiaio
Sta succedendo di tutto nella finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal che sta andando adesso in onda. Ospiti in vantaggio nei tempi supplementari.
Succede l’incredibile nel finale della gara tra Marocco e Senegal: Brahim Diaz cade a tera in area di rigore su presunto fallo di Malick Diouf al 92′ minuto. Il direttore di gara assegna il calcio di rigore in seguito alla revisione al VAR.
I giocatori del Senegal però, completamente in disaccordo con la decisione dell’arbitro, decidono di abbandonare il campo. La squadra di Sadio Mané, rientra sul terreno di gioco circa 15 minuti dopo e al 110′ minuti Brahim Diaz si presenta sul dischetto per battere un rigore pesantissimo.
Risultato? L’ex Milan decide di fare il cucchiaio, Mendy rimane in piedi e blocca il pallone. La partita si avvia nei supplementari dove il Senegal ha trovato con Gueye la rete dello 0-1.

Milano, Italy. 21th September 2020. Italian Serie A. Brahim Diaz of Ac Milan in action during the Serie A match between Ac Milan and Bologna Fc.
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Fiorentina, ecco l’ultimo atto di Commisso: il via libera al project financing per il Franchi
La Fiorentina e il mondo del calcio in generale piangono Rocco Commisso, uno degli ultimi mecenati di questo sport.
Se ne andato da poco Rocco Commisso, lasciando un vuoto importante. Un presidente che era riuscito ad entrare nel cuore della gente, che avrebbe voluto alzare un trofeo insieme ai propri tifosi, ma è arrivato a tanto così…
Ha lasciato il Viola Park, una struttura meravigliosa unica al mondo, un’eredità che lo terrà per sempre nella memoria dei fiorentini. Avrebbe voluto fare anche un nuovo stadio, ma per diversi motivi non gli è stato possibile.
Dopo essere voluto rimanere fuori per quel che riguarda la ristrutturazione del Franchi, in contrapposizione con la politica, che in qualche modo non gli ha permesso di realizzare il suo progetto, negli ultimi mesi Commisso però si era riavvicinato alla sindaco Funaro, dando la disponibilità di partecipare economicamente per arrivare alla fine dei lavori, che sono in mano pubblica, del Comune di Firenze.
Secondo quanto riporta Repubblica in edicola stamattina, la società ha inviato al Comune i documenti per partecipare al project financing del nuovo impianto. Ed è dunque pronta ad investire i 50-60 milioni che mancano per terminare i lavori in cambio di una lunga concessione.
Uno degli ultimi atti di volontà del presidente Commisso, in questi ultimi mesi travagliati a causa della lunga malattia.
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