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Verona: segnali di ripresa?
Solo sconfitte fin qui per il nuovo Tecnico del Verona, Salvatore Bocchetti, con match però accompagnati da vari interrogativi
Fin dagli albori della sua prima esperienza tra i professionisti, il neo allenatore del Verona era consapevole delle difficoltà che avrebbe dovuto affrontare assumendosi la responsabilità di guidare verso la salvezza gli scaligeri.
L’innesto però del tecnico italiano ha certamente dato una marcia in più ai gialloblu, che vengono si da 3 sconfitte, però in match molto complessi e comunque molto ben giocati dai veneti.
Dei 3 match appunto già menzionati, probabilmente quello che più di tutti sta stretto alla compagine veronese non può che essere quello in scena a Reggio Emilia, con la sconfitta per 2-1 per il Verona stesso.
Ma più generalmente, la squadra di Bocchetti ha da recriminare verso se stessa una serie di situazioni in cui si è pagata la poca concretezza, la poca freddezza e la troppa ingenuità, tutti fattori che fanno da comune denominatore alle sconfitte maturate nelle ultime partite.
Si parla infatti di una squadra che contro il Milan, aldilà della grande percussione di Rebic che serve Tonali sul 2-1, non ha subito niente se non qualche incursione del solito Leao e l’autogoal di Veloso.
Proseguendo, la già citata trasferta di Reggio Emilia, vede un Hellas macinatore del gioco e del campo, anche meglio rispetto a quello che si era visto col Milan, e che produce tanto anche più dei padroni di casa, non concludendo a rete però la mole di occasioni create.
Ma indubbiamente, il match principe che evidenzia la nuova anima della squadra veronese e allo stesso tempo la sua più totale ingenuità, è il match del 31 Ottobre in casa contro la Roma, con la sconfitta per 1-3 che è maturata.
I gialloblu di fatto tengono testa ai giallorossi, cercano di giocare un calcio propositivo e in maniera anche un po fortuita ecco il goal del protagonista in positivo e negativo della serata: Dawidowicz, che 10 minuti dopo il goal si fa espellere, con un fallo molto violento e altrettanto inutile in zona offensiva su un Zaniolo girato di spalle.
Ovviamente, giocare 70 minuti con l’uomo in meno non poteva che compromettere la partita degli scaligeri, che con Tameze commettono la seconda ingenuità enorme della serata: regalano palla a Camara, che propizia l’azione del pareggio, mettendo in discesa la partita per gli ospiti.
Ciò che bisogna inevitabilmente cogliere da tali prestazioni è perciò che la mano di Bocchetti è evidente, sia nelle nuove trame di gioco che nelle nuove scelte tattiche, ma soprattutto nel senso di appartenenza che un ex calciatore del club come il tecnico è, può e riesce a trasmettere ai propri calciatori.
Perchè rispetto all’arrendevole Verona di Cioffi, questo nuovo targato Bocchetti sicuramente ricalca qualche difetto dell’antecedente, ma da sempre tutto sul campo, e abbinando questo nuovo atteggiamento alle modifiche tattiche del nuovo mister, il Verona può sperare di rivedere la luce.
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Fiorentina, dopo Brescianini è pronto il bis a centrocampo: occhi su un talento della B
Fiorentina, il mercato degli acquisti a centrocampo potrebbe non esaurirsi al solo Marco Brescianini. Nel mirino, nelle ultime ore, è finito anche un astro nascente della cadetteria.
Nelle prossime ore Marco Brescianini, dopo aver svolto le visite mediche, diventerà ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina.
Il ragazzo ex Milan sbarcherà all’ombra di Piazza della Signoria con la formula del prestito con obbligo di riscatto, che scatterà, molto probabilmente, in caso di salvezza della Viola.
Per raggiungere il traguardo della permanenza nella massima serie, però, occorrerà aggiungere ulteriori tasselli alla rosa, e il prossimo potrebbe essere un giocatore che sta facendo parlare di sé in serie B.
Stando a quanto riferisce il Corriere dello Sport, infatti, la dirigenza avrebbe messo nel mirino Yanis Massolin, mediano del Modena classe 2002.
Con un gol e un assist, ma soprattutto con tanta personalità in mezzo al campo, il francese sta contribuendo a rendere il centrocampo dei canarini una vera e propria diga.
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Juventus, risolto il contratto di Tudor
La Juventus ha raggiunto un accordo con l’ex tecnico della prima squadra Igor Tudor per la risoluzione del contratto. Esonerato lo scorso 26 ottobre, il croato era sotto contratto con i bianconeri fino al giugno 2027.
Termina il legame tra Igor Tudor e la Juventus. A due mesi dal suo esonero, che ha portato Luciano Spalletti sulla panchina bianconera, il tecnico croato ha raggiunto con il club un accordo per la risoluzione del contratto. Tudor, arrivato in bianconero nella seconda parte della scorsa stagione, aveva firmato in estate un accordo valido fino al 2027.
L’allenatore croato sarà adesso libero di firmare con altri club all’estero in caso di proposte. Ricordiamo che per questa stagione, avendo già allenato la Juventus, Tudor non potrà allenare in Serie A. Bianconeri che invece possono risparmiare qualcosa sul bilancio, avendo ancora a libro paga Thiago Motta.
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Theo Hernandez, ora parla la compagna: un’altra occasione persa per stare zitti | L’editoriale di Mauro Vigna
Theo Hernandez, da grande campione rossonero a nostalgico, così ci viene da pensare, dei tempi che furono. E, aggiungo, che mai più torneranno.
Un’altra occasione sprecata per stare zitti. Questa volta a parlare è la compagna Zoe Cristofoli la quale si è così espressa durante l’intervista rilasciata al podcast One more time:” I problemi c’erano già prima in campo…c’erano problemi…Non c’era più il clima sereno, non vedevo la sua serenità in casa. Lo vedevo triste. Io so bene come sono andate le cose, so la verità. Lui sarebbe rimasto al Milan per sempre. Ci sono giocatori che fanno cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no no no. Anche altri lavori, altri guadagni. A Milano aveva trovato la sua dimensione, la sua famiglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male?
A prescindere che nessuno al Milan ha mai trattato male Theo Hernandez, anzi…stando a quanto riferito, alcune volte è stato anche oltremodo difeso e protetto in momenti in cui magari avrebbe potuto essere esposto alla gogna mediatica. Cosa che poi puntualmente è accaduta quando la vita da sportivo in alcuni momenti è venuta meno. Insieme ai compagni di merende Jimenez e Walker, ad esempio…guarda caso entrambi non più in rosa.
E come dimenticare il caso del cooling break, gestito in maniera pessima dall’allora tecnico Fonseca. Ci fosse stato Allegri, lo sappiamo, certe cose non sarebbero accadute e probabilmente Theo, da vittima quale si sente, avrebbe visto il campo con il binocolo. E allora sì che magari avrebbe qualcosa da recriminare. Ora, permettetemi, ma queste dichiarazioni mi sembrano solo ed esclusivamente fatte per visibilità, per far vedere che esiste ancora, ma la scelta di andare a giocare in un campionato mediocre, lontano dal mondo calcistico che conta l’ha fatta lui per i soldi.
Fare mea culpa a volte è consigliabile, anziché spalare sterco nel piatto che lautamente lo ha saziato per anni.
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