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Tiago Pinto: “Roma è stata una grande sfida, Mourinho è esigente, ma…”

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Tiago Pinto

L’ex general manager della Roma, Tiago Pinto, ha parlato della sua esperienza all’interno della società giallorossa e del rapporto con Mourinho.

Tiago Pinto, ex general manager della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al portale INews soffermandosi sull’incarico che ha lasciato al termine dell’ultimo mercato invernale.

Il dirigente portoghese ha fatto parte dell’organico della Roma dal 1° gennaio 2021 fino al 3 febbraio 2024.

 

Roma, Tiago Pinto

Le parole di Tiago Pinto

“Ho pensato molto a quando avrei lasciato la Roma, sentivo che era il momento giusto, la fine di un ciclo. Ma tutti quelli vicini a me mi hanno detto che conoscendomi dubitavano che avrei trovato la pace. E probabilmente avevano ragione… Il mio percorso nel calcio è stato molto diverso rispetto alla maggior parte delle persone. L’inizio al Benfica è stato molto difficile, sentivo così tanta pressione… Tutta la mia famiglia tifa il Benfica, ma piano piano ho imparato grazie anche al presidente e all’allenatore”.

Nel 2021, la grande occasione con la chiamata della Roma:

“È stata una grande sfida, mi piace vivere il rischio”.

Interesse del Newcastle?

“Se un grande club come il Newcastle chiede di parlarti, non puoi che essere interessato. Conosco bene la storia del club, in Portogallo sir Bobby Robson era una grande personalità. Il lavoro della nuova proprietà è impressionante: grazie a una strategia intelligente sono passati dalla lotta per non retrocedere alla Champions, c’è un potenziale enorme. Non so se l’interesse sia vero o meno, ma chi direbbe di no a un progetto del genere?”.

Il tuo metodo:

“Non sono il tipo che arriva in un club e licenzia tutti nominando le persone che vuole. Non è il mio stile, un club è migliore se c’è un ambiente sereno e con tutti allineati. Ci sono tre o quattro elementi chiave per me: il primo è l’accademia, gli scout della prima squadra devono assolutamente conoscere il settore giovanile. Per mentalità non prenderei un giovane dall’estero se ho già in rosa qualcuno con lo stesso potenziale. E se il mio scout non lo sa non capisce cosa sta facendo. Credo nello sviluppo. Le squadre che vincono di più sono quelle che pensano di più ai dettagli. Su questo sono testardo. Certo, richiede molta energia. Infine voglio che le persone siano allineate, non mi piace il conflitto. Forse è un difetto, ma secondo me se siamo più uniti tra tutti i reparti ci avviciniamo al successo”.

Il lavoro con Mourinho:

“Lavorare con un uomo dal profilo così importante è impegnativo. Ed è esigente, avendo vinto così tanto ha standard elevati. Io ho iniziato a lavorare con lui quando avevo 36 anni: per un giovane direttore lavorare normalmente con Mou non è possibile. Ho imparato molto da lui, è uno degli allenatori più importanti della storia. Il calcio ha dei cicli, a volte sei d’accordo e altre no, ma nessuno può minimizzare il grande impatto che ha avuto a Roma. Quello che ti colpisce ogni giorno è cosa significa per le persone. Che tu sia a Londra, Reykjavik, Dubai o in qualsiasi altro posto, è qualcosa di straordinario.

Difficile trovare qualcuno che tocchi il cuore della gente come lui, per quanto altri hanno vinto tanto o anche più di lui. Un esempio: giocavamo in Conference a Sofia, novembre, con un tempo terribile. Nevicava e faceva molto freddo, abbiamo vinto 3-2 una partita che ha portato brutte sensazioni. A mezzanotte, uscito dallo stadio, c’erano 100-200 persone che lo aspettavano e gridavano per lui. È andato lì, ha fatto foto e autografi, io lo guardavo dal bus e pensavo come si stesse prendendo un quarto d’ora per questa cosa, con tutti che congelavano. Sembra un dettaglio ma alla fine lavoriamo per le persone e questa è la cosa più speciale di Mourinho”.

Il lavoro a Roma:

“A volte solo il numero di maglia fa la differenza. Quando abbiamo ingaggiato Abraham era vicino a firmare per altri club, ci siamo assicurati di avere una maglietta con il suo nome e il numero che avrebbe indossato, la prima volta che l’abbiamo incontrato. Cerco di essere metodico, non sono il tipo che chiama tutti dicendo di essere interessato e lavora però su un sacco di accordi insieme. Una volta un agente mi ha detto che sono l’unico ds a dire subito se non mi interessa”.

Fair Play Finanziario:

“Per me non è un nemico. Influenza il lavoro ma non ne è un ostacolo, bisogna guardare globalmente. Per proteggere il calcio servono regole e sostenibilità. Credo in questi principi e nel dover spendere meno di quanto generi. Queste regole cambiano il ruolo del ds: se fino a dieci anni fa ci si pensava come a chi guarda le partite, seleziona i giocatori e fa trasferimenti, ma è completamente diverso. Devi conoscere le leggi e saperti sedere allo stesso tavolo di esperti di finanza, avvocati e capire tutto. Il Fair Play Finanziario è necessario e inevitabile, stimola la creatività”.

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Sampdoria, il comunicato del tifo organizzato: “Non venite sotto la curva”

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Sampdoria, la situazione si fa sempre tesa. Nel frattempo, Foti e Gregucci hanno già lasciato il centro sportivo blucerchiato, in attesa di nuove offerte

Sampdoria

IL PALLONE DELLA SERIE B 2024-2025 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Debacle Sampdoria a Frosinone: scoppia la rivolta dei tifosi nel post-partita

Contro il Frosinone, è arrivata l’ultima sconfitta: lo 0-3 incassato dalla squadra guidata dalla duo Gregucci-Foti aggrava la situazione in casa Samp, che vede l’ombra della retrocessione farsi sempre più concreto. Al termine del match, la tensione è esplosa nell’acceso confronto tra la squadra e i tifosi accorsi in trasferta.

Il faccia a faccia sotto il settore ospiti

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, al triplice fischio i tifosi della Sampdoria, circa 800 sostenitori, presenti hanno chiesto a gran voce di parlare con i giocatore. È stato proprio il tecnico a guidare il gruppo verso la recinzione, presentandosi a mani giunte, come a chiedere la grazia al nucleo genovese. Per circa tre minuti, i calciatori hanno subito una contestazione durissima, arrivando quasi al contatto fisico con la tifoseria infuriata. Di seguito il comunicato della tifoseria sulla situazione della Sampdoria:

“Al fischio finale è la squadra e Foti sono stati chiamati sotto al settore ospiti. È stato il tecnico stesso a radunare i calciatori e a portarli, lui con le mani giunte nel gesto di chiedere scusa, quasi a contatto fisico con i tifosi che per circa tre minuti li hanno contestati con veemenza.

Da qui alla fine del campionato non dovete mai più presentarvi sotto la Gradinata Sud o i settori ospiti, qualunque risultato facciate, dovete rispettare la maglia e tutta questa gente che fa sempre dei chilometri per voi, e se retrocediamo arriveranno giorni duri per voi», oltre a insulti assortiti indirizzati anche verso alcuni calciatori. Qualcuno ha anche chiesto a Foti di rassegnare immediatamente le dimissioni. E la rabbia dei sostenitori si è scatenata ancora di più sui social, con il tecnico blucerchiato nel mirino, considerato il principale colpevole della situazione”.

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Salute e sport: a Napoli l’accensione Fiaccola Prevenzione ’26

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fiaccola prevenzione

La Fondazione Fioravante Polito (con headquarter a Santa Maria di Castellabate) scende in campo il 7 maggio a Napoli, direttamente sulla MSC Divina. In programma un interessante convegno internazionale sul Passaporto Ematico, fondamentale strumento di sport e salute. Ebbene sì, possiamo anticiparlo: la prevenzione sale a bordo e lo sport risponde presente.

IL 7 MAGGIO, SULLA NAVE DA CROCIERA MSC DIVINA, RIFLETTORI PUNTATI SUL PASSAPORTO EMATICO

Il prossimo 7 maggio, Napoli sulla nave da crociera MSC Divina, andrà in scena una rilevante tavola rotonda internazionale interamente riservata al Passaporto Ematico. Un tema sempre più centrale nel dibattito sulla tutela della salute degli atleti e sulla qualità della performance sportiva.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Polito, accenderà i riflettori su un argomento di grande valore umano, medico e sportivo. Stiamo parlando per l’appunto della prevenzione ovvero dell’importanza delle visite mediche. Ma anche dei controlli necessari prima di praticare qualsiasi attività fisica, a ogni livello.

OSPITI E ANTICIPAZIONI DELL’EVENTO SU SPORT E SALUTE DEL 7 MAGGIO 2026 A NAPOLI

All’evento prenderanno parte numerosi professionisti del panorama sanitario e scientifico: medici dello sport, cardiologi, psicologi, ortopedici, fisiatri, cardiochirurghi. Non mancheranno ematologi, oncologi, genetisti, biologi e altri specialisti pronti a offrire il proprio contributo su un tema che riguarda da vicino il presente e il futuro dello sport. Un evento a nostro avviso meritevole di particolare attenzione e interesse.

Non mancheranno anche campioni dello sport, la cui presenza darà ulteriore forza a un messaggio chiaro. Un messaggio estremamente significativo: la prestazione non può mai essere separata dalla salute. E la prevenzione deve diventare parte integrante della cultura sportiva.

L’ACCENSIONE DELLA FIACCOLA DELLA PREVENZIONE A MAGGIO A NAPOLI: I DETTAGLI

A rendere ancora più simbolico e coinvolgente questo appuntamento sarà l’accensione della Fiaccola della Prevenzione, destinata a fare tappa in diversi comuni della Campania. Un percorso itinerante che vuole trasformarsi in un forte messaggio di sensibilizzazione. Messaggio chiaro e nitido, davvero impattante, rivolto ad atleti, famiglie, società sportive e cittadini. Il tutto per ricordare quanto sia fondamentale sottoporsi ai controlli medici prima di iniziare qualsiasi attività sportiva.

A sottolineare il valore della battaglia portata avanti dalla Fondazione è stato il presidente Davide Polito. Il Numero Uno della Fondazione ha dichiarato: «Continua il nostro percorso e la nostra battaglia per far approvare la legge sul Passaporto Ematico, intitolata ad Andrea Fortunato, Flavio Falzetti, Piermario Morosini, Carmelo Imbriani e Raffaele Pisano». Una battaglia di civiltà, prima ancora che sportiva. Una battaglia da portare avanti fino in fondo. Mission quella di fare della prevenzione una regola, non un’eccezione. Perché nello sport, come nella vita, la vera vittoria parte dalla tutela della salute.

Passaporto Ematico e Fiaccola della prevenzione – salute e grande calcio: il 7 maggio 2026 evento a Napoli: fonte foto F.Polito
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Lazio-Sassuolo, le parole di Grosso in conferenza stampa

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Sassuolo-Cremonese

Fabio Grosso ha parlato nella conferenza stampa di presentazione di Lazio-Sassuolo, in programma domani sera alle 20:45 dallo Stadio Olimpico

Lazio-Sassuolo

L’URLO DI FABIO GROSSO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Lazio-Sassuolo, le parole di Grosso

Il Sassuolo crede all’Europa. Dopo la vittoria contro l’Atalanta, e il pareggio di sabato della Dea, i neroverdi hanno la possibilità di recuperare altri due punti su i nerazzurri. A quel punto, gli emiliani potranno sognare l’Europa, raggiunta solo con ai tempi di Eusebio Di Francesco. Ma Grosso non parla di Conference League. Si penserà di partita in partita, senza fare calcoli di classifica. Ecco le parole dell’allenatore ex Lione e Frosinone su Lazio-Sassuolo:

Sulla situazione Stadio Olimpico: Ambiente particolare? Basta leggere la probabile formazione, poi il nome dell’allenatore, per capire le insidie che troveremo. L’avversario è di livello, poi non sta attraversando un grande momento a livello di risultati o a livello di contesto, ma devi essere bravo a prepararti sulle cose che conosci e quello non può diventare una sorpresa. Peccato per questo clima, sarà una partita atipica in questo senso, ma le qualità della Lazio sono di primissimo livello e c’è bisogno di una prestazione con alti picchi perché altrimenti non basta, sia a livello individuale che di gruppo, perché l’avversario è di valore e la nostra serenità non deve diventare mancanza di timore nella sfida, questo forse è il timore più grande, perché in campo ci deve essere poi il coraggio di esprimere le tue doti, resistere alle loro, grandissima determinazione come siamo stati in grado di fare quando siamo stati esaltati”.

Su Provedel: “Provedel infortunato? Non cambia granché, il portiere ce l’avranno. Peccato per Provedel, gli facciamo l’in bocca al lupo per un pronto rientro, è un giocatore forte che mancherà ma l’importante è saper attingere alle risorse che hai all’interno e io penso che quel club abbia tutte le risorse per sopperire a quel problema”.

Su Sarri: “Se mi immagino lonegvo come Sarri? Rimango nel mio, non mi piace parlare di chi sta fuori, è fondamentale rimettere al centro i protagonisti principali che sono i giocatori. Noi siamo da sostegno per valorizzarli. Ho grandissimo rispetto del mister, che ha fatto tantissimi anni, ha fatto una bellissima scalata. Motivo di orgoglio poter affrontare allenatori di questa caratura però mi piace dare merito sempre ai giocatori”.

Sugli infortunati: “Nemanja è tornato, si era riaffacciato ieri e oggi ha fatto tutto l’allenamento con noi, ha avuto una settimana impegnativa, non è stato bene e anche i suoi figli ma il suo carattere è importante, vuole esserci, vedremo come, ma vuole esserci e ce lo teniamo stretto. Abbiamo due alternative in avanti, c’è Nzola e c’è Moro che si allena sempre bene, l’importante è farsi trovare pronti quando arrivano le occasioni”. Queste le parole di Grosso su Lazio-Sassuolo

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