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Keane come Cassano: “Haaland sembra un giocatore di quarta serie”
Roy Keane, ex-giocatore del Manchester United e ora opinionista di Sky Sports UK, ha aspramente criticato Haaland dopo il match con l’Arsenal.
Quando, qualche tempo fa, Antonio Cassano descrisse Haaland come “incapace di giocare a calcio” venne (se vogliamo anche giustamente) deriso da tutto il web e non solo. L’opinione di un’opinionista improvvisato come l’ex-talento di Bari vecchia venne preso per ciò che era, ovvero una delle sue proverbiali cassanate.
Pazzie calcistiche prima, verbali ora. Sregolato fuori dal campo come lo era dentro. Imprevedibile con il pallone fra i piedi o con un microfono in mano: non fa differenza. Tuttavia, se ci si ricordando che Cassano ha diritto di parola in quanto ex-calciatore di grande talento e che non presenta nessuna preparazione in ambito comunicativo, si può leggere fra le righe un’analisi più profonda di quanto inizialmente sembrasse.
Roy Keane distrugge Haaland: le sue parole
Tuttavia, se a pronunciare le stesse parole di Cassano non è Cassano stesso ma un’opinionista ben più credibile e carismatico come Roy Keane allora le cose cambiano. O meglio, la percezione delle parole cambia. Poiché quanto sia fattuale un’affermazione dipende dall’affermazione stessa e non da chi la pronuncia.
Nonostante ciò, è pacifico per tutti che a certi personaggi (ripeto, se vogliamo anche giustamente) non venga data credibilità a prescindere da cosa dicano. Ed è altrettanto vero che gli ex-calciatori che diventano opinionisti spesso e volentieri assumono posizioni estreme, pronunciando affermazioni solenni con l’eloquenza tipica di chi si sente intoccabile grazie a ciò che ha fatto in carriera. Se poi questo concetto lo si applica a uno come Keane, che era già sopra le righe da calciatore, allora esso viene portato al suo non plus ultra.
L’irlandese ha parlato ai microfoni di Sky Sports UK in seguito al match scudetto (terminato zero a zero) fra il Manchester City e l’Arsenal, scagliandosi senza mezzi terzini nei confronti di Erling Haaland.
❝Il livello del suo gioco oggi è stato pessimo, ma non solo oggi. A livello fisico e di movimenti sotto porta è fra i migliori al mondo, ma dal punto di vista tecnico è abbastanza scarso. Per un giocatore come lui questo livello di gioco generale non è accettabile: è quasi come un giocatore di quarta serie.❞
Credo sia doveroso ricordare come fra Keane e la famiglia di Haaland ci siano rancori di vecchia data, da quando lo stesso irlandese mise di fatto fine alla carriera del padre dell’attuale centravanti del City con un intervento scriteriato. Tuttavia, nonostante questo assunto fondamentale, le parole di Keane ricordano molto il celebre dibattito fra Vieri e Cassano in cui quest’ultimo attaccò pesantemente Haaland.
Seppur con una proprietà di linguaggio molto differente, alla Bobo TV Antonio Cassano attaccò pesantemente il livello del gioco di Haaland dichiarando di preferirgli il suo compagno di reparto Julian Alvarez. All’epoca venne deriso da tutti per le sue esternazioni, ma chissà che con un alleato del genere al proprio fianco l’opinione pubblica non possa ricredersi sulle parole pronunciate al tempo da Fantantonio.

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Cosa possono imparare i club di calcio sull’engagement dalle piattaforme moderne come Casoola
I club di calcio europei investono ogni anno cifre considerevoli nella comunicazione digitale, eppure molti faticano a costruire un rapporto continuativo con il proprio pubblico online al di fuori delle giornate di gara.
La risposta a questo problema potrebbe arrivare da settori apparentemente lontani dal mondo sportivo. Casoola, come piattaforma di intrattenimento digitale, ha sviluppato un’architettura di coinvolgimento che mantiene l’utente attivo e orientato anche in assenza di un evento centrale attorno a cui organizzare l’esperienza.
Struttura intuitiva e navigazione senza attrito
Le piattaforme digitali più efficaci condividono una caratteristica fondamentale: l’utente trova ciò che cerca senza dover investire tempo o attenzione nell’orientamento. La semplicità della navigazione non è un dettaglio estetico, ma una scelta strategica che riduce il tasso di abbandono e aumenta il tempo medio di interazione con il servizio. Casoola applica questo principio in modo coerente, costruendo un’interfaccia in cui la gerarchia delle informazioni guida l’utente in modo naturale, senza interruzioni o passaggi superflui.
Cosa manca spesso nei siti dei club
Molti siti ufficiali di club calcistici presentano architetture di contenuto poco coerenti, con sezioni difficili da raggiungere e aggiornamenti distribuiti in modo irregolare. L’utente che arriva cercando le ultime notizie sulla squadra si trova spesso a navigare tra pagine sovraccariche, senza una gerarchia visiva chiara o un percorso logico che faciliti l’esplorazione. Casoola, e piattaforme simili, dimostrano che la qualità dell’esperienza di navigazione è essa stessa un contenuto, non un semplice contenitore.
Personalizzazione e risposta al comportamento dell’utente
Le piattaforme digitali moderne raccolgono e interpretano i dati di utilizzo per adattare l’esperienza alle preferenze individuali, rendendo ogni sessione più rilevante rispetto alla precedente. Un club di calcio potrebbe applicare la stessa logica, differenziando i contenuti proposti in base al tipo di tifoso, alla frequenza di visita o agli argomenti consultati con maggiore regolarità. Casoola lavora secondo questi principi, offrendo un’esperienza che si affina nel tempo sulla base delle interazioni accumulate dall’utente.
Coerenza e frequenza come elementi di fidelizzazione
La fidelizzazione digitale non dipende dalla qualità di un singolo contenuto, ma dalla coerenza con cui il servizio si presenta nel tempo. Un utente che trova aggiornamenti regolari, risposte rapide e un’interfaccia stabile sviluppa un rapporto di fiducia con la piattaforma che va oltre il singolo accesso. Per i club di calcio, mantenere una presenza digitale attiva e coerente anche nelle settimane senza partite rappresenta una delle sfide più concrete, e l’approccio adottato da ambienti come Casoola offre un modello operativo da cui trarre indicazioni pratiche e applicabili.
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Formazioni ufficiali Como-Roma: le scelte di Fabregas e Gasperini
Como-Roma, le formazioni ufficiali: Fabregas punta su Nico Paz e Douvikas, Gasperini risponde con Malen e Pellegrini. Ecco i titolari del Sinigaglia

Donyell Malen ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Formazioni ufficiali Como–Roma: scontro Champions al Sinigaglia
Poche ore al fischio d’inizio del big match della 29ª giornata di Serie A. Al “Giuseppe Sinigaglia”, Como e Roma si sfidano in un vero e proprio spareggio per il quarto posto. I due tecnici, Cesc Fàbregas e Gian Piero Gasperini, hanno sciolto gli ultimi dubbi: ecco i 22 che scenderanno in campo dal primo minuto.
Como-Roma, le scelte degli allenatori
Fàbregas conferma il suo 4-2-3-1 votato al palleggio. Tra i pali c’è Butez, schermato dalla coppia centrale Smolcic-Kempf. In mediana la qualità di Sergi Roberto si affianca alla dinamicità di Da Cunha, mentre l’attacco è affidato al terminale Douvikas, supportato dal talento cristallino di Nico Paz.
Gasperini risponde con il collaudato 3-4-2-1. In difesa, davanti a Svilar, agiscono Ghilardi, Mancini e Hermoso. La novità principale è in mediana dove Pisilli vince il ballottaggio per affiancare Koné. Sulla trequarti, l’esperienza di capitan Pellegrini e il dinamismo di Cristante agiranno alle spalle dell’unica punta Donyell Malen, preferito a partita in corso rispetto alle opzioni dalla panchina. Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori:
COMO (3-4-2-1): Butez; Ramon, Diego Carlos, Kempf; Smolcic, Sergi Roberto, Da Cunha, Alex Valle; Nico Paz, Caqueret; Baturina. All.: Cesc Fabrega
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Hermoso, Mancini, Ghilardi; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Pellegrini, El Shaarawy; Malen. All.: Gian Piero Gasperini
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Provedel, parla il medico dell’operazione: “È come un centrocampista che si è rotto il crociato
Provedel rientrerà solo a fine stagione, per preparare al meglio la nuova stagione biancoceleste. Al suo posto, spazio a Motta, al debutto contro il Sassuolo

L’ESULTANZA URLO DI IVAN PROVEDEL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Provedel, parla Di Giacomo
La stagione finita di Provedel si aggiunge ad una lunga lista di giocatori resi indisponibili durante la stagione. Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castellanos, Cancellieri e molti altri. Ma l’assenza del classe 1994 assume un rilievo maggiore, considerando che i biancocelesti rappresentano una delle difese d’élite del nostro campionato. L’intervento di ricostruzione artroscopica è riuscito perfettamente, con Ivan che guarda già al rientro estivo.
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della struttura ospedaliera che ha accolto l’estremo difensore, ha parlato del recupero che dovrà affrontare il numero 94: “Non bisogna avere fretta, esistono tempi biologici che vanno rispettati: la natura deve fare il suo corso”.
Parola d’ordine: calma. Non bisogna accelerare con il classe 1994, ma aspettare che il recupero sia completo al 100% per poter insistere su un suo impiego, mentre Motta accumulerà minuti ed esperienza. “Ho trovato il ragazzo molto motivato, ha già voglia di tornare in campo. Ma si tratta di uno stop importante: per un portiere un infortunio alla spalla è paragonabile a una rottura del crociato anteriore per un centrocampista”.
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