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Inter, Thuram: “Dopo quel gol è cambiato tutto…”

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Europei 2024, Thuram (Francia)

Marcus Thuram si è raccontato in una lunga intervista in cui ha toccato svariati temi, soffermandosi principalmente sulle sue origini e sulle reti con l’Inter.

Nell’intervista rilasciata per Campioni del Made in Italy, ideata da Lega Serie A, Thuram ci ha tenuto a ripercorrere il suo percorso con la maglia nerazzurra. Il centravanti francese ha ricordato le sue reti più belle, tra tutte ha menzionato quella nel derby contro il Milan.

Inoltre, ha raccontato la sua infanzia. Vissuta in parte anche in Italia, a causa delle due esperienze in Serie A del padre, Lilian. L’ex difensore della nazionale francese aveva militato dal 96′ al 2001 al Parma, per poi trasferirsi per circa 36 milioni alla Juventus: in cui ha disputato 6 stagioni.

Di seguito le parole di Thuram.

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Thuram su Milano

“Milano è una città speciale, ci sono molto legato. Ciò che mi ha stupito è l’enorme quantità di persone ovunque, le strade e le piazze sono sempre piene. La città ha una profonda passione per il calcio, è un sogno. Una gioia, incarna la mia vita. Fin da quando ero bambino, ho respirato calcio grazie a mio padre. Ora ho seguito le sue orme. Da bambino non avrei mai immaginato di diventare calciatore, mi piaceva semplicemente giocare. Quando avevo 8-9 anni ho capito che mio padre si guadagnasse da vivere col calcio, fino a quel momento non avevo capito bene la sua professione. Crescendo ho capito che potesse diventare un lavoro anche per me, e visto che è la cosa che amo di più perché non renderla il mio mestiere?”.

Le origini italiane

Sono nato a Parma, poi ho trascorso cinque anni a Torino, quindi ci siamo trasferiti a Barcellona e siamo rimasti lì per due anni prima di tornare in Francia. Sono cresciuto in Italia, quindi è vero che ho molte abitudini italiane, ero immerso nella vostra cultura. Ho imparato quasi contemporaneamente il francese e l’italiano da piccolo. Il mio legame con Milano è già profondamente forte pur vivendo qui da solo un anno. – continua Thuram – Ho sempre desiderato vivere in una metropoli vivace, Milano è la soluzione perfetta. E’ una grande città, internazionale, ricca di culture diverse. Ma conserva il tipico fascino italiano. E’ un mix speciale, sono molto legato. Un quartiere che adoro è Brera, perché quando arrivi ti immergi nella città. Sembra di entrare nell’anima intima della città. Invece posti come Via Monte Napoleone, dove vado spesso, sono pieni di turisti e negozi, trasudano lusso ma mancano di spessore storico”.

I compagni di squadra

“Ne ho di amici, Dimarco è il milanese per eccellenza. Ho un aneddoto su di lui, probabilmente era il mio primo mese a Milano. Andai a mangiare in un ristorante, la mattina dopo, arrivato all’allenamento, Dimarco mi chiese perché fossi andato lì. Rimasi sorpreso dal fatto che sapesse che ero andato lì, poi mi rispose:

Questa è la mia città, so tutto quello che succede qui. Il mio rapporto con Lautaro si è sviluppato in modo molto naturale, sapevo già che è un grande attaccante. Non vedevo l’ora di giocare al suo fianco una volta arrivato all’Inter, sapevo che avremmo potuto fare grandi cose insieme. Sono rimasto piacevolmente sorpreso perché si è dimostrato molto gentile con me. Anche se in campo può sembrare serio, qualche volta anche un po’ arrabbiato e cattivo, fuori scherza sempre. E’ un super capitano”.

Thuram

Thuram parla del sostegno dei tifosi

“Penso che ogni città abbia il suo carattere distintivo. Ho giocato in club situati in città più piccole di Milano, una città che ti fa sentire il peso della aspettative con i suoi tifosi. Che tu stia cenando o semplicemente camminando per strada, hai la sensazioni di essere osservato. Ad esempio, se vai in un ristorante qualcuno potrebbe chiederti ‘Sei pronto per la partita?’. E subito, quando scendi in campo, senti che la città è alle tue spalle. I giorni delle partite sono come i giorni degli spettacoli, un po’ come i concerti per i cantanti. E’ il giorno in cui incontriamo i tifosi allo stadio, San Siro è uno stadio come nessun altro con 75mila persone che tifano fa sicuramente la differenza. Se dovessi scegliere il mio giorno preferito della settimana, direi il giorno della partita”.

Sui trofei dell’Inter

“Quando vedi questi trofei pensi alla storia dell’Inter, è evidente che sono approdato in un club pieno di storia. che ha visto giocatori forti come Adriano e Ronaldo lasciare il segno. Quando indossiamo la maglia dell’Inter, capiamo che rappresentiamo molto di più che noi stessi, incarniamo un’eredità e una storia”.

Il gol più importante di Thuram

Il gol contro il Milan, quello dell’andata. Molto speciale anche il secondo gol del ritorno ma ormai la stagione era quasi finita e la gente mi conosceva già. Ma prima del primo gol si cercava ancora di capire chi fosse realmente Marcus Thuram, quanto fosse forte. Segnare così presto nella stagione, e in quella partita in particolare, ha creato un forte legame tra me e tifosi.

Quando sono arrivato qui, mi è stato subito detto che l’obiettivo era vincere il campionato. Abbiamo avuto una stagione fantastica, abbiamo sentito la gioia che abbiamo portato ai tifosi, è quello per cui giochiamo. Quando abbiamo vinto lo scudetto, c’è stata la parata su un autobus scoperto, non avevo mai visto tanta gioia in città, è stato incredibile. Così si alimenta il nostro desiderio di lottare per i tifosi. Per alcuni siamo dei supereroi, siamo consapevoli di avere questa responsabilità di restituire qualcosa ai tifosi”.

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Gravina: “Spalletti il migliore ‘sul mercato’. Ecco cosa manca all’Italia…”

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Serie A, Gravina

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha recentemente parlato di alcune tematiche legate alla Nazionale e al suo ct Luciano Spalletti.

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Italia, le parole di Gravina

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto in conferenza stampa da ‘Casa Azzurri, a margine di un’iniziativa FIGC-Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Di seguito, le sue parole:

❝Siamo particolarmente felici di riparlare di un tema che ci sta particolarmente a cuore, ovvero quello della sostenibilità. Il nostro progetto altamente innovativo, su impulso UEFA, parte da un piano strategico legato alla sostenibilità. Abbiamo sempre ritenuto che la nostra debba essere una Federazione sostenibile, inclusiva e socialmente responsabile. L’abbiamo fatto seguendo undici policy e 60 obiettivi strategici e su questo progetto stiamo lavorando. Su questo terreno si innesta un rapporto di collaborazione col Ministero dell’Ambiente, che dà un valore aggiunto a questo nostro lavoro. Casa Azzurri è in linea col nostro progetto di sostenibilità ambientale. Abbiamo presentato il progetto ‘Seminiamo il futuro’, per sensibilizzare calciatori, collaboratori e tecnici. Abbiamo piantato alberi in Campania ed è stata creata una foresta azzurra su terreni sequestrati alle mafie. In questo terreno potranno essere piantati ulteriori alberi e poi potranno essere seguiti nella loro crescita, attraverso un sito internet. Poi abbiamo presentato il calcolo dell’impronta di carbonio prodotta dalle attività del Centro Tecnico di Coverciano con la finalità di misurarla, ridurla e successivamente compensarla.❞

Spalletti il “migliore sul mercato

❝Io voglio ribadire la scelta di un progetto che stiamo portando avanti. Un progetto che richiede pazienza e tantissimo lavoro. Il clima è particolarmente sereno. Non dobbiamo mai dimenticare che stiamo parlando di un Europeo di calcio: ci sono le partite e i risultati sono legati anche alla forza degli avversari, a tante variabili.

Non ci siamo esaltati dopo la vittoria contro l’Albania, dopo quella gara ho visto i ragazzi felici e sereno. E dopo la meritata sconfitta con la Spagna, erano delusi ma al contempo ancora sereni. Noi dobbiamo andare avanti in maniera decisa sulla realizzazione del nostro progetto. Abbiamo scelto lo scorso agosto il miglior allenatore sul mercato. Ha una filosofia che noi condividiamo ed è l’unica strada che possiamo seguire.❞

Gravina sulla Croazia

❝Dobbiamo tenere conto, certo, delle distanze da altre realtà, queste non possiamo negarle. Sono distanze legate all’esperienza. Il nostro gruppo è composto per la maggior parte di giocatori tra over 23 e under 30. Non hanno la stessa esperienza, ad esempio, della Croazia. Paghiamo in termini di esperienza, di materiale selezionabile. Paghiamo il gap sulle strutture e tutte queste cose devono farci capire che non basta la storia di un paese per fondare le aspettative. Quest’ultime si creano col lavoro e giocando insieme. Lo dissi già nel 2021: non gioca l’Europeo solo chi gioca in campo, ma tutti i protagonisti del mondo intero. Noi siamo una squadra normale, per diventare una squadra speciale abbiamo bisogno di tutto ciò che ci circonda.

Dobbiamo essere sereni, lavorare e avere la spinta dei tifosi. Capisco le aspettative da parte di tutti. Le nostre sono superiori a quelle di tantissimi tifosi, ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Affronteremo la Croazia con la consapevolezza che possiamo competere con altre realtà, ma anche sapendo che c’è un rischio legato al risultato e questo lo conosceremo solo dopo la partita.❞

Abodi, Gravina

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Belgio-Romania, un jolly offensivo dal 1′

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Sono state ufficializzate le formazione di Belgio-Romania. Lukaku e compagni devono vincere per ripartire dopo la sconfitta nel primo match.

Belgio-Romania, le ufficiali

Dopo l’inaspettata sconfitta contro la Slovacchia, Belgio-Romania è fondamentale per Lukaku e compagni, che con una vittoria riaprirebbero la lotta al primo posto. In caso di vittoria dei ragazzi di Tedesco, infatti, tutte le squadre del girone E sarebbero a 3 punti.

Il Belgio si affida a De Bruyne e Lukaku per rialzarsi. Tedesco rilancia Tielemans e Bakayoko dal 1′ minuto. Nuova panchina per De Keteleare e Openda, a cui è stato nuovamente preferito Doku.

Iordanescu, dopo la netta vittoria per 3-0 contro l’Ucraina, cambia pochissimo. Diversi i giocatori militanti nel campionato italiano, tra cui Marin e il duo ManMihaila in attacco oltre all’ex Juventus Dragusin.

Belgio-Romania

Di seguito le formazioni ufficiali di Belgio-Romania:

Belgio: Casteels, Castagne, Faes,Vertonghen, Theate, Tielemans, Onana, De Bruyne, Doku, Lukaku, Lukebakio.

Romania: Nita,Ratiu, Dragusin, Burca, Bancu, Rus, Marin, Stanciu, Man, Dragus, Mihaila.

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Italia, Ranieri: “Noi sparring partner, pensiamo a battere la Croazia. Su Spalletti…”

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Cagliari, Claudio Ranieri

In un’intervista concessa alla Rai, Claudio Ranieri ha parlato anche della sconfitta dell’Italia contro la Spagna e di Luciano Spalletti.

Le parole di Ranieri sull’Italia e Spalletti

Di seguito un estratto delle parole che Claudio Ranieri ha dedicato alla sconfitta dell’Italia contro la Spagna di giovedì scorso, rilasciate in occasione di un’intervista concessa alla Rai.

Ieri sera per noi non è andata bene. La Spagna gioca a memoria, con un allenatore che conosce i propri giocatori dal settore giovanile e che li ha portati in nazionale maggiore. Sanno come muoversi, mentre noi abbiamo un allenatore che è entrato da poco e non è facile far capire a tutti i movimenti, i meccanismi, i tempi di inserimento. Per cui bisogna lasciarlo lavorare, perché alla fine avrà ragione lui.❞

Il tecnico italiano ha dedicato una chiosa finale alle critiche ricevute da Luciano Spalletti.

Altre scelte? No, mai. Chi sta fuori non deve mai giudicare, in quanto non sa tutte le dinamiche e quello che c’è all’interno di uno spogliatoio. Non parlo di cose strane, però dire da fuori ‘io avrei fatto così’ è ‘Bar dello sport’ che non conta nulla. La Spagna oltre ad avere dei leader ha quei 3-4 giocatori che, senza offesa per i nostri, hanno un tasso tecnico incredibile. Pronostico finale? Ci sono tante nazionali forti come Francia, Spagna e Germania. L’Italia è una sparring partner, pensiamo prima a battere la Croazia: che ha ottimi palleggiatori e ottimi campioni. Siamo là e adesso pensiamo a superare questa prima fase.

Cagliari, Ranieri

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