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Bologna-Milan 2-3: le pagelle dei rossoneri
Se non soffrisse fino alla fine non si chiamerebbe Milan, anche quando il risultato pare essere a favore dei rossoneri in modo netto, e finora in questa stagione poche volte lo è stato, fino al 90’ non si può stare tranquilli, l’insidia è sempre dietro l’angolo. La squadra di Pioli porta comunque a casa i tre punti, seconda vittoria dopo quella di domenica scorsa di misura per 1-0 contro il Parma al Tardini. La squadra risponde bene e finalmente si vede una certa coesione, anche se ancora molta strada c’è da fare, sia per avere finalmente prestazioni di un certo tipo e sia per avere una posizione in classifica decente, quella attuale è già migliorata, ma non basta di certo per far felici dirigenza, giocatori e tifosi. Tutto facile per il Milan che passa n vantaggio su calcio di rigore procurato e trasformato da Piatek e dopo 17 minuti trova il raddoppio con Theo Hernandez alla sua quarta rete di questa stagione su perfetta imbeccata si Suso. Lo stesso difensore però è anche autore dell’autogol che permette al Bologna di accorciare le distanze. Si va negli spogliatoi sull’1-2, ma immediatamente alla ripresa delle ostilità è Bonaventura a mettere a segno la terza rete che apparentemente dovrebbe mettere al sicuro la gara. Ma così non è, all’84’ un penalty di Sansone riapre la gara che però non avrà ulteriori sussulti fino alla fine. 3-2 per il Milan.
Le pagelle dei rossoneri
Donnarumma 5,5: sull’autorete di Theo Hernandez l’impressione è che avrebbe potuto essere meglio posizionato. Per il resto incolpevole sul rigore di Sansone.
Conti 6: manca la fase di spinta, meno spumeggiante rispetto alla scorsa gara, comunque efficace.
Musacchio 5,5: partita abbastanza attenta, non sempre preciso, nel finale commette una pericolosa ingenuità. Non del tutto sufficiente.
Romagnoli 6: ordinato, chiude con puntualità sugli attacchi del Bologna. Non è la sua migliore partita, ma il capitano di mestiere se la cava.
Theo Hernandez 6,5: il terzino rossonero ha una media da attaccante, segna il raddoppio milanista, commette un errore in occasione dell’autogol e procura il rigore per il Bologna. Gara comunque ampiamente sufficiente. Il migliore acquisto dei rossoneri in estate.
Kessie 5,5: tanti muscoli, ma poco fosforo. Il giocatore non è spento, anzi combatte spesso come un leone, ma i suoi piedi spesso risultano inadeguati. Da inizio stagione non convince mai del tutto.
Bennacer 6,5: un metronomo, la palla con lui in regia spesso è velocissima è sempre ben indirizzata. Un elemento ormai imprescindibile per il Milan di Pioli. ( dal 70’ Biglia: sv).
Bonaventura 7,5: un giocatore finalmente recuperato dal lungo infortunio. Con lui in campo il Milan cambia faccia. Jack segna un gol ancora di pregevole fattura e regala numeri d’alta scuola. ( dal 79’ Paquetá sv).
Suso 6,5: non è ancora il giocatore ammirato tempo fa, ma ha il pregio di mettere una palla al bacio per il raddoppio di Hernandez e di essere spesso pericoloso in fase d’ attacco. Benino.
Piatek 6,5: si procura e realizza il gol del vantaggio, gli manca come il pane il gol su azione. Sempre nel vivo dell’azione, un passo avanti rispetto al nulla delle scorse apparizioni ed i tifosi non lo fischiano.
Calhanoglu 5,5: inizia bene poi si perde nel secondo tempo. Il turco non riesce ad incidere e serve a poco.
Pioli 7: la sua mano si vede, il Milan in due partite ne vince due in trasferta convincendo in entrambe le gare. I giocatori sanno cosa devono fare e, anche se non fenomeni, riescono ad esprimere un calcio divertente e propositivo. Il merito è senz’altro suo, ha anteposto agli schemi di Giampaolo un calcio decisamente più semplice ed i risultati si iniziano a vedere.
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Provedel, parla il medico dell’operazione: “È come un centrocampista che si è rotto il crociato
Provedel rientrerà solo a fine stagione, per preparare al meglio la nuova stagione biancoceleste. Al suo posto, spazio a Motta, al debutto contro il Sassuolo

L’ESULTANZA URLO DI IVAN PROVEDEL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Provedel, parla Di Giacomo
La stagione finita di Provedel si aggiunge ad una lunga lista di giocatori resi indisponibili durante la stagione. Rovella, Cataldi, Dele-Bashiru, Castellanos, Cancellieri e molti altri. Ma l’assenza del classe 1994 assume un rilievo maggiore, considerando che i biancocelesti rappresentano una delle difese d’élite del nostro campionato. L’intervento di ricostruzione artroscopica è riuscito perfettamente, con Ivan che guarda già al rientro estivo.
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, Giovanni Di Giacomo, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia della struttura ospedaliera che ha accolto l’estremo difensore, ha parlato del recupero che dovrà affrontare il numero 94: “Non bisogna avere fretta, esistono tempi biologici che vanno rispettati: la natura deve fare il suo corso”.
Parola d’ordine: calma. Non bisogna accelerare con il classe 1994, ma aspettare che il recupero sia completo al 100% per poter insistere su un suo impiego, mentre Motta accumulerà minuti ed esperienza. “Ho trovato il ragazzo molto motivato, ha già voglia di tornare in campo. Ma si tratta di uno stop importante: per un portiere un infortunio alla spalla è paragonabile a una rottura del crociato anteriore per un centrocampista”.
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Juventus, l’anno della consacrazione di Kenan Yildiz: tutti i numeri del nuovo dieci bianconero
Kenan Yildiz vive la stagione della consacrazione alla Juventus: gol, assist, dribbling e minuti giocati, tutti i numeri del nuovo 10 bianconero.
Non è più soltanto una promessa, ma il fulcro creativo della nuova Juventus. Kenan Yildiz, passato definitivamente al numero 10, sta vivendo un’annata da protagonista assoluto in bianconero, diventando riferimento tecnico e simbolico del progetto per il futuro.
Il peso nell’attacco della Juventus: gol, assist e continuità
I numeri raccontano una crescita evidente sotto porta: in campionato Yildiz ha già messo insieme 9 reti in 27 presenze, dimostrando un feeling con il gol sempre più costante rispetto alla scorsa stagione.
Sommando anche la perla realizzata in Champions League contro il Borussia Dortmund, il bottino complessivo sale a 10 gol stagionali, un traguardo che lo proietta tra i migliori marcatori della rosa.
Non c’è però solo la finalizzazione. Tra Serie A e coppe europee il turco ha servito 6 assist ai compagni, confermandosi principale rifinitore della manovra offensiva bianconera.
Sulla trequarti Yildiz riceve, protegge palla, crea superiorità numerica e spesso pulisce palloni complicati trasformandoli in occasioni potenziali per gli attaccanti.

Dribbling uguale Yildiz, e poi che visione di gioco!
Le statistiche avanzate aiutano a capire ancora meglio l’impatto del numero 10. Yildiz viaggia su una media di oltre 2,5 dribbling riusciti a partita, per un totale di circa 66 dribbling completati in Serie A, dato che lo colloca tra i migliori tre giocatori del campionato nell’uno contro uno offensivo. La sua capacità di puntare l’uomo e saltarlo in velocità rende più imprevedibile l’intero fronte offensivo della Juventus.
Impressiona anche la qualità nella gestione del pallone. Pur muovendosi in zone di campo ad altissima densità, il turco mantiene una precisione di passaggio intorno all’85%, segnale di maturità tecnica e lucidità nelle scelte. A questo si aggiungono oltre 2.200 minuti giocati in stagione e 26 presenze da titolare su 28 giornate di campionato, a conferma di quanto sia diventato intoccabile nelle gerarchie di Tudor e Spalletti.
Il simbolo della Juventus del futuro
A soli 20 anni, Yildiz ha dimostrato di saper reggere la pressione di una piazza esigente come Torino e di una maglia pesantissima come la numero 10. La capacità di abbinare qualità pura a un grande lavoro senza palla , testimoniato dai 96 palloni recuperati e dai chilometri percorsi in ogni gara, ne fa un profilo completo, moderno e perfettamente in linea con le ambizioni del club.
Se il buongiorno si vede dai numeri, la stagione in corso somiglia a un vero punto di svolta nella carriera di Kenan Yildiz. La Juventus lo ha scelto come volto della nuova era bianconera, e i dati raccolti fin qui raccontano che il “dieci” ha appena iniziato a scrivere una storia destinata a durare a lungo.
Valore di Mercato? La Juventus sorride
Anche i dati di mercato confermano la crescita esponenziale di Kenan Yildiz. Secondo l’ultimo aggiornamento di Transfermarkt, il trequartista della Juventus è oggi valutato intorno ai 75 milioni di euro, con una forbice stimata da altri portali specializzati tra i circa 63 e i 77 milioni a seconda dell’algoritmo utilizzato.
Si tratta di un balzo enorme se si pensa che appena due anni fa, al momento del passaggio a titolo gratuito dal Bayern Monaco alla Juventus, il suo valore era fissato attorno a 1 milione di euro, per poi salire a 50 milioni nel corso del 2024
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Sampdoria, il comunicato del tifo organizzato: “Non venite sotto la curva”
Sampdoria, la situazione si fa sempre tesa. Nel frattempo, Foti e Gregucci hanno già lasciato il centro sportivo blucerchiato, in attesa di nuove offerte

IL PALLONE DELLA SERIE B 2024-2025 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Debacle Sampdoria a Frosinone: scoppia la rivolta dei tifosi nel post-partita
Contro il Frosinone, è arrivata l’ultima sconfitta: lo 0-3 incassato dalla squadra guidata dalla duo Gregucci-Foti aggrava la situazione in casa Samp, che vede l’ombra della retrocessione farsi sempre più concreto. Al termine del match, la tensione è esplosa nell’acceso confronto tra la squadra e i tifosi accorsi in trasferta.
Il faccia a faccia sotto il settore ospiti
Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, al triplice fischio i tifosi della Sampdoria, circa 800 sostenitori, presenti hanno chiesto a gran voce di parlare con i giocatore. È stato proprio il tecnico a guidare il gruppo verso la recinzione, presentandosi a mani giunte, come a chiedere la grazia al nucleo genovese. Per circa tre minuti, i calciatori hanno subito una contestazione durissima, arrivando quasi al contatto fisico con la tifoseria infuriata. Di seguito il comunicato della tifoseria sulla situazione della Sampdoria:
“Al fischio finale è la squadra e Foti sono stati chiamati sotto al settore ospiti. È stato il tecnico stesso a radunare i calciatori e a portarli, lui con le mani giunte nel gesto di chiedere scusa, quasi a contatto fisico con i tifosi che per circa tre minuti li hanno contestati con veemenza.
Da qui alla fine del campionato non dovete mai più presentarvi sotto la Gradinata Sud o i settori ospiti, qualunque risultato facciate, dovete rispettare la maglia e tutta questa gente che fa sempre dei chilometri per voi, e se retrocediamo arriveranno giorni duri per voi», oltre a insulti assortiti indirizzati anche verso alcuni calciatori. Qualcuno ha anche chiesto a Foti di rassegnare immediatamente le dimissioni. E la rabbia dei sostenitori si è scatenata ancora di più sui social, con il tecnico blucerchiato nel mirino, considerato il principale colpevole della situazione”.
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