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Adidas e Roma lanciano “Originals”
Questa mattina Roma e Adidas hanno lanciato una nuova collezione chiamata “Originals”. Una linea che riprende lo stile classico del noto brand tedesco.
Il monogramma ASR e il trifoglio insieme đâ¤ď¸
Scopri la nuova collezione adidas Originals 24-25 đş
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â AS Roma (@OfficialASRoma) October 4, 2024
Roma: vintage e moderno si fondono
Ogni prodotto presentato sembra un tuffo negli anni 80‘. Vintage e moderno si fondono con l’iconico trifoglio ‘old school’ Adidas. La collezione caratterizzata da strisce oversize, prevede una felpa full zip, una t-shirt coordinata, un pile con zip, pantaloni e pantaloncini. La linea sarĂ in vendita negli store fisici e online della Roma e dell’Adidas.

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Audero: “Sto bene, ma poteva andarmi peggio. Al tifoso dell’Inter chiedo solo “perchè?””
Il portiere della Cremonese Emil Audero si è espresso alla Gazzetta dello Sport in merito a quanto accaduto nell’ultimo match contro l’Inter dove è stato colpito da un petardo
A seguire un estratto dell’intervista
Le parole di Audero
“POTEVA ANDARE PEGGIO”
“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perchĂŠ ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto piĂš gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa lâadrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perchĂŠ lâorecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se câè qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.
LE SENSAZIONI A CALDO
“Un boato, come si mi avessero tirato una martellata allâorecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.
“NON SAPEVO PERCHĂ FOSSI LĂ”
“Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco piĂš in lĂ e chissĂ … la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perchĂŠ sono in campo? PerchĂŠ sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. Ă stata una sensazione bruttissima”.
LA VICINANZA DELL’INTER
“Ho un ottimo rapporto con societĂ e giocatori. Tutti, a cominciare dal presidente, sono venuti a sincerarsi delle mie condizioni. Erano preoccupati. Nella mia carriera ne ho passate tante. Sono un uomo di campo e quindi volevo proseguire. Lâidea di speculare su quello che era successo non fa parte del mio carattere”.
IL MESSAGGIO AL TIFOSO COLPEVOLE
“Gli vorrei chiedere: perchĂŠ? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? PerchĂŠ hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

LAUTARO MARTINEZ E MARCUS THURAM RAMMARICATI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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La mini-crisi di Pulisic e come lâasso americano può uscirne, per il bene suo e del Milan
Christian Pulisic sta vivendo una fase apparentemente negativa che, per chi lo conosce, assomiglia in realtĂ piĂš a una mini-crisi piĂš che a un vero ridimensionamento.
I numeri raccontano un dato semplice e al tempo stesso ingombrante: nel 2026 non ha ancora segnato e nelle ultime uscite è capitato spesso che la sua gara terminasse prima del triplice fischio. In una stagione in cui il Milan è pienamente coinvolto nella corsa Scudetto, ogni dettaglio diventa tema di discussione: forma fisica, gestione dei minuti, luciditĂ sotto porta, persino il modo in cui lâavversario prepara la partita per disinnescarlo.
Prestazioni di gennaio altalenanti
Il primo nodo è la produzione offensiva dopo il cambio dâanno. Pulisic arrivava da un 2025 chiuso con buone sensazioni, ma gennaio lo ha visto alternare prestazioni utili per intensitĂ , strappi e ripiegamenti a gare piĂš opache, senza però trovare lâepisodio del gol che spesso âsbloccaâ anche la testa. La stampa italiana ha collegato questo periodo a una gestione non semplice sul piano fisico, tra acciacchi e lavoro specifico per tornare al 100%. Si è parlato di fastidi e di un programma mirato per ritrovare brillantezza e precisione negli ultimi metri.
Qui entra in gioco anche la questione della continuitĂ di minutaggio. Se un esterno vive di ritmo, di letture e di timing sullâuno contro uno, è naturale che giochi a fiammate quando non riesce a completare le partite con regolaritĂ . Le statistiche di impiego e la cronaca recente mostrano come, in diverse gare di gennaio, sia stato sostituito oppure utilizzato in modo parziale, proprio mentre il Milan cercava equilibrio e gestione delle energie.
La gestione di Allegri
Con Massimiliano Allegri in panchina, le rotazioni e la gestione dei momenti della partita non sorprendono. à un tecnico che ragiona per controllo, per fasi e per scelte di utilità piÚ che per gerarchie immutabili. Non è un caso che nelle conferenze recenti abbia insistito sul concetto di procedere passo dopo passo in un periodo fitto e delicato.
Questo approccio può produrre due effetti opposti su un giocatore come Pulisic. Da una parte lo protegge, perchĂŠ se câè un fastidio o manca esplosivitĂ Allegri tende a evitare il rischio di trascinarlo oltre soglia. Dallâaltra parte, però, lo priva di quei minuti finali in cui spesso si aprono spazi, le difese si allungano e un esterno rapido può trovare il guizzo decisivo. In pratica, meno minuti possono significare meno occasioni per segnare, e meno gol possono rendere ancora piĂš semplice scegliere la sostituzione. Un circolo che non è drammatico, ma che va interrotto.
Guardando le partite, la sensazione è che Pulisic stia pagando soprattutto una combinazione di fattori. In primo luogo la precisione nellâultimo gesto: anche quando arriva in zone interessanti, gli manca talvolta la pulizia della giocata, con controlli imperfetti, tiri affrettati o passaggi forzati. In secondo luogo pesa il modo in cui viene affrontato dagli avversari. Quando un esterno diventa centrale nel sistema, le marcature diventano piĂš aggressive, con raddoppi costanti e linee che si orientano su di lui, rendendo piĂš costosa la giocata naturale. Infine câè la condizione fisica, che non è stata lineare. I recenti stop e fastidi hanno inciso sulla brillantezza e, per un calciatore che basa molto sul cambio di passo e sulla rapiditĂ di esecuzione, anche una minima flessione diventa evidente.
Per la corsa Scudetto serve anche Pulisic al Milan
Il Milan, però, non può permettersi di aspettare troppo a lungo. Il campionato è entrato nella fase in cui i punti pesano doppio e ogni pareggio lascia cicatrici. Il recente 1-1 con la Roma ha rallentato la rincorsa e ha mantenuto il distacco dalla vetta, in un momento in cui il margine di errore si assottiglia.
Quando si è a ridosso della capolista, anche un singolo episodio può cambiare lâinerzia di una stagione. Una partita sbloccata da un inserimento, un rigore procurato, un cross decisivo possono fare la differenza. Ă per questo che la mini-crisi di Pulisic diventa un tema collettivo: non riguarda solo lui, ma lâefficacia complessiva della catena di destra, la qualitĂ delle transizioni e la capacitĂ del Milan di trasformare il possesso in occasioni pulite.
In questo clima è inevitabile che attorno alla lotta Scudetto cresca un racconto fatto di aspettative, percentuali e scenari. Lo si vede nei commenti televisivi e nelle analisi che citano oscillazioni di valutazioni e previsioni, spesso riportate anche da bookmakers online di quote sportive come DomusBet come termometro esterno dellâumore del campionato. Il Milan è certamente considerato ancora in corsa ma, dâora in poi, la squadra di Allegri potrĂ sbagliare pochissimo.
Come uscire dalla mini-crisi
La via dâuscita è piĂš pragmatica che psicologica. Serve innanzitutto ritrovare continuitĂ atletica: se i fastidi sono alle spalle, è fondamentale una sequenza di partite con carichi progressivi ma stabili. Allo stesso tempo può aiutare semplificare le scelte, perchĂŠ nei momenti di difficoltĂ spesso funziona tornare a poche giocate base prima di cercare la soluzione brillante. Infine Allegri può lavorare sul contesto tattico, disegnando per lui situazioni favorevoli, come lâalternanza tra fascia e mezze posizioni o catene di gioco che gli permettano di ricevere senza il raddoppio immediato.
La buona notizia per il Milan è che una mini-crisi di questo tipo è reversibile in fretta. Basta un gol magari non spettacolare, un assist pesante o una partita in cui torna a saltare lâuomo con naturalezza. Quando succede, spesso cambia anche tutto il resto: i minuti in campo, la fiducia e soprattutto la sensazione che la squadra abbia di nuovo unâarma in piĂš nella corsa al titolo.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: âSpalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generaleâ. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sĂŹ, la bella cittĂ di Loreto ha accolto un ospite dâeccezione in una delle location spirituali e culturali piĂš iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senzâaltro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando lâattenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: âGASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSOâŚâ
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema piĂš caldo: i pronostici. Chi vede favorita questâanno per lo scudetto?
âIo odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. Ă uno sport imprevedibileâ.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
âAssolutamente sĂŹ. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positivaâ
Dopo la partenza di Tudor⌠Spalletti è lâuomo giusto per la Juve?
âSĂŹ, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronosticoâ.
Come vede lâInter di Chivu?
âNon mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma lâInter è forte sicuramenteâŚâ
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
âAllegri? A me piace il calcio bello⌠(ride, ndr)â.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
âUomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondialiâ.
âIL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE CâŚâ: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
âSarebbe bello, sicuramenteâŚâ
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
âNo. PerchĂŠ dite cosĂŹ?â
Secondo noi sĂŹ. Gioca bene a calcio, è uno dei miglioriâ âQuesto lo dite voi⌠(altro sorriso sincero, ndr)â
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo prestoâŚ
âNo (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C lâanno prossimoâŚ
In bocca al lupo allora Principe⌠âSperiamo, Crepi il lupoâŚâ
Grazie per la disponibilitĂ e professionalità ⌠âGrazie a voiâ.


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