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Italia, Orsolini: “Gattuso è una ventata di freschezza. Gara di giovedì insidiosa, in queste partite hai solo da perdere”

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Italia

Riccardo Orsolini parla in conferenza dal ritiro della Nazionale: rapporto con l’Italia, il lavoro con Italiano al Bologna e le ambizioni verso il Mondiale.

La Nazionale riparte con lo sguardo rivolto al Mondiale. Nel secondo giorno di ritiro, Riccardo Orsolini ha parlato in conferenza stampa affrontando i temi del gruppo e degli obiettivi azzurri in vista delle sfide contro Moldova e Norvegia

La conferenza stampa di Orsolini

Puoi parlarci della tua crescita:

“In passato giocatori come Dzemaili e Palacio mi hanno aiutato tanto, erano già calciatori esperti ed affermati. Qualche tirata d’orecchie me l’hanno fatta. Io sono stato sempre bene con le persone con cui mi sono interfacciato, loro sono stati giocatori importanti, mi hanno dato consigli che mi hanno aiutato a crescere. Ogni tanto Dzemaili ci viene a trovare e scherziamo tutte le volte che ci vediamo. Sulla mia crescita dico che sono nel momento più importante della mia carriera, ora ho un’età che mi permette di capire delle cose che prima non capivo e questo mi permette di risolvere problemi che prima non riuscivo a risolvere. Con la maturazione, con l’età, si comprendono tanti piccoli passaggi che prima trascuravo. Così mi sto conquistato le cose che prima avevo lasciato un po’ indietro. A Bologna da 2-3 anni stiamo facendo un percorso importante che ha aiutato molti di noi a crescere, ci ha portato anche a giocare su campi internazionali e questo ci ha aiutato”.

Sul rapporto con la Nazionale:

“Io ho esordito con Mancini nel 2019, poi ho saltato l’Europeo vinto e sono stato richiamato da Spalletti. Poi non sono stato convocato… Sono entrato ed uscito. Ora sono qui, sono rientrato dalla porta principale e sono orgoglioso del percorso fatto, ora voglio tenermi stretto questa Nazionale. Ci aspetterà una competizione importante, vogliamo raggiungerla. Il Mondiale sarebbe il punto più alto della mia carriera: voglio solo far bene godermi ogni giorno che passo qui. Sto bene coi compagni e col mister, meglio di così non potevo desiderare. La seconda domanda è da fare agli attaccanti, io mi limito a fare il mio e a fare più gol è possibile. Nelle ultime tre stagioni sono andato in doppia cifra e sono felice di questo score: io penso a me e alla mia squadra, poi i problemi del campionato non lo so. Evidentemente le difese si sono rinforzate”.

Cosa ti porti in Nazionale dal Bologna?:

“Mi porto da Bologna tutte le caratteristiche che il mister già conosce. Imprevedibilità, tentare il dribbling, creare superiorità sull’esterno. Italiano le insegna molto bene e Gattuso le conosce. Qui in Nazionale c’è molta varietà di caratteristiche, si può variare sia come moduli che come calciatori. Ripeto, Italiano negli ultimi due anni mi ha aiutato molto, mi ha fatto capire ciò che mi mancava in entrambe le fasi per diventare il calciatore completo che voglio diventare. Sto cercando di diventare quel giocatore totale che ho sempre cercato di diventare nel corso degli anni. Ce la sto mettendo tutta”.

Che differenze ci sono tra Italia e Bologna?:

“Con l’Estonia abbiamo giocato con un 4-4-2, ho fatto l’esterno di centrocampo. Ero un po’ più arretrato, di solito a Bologna gioco con la mezzala che mi aiuta mentre contro l’Estonia ero io che dovevo aiutarmi da solo. Al di là di ciò, cerco sempre di dare il mio contributo. Per l’Italia giocherei anche in porta, massima disponibilità. Abbiamo un obiettivo più grande di noi, utilizzeremo tutti i mezzi per arrivarci”.

In cosa Italiano ti ha aiutato? A Bologna vi sentite più forti e consapevoli rispetto agli scorsi anni?:

“Da un punto di vista tecnico e tattico Italiano mi ha insegnato molto, soprattutto stringere il campo quando c’è la palla opposta, mi ha aiutato in fase difensiva. Noi a Bologna ci divertiamo, non guardiamo tanto il prossimo avversario o la classifica. Ci godiamo partita per partita, ci divertiamo. Poi alla fine tireremo una linea e ci guarderemo indietro. Il nostro gruppo da 3-4 anni si conosce alla perfezione, due anni fa è cambiato l’allenatore e non è cambiata la sostanza. C’è un gruppo coeso, sereno, che non si fissa nemmeno più di tanto sugli obiettivi. Magari parlare di Scudetto è un po’ eccessivo, ma noi a Bologna ci divertiamo, si sta bene insieme e questo fa la differenza”.

Pensi di aver avuto meno di ciò che meritavi dall’azzurro?:

“Non lo so, non lo sapremo mai… Io ho sempre cercato di fare il mio, di portare gol e prestazioni. Mi sono sempre messo a disposizione del mister. Poco, giusto, non so dire. Sicuramente so cosa mi aspetta, cosa posso dare. Anzi, ben venga perché mi fa venire ancora più voglia di conquistarmi un posto”.

Bologna per te:

“Un’isola felice dove i ragazzi giovani si integrano benissimo, si fanno crescere. Guardate l’ultima partita dove ha esordito Pessina, è entrato dopo una manciata di minuti e non ha subito gol contro i campioni d’Italia. E’ una società che ha coraggio e ha una programmazione differente. Si vive bene, si lavora bene, la piazza ti supporta. Penso sia stata la miglior scelta per quanto mi riguarda e anche per parecchi ragazzi”.

Bologna

RICCARDO ORSOLINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Perché pensate che stavolta si andrà al Bologna? Cosa pensate di restituire alla Nazionale?:

“Sono troppi anni che l’Italia non partecipa a un Mondiale. E poi anche per noi stessi: non so quante possibilità avremo noi giocatori. Un Mondiale senza Italia mi viene l’ansia solo a pensarci. Abbiamo un dovere morale, verso noi stessi e verso tutti gli altri. Faremo di tutto per andarci a giocare questa Coppa del Mondo”.

Cosa manca all’Italia rispetto a ciò che avete a Bologna?:

“Il paragone è difficile, però si possono prendere spunti. A Bologna la forza del gruppo ha fatto la differenza e mi auguro che anche qui si possa ricreare un gruppo bello, affiatato. E qui ci sono tanti campioni del 2021 che proprio col gruppo hanno fatto la differenza. Bisogna fare gruppo, il mister su questo è il numero uno e ci lascia una cena libera durante il raduno. Per me il segreto di una grande squadra è sempre il gruppo: se si crea quell’alchimia e quella chimica che crea quelle situazioni lì, siamo già un bel passo avanti”.

Che pensi della gara contro la Moldova? Avete parlato con Heggem della sfida Italia-Norvegia?:

“La gara di giovedì è insidiosa, da non sottovalutare e non prendere sottogamba. In queste partite hai solo da perdere e quindi massimo rispetto per tutti. Per me le partite in Nazionale si preparano da sole, non ho bisogno di motivazioni o spinte a dare di più. Quando si rappresenta l’Italia in un momento anche difficile le partite si preparano da sole, giovedì ci aspetta un’altra battaglia e poi parlerà il campo. Sì, con Heggem ne parliamo da qualche settimana: io gli dico che lo andiamo a prendere e lui risponde che la vede dura. Spero magari nel viaggio di ritorno di poterlo prendere in giro io. Personalmente ho una voglia matta di partecipare alla Coppa del Mondo, dentro di me c’è ancora quel Riccardo ragazzino che sognava di essere qui e quindi spero vivamente che questo sogno si realizzi”.

Nazionale

Atalanta, Bonucci alla New Balance Arena per osservare tre giocatori

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Milan

L’assistente di Gattuso, Leonardo Bonucci, presente alla New Balance Arena per osservare diversi talenti in vista della Nazionale Italiana.

Bonucci, un osservatore d’eccezione alla New Balance Arena

La partita tra Atalanta e Chelsea, svoltasi alla New Balance Arena, ha visto tra i suoi spettatori un ospite d’eccezione: Leonardo Bonucci, l’assistente di Rino Gattuso. La sua presenza non è passata inosservata, in quanto era lì per monitorare alcuni talenti in prospettiva della Nazionale Italiana. Tra questi, i nomi di Marco Carnesecchi, Raoul Bellanova, Honest Ahanor e Gianluca Scamacca erano sotto la lente d’ingrandimento.

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Fonte: l’account X di Schira

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Nazionale

Roberto Baggio: “La gente aspetta di rivedere l’Italia al Mondiale”

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Roberto Baggio spera in un ritorno dell’Italia ai Mondiali, sottolineando l’importanza per i tifosi e la passione che nutrono per il calcio.

L’appello di Roberto Baggio per l’Italia

Roberto Baggio, una delle icone indimenticabili del calcio italiano, ha espresso i suoi sentimenti riguardo al desiderio di vedere l’Italia tornare a competere nei Mondiali. Il divin codino ha dichiarato: “Mi auguro che l’Italia possa finalmente tornare al Mondiale. Spero che possa esserci per non deludere la passione e l’amore della gente che aspetta di rivedere l’Italia al Mondiale”. Queste parole risuonano come un appello accorato non solo alla squadra, ma anche a tutto il movimento calcistico italiano, affinché si lavori sodo per riportare la nazionale azzurra sul palcoscenico mondiale.

L’importanza del ritorno ai Mondiali

Il ritorno dell’Italia ai Mondiali non rappresenta solo un traguardo sportivo, ma anche un simbolo di rinascita e orgoglio per tutti i tifosi che hanno sempre sostenuto la squadra. La mancata partecipazione alle ultime edizioni ha lasciato un vuoto profondo nel cuore degli appassionati, e le parole di Baggio riflettono perfettamente questo sentimento collettivo. L’Italia ha una lunga tradizione di successi nei Mondiali, e il desiderio di tornare a vivere quei momenti di gloria è forte tra i tifosi.

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Fonte: l’account X di Schira

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Nazionale

Italia, Materazzi: “Meritiamo la qualificazione. Per molti sarebbe un riscatto”

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Inter, Marco Materazzi

Marco Materazzi è stato intervistato dalla FIFA a poche ore dal sorteggio dei gironi per i Mondiali. Ecco riportate le sue parole sull’Italia.

Italia, le parole di Materazzi

“Noi italiani manchiamo da due edizioni, questa volta abbiamo necessità di andare al Mondiale, perché l’Italia ne ha vinti quattro ed è giusto che una Nazionale così forte aspiri a giocare la fase finale della competizione”. 

“Ce lo meritiamo ma dobbiamo anche essere bravi a crescere sotto tutti i punti di vista e non rimanere indietro. Purtroppo se fallisci due Mondiali, vuol dire che hai sbagliato qualcosa. Quindi devi cercare di migliorare, guardare anche cosa stanno facendo gli altri, per migliorare e arrivare ai Mondiali. Per noi italiani è fondamentale qualificarsi perché è noto che il calcio è molto importante e popolare in Italia. Ha tantissimi tifosi, sia in Italia che all’estero, e soprattutto qui in America. Speriamo di andare ai Mondiali perché tutti noi, anche noi tifosi o ex leggende dell’Italia, ci aspettiamo di essere ai Mondiali. Penso che daremo tutto per arrivarci perché, come ho detto, sono ormai dieci, dodici anni che non partecipiamo, e questa è una grande sofferenza per l’Italia”. 

Italia

LA CONCENTRAZIONE DI GENNARO GATTUSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Ho avuto l’esperienza di giocare a un Mondiale in Germania, dove c’erano tantissimi italiani, e so quanto dimostrino il loro sostegno, perché, come ci sono emigranti di molti anni fa, ci sono famiglie che parlano una specie di dialetto italiano. Quindi, per loro, sarebbe davvero un modo per riscattarsi se l’Italia arrivasse alla Coppa del Mondo e magari riuscisse anche a vincerla, perché l’ultima volta che abbiamo giocato qui una Coppa del Mondo abbiamo perso in finale e tutti si aspettano un’Italia forte, che possa arrivare il più lontano possibile”. 

Finisce qui l’intervista a Marco Materazzi, che si è espresso ai microfoni della FIFA.

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