Le interviste
ESCLUSIVA CS, Siani: “Lautaro può puntare al record, Palladino un predestinato e su De Rossi…”
Ai nostri microfoni è intervenuto Fernando Siani, volto di Cronache di Spogliatoio: ci ha parlato del campionato di Serie A.

Cosa ne pensi di questa Inter?
“Io penso che questa Inter, come ho già detto a Fontana di Trevi, sia a livello di gioco che di estetica la migliore Inter degli ultimi trent’anni.
Inoltre credo che Inzaghi sia già adesso, per il lavoro che ha fatto, superiore ad Antonio Conte per valorizzazione dei calciatori. Si è vero che Conte vince lo scudetto ma lo fa con una squadra fortissima e aveva a disposizione giocatori del calibro di: Skriniar Eriksen e Perisic.
Mentre a Inzaghi ogni anno hanno tolto tra tre-quattro giocatori chiave compresa quest’estate, sostituendoli con giocatori che teoricamente hanno sempre un passo indietro che però poi si sono rivelati un passo avanti per merito suo.

Secondo me questa Inter sta vivendo una stagione irripetibile anche perché i numeri sono sono senza senso, con un più 55 di differenza reti, un dato surreale come i 69 punti in campionato tantochè in Europa nessuno ha fatto i punti dell’Inter.
Quello che sta facendo questa squadra è un qualcosa di irripetibile, e adesso che il campionato è praticamente vinto, ci sarebbe la necessità secondo me, di andare avanti il più possibile in Champions League perché l’Inter per come gioca può serenamente almeno ripetere il risultato dell’anno scorso. Poi ovviamente tutto dipende dal sorteggio e se riesce a battere l’Atletico“.

Rimanendo in tema Inter, ti aspettavi Lautaro così in questa stagione?
“Se tu guardi i numeri di Lautaro, è un calciatore che è in costante crescita: ogni anno fa meglio dell’anno prima quindi potevo aspettarmi un Lautaro che migliorasse. Quest’anno mi sembra che abbia superato le aspettative e che anche lui sia al top assoluto della sua carriera.
E’ un giocatore che ha davvero la potenzialità di arrivare a toccare il record di di gol di Immobile, per come stanno andando le cose.
Quello che sta facendo al momento l’attaccante argentino è davvero un risultato incredibile, io non mi aspettavo potesse fare così bene però la realtà dei fatti è che Lautaro è stato messo nelle condizioni per esaltarsi al massimo grazie a Marcus Thuram, che è il giocatore perfetto per giocare al fianco del Toro.
In precedenza Lautaro è sempre stato un passo indietro rispetto agli attaccanti con cui ha fatto coppia, vedi Lukaku e Dzeko, ora che è lui la vera prima punta ha 5-6 palle gol a partita che la squadra costruisce per lui.
Io penso che questo ragazzo sia diventato un qualcosa di clamoroso e inoltre credo che la fascia di capitano gli abbia dato quell’ulteriore step in più in termini di confidenza, di fiducia, di uomo squadra che lo ha trasformato in un giocatore strepitoso”.

Cosa ne pensi di De Rossi come nuovo allenatore della Roma?
“Io sono molto favorevole a De Rossi. Innanzitutto è una persona che piace tantissimo da sempre, sin da quando giocava in campo.
Io personalmente facendo questo lavoro sono fan di chi non è mai banale nelle dichiarazioni e lui mi sembra davvero una persona vera e sincera al 100% in quello che dice, come avevo detto nel mio podcast.
De Rossi è arrivato a Roma in un contesto complicatissimo perché allenare a Roma è difficile, allenare a Roma dopo Mourinho è difficilissimo. Per fare un paragone, è quasi come venire dopo Spalletti per quello che andavi a gestire. Inoltre, l’ambiente giallorosso era molto affezionato a Mourinho.
De Rossi a Roma sta facendo un grande lavoro, non ha sbagliato nulla e secondo me, per le idee che ha, credo che siamo solo all’inizio di una carriera veramente importante”.

Rimanendo in tema nuovi allenatori, cosa ne pensi del nuovo mister del Napoli Francesco Calzona?
“In questo momento è difficile dare un giudizio. Io tramite Prime ho seguito la gara di esordio di Calzona contro il Barcellona: dovendoti dare un parere onestamente ero favorevole a un cambio in entrambi i casi.
Sia per Garcia, che secondo me aveva ben chiaro dove si trovasse, e così come Mazzarri che purtroppo non aveva chiaramente in mano la situazione.
In quel momento a Napoli era giusto cambiare, e hai preso un allenatore che conosceva già l’ambiente e mi sembra che rispetto a Mazzarri possa contare su Osimhen. La sola presenza di un Osimhen in discreta forma basta per chiudere con dignità il campionato.
Personalmente non credo che il Napoli andrà in Champions League però per come si stavano mettendo le cose questo mi sembra il male minore.
In casa Napoli è chiaro che in questo momento vi è una situazione oltre l’emergenza, adesso ci sarà la base alle Nazionali e Calzona andrà ad allenare la Slovacchia: questo vuol dire che per due settimane il Napoli avrà qualcun altro.
Questa è la situazione surreale di una stagione che al Napoli sta andando malissimo, ma il vero problema in casa Napoli è stato l’addio di Spalletti a maggio”.

Visto il tuo passato con l’Udinese, cosa serve a questa squadra per tornare su buoni livelli?
“All’Udinese manca sicuramente un pò di qualità, ha dei giocatori buoni, alcuni anche forti, ma è comunque una squadra che segna poco e prende tanti gol. Quando i numeri sono questi non può mai essere una stagione positiva.
In casa Udinese vedendo i risultati vi è una situazione anomala perchè ha fatto punti esclusa l’Inter solo con le prime quattro squadre del nostro campionato, ha battuto il Milan e Juve e ha pareggiato con l’Atalanta.
Comunque l’Udinese è una squadra che avrebbe bisogno di un pò di qualità e di voglia, ha comunque avuto dei problemi perchè non è riuscita a sostituire Deulofeu, ha avuto un pò l’equivoco della prima punta, ha avuto l’equivoco con Samardzic.
Secondo me pero alla fine si salverà perchè vedo squadre peggiori, ma questa non è sicuramente una stagione positiva anzi è un bel passo indietro per il club friulano”.

Visto che ne abbiamo parlato poco fa, secondo te chi sono le tre squadre che retrocederanno in Serie B?
“Secondo me la Salernitana nonostante mi dispiaccia molto per il direttore Sabatini, è un amico di Cronache, penso che la Salernitana e Sabatini in particolare convivrà per sempre con l’errore di non aver cambiato l’allenatore appena arrivato a Salerno.
Filippo Inzaghi ha fatto secondo me anche discretamente bene ma è stato molto sfortunato ma Sabatini aveva in testa già altro che non se l’è hai sentita di cambiare.
L’altra squadra che potrebbe retrocedere è il Sassuolo nonostante sia arrivato Ballardini, però mi sembra ormai una squadra totalmente in tilt.
Mi sembra una squadra che ha perso completamente la testa da mesi e ha vissuto quella situazione in cui credeva che non sarebbe mai arrivato questo momento invece adesso questo momento è concreto. Sarà costretta a lottare per non retrocedere, è una squadra assolutamente non abituata rispetto ad altri club come Cagliari e Verona e al momento rischia veramente tanto.
L’altro secondo me se lo giocano Verona e Cagliari, con il Verona che a mio modo di vedere meriterebbe di salvarsi ma temo che purtroppo tanti cambiamenti societari non mi danno buoni propositi e quindi ho paura che non ce la faccia a rimanere nella massima serie”.

Cosa sta mancando secondo te in questo momento alla Lazio?
“Io personalmente non riesco ad avere un parere semplice sulla Lazio, perché con Prime l’ho vista tre volte dal vivo rispettivamente contro Celtic, Atletico Madrid e Bayern Monaco e ho visto praticamente tre volte scuole diverse come gioco.
L’ultima col Bayern Monaco è stata secondo me è una prestazione fenomenale difensivamente parlando con il Bayern che vanta giocatori del calibro di: Harry Kane, Muller, Musiala, Kimmich, poi ho visto anche una partita finalmente concreta da parte di Immobile, una squadra super concentrata.
Poi dopo le altre due gare, compresa quella col Torino, di nuovo male con Sarri che sbrocca, Lotito uguale quindi alla base c’è qualcosa che non va.
Personalmente parlando mi dispiace perché ho seguito tanto la Lazio, sono stato a Formello, ho intervistato Pedro e ho visto una squadra super organizzata con un centro sportivo meraviglioso, però a mio modo di vedere sta pagando il fine ciclo di Sarri che è abbastanza evidente.
Il mercato purtroppo non ha portato dei giocatori che lui evidentemente non voleva, mi sembrava abbastanza chiaro, non è mai stato sostituito davvero Milinković-Savić.
Comunque la stagione non è da buttare adesso vai a giocare gli ottavi di Champions al ritorno col Bayern partendo sul 1 a 0, sei anche ancora in Coppa Italia quindi è tutto lì però in casa biancoceleste ci sono dei segnali tanto discordanti e quando è così vuol dire che c’è qualcosa che non va alla base”.

Cosa ne pensi della voce che potrebbe portare Palladino alla Lazio per il post Sarri?
“Palladino alla Lazio non mi dispiacerebbe perchè è un allenatore con tante idee, non so quanto sia facile gestire l’ambiente Lazio, a Monza mi sembra che tutto sommato sia abbastanza tranquilla come come realtà, al contrario l’ambiente Lazio mi sembra abbastanza tosto. Palladino mi sembra davvero un predestinato quindi sarebbe molto interessante vederlo sulla panchina della Lazio.
Parlando di predestinati, un parere su Thiago Motta e sul suo Bologna?

“Credo che dopo Inzaghi, Thiago Motta sia il migliore allenatore del campionato, e inoltre credo che sia l’allenatore più ambito del campionato, non so se resterà a Bologna secondo me no anche perchè è un allenatore che ha molto mercato.
Il tecnico ex Spezia è cercato dalla Juve, dal Milan, dal Napoli e dal Barcellona, ed è un allenatore che pur non avendo allenato in grandi squadre ha già lo la personalità per a stare sulla panchina di una grande squadra, mi sembra davvero uno nato per essere allenatore di un top club, io credo che chiunque lo prenderà Motta farà un grande affare”.

Quanto hanno influito Sartori e Di Vaio nella costruzione di un Bologna perfetto messo in mano a Motta?
“Sicuramente non possiamo dire che come dire è 100%, merito di Motta se il Bologna va così bene, non sarebbe giusto, perchè il Bologna è pieno di giocatori di livello anche prima di Motta.
Possiamo dire che il Bologna lavora benissimo da quando Sartori, che credo sia il miglior DS d’Italia, riesce a prendere giocatori che poi si rivelano tutti dei potenziali campioni, poi dipende chi li allena però il materiale è sempre ottimo.
Basti pensare ai vari Orsolini, Ferguson, Posch, Ndoye, Freuler che sono in un contesto dove si esaltano, quindi io ti dico che soltanto è un 50 e 50, il Bologna ha messo a disposizione una buona squadra a Motta, e Motta l’ha fatta diventare una grande squadra”.

Ti voglio fare una domanda stile cronache, i tre giocatori che ti hanno sopresi di più finora?
“A me stupisce sempre un po’ Piccoli del Lecce che secondo me è un giocatore di cui si parla poco ma che ha grandi qualità, un altro che mi ha stupito è Ederson dell’Atalanta per me lui è il numero uno nel senso è un giocatore che mi immaginavo forte ma non sapevo fosse così forte, ed è un calciatore che può giocare in qualsiasi top club in Italia.
Un altro che mi ha stupito molto che credevo potesse fare bene ma non così bene che adesso è proprio in rampa di lancio è Bellanova del Torino che è una mia battaglia da sempre da quando era all’Inter. Io l’ho sempre visto come un giocatore dalle potenzialità alte perché un esterno che corre, credo sia il giocatore più veloce del campionato, crossa benissimo sia di destro che di sinistro, sa inserirsi bene e adesso viste le sue prestazioni c’è addirittura aria di convocazione in nazionale da parte di mister Spalletti”.

Ti voglio chiedere come ultima cosa un parere su questi tre calciatori, Suslov, Folorunsho e Brescianini?
“Per quanto riguarda Folorunsho, a metà, perchè seguendo molto il Verona e ti dico che la prima parte di stagione di Folorunsho è andata male un pò come tutto il Verona, adesso sta venendo fuori più per come gioca durante la partita come giocatore da highlights, è un giocatore che fa dei dei gol clamorosi , quello contro la Juve ne è l’esempio più lampate.
Per quanto riguarda Suslov, è un giocatore che sin dalla prima partita si è capito che era diverso dagli altri ed è un altro giocatore molto buono che tra le sorprese del campionato ci sta più che bene.
Per quanto riguarda le sorprese del campionato al posto di Piccoli metterei Soulé. Brescianini e un pò come tutti i giocatori dalla trequarti in su in casa Frosinone sono tutti ottimi giocatori di cui sentiremo parlare sicuramente in futuro”.
Le interviste
Morreale (arbitro): “Lazio di Sarri con 7 punti in meno…”
Un fischietto di gara, Andrea Morreale, senza peli sulla lingua quello intercettato in queste ore a Roma, a poche ore di distanza dalla sua partecipazione al Processo di Biscardi (quarantesima edizione). “Secondo me rimane Daniele Doveri come esperienza, come livello fisico, atletico ma soprattutto tecnico, rimane il miglior arbitro della nostra serie A”, ha detto Andrea Morreale, noto arbitro. E’ molto umile, parla molto con i calciatori, è attento alle situazioni e si muove bene. E’ uniforme, lascia giocare il giusto, è sempre al centro dell’azione e della partita. In sintesi, è un arbitro vivo. Secondo in classifica metterei Guida e Massa a pari merito, poi a scendere tutti gli altri. Ma ne abbiamo diversi bravi, internazionali, come Sozza, La Penna, Colombo…
Come giudichi il livello della nostra Serie A? Siamo più indietro rispetto ad altri campionati europei?
La Serie A per me non è più indietro rispetto ad altri campionati. Il nostro è un campionato diverso, abbastanza fisico e tecnico. In Inghilterra è molto fisico e un po’ meno tecnico, dunque c’è più agonismo. Quello spagnolo molto più tecnico e meno fisico. Insomma, in Italia abbiamo un campionato per me difficile che mixa fisicità e tecnica. Siamo tra i primi campionati europei con Liga e Premier, con Bundesliga a mio avviso un passo indietro, anche rispetto alla squadra tedesca più forte che è il Bayern. Che dire, non siamo indietro: abbiamo le nostre specifiche peculiarità e caratteristiche…
LAZIO DI SARRI LA SQUADRA PIU’ PENALIZZATA SECONDO MORREALE: UN SISTEMA IN DECADENZA?
Quale squadra è stata finora più penalizzata in Serie A?
La Lazio per me rimane la squadra ad oggi con più torti arbitrali ricevuti. La più penalizzata in assoluto: mancheranno almeno 5-6-7 punti che avrebbero permesso di stare in piena corsa Europa League, ecco.. Non penso ci sia un accanimento verso la Lazio, non credo ci sia alcun sistema contro i biancocelesti. C’è da dire, a tal proposito, che abbiamo un settore arbitrale in decadenza dovuto a una scarsezza e pochezza di personalità. Quindi tecnica, a livello gestionale, dunque di organigramma. E questo porta a far sì che la Lazio non sempre sia in primissima fascia dal punto di vista arbitrale. Per tale ragione nascono poi anche dei problemi tecnici…
Le interviste
ESCLUSIVA CS – Carlo Nervo: “Il Bologna può arrivare in Europa quest’anno ha una rosa molto competitiva. Nazionale? Ci sono troppi…”
L’ex centrocampista del Bologna Carlo Nervo (1994-2005, 2006-2007) ha parlato ai nostri microfoni della’attuale situazione dei rossoblù, sulla lotta Scudetto in Serie A e molto altro.
In un’intervista di 5 minuti, Carlo Nervo ha detto la sua su come può andare il Bologna questa stagione, parlando anche di giocatori come Bernardeschi e Orsolini, e anche dell’allenatore dei rossoblù Vincenzo Italiano.
Inoltre ha analizzato anche la situazione della Nazionale Italiana e del motivo per cui, secondo lui, gli Azzurri stanno vivendo un momento così complicato.
Di seguito, l’intervista di Carlo Nervo.
Le parole di Carlo Nervo
Dove può arrivare questo Bologna in campionato e in coppa?
“Vista espressione di gioco e i risultati, può arrivare in alto. Secondo me l’Europa dovrebbe essere la giusta posizione, però sognare non costa niente. Le altre squadre sono forti, però il Bologna li ha messi sotto”.
Secondo lei il Bologna ha bisogno di rinforzarsi nel mercato di gennaio, visti alcuni infortuni sulle fasce?
” A mio avviso, a parte gli infortuni, la rosa é completa. Immobile, al momento, é fuori ma é un giocatore forte che segna molti gol: inoltre la crescita di Bernardeschi é stata importante. Secondo me la rosa é molto competitiva, io non toccherei niente”.
Chi vince il campionato?
“Bella domanda, magari il Bologna. No, io vedo il Milan che può insidiarsi”.
Quindi Allegri con il suo Corto Muso?
“Secondo me hanno una bella rosa e un allenatore che sa vincere”.
Italiano é un pò sottovalutato come allenatore?
“No, non é sottovalutato, nel senso che lui é già in una grande squadra, perché il Bologna é una grande squadra”.

VINCENZO ITALIANO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un aggettivo per l’allenatore e per quello che sta facendo?
“Consapevole: lui é consapevole di essere in una grande piazza”.
Orsolini? E’ un Nervo 2.0
“No, secondo me è più forte. Vede molto la porta, ma soprattutto é un ragazzo per bene che é legato alla città e alla maglia. Quindi deve continuare come sta facendo”.
Adesso nella Nazionale Italiana c’é meno abbondanza di grandi giocatori. Come si può risolvere questa cosa?
“Ai miei tempi per andare in Nazionale dovevi essere forte. Adesso fai dieci partite bene in Serie A e ti chiamano in Nazionale. Non ci sono i campioni come Del Piero e Totti: bisognerà analizzare perché non vengono fuori questi talenti qui in Italia, e valutare tutti i settori giovanili.
Poi, troppi stranieri: quando c’ero io arrivavano i top player stranieri, ora ci sono giocatori che trovi anche in Serie B, in Serie C. Hanno un cognome difficile, quindi impattano sul pubblico. E poi un’altra cosa, meno potere e procuratori”.
Le interviste
ESCLUSIVA CS – Giulio Scarpati: “La Roma non ha l’obbligo di vincere, per questo oggi vola. Gasperini ha cambiato tutto: ora la squadra corre fino al 90°”
Lo storico volto di Un Medico in Famiglia e romanista dichiarato, Giulio Scarpati ha raccontato ai nostri microfoni una vita intrecciata al giallorosso: dagli anni dell’alzabandiera sempre ammainato alle domeniche allo stadio con il fratello, fino allo sguardo lucido sulla Roma di oggi.
In una lunga intervista, Scarpati ha condiviso le sue opinioni sul lavoro di Gasperini, il momento della squadra, gli obiettivi stagionali e la crisi della Nazionale. Un dialogo sincero, appassionato, a tratti critico, che ci rivelato l’anima di un tifoso autentico, oltre che di un grande attore.
Di seguito, l’intervista di Giulio Scarpati.
Le parole di Giulio Scarpati
Ci vuole parlare del suo legame con la Roma?
“Essere tifoso della Roma significa, prima di tutto, accettare una certa dose di sofferenza. Negli anni ’60 la squadra non era certo tra le grandi. La Juventus ci passava spesso i suoi “bidoni”, giocatori ormai a fine carriera. Per fortuna, con il tempo, la società è cresciuta e si è strutturata molto meglio. La mia passione è nata grazie a mio fratello maggiore, romanista sfegatato. A casa avevamo l’alzabandiera da issare quando la Roma vinceva, ma non lo usavamo quasi mai… le vittorie erano rare, così la bandiera rimaneva per lo più ammainata. Ricordo anche che quando la Roma vinceva, ritagliavamo i titoli di giornale e li attaccavamo in camera. Da bambino andavo anche tanto spesso allo stadio con la tessera dello Junior Club, sempre assieme a mio fratello.
Da attore, poi, mi è capitato di giocare più volte con la Nazionale degli Attori, allenata da Giacomo Losi: una persona straordinaria. Mi dava ottimi consigli su come migliorare in difesa, il ruolo in cui giocavo. Io e mio fratello abbiamo sempre seguito la Roma, nel bene e nel male. Forse avremmo potuto vincere qualcosa di più, ma proprio perché si vince poco, quando succede la gioia è enorme. I festeggiamenti per uno Scudetto a Roma…a Torino se li sognano!”
Mettiamo da parte il passato e guardiamo al presente: avrebbe mai immaginato a inizio stagione questa Roma capolista?
“Assolutamente no, devo essere sincero. Però riponevo molta fiducia in Gasperini, che sa fare benissimo il suo lavoro. Si è integrato in modo sorprendente e credo che anche il lavoro miracoloso fatto da Ranieri l’anno scorso lo abbia agevolato. Peccato per quella Champions sfiorata di un punto. Chissà, magari con altre due partite ci saremmo qualificati noi al posto della Juventus… Da tifoso, comunque, sono felicissimo del percorso che stiamo facendo.”
È davvero soddisfatto in tutto?
“Beh, l’unica ombra, finora, è l’Europa League. Non stiamo brillando e migliorare la classifica sarà complicato, soprattutto con tutte le partite ravvicinate. L’obiettivo sarebbe entrare tra le prime otto, ma la vedo dura. Detto ciò, resto ottimista: per me è già molto ciò che la squadra ha fatto finora.”
Dove si nota maggiormente la mano di Gasperini?
“Ha ridato motivazione a tanti giocatori. Penso a Pellegrini, che sta vivendo una vera e propria rinascita. Anche il gioco è cambiato. Oggi le partite sono più dinamiche, divertenti, c’è una chiara volontà di dominare l’avversario – una sensazione che, con tutto il rispetto, si percepiva meno nell’era Mourinho. Gasperini è l’allenatore ideale per questo gruppo, e lo dimostra la condizione atletica: la Roma corre e pressa fino al 90°, è un miglioramento enorme. Serve però che gli attaccanti inizino a segnare con più continuità, quello resta un problema.”

GIAN PIERO GASPERINI DA INDICAZIONI AI SUOI RAGAZZI. IN EVIDENZA EL AYNAOUI E TSIMIKAS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La Roma ha subito solo cinque gol diventando così la miglior difesa del campionato. Come se lo spiega?
“Molto merito va a Svilar, che sta facendo miracoli. Negli ultimi anni abbiamo avuto portieri straordinari – da Alisson a Szczęsny – e lui sta seguendo quella scia. C’è poi la crescita di Mancini e, più in generale, l’organizzazione difensiva plasmata da Gasp. Non c’è un singolo leader: la forza è il gruppo. Ed è bello vedere che l’allenatore coinvolga tutti, soprattutto i giovani come Pisilli.”
Si può dire allora che Gasperini sia un allenatore che sposta gli equilibri? Guardando l’Atalanta con Juric verrebbe da pensarlo…
“Al di là del valore di Gasperini, credo che Juric abbia limiti nella gestione del gruppo. È suscettibile e comunica poco coi giocatori. Gasperini, anche quando si arrabbia, lo fa per stimolare. Juric non mi è sembrato ancora abbastanza maturo per allenare una grande squadra.”
Non teme un calo di rendimento della rosa?
“La vera incognita restano gli infortuni. Dybala è un valore assoluto, ma purtroppo non garantisce continuità. A questo si aggiunge il vincolo del fair play finanziario, che ha limitato la possibilità di intervenire sul mercato con innesti mirati. Detto ciò, apprezzo molto il lavoro della società e, in particolare, l’impronta lasciata da Ranieri: si sarà capito che ho un debole per lui! Lo stimo profondamente per come l’anno scorso è riuscito a risollevare la squadra.”
C’è qualcosa che la Roma ha più degli altri top club?
“Sì, ha un vantaggio psicologico enorme. Non ha l’obbligo di vincere sempre e comunque, come accade invece a Inter o Napoli. E questo, in campo, pesa eccome.”
Eppure, negli scontri diretti la squadra fatica…
“Diciamo che molti avversari contro cui abbiamo perso erano più attrezzati. Col Milan abbiamo sbagliato l’approccio perché siamo sì partiti fortissimo, ma non siamo mai riusciti a concretizzare. Con l’Inter il divario tecnico si è visto. Non credo ci sia un problema strutturale negli scontri diretti; piuttosto dobbiamo essere più cinici quando le occasioni capitano, perché in partite del genere non sono mai tante.”
Che idea si è fatto delle altre big del campionato?
“Sono certo che la Juventus con Spalletti adesso crescerà moltissimo. L’Inter è fortissima ma talvolta vince anche con un po’ di fortuna, ed è quella che temo di più. Il Milan mi sembra più solido dello scorso anno. Il Napoli con Conte non mollerà un centimetro: è tignoso e combatterà fino alla fine anche se ora è in difficoltà.”

L’ESULTANZA URLO DI ANTONIO CONTE DOPO IL GOL DI SPINAZZOLA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Qual è l’obiettivo minimo della Roma?
“La Coppa Italia.”
Perché proprio la Coppa Italia?
“Perché sarebbe fantastico vincere la decima.”
E l’obiettivo più grande, invece?
“Tornare a giocare in Champions. È un qualcosa di fondamentale anche a livello economico.”
Passiamo alla Nazionale. Cosa ne pensa della disfatta contro la Norvegia?
“È stata una partita strana. Nel primo tempo abbiamo fatto meglio noi, loro sembravano quasi in vacanza. Poi, quando la Norvegia ha iniziato a far valere la sua qualità, l’Italia ha perso ritmo ed è andata in blackout. Purtroppo, in Nazionale il problema è molto più profondo di quanto sembri…”
A cosa si riferisce?
“Al fatto che da anni la Nazionale non esprime un gioco convincente. I club hanno ormai un peso enorme e i raduni non sono più quelli di una volta. Spalletti, secondo me, ha fallito proprio per questo: non ha avuto il tempo necessario per costruire un’identità di gruppo.”
Che ne pensa invece di Gattuso?
“È un allenatore onesto, diretto, che dice ai giocatori ciò che pensa. Lo apprezzo molto.”
Ora che i playoff sono una realtà, ritiene che l’Italia riuscirà a supererli?
“Se incroceremo squadre meno attrezzate di noi, credo proprio di sì. E speriamo anche in un pizzico di fortuna, che non guasta mai.”

MATEO RETEGUI RAMMARICATO ( FOTO KEYPRESS )
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