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I campioni in… bianconero: Alex Del Piero, l’unico vero Capitano

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Quando si parla di Pinturicchio, agli amanti dell’ arte verrà sicuramente in mente il famoso artista e pittore Bernardino di Betto Betti, maestro della Scuola Umbra della seconda metà del quattrocento.

Noi appassionati di calcio conosciamo un’altro artista, uno che invece di pennellare su tela, lo faceva sul rettangolo verde. Ed era pura emozione. Stiamo parlando di Alessandro Del Piero, il nostro Pinturicchio. La maglia della Juve era per lui una seconda pelle tanto che decise,  dopo ben 19 anni di onorata carriera in bianconero, di proseguire il suo percorso in America, non prendendo in seria considerazione alcuna a degli uffici di  Torino al termine del suo contratto. Il vero grande amore della Famiglia  Agnelli.

Attaccante prolifico, forte nell’uno contro uno,  ottimo dribbling, micidiale sui calci piazzati, attento intenditore tra il centrocampo e l ‘ attacco. Era questo Alex Del Piero, un giocatore abile che accompagnava l’ azione e che lo ha reso immortale davanti al popolo bianconero. Arrivato alla Juventus nella stagione 1993- 94 dal Padova, vi resta per ben 19 anni vincendo praticamente tutto. E il suo palmares parla chiaro. Disputa 720 partite con 290 goal all’attivo detenendo cosi il primato assoluto di reti in bianconero. Ha alzato ogni tipo di trofeo, Scudetti , Champions , Mondiale per club e Mondiale con la nazionale italiana, per citarne alcuni, definito come uno dei giocatori più forti di sempre, avendo anche segnato in ogni competizione.

Ma come ogni campione, anche Pinturicchio subisce un grave infortunio in quel di Udine nel 1998. Ma alla sua ripresa, con Mister Carlo Ancelotti in panchina vince anche la Coppa Intertoto. La Juve diviene così l’ unica squadra a vincere tutti i sei trofei. E di certo non poteva che diventarne Capitano, il Capitano. E come si sa, un Capitano non abbandona mai la sua nave. La Juve con calciopoli pagò pegno retrocedendo in Serie B e Alex era sempre lì presente a dar man forte. I bianconeri dovevano risalire la china, dovevano buttarsi alle spalle quello scandalo , e vi riuscì. Un anno tra i cadetti per poi ritornare lì dove merita. In nazionale vince il Mondiale 2006 in Germania, suo il secondo goal proprio contro i padroni di casa. E Berlino colorò il cielo d’ azzurro. Con la Nazionale prende parte a 91 partite condite da 27 reti. Ma come ogni favola anche questa è destinata a finire. Il 13 Maggio del 2012 esce dal campo per l ‘ultima volta con la maglia bianconera. Stadio in lacrime.

Pur di non accasarsi in altre squadre italiane, decide di emigrare in Australia con la maglia del Sidney Fc rimanendo lì per due stagioni in cui colleziona altre 48 presenze e gonfiando la  rete per ben 24 volte. Chiude la carriera agonistica in India al Delhi Dynamos .

Grazie Pinturicchio per aver disegnato parabole fuori da ogni logica fisica, grazie per essere stato tra gli eroi di Berlino, grazie per aver onorato quella maglia sempre, grazie perché ad oggi ogni bambino a cui viene raccontata la tua storia s’innamora di un calcio che purtroppo sta perdendo certi valori.

 

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I campioni in rossoblu: Gigi Piras (video gol)

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Gigi Piras è stato uno dei più prolifici bomber della storia del Cagliari. Una storia gloriosa, visto che il Cagliari è l’unica squadra del sud (insieme al Napoli) ad aver vinto lo scudetto

Piras giunse a Cagliari nel 1971, vestendo la maglia rossoblu per 15 stagioni.

Tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, ha collezionato 376 partite, nelle quali ha messo a segno 104 reti.

Fu in un certo senso l’erede dell’altro Gigi, il mito rossoblu Riva.

Vediamo insieme una carrellata dei suoi gol:

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15 giugno 1974. Il “vaffa” di Chinaglia a Valcareggi

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15 giugno 74'

Erano i Mondiali del 74′. Il 15 giugno, nella partita d’esordio, l’Italia incontra Haiti. Match rimasto nella memoria per il “vaffa” di Chinaglia, ma non solo.

15 giugno 1974: Italia-Haiti a Monaco di Baviera

L’Italia del commissario tecnico Ferruccio Valcareggi si presenta ai mondiali del 74‘ come una delle nazionali favorite, anche perché gli azzurri sono vicecampioni in carica dopo Messico 70′.

Il match d’esordio per gli Azzurri sembra a senso unico, solo una formalità, eppure resta nei ricordi per due eventi non banali. Ma iniziamo raccontando i fatti…

La partita ha luogo a Monaco di Baviera nell’Olympiastadion, queste le formazioni iniziali:

Italia: Zoff, Spinosi, Morini, Burgnich, Facchetti, Mazzola, Capello, Rivera, Benetti, Chinaglia, Riva.

Haiti: Françillon, Bayonne, Jean-Joseph, Nazaire, Auguste, Antoine, Desir, Vorbe, François, Saint-Vil, Sanon.

La partita inizia come ci si aspetta, l’Italia conferma di essere di un altro livello, e di poter avere la meglio con facilità sui centro-americani.

Tuttavia dopo i primi minuti promettenti, gli azzurri si adagiano, credendo di poter vincere la partita senza sforzi. Dunque il gioco si svolge per lo più con l’Italia che crea occasioni, ma senza riuscire a finalizzare, tant’è che si va al riposo con le porte di Zoff e Françillon che restano inviolate.

L’inizio della ripresa è il momento in cui si concretizza il primo dei fatti storici di questo incontro.

Infatti al primo minuto del secondo tempo Haiti attacca, Vorbe serve un passaggio in profondità per Emmanuel Sanon, il centravanti haitiano si trova solo al cospetto di Dino Zoff, lo supera, e mette la palla in rete. Fermato a 1142 minuti il record di imbattibilità del portierone azzurro.

Quindi al minuto 46′ l’Italia si trova in svantaggio ai mondiali contro Haiti. La nazionale di Valcareggi però è troppo più forte degli avversari, e ci pensa Rivera a rimettere in equilibrio il match. Al 52′ Mazzola crossa da destra, Chinaglia stoppa a centro area e poi lascia la palla al pallone d’oro del 69′ che insacca. Al minuto 66 arriva il vantaggio, grazie ad una autorete di Auguste, che devia un tiro di Benetti da fuori area.

Al minuto 70′ arriva il famoso “vaffa” di Chinaglia a Valcareggi in mondo-visione. Long Jhon apostrofa il ct quando decide di sostituirlo con Anastasi. Lo stesso Anastasi infine sigla il gol al 79′ che fissa il risultato sul definitivo 3-1.

Zoff, il “vaffa” di Chinaglia e il mondiale del 74′.

15 Giugno 74'

La vittoria su Haiti apre il mondiale di Germania Ovest 74′ per l’Italia. Tuttavia dopo il pareggio per 1-1 contro l’Argentina, nel secondo incontro della prima fase, gli azzurri si fermano perdendo 2-1 contro la Polonia. Il terzo match, in cui agli azzurri sarebbe bastato il pareggio per accedere alla seconda fase, sancisce invece l’eliminazione degli azzurri.

Quindi del mondiale del 1974, per l’Italia, rimango nella memoria soprattutto due cose:
– il gol di Sanon, che fissa a 1142 i minuti di imbattibilità di Dino Zoff, record ancora valido per un solo portiere. Ma battuto come record di squadra nel 2021 da Donnarumma, Sirigu, Cragno e Meret che hanno tenuto la porta azzurra illibata per 1168 minuti consecutivi in totale.
– il “vaffa” di Chinaglia a Valcareggi in mondo-visione, unico sprazzo del tanto atteso centravanti fresco campione d’Italia con la Lazio.

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Pelé, aperto al pubblico il mausoleo di O Rey

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Pelé

Aperto al pubblico il mausoleo contenente il corpo di Pelé. Si può ora far visita alla spoglia, nel cimitero verticale di Santos, nello stato di San Paolo.

Pelé, ora si può visitare il mausoleo

Pelé

Aperto al pubblico a partire da lunedì, il mausoleo dedicato a Edson Arantes do Nascimento, o meglio Pelé.

Il grande campione, leggenda del calcio mondiale, ha lasciato questo mondo lo scorso 29 dicembre 2022, all’età di 82 anni. Il ricordo di O Rei sarà per sempre nel cuore di tutti, soprattutto di chi ama il gioco del calcio.

Lunedì si è svolta una speciale cerimonia di inaugurazione, ora è possibile visitare il mausoleo. All’interno, oltre alle spoglie di Pelé, sono presenti erba artificiale con tutto intorno immagini di tifosi del Santos e suoni di applausi, come se stessimo ancora assistendo alle gesta, del tre volte campione del Mondo brasiliano, sul rettangolo verde. Inoltre sono presenti 2 statue dorate, diversi trofei, maglie e foto di Pelé in campo.

Il mausoleo occupa una area di circa 200 metri quadrati, era visitabile fino ad ora solo dai familiari, si trova nel cimitero verticale più grande al mondo. Il Memorial Necrópole Ecumenica si trova nella città di Santos, nello stato di San Paolo. La visita è gratuita, ma per recarsi a rendere omaggio a O Rei è necessario fissare un appuntamento.

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