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Thiago Motta rifiuta tutto: dal Leverkusen allo Spartak ecco le offerte declinate dall’ex Juventus

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Bayer Leverkusen

 Thiago Motta, dopo l’esonero alla Juve, rifiuta tutto e sceglie di aspettare: allenerà solo se arriverà l’opportunità della vita. Le offerte in questione:

Dopo una breve esperienza finita persino peggio del previsto, ci sono due modi diversi in cui un allenatore può reagire. Il primo è quello scelto, per esempio, da Juric: dopo la parentesi da dimenticare vissuta a metà della scorsa stagione con la Roma, ha deciso immediatamente di imbarcarsi in una nuova avventura all’estero, come se volesse ricominciare subito per trovare la strada più veloce verso una sorta di redenzione, cancellando quel brutto passo falso giallorosso.

L’unico problema è che, per quanto sembrasse difficile, il tecnico croato è riuscito a fare ancora peggio. Ha infatti sposato un progetto che navigava in acque ben più torbide rispetto a quelle della capitale italiana, ritrovandosi alle prese con un Southampton in uno dei momenti peggiori della sua storia recente in Premier League, praticamente già condannato alla retrocessione ancor prima del suo arrivo. Un periodo da archiviare in fretta, che però non ha minimamente scalfito la determinazione di Juric.

Dopo il secondo esonero in meno di una stagione, ha scelto ancora una volta di ripartire immediatamente. Questa volta tornando in Italia, il suo terreno più fertile, alla guida dell’Atalanta: una situazione forse ancora più complicata della precedente, dovendo raccogliere l’eredità del miglior allenatore della storia della Dea e non solo. Ironia della sorte, proprio quell’allenatore si era da poco trasferito nella squadra che aveva inaugurato questo ciclo di licenziamenti.

Un destino che, anche in questo caso, non si è fatto attendere troppo. La dirigenza dell’Atalanta, dopo una vittoria incoraggiante in Champions League contro il Marsiglia, ha deciso di separarsi dal suo allenatore a ridosso dell’ultima pausa per le nazionali del 2025, complice un pesante 3-0 incassato contro il Sassuolo.

Risultato: terzo esonero e nemmeno un terzo di stagione per provare davvero a rilanciare la propria carriera. Questa, ovviamente, non è stata la strada scelta dal secondo allenatore più discusso della passata stagione di Serie A, Thiago Motta, che ci introduce alla seconda strategia adottata da chi viene sollevato dal proprio incarico.

Il caso Thiago Motta

Motta, dopo essere stato esonerato prematuramente nonostante un contratto da circa 13,5 milioni lordi complessivi fino al 30 giugno 2027, ha infatti deciso di declinare praticamente ogni offerta arrivata sul suo tavolo. Ha scelto di aspettare, di temporeggiare almeno fino al termine della stagione, per evitare di bruciarsi immediatamente dopo il flop vissuto alla guida della Juve.

Una pausa forzata ma calcolata, un tentativo di proteggere il proprio nome in attesa di un’occasione più favorevole per ripartire davvero.

Tuttavia, le squadre che — stando alle indiscrezioni poi confermate anche dal noto insider Fabrizio Romano — avrebbero chiesto informazioni sull’ex tecnico del Bologna e della Juventus sono state moltissime. La prima, già a settembre, era stata il Bayer Leverkusen che, dopo aver stabilito un nuovo record per il minor numero di partite concesse a un allenatore prima dell’esonero (solamente tre, nel caso di Ten Hag), aveva deciso di sondare il terreno per Thiago Motta. Ma anche in quel caso era arrivato un secco rifiuto da parte dell’ex giocatore di Inter e PSG.

Da lì in poi, però, la telenovela dei “no” di Thiago Motta non si è affatto fermata. In ordine sparso sono arrivate offerte da ogni angolo d’Europa: dal Monaco alla Real Sociedad, passando anche per l’Al Ittihad in Arabia Saudita, fino ad arrivare all’ultima proposta — forse la meno allettante, stando alle parole dello stesso tecnico, quella dello Spartak Mosca

Secondo quanto riportato da Romano, Motta avrebbe infatti ribadito che “non vuole allenare in questa stagione in corsa, a meno che non arrivi l’opportunità della vita”.

Thiago Motta

IVAN JURIC RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una scelta di prudenza, forse di orgoglio mista ad un po’ di sfacciataggine, ma soprattutto di visione: Thiago Motta sembra aver capito che, dopo una caduta pesante culminata con un rovinoso esonero, la vera forza non è tornare in panchina a tutti i costi per cercare di far dimenticare, bensì aspettare il momento giusto per ripartire, senza compromessi e senza fretta. Perché, a volte, come si suole dire, l’occasione giusta arriva solo a chi ha il coraggio di non accontentarsi.

Focus

Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia

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Marek Hamsik

Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.

La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.

Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).

Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Cagliari, Napoli

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.

I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.

Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.

Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.

I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.

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Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato

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Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.

In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai. 

Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.

Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

Napoli

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Napoli, Champions e mercato si intrecciano

La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero. 

Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas. 

Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa. 

La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.

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Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

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Monza, Atalanta, Maldini, Lazio

La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.

Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee. 

Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

Lazio

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lazio, dove può giocare Maldini

Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti. 

Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.

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