Focus
Roma, ricordi Kumbulla? Ora guida la difesa dell’Espanyol
Kumbulla: L’ex della Roma, oggi in prestito all’Espanyol, ai microfoni di TMW: All’Espanyol ho ritrovato continuità. Roma? In estate torno, poi si vedrà”
Arrivato alla Roma nel 2020 dall’Hellas Verona, inizialmente in prestito e successivamente riscattato per 26,50 milioni nell’estate seguente, Marash Kumbulla – difensore centrale nato a Peschiera del Garda ma di nazionalità albanese, nazionale che rappresenta anche a livello internazionale – era considerato uno dei prospetti più interessanti della sua generazione.
Solido fisicamente, forte nel gioco aereo e dotato di un buon senso della posizione, Kumbulla si era messo in luce fin dalle giovanili del Verona per maturità e freddezza, attirando l’interesse di diversi top club. Alla Roma, tuttavia, il suo percorso è stato segnato da alti e bassi. Arrivato come giovane promessa dopo l’ottima stagione con il Verona di Juric – quando aveva appena 20 anni – non è riuscito a compiere il salto di qualità atteso. Complice anche il fatto che sulla panchina giallorossa in quella stagione sedeva Paulo Fonseca, tecnico non propriamente votato all’organizzazione difensiva come invece Juric, Kumbulla non è mai riuscito a trovare continuità o a imporsi con decisione.
Di conseguenza, il suo valore di mercato ha progressivamente perso quota, così come il suo posto nelle gerarchie difensive del club: un declino evidente anche nei numeri, passati dalle 25 presenze in gialloblù nella stagione 2019/20 alle sole 12 nella stagione 2022/23, complice anche un grave infortunio (considerando tutte le competizioni – Serie A, Coppa Italia ed Europa League – che sarebbero appena 7 se si guardasse solo al campionato).
Tutto questo ha inevitabilmente portato a spegnere le speranze che gli addetti ai lavori giallorossi avevano riposto in lui. Nel corso degli ultimi due anni, la Roma ha infatti deciso di cedere il classe 2000 in prestito, prima al Sassuolo, in quella che è passata alla storia come la stagione del “fallimento” sportivo del club emiliano, culminata con la retrocessione dopo undici anni consecutivi di Serie A.
In quel contesto difficile, Kumbulla ha collezionato appena 7 presenze in campionato, pur registrando un incremento del 37% nel minutaggio rispetto alla stagione precedente. Tuttavia, le sue prestazioni sono state tutt’altro che convincenti: secondo i dati di FootyStats, è risultato 188º su 198 tra i difensori centrali per Defender Rank nell’intera Serie A, considerando solo i giocatori che rientrano nei parametri minimi richiesti per la valutazione. Un dato emblematico, aggravato dal fatto che ha concesso un gol ogni 45 minuti trascorsi in campo.
dopo Roma, la rinascita in Spagna
Dalla transizione democratica spagnola alla rinascita letteraria post-franchista, fino alle manifestazioni degli ultimi anni per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione, la Catalogna, da anni a questa parte, porta avanti con grande senso di resilienza la propria battaglia, dando vita a una costante rinascita. In questo senso, anche la carriera di Marash Kumbulla, una volta approdato a Barcellona – sponda Espanyol – sembra aver assorbito lo spirito catalano, riversandone gli effetti sul campo. Il suo percorso in Spagna sta infatti coincidendo con una vera e propria rinascita, che sta rilanciando le ambizioni del giovane difensore albanese.
“Voglio cercare di continuare su questa scia, nel senso di continuità e di costanza nel giocare. Non so quale sarà il futuro: sicuramente a fine campionato tornerò a Roma, perché sono in prestito secco. E poi non so cosa succederà, però sicuramente quello che voglio è cercare di avere più continuità possibile, come l’ho avuta quest’anno.” Queste le parole di Kumbulla in una lunga intervista concessa ai microfoni di TMW, in merito all’ottima stagione che sta vivendo in Spagna con la maglia dell’Espanyol.
I numeri parlano chiaro: crescita costante nel minutaggio e nella fiducia nei propri mezzi, testimoniata anche dal contributo in fase offensiva, con 3 gol segnati fino a questo momento della stagione, che certificano quanto di buono sta facendo durante la sua prima stagione in Liga. “Sicuramente, avendo visto come funzionano le cose qua non chiudo le porte alla possibilità di tornare in Spagna. Però non so davvero niente e intanto penso a chiudere la stagione per bene qua”.Così bene, che anche un suo possibile ritorno in Serie A, alla Roma – società che ancora ne detiene il cartellino – non sembra poi così scontato.

Focus
Atalanta, Ahanor finalmente azzurrabile: Perchè non prima
Honest Ahanor compie 18 anni e avvia l’iter per la cittadinanza italiana: ius sanguinis, Nazionale e futuro azzurro dopo Atalanta-Napoli.
Oggi, 23 febbraio, è una data particolarmente significativa per Honest Ahanor. Il giovane talento, reduce dalla vittoria ottenuta ieri contro il Napoli, risultato che ha riportato l’Atalanta al centro della corsa per un posto in Europa, festeggia il compimento dei 18 anni. Un traguardo non solo anagrafico, ma anche fondamentale dal punto di vista burocratico e sportivo anche in ottica nazionale.
Con la maggiore età, Ahanor acquisisce formalmente i requisiti necessari per avviare l’iter di ottenimento della cittadinanza italiana. In Italia, infatti, vige il principio dello ius sanguinis, ovvero il diritto di acquisire la cittadinanza per discendenza, e non quello dello ius soli, secondo cui sarebbe sufficiente nascere sul territorio nazionale. Nonostante sia nato ad Aversa, in Campania, Ahanor non è ancora cittadino italiano, e lo status rimane invariato anche dopo il compimento dei 18 anni, poiché la procedura non si risolve nell’immediatezza del compimento della maggior età. Questo aspetto ha avuto ripercussioni dirette anche sul piano sportivo, escludendolo finora dalla lista dei giocatori convocabili dalla Nazionale italiana.
Al netto di ciò, nel corso degli anni, Ahanor ha sempre ribadito con fermezza la volontà di vestire la maglia azzurra, e solamente quella, rifiutando a più riprese la possibilità di rappresentare la Nigeria, senza mai accettare convocazioni nemmeno nelle selezioni giovanili. Una scelta di attesa e coerenza, motivata dal legame con l’Italia, Paese che gli ha dato effettivamnte i natali.
Il caso Ahanor, tra Ius Soli e Ius Sanguinis
Il principio dello ius sanguinis, su cui si fonda la normativa italiana, stabilisce che è cittadino italiano chi nasce da almeno un genitore italiano, indipendentemente dal luogo di nascita. La cittadinanza può quindi trasmettersi di generazione in generazione, purché la linea di discendenza non sia mai stata interrotta. Per questo motivo, molti atleti nati all’estero ma con origini italiane hanno ottenuto la cittadinanza anche in età adulta. In ambito calcistico basti pensare a Camoranesi, Éder o Jorginho, fino al più recente caso di Nicolò Tresoldi – che nei giorni ha dichiarato a gran voce il suo beneplacito nei confronti di una possibile chiamata da parte di Gattuso – nato a Cagliari ma proveniente da una famiglia italiana, come suggerito in maniera inequivocabile anche dal cognome.
Esempi simili emergono anche in altri sport, con Donte DiVincenzo, cestista NBA attualmente in forza ai Minnesota Timberwolves, pur essendo nato nel Delaware presenta chiare origini italiane e ha completato l’iter per rendere burocraticamente lecita una possibile una futura convocazione, ancor prima dell’ultima edizione degli Europei di Basket.
Esistono tuttavia limitazioni storiche e normative. Per i nati prima del 1948, ad esempio, la cittadinanza non si trasmetteva per linea materna, anche se oggi è possibile ricorrere per via giudiziaria. A ciò si aggiunge una recente restrizione interpretativa, secondo cui non è più sufficiente dimostrare l’esistenza di un avo italiano lontano, ma il legame deve limitarsi a genitore o nonno italiano, riducendo sensibilmente la platea dei potenziali richiedenti.
Diverso è il principio dello ius soli, basato sul luogo di nascita. In Italia non esiste uno ius soli automatico: nascere sul territorio italiano da genitori stranieri non comporta l’acquisizione immediata della cittadinanza. In questi casi, il minore mantiene la cittadinanza dei genitori, esattamente come accaduto ad Ahanor, considerato fino a ieri esclusivamente cittadino nigeriano, pur essendo nato in Italia. L’unica possibilità prevista è che la persona, nata in Italia e residente legalmente e senza interruzioni fino ai 18 anni, presenti domanda entro un anno dal compimento della maggiore età. Questo è l’iter che potrebbe finalmente permettere a Honest Ahanor di vestire la maglia della Nazionale, entrando così nel gruppo degli “azzurrabili” citati recentemente da Leonardo Bonucci.

Atalanta’s Berat Djimsiti portrait in action during Italian soccer Serie A match Udinese Calcio vs Atalanta BC at the Friuli – Dacia Arena stadium in Udine, Italy, November 12, 2023 – Credit: Ettore Griffoni
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
-
Casino5 days agoI Migliori Casinò non AAMS che Pagano Subito – Lista dei Casino Con Prelievo Immediato 2026 a Marzo 2026
-
Casino5 days agoI migliori siti poker non AAMS – poker room stranieri a Marzo 2026
-
Serie A7 days agoLotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
-
Notizie5 days agoModena, Sottil: “Sconfitta esagerata”
-
Notizie6 days agoIncredibile Taremi: “Pronto ad andare in guerra”
-
Notizie5 days agoReggiana, Rubinacci: “Chiediamo scusa ai tifosi”
-
Notizie4 days agoCalciomercato Lazio, il piano di Fabiani per giugno
-
Serie B5 days agoSampdoria, malore per mister Angelo Gregucci