Focus
Manchester City, e se la crisi fosse dovuta alla sentenza?
Il Manchester City di Guardiola è in un momento critico: contro l’Aston Villa è arrivata la terza sconfitta consecutiva. E se la crisi derivasse da altro?
Il Manchester City non è più lo stesso. La sconfitta contro l’Aston Villa, la terza consecutiva, segna un crollo senza precedenti per la squadra di Pep Guardiola, che sembra aver perso lo smalto e l’identità che l’hanno resa una delle formazioni più dominanti del calcio europeo.
Non si tratta solo di risultati: nelle ultime 12 partite, i Citizens hanno collezionato 9 sconfitte tra tutte le competizioni, una statistica allarmante per una squadra abituata a vincere.
Ciò che sorprende di più, però, è la mancanza di solidità, gioco e idee. Guardiola, noto per il suo ingegno tattico e la capacità di adattarsi a ogni circostanza, non sembra riuscire a trovare la formula giusta per risollevare i suoi uomini.
Lo spirito che ha caratterizzato il City nelle ultime stagioni sembra essersi dissolto, lasciando spazio a una squadra che fatica a imporsi sia sul piano mentale che fisico.

Inside the Etihad Stadium ahead of the Premier League match Manchester City vs Crystal Palace at Etihad Stadium, Manchester, United Kingdom, 16th December 2023
(Photo by Conor Molloy/News Images)
Manchester City, un timore nascosto dietro la crisi?
A questo punto, viene da chiedersi se sia solo una questione tecnica o se ci sia dell’altro. Un sospetto aleggia tra tifosi e addetti ai lavori: e se il crollo fosse legato al possibile verdetto sulle 115 violazioni delle regole della Premier League di cui il Manchester City è accusato?
È ovviamente solo un’ipotesi, ma potrebbe esserci una correlazione tra la crisi attuale e la consapevolezza, all’interno della società e tra i giocatori, che una penalizzazione sia inevitabile. Dopo tutto, è difficile credere che un club di questo livello possa crollare esclusivamente per l’assenza di Rodri, nonostante il centrocampista spagnolo sia uno dei calciatori più influenti del panorama mondiale.
La qualità di Guardiola come allenatore non è in discussione, eppure il tecnico catalano sembra incapace di trovare soluzioni adeguate. Questo lascia spazio a una riflessione più profonda: il timore di un futuro incerto potrebbe aver minato la concentrazione e lo spirito di squadra. Le accuse contro il City, che includono irregolarità finanziarie e mancanza di collaborazione con la Premier League, non sono facili da ignorare.
La pressione mediatica, il rischio di retrocessione in Championship e l’eventuale ricorso, che potrebbe ritardare ulteriormente la sentenza, creano un clima di incertezza che potrebbe aver destabilizzato l’intero ambiente.
Un’ombra che pesa sul futuro
Mentre il Manchester City continua a inseguire una stabilità perduta, la domanda resta: quanto pesa l’ombra del verdetto sulla crisi attuale?
Solo il tempo darà una risposta, ma è evidente che Guardiola e i suoi uomini dovranno ritrovare la forza di guardare oltre, per non rischiare di compromettere un’intera stagione.
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008

Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Focus
Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri
La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più ruoli con Sarri.
Nelle ultime ore la Lazio ha chiuso il quarto acquisto di questa sessione di mercato. Daniel Maldini arriva dall’Atalanta in prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo in caso di qualificazione alle coppe europee.
Un’operazione che può rappresentare una grande occasione per il figlio d’arte, che a Bergamo non è riuscito a trovare la continuità sperata. In una Lazio che, soprattutto in avanti, ha poche armi a disposizione, Maldini può portare qualità, imprevedibilità e soluzioni, elementi di cui Sarri ha un disperato bisogno.

DANIEL MALDINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, dove può giocare Maldini
Sulla carta partirebbe come vice-Zaccagni, ma la sua duttilità apre a diversi scenari tattici. Maldini può agire da esterno su entrambe le fasce, ma anche da falso nove all’occorrenza. Non è da escludere nemmeno un impiego sulla trequarti in un 4-2-3-1, probabilmente il ruolo in cui può esprimersi al meglio. E chissà che Sarri non pensi anche a un utilizzo più interno, da mezzala offensiva, per sfruttarne tecnica e inserimenti.
Maldini arriva a Roma con grande voglia di dimostrare e la convinzione di potersi rilanciare: lavorare con Sarri potrebbe essere il passo giusto per crescere e provare a riconquistare la Nazionale.
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