Focus
Fiorentina, mai visto un Kean così: ora è meglio di Vlahovic
La Fiorentina si gode la miglior stagione in carriera di Moise Kean: e siamo solo a Febbraio. Aveva ragione Allegri a “preferirlo” a Vlahovic?
La Fiorentina, con la vittoria netta (3-0) nel recupero contro l’Inter, aggancia la Lazio al quarto posto e la supera per gli scontri diretti. Il mattatore assoluto della rinascita viola è senza dubbio Moise Kean.
Fiorentina, è un Kean mai visto: i numeri
Con la doppietta con cui ieri sera ha steso i campioni d’Italia in carica, l’ex-attaccante bianconero è salito a 15 gol in 22 partite. E’ il secondo miglior marcatore della Serie A, dopo Retegui che ne ha 16. Gongola Luciano Spalletti, ma gongola anche Palladino: perché un Kean così non s’era mai visto prima.
Il miglior record nazionale per l’ex-Juventus in campionato erano i 13 gol segnati (in 26 partite) in Ligue 1 con il PSG nella stagione 2020/2021. Quest’anno, in 22 partite, ha già fatto meglio. Con i parigini giocò un totale di 1710 minuti, facendo registrare una media superiore al gol per partita: una rete ogni 66 minuti.
Media leggermente inferiore, ma comunque superiore al gol per partita, quest’anno. Avendo giocato 1840 minuti in campionato, la media gol di Kean è di una rete ogni 84 minuti. Quell’anno Kean, fra tutte le competizioni, concluse con 19 reti. Le stesse segnate quest’anno con la Fiorentina, e siamo solo a Febbraio.

DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, il paragone con Vlahovic è impietoso: tutti i dati
A proposito di ex-Juventus ed ex-Fiorentina, il paragone fra l’attaccante designato per essere l’epicentro offensivo della squadra di Thiago Motta (Vlahovic) e Moise Kean è impietoso. In campionato sono 8 gol per il serbo contro i 13 dell’italiano, con l’ex-viola ottavo (assieme a Castellanos ed Esposito) in classifica.
Si dirà che il centravanti slavo abbia giocato meno del suo competitor, ma non è esattamente così. Allargando il fronte a tutte le competizioni, Vlahovic ha giocato lo stesso numero di partite di Kean (28) segnando però 5 gol in meno. Anche la differenza a livello di minutaggio (2017 contro 2192) è minima.
La media-gol di Vlahovic in campionato è di un gol ogni 72 minuti, quella di Kean uno ogni 84. Fra tutte le competizioni, Kean ha una media-gol di uno ogni 78 mentre Vlahovic uno ogni 72. Eppure, al netto di una verve realizzativa leggermente superiore, il serbo è stato declassato a “riserva” da Kolo Muani e non sembra rientrare nel progetto tecnico del suo allenatore: mentre Kean è l’epicentro di quello di Palladino.
Focus
Roma, Gasperini: un silenzio che fa rumore
Dopo la vittoria di Lecce il tecnico della Roma non ha voluto parlare alla stampa: oggi è atteso un confronto con dirigenza e proprietà.
La Roma torna da Lecce con tre punti in tasca che forse, questa volta, valgono anche qualcosa in più. Le reti di Ferguson nel primo tempo e di Dovbyk nel secondo regalano la vittoria ai giallorossi e il quarto posto in classifica a pari merito con la Juventus al giro di boa del campionato.
La Roma vince a Lecce, ma a far parlare è il silenzio di Gasp
Il successo in Salento arriva dopo tre giorni intensi, con una squadra falcidiata tra infortuni, squalifiche e assenze per la Coppa d’Africa: ieri erano nove gli indisponibili per il tecnico dei giallorossi Gian Piero Gasperini. Al termine del match contro il Lecce, però, lo stesso allenatore della Roma non ha voluto parlare con la stampa. Una decisione che ha preso un po’ alla sprovvista tutti, ma forse non troppo.
Dopo la sconfitta contro l’Atalanta i tre giorni che hanno portato alla trasferta di Lecce non sono stati semplici per il tecnico di Grugliasco, e la decisione del silenzio di ieri è da ricercarsi in una ormai palese insoddisfazione per un calciomercato che ancora deve decollare. La vittoria di ieri è stata ossigeno puro per una squadra rimaneggiata negli uomini e nelle soluzioni, quelle stesse soluzioni che Gasperini richiede a gran voce a Massara già da qualche settimana, anzi, da fine agosto.

IL DIRETTORE SPORTIVO DELLA ROMA FREDERIC MASSARA GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
A Trigoria oggi il vertice tra dirigenza e allenatore
Nel pre-partita di ieri il DS dei giallorossi ha parlato ai microfoni di Sky Sport delle situazioni relative a Giacomo Raspadori e Joshua Zirkzee: le trattative stanno andando avanti tra le varie difficoltà, e a breve Massara si attende di avere dei sviluppi in un senso o in un altro.
Parole che confermano di come la Roma si stia muovendo per aiutare il proprio tecnico a puntellare una rosa incompleta, ma a Gasperini non basta. Negli scorsi giorni lo stesso ex allenatore dell’Atalanta ha avuto più confronti con Massara, da quel che si dice anche piuttosto accesi, ed ora non è più disposto ad aspettare.
Da agosto Gasperini sta attendendo dei rinforzi nel reparto offensivo che possano far fare quel gradino in più per far competere la Roma alla pari delle tre squadre che la precedono in classifica, e proprio per questo motivo si aspettava maggior prontezza di riflessi all’apertura di questo calciomercato invernale. Le indicazioni per Raspadori e Zirkzee sono arrivate dallo stesso tecnico, ma ora il tempo stringe, le partite passano, ed il rischio è che ci si possa trovare nella stessa identica situazione di quest’estate, quando la trattativa per Sancho naufragò e la Roma fu costretta a ripiegare su Bailey (per ora un flop totale sotto tutti i punti di vista).
Oggi a Trigoria è atteso un confronto tra Gasperini, Massara e Ranieri: sarà presente anche Dan Friedkin, anche se molto probabilmente da remoto, dopo le voci di ieri su un suo arrivo nella capitale. Un summit chiarificatore per fare il punto sul mercato e chiarire le varie posizioni. Serve unione d’intenti, a partire da Massara e Gasperini, per capire dove e come portare questa Roma in Champions.
Per Gasperini non è più il tempo delle parole, ma dei fatti, ed il silenzio post vittoria a Lecce di ieri è emblematico. Ha bisogno di essere aiutato e supportato nella sua visione, ed il ritardo di questi giorni non è più accettabile. Gasperini vuole delle risposte perché lui, tra le mille difficoltà, le ha date: quarto posto al termine del girone d’andata assieme alla Juventus. Alzi la mano chi, tra i tifosi giallorossi, non ci avrebbe messo la firma ad agosto. Ma i miracoli non sempre si ripetono, e Gasperini questo lo sa bene.
Focus
Napoli, accadde oggi: tris di Cavani alla Roma
Oggi, 13 anni fa, il Napoli ospitava la Roma per la 19a giornata della Serie A 2012/13. Una delle tante partite con protagonista Edinson Cavani.
Già si era visto ai tempi del Palermo che Edinson Cavani era un attaccante da tenere d’occhio. Tuttavia, nessuno si aspettava un rendimento così fantastico con il Napoli. Acquistato dal club Partenopeo nell’estate del 2010, l’attaccante uruguaiano trascorre 3 stagioni in maglia azzurra. In queste 3 stagioni mette a segno 104 gol in 138 partite.
Inoltre, Cavani segna 8 triplette con i Partenopei tra campionato ed Europa League, segnando anche 4 gol in una partita. Una delle sue tante triplette arriva nella sua ultima stagione con la maglia azzurra in una partita contro la Roma.
Napoli-Roma, 6 gennaio 2013

La 19a giornata della Serie A 2012/13 si chiude con il big match tra Napoli e Roma. La squadra di Mazzarri vuole approfittare della sconfitta della Juventus contro la Sampdoria, e portarsi a -5. Quella di Zeman, invece, vuole provare ad agganciare Fiorentina ed Inter dopo le loro rispettive sconfitte.
Passano solamente 4 minuti, e i padroni di casa passano già in vantaggio. Cavani, lanciato da Pandev in area di rigore, deve solo battere Goicoechea e segna la prima rete della partita. La Roma, però, non ci sta e prova in tutti i modi a segnare il gol del pareggio. Tuttavia, De Sanctis riesce a compiere diverse parate sui tentativi di Destro (giornata storta per l’ex attaccante del Siena), Pjanic e Lamela.
Nel secondo tempo, i Partenopei ci mettono solamente 3 minuti a segnare il gol del 2-0: cross basso di Zuniga per Pandev che, di spalle (con Bradley a pressarlo) riesce a servire Cavani di tacco, e il Matador segna la sua doppietta. Nonostante i due gol di svantaggio, la Roma continua ad attaccare, mentre Zeman fa entrare dalla panchina Osvaldo al posto di Destro.
Dopo un’altra occasione da gol sprecata dai giallorossi, i padroni di casa segnano ancora: calcio d’angolo battuto da Pandev, e Cavani é il primo ad arrivare sul pallone di testa, battendo Goicoechea per la terza volta, segnando una delle sue tante triplette in azzurro (70′). Pochi minuti dopo, la Roma riesce a trovare il gol che nel complesso é meritato: grande palla in profondità di Pjanic per Osvaldo che deve solo battere De Sanctis, 3-1 (72′).
I giallorossi, però, finiscono in dieci per una doppia ammonizione di Pjanic: il secondo giallo arriva dopo un fallo su Dzemaili. Nonostante l’inferiorità numerica, però, la squadra di Zeman sfiora il gol del 3-2 con due colpi di testa di Bradley. Nei minuti di recupero, arriverà il gol del 4-1 con Maggio che chiude definitivamente la partita.
Vittoria importante, dunque, per la squadra di Mazzarri che approfitta della sconfitta della Juventus, portandosi a -5 dal primo posto.
Focus
Calciomercato, quando Messi seguì il Chelsea su Instagram
La finestra del calciomercato invernale del 2015 poteva essere quella in cui Messi lasciava il Barcellona. Tutto a causa di uno litigio con Luis Enrique.
Come sappiamo, Lionel Messi é una leggenda del Barcellona ed é considerato uno dei giocatori più forti del mondo. Tra il 2004 ed il 2021, la Pulce ha giocato in totale 778 partite per i Blaugrana, mettendo a segno 672 gol e fornendo 303 assist.
Tuttavia, non sono mancate le volte in cui si é parlato di lui che lasciava il Barcellona. Un esempio che viene in mente é nel gennaio del 2015 quando si parlava di un suo approdo al Chelsea.
Calciomercato 2015, il Chelsea ed il sogno Messi

Siamo nella stagione 2014/15, il primo anno di Luis Enrique da allenatore del Barcellona. Ma é soprattutto la stagione del triplete ottenuto grazie ai gol della MSN (Messi, Suarez, Neymar). Le voci di Messi al Chelsea avvengono nel gennaio del 2015 quando lui segue il club londinese su Instagram. Il motivo? Un rapporto difficile con Luis Enrique, definito da Messi “il padrone dello spogliatoio” quando va a lamentarsi di lui con il club.
Tutto ha inizio il 2 gennaio 2015, nel corso di una partitella durante il primo allenamento dell’anno. Messi subisce un fallo, Luis Enrique (che é l’arbitro non fischia), e la Pulce perde la pazienza. Di conseguenza, volano parole grosse tra giocatore ed allenatore. Due giorni dopo, il 4 gennaio 2015, c’è Real Sociedad-Barcellona, ma Messi parte dalla panchina: i Blaugrana perderanno 1-0 per un autogol di Jordi Alba nei primi minuti della partita.
Il giorno dopo, il 5 gennaio 2015, c’è l’allenamento a porte aperte: ma Messi non si presenta, adducendo a dei problemi gastrointestinali. Nel frattempo, il calciatore argentino apre la sua pagina Instagram ed inizia a seguire il Chelsea: questo gesto apre inevitabilmente una clamorosa voce di mercato e fa sognare i tifosi del Chelsea.
Alla fine, però, Messi e Luis Enrique faranno pace, spegnendo tutte le polemiche. E il fenomeno argentino rimarrà al Barcellona per altri 6 anni.
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