Focus
Calcio: quanto costa guardarlo?
Due giorni al via del campionato di Serie A. Vediamo nel dettaglio il costo dei vari abbonamenti per guardare il calcio, compresa l’Europa ed altri campionati.
Viviamo nell’epoca delle pay-tv. A farla da padrone sono i vari pacchetti, che gli utenti possono sfruttare per guardare il calcio: tutto o in parte. Esistono varie tipologie di offerte ma non è possibile averne una soltanto, a meno che si scelga un campionato nello specifico.
La nostra Serie A apre il sipario il 17 Agosto, con il Genoa che ospita l’Inter alle ore 18:30. Partita che sarà in esclusiva Dazn, in quanto Sky detiene soltanto 3 partite in co-esclusiva (Sabato 20:45, Domenica 18:00 e Lunedì ore 20:45) oltre ai 30 migliori big match del campionato di A, ma sempre in co-esclusiva.
Il calcio su Dazn

Per questo, a chi fosse interessato alla Serie A e Serie B, basterà attivare un abbonamento Dazn, con il quale può guardare tutte le sfide della stagione dei due maggiori campionati italiani.
I costi: Si va da un prezzo base di 34.99 Euro al mese per un solo dispositivo o due in contemporanea, purché su unica rete domestica, fino ad arrivare ad Euro 59.99, per due dispositivi che possono guardare le partite in contemporanea: anche se non sulla stessa rete internet.
Se si volesse procedere ad un unico pagamento dell’abbonamento, i costi saranno così calmierati. 359 Euro per unica rete domestica, 599 Euro per i due dispositivi in contemporanea (non su unica rete): per un risparmio di circa 200 Euro rispetto agli abbonamenti mensili.
Sky
Per quanto riguarda il colosso inglese, invece, sarà possibile, oltre alla visione delle tre partite di Serie A, poter assistere in diretta alle sfide della Premier League, della Bundesliga e i match dell’Europa League, Conference League oltre alle 185 partite su 203 di Champions League.
I costi: i pacchetti di Sky hanno un costo a partire da 34,90 Euro, al quale si può ovviare abbonandosi alla piattaforma Now: gestita in streaming dal colosso e che ha un prezzo base di 14,99 Euro.
Prime Video
Le restanti 18 partite di Champions League sono in esclusiva di Amazon, il quale farà vedere in streaming la migliore partita del mercoledì ad un costo di 4.99 Euro mensili.
La formula “tutto compreso” per guardare tutto il calcio
Per riuscire a guardare tutto il calcio è possibile abbonarsi a più piattaforme. Il costo si attesta a poco meno di 50 Euro. Abbonamento a Dazn Standard con pagamento in un’unica soluzione (29,92 euro) per la Serie A, abbonamento a Now per la Champions (14,99) e Prime Video (4,99).
Focus
Calcio, tutti i club che sono scomparsi nel 2025
Nel calcio italiano il 2025 ha visto scomparire molti club prestigiosi: dal Taranto alla Turris, dal Matera al Rimini, finendo per Brescia e SPAL.
Il 2025 per il calcio italiano è stato un anno che ha visto scomparire molti club prestigiosi, come Taranto, Turris, Matera, Rimini, Brescia, Lucchese e SPAL, un anno che serve da monito per un 2026 dove si spera un rinnovamento per le modalità di iscrizione ai tornei.

IL PALLONE DELLA SERIE A 2025-2026 ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Calcio, un 2025 davvero terribile per molte piazze storiche con i rispettivi club scomparsi: da Taranto a Brescia passando per Ferrara e Rimini
L’anno che si chiuso per il calcio italiano è stato un anno davvero molto difficile e complesso, non solo riguardante la Nazionale, con il rischio di non qualificarsi per la terza volta ai mondiali, ma anche per la scomparsa dalla scena sportiva di molti club con grande tradizione. Solo nel 1993 c’era stata una mannaia simile, ma stavolta è toccato club di piazze importanti, come Brescia, Lucca, Taranto e Ferrara.
Il Brescia senza dubbio è quella che ha fatto più scalpore, il club dove ha militato il più forte giocatore di sempre del calcio italiano e non solo, Roberto Baggio. La squadra è ripartita in Serie C con l’Union Brescia, ma sta stentando molto. Poi c’è senza dubbio la SPAL, squadra storica che è ripartita nientemeno dall’Eccellenza con la denominazione Ars et Labor Ferrara 1907. Poi c’è il Taranto, escluso nell’ultimo torneo di Serie C in corso e ripartita anch’essa dall’Eccellenza. Poi ancora la Lucchese, presenza fissa in Serie B negli anni ’90, ed ora pure lei nella massima serie regionale.
La lista continua con il Rimini, escluso campionato in corso nel torneo corrente, che aveva sfidato Milan, Lazio e Juventus in Serie B. Il Matera, che era stato capace di portare la Basilicata in Serie B. Infine, la Turris anch’essa esclusa torneo in corso ed addirittura ha deciso non partecipare nessun torneo federale, infine Avezzano che era stato per alcuni anni in Serie C, ripartito dalla promozione. Insomma, un anno davvero orribile che deve far riflettere i vertici calcistici, per un riforma dei metodi di accesso ai vari tornei.
Focus
Chelsea, l’isola infelice degli allenatori
Il 2026 del Chelsea si apre con l’ennesimo scossone: addio a Maresca. A Stamford Bridge il problema sembra non essere mai solo il campo.
Il 2026 è iniziato da poche ore, ma ha già regalato una notizia clamorosa: la separazione tra il Chelsea ed Enzo Maresca. Una decisione che, almeno fino a poco tempo fa, sembrava impronosticabile. L’ex allenatore del Leicester era stato scelto per guidare un progetto giovane e ambizioso, supportato da un contratto lungo, valido ancora per tre anni e mezzo. Tutto lasciava pensare a un matrimonio destinato a durare.
E invece no. La rottura, secondo quanto filtra dall’Inghilterra, non sarebbe legata soltanto ai risultati, ma soprattutto a divergenze interne con una parte della dirigenza. Un copione che, ormai, sembra tristemente familiare a Stamford Bridge.
Da quando Roman Abramovič ha ceduto il club e al suo posto è arrivato Todd Boehly, il Chelsea si è trasformato in una vera e propria isola infelice per gli allenatori.

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Chelsea, una panchina che scotta sempre
I numeri parlano chiaro. In tre anni e mezzo di nuova gestione, i Blues hanno cambiato cinque allenatori, sei considerando anche l’esperienza ad interim di Bruno Saltor. Tutto è iniziato con l’addio a Thomas Tuchel, sostituito da Graham Potter, tecnico in rampa di lancio che però è durato meno di un anno, perdendo oltre un terzo delle partite disputate. Poi il ritorno romantico, ma fallimentare, di Frank Lampard, seguito dalla parentesi Mauricio Pochettino, con cui sembrava potesse finalmente nascere un nuovo ciclo. Anche in quel caso, però, la separazione è arrivata dopo una sola stagione.
Con Maresca, la sensazione era diversa. Contratto lungo, fiducia pubblica, un progetto costruito sui giovani e risultati che, tutto sommato, sono arrivati: in un anno e mezzo il tecnico italiano ha portato a casa la Conference League e il Mondiale per Club, trofei che avrebbero potuto rappresentare le fondamenta di un percorso stabile. E invece, ancora una volta, il Chelsea ha deciso di ricominciare.
Ora i Blues saranno costretti a cercare l’ennesimo allenatore, l’ennesimo “uomo giusto” chiamato a rimettere ordine in un club che continua a spendere tanto ma a cambiare troppo. La sensazione, però, è sempre la stessa: a Stamford Bridge il problema non è chi siede in panchina.
E finché la linea societaria resterà questa, nessun tecnico potrà mai sentirsi davvero al sicuro.
Focus
Fiorentina, chi è Solomon: il primo colpo dell’era Paratici
La Fiorentina si rinforza con l’acquisto dell’esterno israeliano Manor Solomon. Ex Tottenham e Villarreal, il classe ’99 è pronto a offrire le sue qualità per risollevare le sorti del club viola.
La Fiorentina è in cerca di nuovi elementi per migliorare la propria situazione in classifica. E quale momento migliore per farlo se non durante il mercato di gennaio? Il club viola ha infatti concluso l’acquisto di Manor Solomon, esterno israeliano nato nel 1999 e di proprietà del Tottenham, ma che ha trascorso l’ultimo periodo in prestito al Villarreal, senza trovare molto spazio. Solomon è un pilastro della sua nazionale, un giocatore di qualità ed esperienza con un passato in Ucraina e Inghilterra, dove ha vestito le maglie di Shakhtar, Fulham e Leeds.

Solomon, il primo acquisto della Fiorentina di Fabio Paratici
Solomon sarà il primo acquisto della Fiorentina sotto la guida di Fabio Paratici. Fu proprio l’ex Juventus, nel 2023, a portare l’israeliano al Tottenham dallo Shakhtar Donetsk. La speranza è quella di rivedere quel grande talento ammirato ai tempi dello Shakhtar e che nel 2022 ha fatto innamorare mezza Europa, tra cui il Torino all’epoca guidato da Ivan Juric che era alla ricerca del sostituto di Brekalo. Probabilmente, nel destino di Solomon doveva esserci la Serie A.
Solomon potrebbe essere la scommessa vincente che può aiutare Kean e compagni a trovare più facilmente la via del gol. Ma che cosa può offrire alla Fiorentina di Vanoli? Classica ala capace di giocare su entrambe le fasce con velocità e dribbling. Un profilo creativo, con visione di gioco e che spesso si accentra per provare a concludere verso lo specchio della porta. Il 3-5-2 (o 3-5-1-1) di Vanoli non sembra essere lo schieramento ideale per esaltare le caratteristiche di Solomon, ma potrebbe ritagliarsi il suo spazio dietro le punte, accanto a Kean, oppure provare ad arretrarlo come quinto di centrocampo nonostante la lontananza della porta.
Gli anni d’oro di Donetsk e la Premier con Tottenham, Fulham e Leeds
Gli anni più importanti di Solomon sono stati sicuramente con la maglia dello Shakhtar Donetsk. L’israeliano venne acquistato dagli ucraini nel gennaio 2019 per poco più di 5 milioni di euro dal Maccabi Petah Tikva. Il talento è talmente grande che ci impiega pochissimo per conquistare una maglia da titolare e per rubarsi la scena in ambito internazionale.
Dopo essersi messo in mostra con lo Shakhtar, per Solomon si sono spalancate le porte della Premier League. Ecco il Fulham di Marco Silva, squadra che riuscì a conquistare una salvezza tranquilla e a raggiungere anche i quarti di finale di FA Cup. Solomon non era un titolare fisso, ma riuscì comunque a dare il suo contributo, in particolare nella vittoria per 1-0 contro il Brighton.
Successivamente, l’esperienza al Tottenham non fu del tutto memorabile complice un infortunio al menisco e gli Spurs decisero di girarlo in prestito al Leeds United in Championship. Proprio qui, nell’Inghilterra settentrionale, Solomon riesce a far rivedere sprazzi del talento ammirato in Ucraina: è uno dei migliori giocatori della squadra, totalizzando 10 gol e 12 assist. Il momento più importante è stato il goal all’ultimo minuto nella gara decisiva contro il Plymouth Argyle, con il quale ha realizzato il gol che ha consegnato al Leeds la promozione in Premier League.
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Fonte: Gianluca Di Marzio.
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