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Premier League, All Eyes On Me – il focus sul 38° turno 2024-25

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Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 38° e ultima giornata della nuova stagione.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Trentottesimo turno: “In The End”

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IL LIVERPOOL SALUTA CON UN PARI

L’antipasto del prossimo Community Shield tra Liverpool e Crystal Palace termina in pareggio in un Anfield come di consueto gremito anche per dare l’addio ad Alexander-Arnold promesso sposo del Real Madrid.

Le Eagles, in serie positiva da oltre un mese comprendendo anche la FA Cup poi vinta, mettono la freccia al 9′ sfruttando l’errore in impostazione di Bradley con l’imbucata di Mitchell per Sarr che piazza il destro nell’angolino destro a tu per tu con Alisson siglando il suo ottavo centro nel torneo (eguagliato il record personale di marcature in un singolo campionato di primo livello, messo a referto nel 2018-19 con la maglia del Rennes).

I Reds, reduci da appena un punto nelle ultime tre giornate, non vogliono sfigurare nel giorno della festa davanti al proprio pubblico e reagiscono in maniera veemente: il più attivo è Luis Diaz che ci prova di destro, di testa e di sinistro non inquadrando la porta in due casi su tre, e centrando Henderson da posizione ravvicinata nell’ultimo tentativo. Lo stesso copione viene riproposto da Nunez nella ripresa, andando a sbattere nuovamente sull’estremo difensore ospite qualche minuto prima del rosso diretto rimediato correttamente da Gravenberch per un evidente fallo ai danni di Kamada lanciato verso la porta di Alisson.

Il Palace, sfruttando la superiorità numerica sfiora il raddoppio ancora con Sarr, ma all’84’ incassa il pari sugli sviluppi di un cross di Nunez dalla destra per la testa di Gakpo che spiana la strada al mancino a botta sicura di Salah che fa 29 in campionato, raggiungendo i 47 coinvolgimenti diretti in gol nella competizione (eguagliato il record in tal senso scritto da Cole nel 1994 e Shearer nel 1995).

La sfida termina così, lasciando poi spazio alla celebrazione del titolo vinto con il trofeo sollevato al cielo da capitan Van Dijk e, ovviamente, da Alexander-Arnold, nato e cresciuto con indosso la maglia rossa, sotto gli occhi di un quasi commosso Klopp in tribuna.

L’ARSENAL VINCE GRAZIE AL PROPRIO CAPITANO, IL CITY CERTIFICA IL TERZO POSTO

L’Arsenal saluta con un sorriso, seppur amaro, questa stagione ottenendo il secondo posto per la terza annata consecutiva espugnando il St. Mary’s Stadium.

La sfida si rivela piuttosto bloccata sulla falsariga di quanto visto tra Southampton e Manchester City due settimane fa, ma a differenza di quella partita il punteggio si sblocca. Al 43′, infatti, i Gunners passano in vantaggio in seguito a tanti minuti di possesso palla sterile grazie allo sfondamento sulla destra di White che produce un cross teso messo in porta dal più insospettabile, Kieran Tierney, schierato in virtù di una tangibile emergenza difensiva, che la mette dentro con un movimento da puro centravanti tornando al gol in Premier League a distanza di tre anni e mezzo.

I Saints, retrocessi da settimane, sfoggiano una reazione d’orgoglio livellando addirittura il risultato al 56′ contro la miglior difesa del torneo con la svettata di Stewart, al primo centro in carriera in Premier League, sul corner calciato da Mateus Fernandes. Il prosieguo della gara non fornisce particolari acuti, se non un’infinita successione di sostituzioni, quantomeno fino al 90′ quando capitan Odegaard si mette in proprio e scarica un violento mancino all’angolino dalla distanza trafiggendo il suo ex compagno Ramsdale tornando a segnare in campionato a distanza di più di tre mesi.

Per la squadra di Arteta si profila un’estate di grandi investimenti, specie in attacco (il miglior marcatore in questo campionato è Haverz con appena 9 gol, la prima volta negli ultimi 100 anni che il cannoniere dell’Arsenal non arriva in doppia cifra), per conquistare finalmente il titolo e coronare il percorso di crescita, mentre il Southampton ripartirà dalla Championship sotto la guida dell’ex Lens Will Still.

Passa il Manchester City a Craven Cottage ultimando la questione terzo posto ed eguagliando il “record negativo” dell’era Guardiola in Premier League in termini di posizionamento finale (terzo posto anche nel 2016-17, al primo anno).

Nell’impianto londinese ai Citizens basterebbe anche un punto per blindare la qualificazione alla prossima Champions League contro un Fulham già aritmeticamente fuori dalla corsa all’ottavo posto, ma a mettere le cose ulteriormente in discesa ci pensa al 21′ Gundogan, uno dei più negativi in stagione, che realizza il suo primo gol in questo campionato mettendo in porta con una rovesciata il pallone vagante in area in seguito allo sfondamento in area dalla destra di Matheus Nunes grazie al rapido scambio con Marmoush.

Il Fulham, reduce dalla bella vittoria in rimonta con il Brentford, abbozza una reazione trovando, però, sulla propria strada un Ederson nella sua miglior forma, e concedendo anche più di qualche chance per il raddoppio agli avversari. Raddoppio che arriva al 72′ in conseguenza al fallo di Lukic ai danni di Gundogan in area che provoca, dunque, un rigore trasformato con freddezza da Haaland, incaricatosi della battuta al contrario di quanto accaduto nella finale di FA Cup, tornando a segnare in campionato dopo due mesi, concludendo la sua annata in Premier League con 22 reti all’attivo e conseguente al terzo posto nella classifica marcatori alle spalle di Salah e Isak.

Medaglia di bronzo, dunque, anche per gli Sky Blues attesi da un’estate che sarà inevitabilmente figlia del verdetto del processo concernente i famigerati 115 capi d’accusa, ma anche dal mondiale per club a cavallo tra giugno e luglio. Il Fulham, invece, conclude all’undicesimo posto nonostante i 54 punti raccolti (record per il club dal 2000 in poi: neanche nel 2009, annata conclusa al settimo posto con conseguente qualificazione all’Europa League, si era raggiunta questa cifra).

SCONFITTA INDOLORE PER IL NEWCASTLE, IL CHELSEA TORNA IN CHAMPIONS

Il Newcastle incassa la seconda sconfitta consecutiva per 1-0, tornando a perdere in casa dopo tre mesi, ma conquistando comunque la qualificazione alla prossima Champions League, grazie ad altri concomitanti risultati.

I Magpies approcciano con grande foga al match contro un Everton già ampiamente salvo e senza ulteriori obiettivi da raggiungere dopo aver salutato per l’ultima volta Goodison Park ma reduce da due convincenti vittorie con Fulham e Southampton. L’undici di casa sbatte, però, a più riprese su Pickford, rinomato tifoso del Sunderland, squadra acerrima nemica dei bianconeri appena tornata in Premier League dopo aver vinto la finale playoff contro lo Sheffield United.

La formazione di Howe, al gran completo eccezion fatta per l’indisponibile Joelinton, colleziona corner e occasioni, iniziando, però, con il passare dei minuti a prestare scarsa attenzione alla fase difensiva concedendo più di qualche ripartenza agli ospiti. Proprio sugli sviluppi di un rapido ribaltamento di fronte al 65′, infatti, i Toffees trovano la stoccata con il colpo di testa dell’ex Juventus Alcaraz, al secondo centro in campionato, lasciato colpevolmente solo in area da Burn, l’eroe di Wembley nell’ultima finale di Coppa di Lega, sul traversone di Mykolenko.

La disperazione di St. James’ Park in seguito allo 0-1 si tramuta comunque in gioia al triplice fischio nonostante la sconfitta e un forcing finale dettato dall’inerzia più che dall’organizzazione, complice la sconfitta dell’Aston Villa a Old Trafford che equivale al pass per la prossima Champions League ottenuto per la seconda volta nelle ultime tre stagioni grazie al quinto posto finale. L’Everton, dal canto suo, chiude alla grande questa seconda parte di stagione con Moyes alla guida conquistando il terzo successo di fila.

Il Chelsea torna in Champions League a tre anni di distanza dall’ultima volta ottenendo un prezioso quarto posto finale grazie al successo di misura sul campo della diretta concorrente Nottingham.

L’intera prima frazione scorre via sui binari dell’equilibrio e della paura come certificato dagli zero tiri in porta da ambo le parti (primo e unico match del 2025 a far registrare tale dato in questa Premier League): atteggiamento parzialmente comprensibile per i Blues a cui sarebbe potuto bastare anche un pari, meno per ciò che concerne il Forest, obbligato a vincere per sperare di tornare nell’Europa dei grandi.

La formazione di Maresca mette la freccia a inizio ripresa, più precisamente al 50′, quando Pedro Neto si rivela essere il più lesto nel leggere il tocco interno di Cucurella anticipando Sels proiettato in uscita e permettendo a Colwill di depositare il pallone nella porta sguarnita per il secondo acuto personale in campionato. L’undici di Espirito Santo tenta di rialzare la testa, ma tutto ciò che riesce a creare nei restanti minuti prima del termine della sfida è una conclusione ravvicinata di Wood respinta da Sanchez.

Il Chelsea, dunque, centra l’obiettivo nonostante l’età media complessiva dell’undici titolare sia la più giovane del torneo (24 anni e 36 giorni) proiettandosi al meglio alla finale di Conference League contro il Betis in programma domani. Il Nottingham, invece, dovrà accontentarsi proprio della terza competizione continentale nonostante le 19 vittorie totali messe a referto (quasi sempre sinonimo di top six, eccezion fatta per il Manchester United del 2013-14, terminato anche lui settimo) e buona parte della stagione trascorsa tra le primissime posizioni.

UNITED: SUCCESSO AMARO, IL BRIGHTON CHIUDE IN BELLEZZA

Vittoria amara per il Manchester United che torna a vincere in campionato dopo oltre due mesi chiudendo con tre punti una delle peggiori stagioni della propria storia dopo anche la sconfitta nella finale di Europa League contro il Tottenham.

I Red Devils, senza particolari obiettivi restanti, fanno il bello e il cattivo tempo sin dalle prime battute nonostante sia l’Aston Villa ad aver maggior bisogno di punti in ottica quinto posto. La sfida si incanala ulteriormente verso i binari di casa nel recupero del primo tempo quando Cash effettua uno scriteriato passaggio indietro dalla metà campo smarcando Hojlund a tu per tu con Martinez, costretto ad abbattere l’attaccante avversario rimediando inevitabilmente un rosso diretto.

Nella ripresa i Villans provano a tenere lo 0-0 e troverebbero anche il vantaggio a metà tempo con Rogers, annullato per un presunto fallo dello stesso 27 ai danni del portiere Bayindir, scatenando l’ira di Emery in panchina. Qualche minuto più tardi, al 76′ per l’esattezza, lo United passa in vantaggio con l’incornata di Diallo sul magnifico tracciante in profondità di Bruno Fernandes per il suo ottavo centro nel torneo. Lo stesso ex Atalanta undici giri di lancetta più tardi si guadagna anche un calcio di rigore per un fallo ai suoi danni da parte di Maatsen, trasformato da Eriksen, presumibilmente all’ultima gara nella sponda rossa di Manchester, che apre il conto personale in stagione.

I Red Devils saranno, dunque, costretti a ripartire praticamente da zero, mentre il Villa conquista, comunque, la qualificazione alla prossima Europa League.

Terzo successo di fila, il quarto nelle ultime cinque giornate, per il Brighton che espugna il Tottenham Stadium con un perentorio 1-4 centrando l’obiettivo ottavo posto (secondo miglior piazzamento nella storia del club dopo il sesto di due stagioni fa).

La partita, in realtà, sembra mettersi in discesa per il Tottenham, reduce dalla vittoria di misura targata Brennan Johnson nella finale di Europa League contro il Manchester United e annessa vittoria di un trofeo a distanza di 17 anni dall’ultimo conquistato, complice il fallo in area di Wieffer ai danni di Tel e conseguente calcio di rigore trasformato da Solanke, al sedicesimo centro stagionale.

Gli Spurs, però, come spesso è capitato in questa annata scompaiono praticamente dal campo nella ripresa prestando il fianco ai Seagulls che la ribaltano tra il 51′ e il 64′ con la prima doppietta in carriera di Hinshelwood che prima di destro e poi di tacco mette dentro due palloni vaganti sugli sviluppi di corner a favore arrivando a toccare quota cinque reti nel torneo, tre nelle ultime due. Nel finale la formazione di Hurzeler suggella la vittoria con altri due acuti, quello di O’Riley dagli undici metri e quello di Diego Gomez, il suo primo in carriera in Premier League, dalla media distanza.

Il Brighton chiude, dunque, al meglio un’ottima stagione, mentre il Tottenham incassa la terza sconfitta consecutiva, la 22esima nel torneo (prima volta che un tale numero di k.o. non coincide con una retrocessione), seppur indolore in quanto già certo della partecipazione alla prossima Champions League.

PARI TRA WOLVERHAMPTON E BRENTFORD, BOURNEMOUTH: DOPPIO SEMENYO. TRIS DEL WEST HAM

Pari con gol tra due squadre che del gol hanno fatto il loro marchio di fabbrica, vale a dire Wolverhampton e Brentford.

L’unica delle due ad avere qualche necessità legata alla classifica è proprio il Brentford, ancora in corsa per l’ottavo posto con i tre punti di ritardo dal Brighton. Le Bees, sfruttando anche le maggiori motivazioni, sbloccano il punteggio al 20′ con il centro numero 20 nel torneo di Mbeumo che sfrutta alla perfezione l’assist al bacio di Norgaard, mettendo la ciliegina sulla torta di una stagione magnifica a livello personale.

I Wolves, desiderosi di non voler sfigurare nell’ultima uscita davanti al proprio pubblico, riescono a livellare il punteggio al 75′ grazie alla zampata di Munetsi che infila sotto la traversa il suo secondo acuto nel torneo capitalizzando la sponda aerea arretrata di Strand Larsen.

I ragazzi di Vitor Pereira terminano, dunque, con un risultato positivo un’annata iniziata sotto i peggiori auspici ma risollevata proprio dall’avvento del tecnico portoghese, mentre quella di Frank chiude al decimo posto.

Si conclude con altri tre punti la stagione dei record del Bournemouth con conseguente nono posto finale, seppur con qualche rimpianto considerata la leggera flessione nel finale di stagione.

Le Cherries sbrigano la pratica Leicester nella ripresa in seguito a un primo tempo dagli scarsi stimoli e dalle poche sortite offensive da ambo le parti, targate principalmente Justin Kluivert, tra i più attivi sin dai primi minuti.

Proprio sugli sviluppi di un suo cross da corner corto al 74′ arriva la rete del vantaggio targata Semenyo, bravo a capitalizzare la sponda aerea di Zabarnyi. Il ghanese si ripete quattordici minuti più tardi infilando nell’angolino destro l’incolpevole Stolarczyk con un potente destro dal limite che gli vale l’undicesimo centro nel torneo (record personale) con annessa seconda doppietta in carriera in Premier League dopo quella al Luton del marzo 2024.

Da capire ora se Iraola resterà alla guida del club, mentre le Foxes ripartiranno dalla Championship.

 

Il West Ham riesce a raccogliere la quinta vittoria del suo 2025 chiudendo con tre punti un’annata piuttosto deludente, specie in relazione all’ottimo mercato estivo effettuato.

Gli Hammers sbloccano la sfida di Portman Road contro l’Ipswich al 43′ in seguito al clamoroso errore del capitano dei padroni di casa Morsy che mette in moto Bowen, poi bravo a smarcare Ward-Prowse, a sua volta freddo nel piazzare il destro sotto la traversa per il suo primo gol in campionato.

I Tractor Boys hanno uno scatto d’orgoglio a inizio ripresa con la bordata di Broadhead dal limite che pareggia i conti, ma appena tre minuti più tardi, al 55′, gli Irons tornano avanti con il solito Bowen, al tredicesimo centro nel torneo, il sesto nelle ultime otto, che infila un potente mancino dai 25 metri sul palo corto.

A chiudere definitivamente i giochi ci pensa Kudus all’87’ con un bellissimo mancino a giro da fuori che gli vale il quinto acuto stagionale. Da capire ora se la squadra ripartirà da Potter, mentre l’Ipswich scenderà di categoria.

Top & Flop

TOP

1) Jack Hinshelwood – Due reti per garantire ai suoi uno storico ottavo posto a coronamento di un encomiabile percorso di crescita dentro e fuori dal campo. L’1-2 di tacco una vera perla.

2) Antoine Semenyo – Doppietta al Leicester per tagliare per la prima volta in carriera la doppia cifra, a testimonianza del comunque ottimo lavoro di valorizzazione svolto da Iraola.

3) Levi Colwill – Il suo gol pesa come un macigno sulle sorti europee sia del suo Chelsea che del Nottingham. A questo abbina anche una solida prestazione difensiva.

FLOP

1) Matty Cash – Il suo incomprensibile passaggio indietro costa ai suoi un uomo, la sconfitta e l’accesso alla prossima Champions League. Forse sul mercato il Villa cercherà un nuovo terzino destro.

2) Ryan Gravenberch – Il suo rosso diretto è solo una piccola macchia in una stagione in cui comunque ha ritrovato sorriso e titolarità. Da condannare, ovviamente, l’errore in questo caso specifico.

3) Sam Morsy – Il suo retropassaggio che porta al vantaggio del West Ham è indice di un salto qualitativo che l’Ipswich non è riuscito a compiere da una categoria all’altra. Da capitano guiderà la squadra anche in Championship.

Classifica finale

1

Liverpool

84 38 25 9 4 86:41 +45
2 Arsenal 74 38 20 14 4 69:34 +35
3

Manchester City

71 38 21 8 9 72:44 +28
4 Chelsea 69 38 20 9 9 64:43 +21
5

Newcastle

66 38 20 6 12 68:47 +21
6

Aston Villa

66 38 19 9 10 58:51 +7
7

Nottingham Forest

65 38 19 8 11 58:46  +12
8 Brighton 61 38 16 13 9 66:59  +7
9 Bournemouth 56 38 15 11 12 58:46 +12
10 Brentford 56 38 16 8 14 66:57 +9
11 Fulham 54 38 15 9 14 54:54 0
12

Crystal Palace

53 38 13 14 11 51:51 0
13

Everton

48 38 11 15 12 42:44 -2
14 West Ham 43 38 11 10 17 46:62 -16
15

Manchester United

42 38 11 9 18 44:54 -10
16 Wolverhampton 42 38 12 6 20 54:69 -15
17 Tottenham 38 38 11 5 22 64:65 -1
18

Leicester

25 38 6 7 25 33:80 -47
19

Ipswich

22 38 4 10 24 36:82 -46
20

Southampton

12 38 2 6 30 26:86 -60

Premier League

Tottenham, UFFICIALE l’esonero di Frank

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Attraverso i propri account social ed il sito ufficiale, il Tottenham ha ufficializzato l’esonero del suo allenatore Thomas Frank.

7 vittorie, 8 pareggi, 11 sconfitte, 36 gol fatti, 37 gol subiti, 29 punti e sedicesimo posto in Premier League a +5 sul West Ham terzultimo. Questi sono i numeri della stagione a dir poco drammatica del Tottenham. Numeri che portano all’inevitabile esonero dell’allenatore Thomas Frank.

Arrivato in estate dopo 7 stagioni sulla panchina del Brentford, Frank prende il posto di Postecoglou con l’obiettivo di riportare gli Spurs almeno tra le prime 6. La stagione 2024/25 vide il Tottenham arrivare quartultimo in Premier League senza però mai rischiare veramente la retrocessione, vista la forma disastrosa delle tre retrocesse. Inoltre la stagione si concluse con la vittoria dell’Europa League che ha portato alla qualificazione in Champions League.

Non basta un ottimo percorso in Champions, (Spurs quarti nel girone unico) per salvare la panchina a Frank. Gli Spurs sono anche fuori dalla FA Cup (1-2 contro l’Aston Villa ai trentaduesimi di finale) e dalla Carabao Cup (2-0 con il Newcastle agli ottavi di finale).

Tottenham-Frank é finita: il comunicato

Tottenham

Di seguito il comunicato del club londinese:

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Premier League

Tottenham, incidente stradale per Kolo Muani e Odobert!

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Kolo Muani

Spavento a Londra e per il Tottenham: Kolo Muani e Odobert sono coinvolti in un incidente stradale. I due giocatori sarebbero usciti sulle proprie gamba dalla vettura su cui viaggiavano.

Il Tottenham e i propri tifosi stanno vivendo ore di preoccupazione, dato l’incidente stradale in cui si sono ritrovati coinvolti due tesserati del club: Kolo Muani e Odobert. Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’incidente non avrebbe provocato lesioni gravi a Wilson Odobert e Randal Kolo Muani, con entrambi i giocatori che sarebbero usciti sulle proprie gambe dalla vettura su cui viaggiavano.

I due sarebbero già stati sottoposti ad alcune visite mediche per accertarne lo stato di salute e i risultati sarebbero rassicuranti, senza segnalazioni di rischi significativi.

Tottenham

Tottenham, i numeri di Odobert e Kolo Muani

Wilson Odobert in 29 presenze ha realizzato 2 gol e 4 assist, mentre Kolo Muani (su di lui anche gli occhi della Juventus), in 23 incontri disputati ha siglato 2 gol e 3 assist. Il prestito dal Psg non si sta rivelando particolarmente redditizio, dunque i bianconeri avevano pensato ad un ritorno del francese ex Francoforte.

L’affare risultava complicato già prima, dato che il Tottenham non vorrebbe privarsi di elementi della rosa,  in un momento così critico ed importante della propria stagione, mentre il Psg non sarebbe soddisfatto dell’ennesima soluzione in prestito. Adesso la situazione si complica ancor di più, con le condizioni del giocatore che devono ancora essere valutate.

 

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Premier League

Aston Villa, ufficiale: Tammy Abraham torna in Premier League!

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Roma

L’Aston Villa ha annunciato attraverso i propri canali social il ritorno di Tammy Abraham in Premier League. Scopriamo insieme i dettagli.

L’Aston Villa ha ufficializzato il ritorno di 69 Abraham, il quale già nella stagione 2018/19 aveva avuto modo di giocare per i Villans. In 22 presenze ha segnato 11 gol e 2 assist con il Besiktas. L’attaccante è arrivato a titolo definitivo per 21 milioni di euro dal club turco. In Championship realizzò 26 reti e 3 assist in 40 partite. Ecco il comunicato ufficiale del club.

Aston Villa

TAMMY ABRAHAM ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Aston Villa, il comunicato su Abraham

“Tammy Abraham ha descritto la sensazione surreale di essere tornato all’Aston Villa, dopo essere tornato al club in via permanente.

Unai Emery si è assicurato i servizi del 28enne attaccante del Besiktas martedì, per Abraham è la seconda volta che indossa la maglia blu e bordeaux dopo aver aiutato i Villans a tornare in Premier League nel 2019.

E, avendo segnato un totale di 26 gol in 40 partite nella stagione 2018/19, è entusiasta di tornare in un club di cui “si è innamorato” e non vede l’ora di creare altri ricordi.

“Non mi sembra ancora reale”, ha ammesso Abraham nella sua prima intervista con VillaTV dopo il suo ritorno.

“Fin dal mio primo arrivo qui, mi sono innamorato del club. Da quando ho lasciato questo club, ho praticamente guardato ogni partita, quindi ho continuato a tenerne traccia.

“Abbiamo avuto una stagione fantastica (nel 2018/19), risultati straordinari, e mi sono sempre detto che se fossi dovuto tornare in Inghilterra, il Villa sarebbe stato uno degli special team a cui tornare.

“L’ho inventato io, quindi sono felice di essere qui. Ho tanti bei ricordi, e ora sono qui per crearne ancora di più.

“Non vedo l’ora di incontrare tutti, di tornare a Villa Park e rivedere il pubblico e tanti volti familiari. È emozionante.”

Emozionato all’idea di indossare nuovamente i colori del Villa, Abraham è desideroso di portare al fianco di Emery l’esperienza maturata giocando con lui in tutta Europa.

Il vincitore della UEFA Champions League e della Conference League ritiene che i Villans dovrebbero puntare al trofeo ed è determinato a raggiungere il successo con il club.

Alla domanda sul pensiero di tornare a giocare a Villa Park, ha continuato: “Non credo di poterlo esprimere a parole. So che sarà emozionante. Anche se ho giocato qui solo una stagione, è un club che significa molto per me e anche per la mia famiglia.

“Penso che questi siano i pro dell’andare via, imparare culture ed esperienze diverse. Mi sento come se fossi partito da qui da ragazzo e tornerò sicuramente da uomo.

“Vorrei mettere a frutto la mia esperienza per aiutare il più possibile la squadra e raggiungere obiettivi importanti con questo club.

“Ho giocato contro la maggior parte dei ragazzi qui e ne conosco anche alcuni, quindi mi hanno aiutato ad ambientarmi rapidamente.

“Non vedo l’ora di scendere in campo con loro e creare altri ricordi.

“In questo momento, il mondo è nelle nostre mani. Abbiamo una buona squadra, una buona rosa. Non credo sia impossibile dire che possiamo dare il massimo in ogni competizione a cui partecipiamo.

“Sono qui e voglio vincere. Voglio vincere trofei, quindi dobbiamo impegnarci al massimo in ogni competizione a cui partecipiamo. Sono emozionato, non vedo l’ora.”

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