Premier League
Premier League, All Eyes On Me – il focus sul 37° turno 2024-25
Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 37°giornata della nuova stagione.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Trentasettesimo turno: “Paradise City”

VITTORIA DI PRESTIGIO DEL BRIGHTON
Terza vittoria nelle ultime quattro partite per il Brighton che conquista l’ottavo posto in solitaria battendo in rimonta il Liverpool nel monday night.
Al Falmer Stadium sono, però, i Reds a partire forte con la splendida iniziativa di Bradley sulla destra che premia l’inserimento a fari spenti in area di Elliott che di prima apre finalmente il proprio conto realizzativo in questo campionato. Lo stesso Bradley qualche minuto più tardi ha una ghiotta opportunità per il raddoppio, ma non sfrutta l’egregio lavoro di Chiesa, partito titolare, calciando fuori con il destro in diagonale.
In seguito al potenziale doppio svantaggio i Seagulls alzano i ritmi trovando il pareggio al 32′ con Ayari, al secondo centro stagionale, che capitalizza la bellissima imbucata alta di Gruda con un tocco di destro che prende in controtempo Alisson. Poco prima dell’intervallo, però, i neo campioni d’Inghilterra mettono nuovamente la freccia grazie alla prodezza di Szoboszlai che sale a quota 6 in classifica marcatori con un affilatissimo destro da posizione defilata sorprendendo Verbruggen.
A inizio ripresa gli ospiti sprecano una ghiotta opportunità per l’1-3 con l’incredibile errore a porta sguarnita di Salah, lasciando poi progressivamente l’iniziativa ai padroni di casa che tornano nuovamente sul livello del mare al 69′ con il decimo centro nel torneo di Mitoma che finalizza con un mancino al volo la corta respinta di Alisson sulla conclusione di Welbeck. La formazione di Hurzeler riesce addirittura a ribaltare il risultato all’85’ grazie alla zampata sul secondo palo di Hinshelwood, al terzo acuto stagionale, sul cross teso di O’Riley, la cui posizione di partenza viene giudicata regolare dal Var.
Il Liverpool diventa così la prima squadra nella storia della Premier League a non vincere la tre partite successive alla conquista del titolo. In più i Reds tornano a perdere una gara condotta all’intervallo dopo ben 156 partite.

L’ARSENAL BLINDA SECONDO POSTO E CHAMPIONS, CITY: TRIS DA CHAMPIONS
Dopo aver fermato il Liverpool sul 2-2 nello scorso turno l’Arsenal blinda secondo posto e qualificazione alla prossima Champions League superando di misura un Newcastle orfano di Isak.
Nonostante la pesante assenza della punta svedese sono i Magpies a rendersi a più riprese pericolosi nei primi venti minuti: già dopo sei costringono, infatti, Raya a un super intervento sul destro a botta sicura di Bruno Guimaraes servito dalla sponda del vice-Isak Wilson, mentre dopo altri quattro ad andarci vicino è Livramento, liberato al tiro da uno splendido tocco di tacco di Gordon, il cui destro viene disinnescato dall’ex portiere del Brentford.
L’estremo difensore spagnolo si vede costretto a ripetersi per ben altre due volte all’altezza del quarto d’ora, prima sventando con la punta delle dita il mancino deviato dal limite di Gordon e poi mettendo mani e piedi sul colpo di testa di Burn e la respinta di Botman sul susseguente corner. La risposta dei Gunners a questo avvio sprint degli ospiti si concretizza solamente in una bella iniziativa personale di Trossard dalla sinistra che culmina con un destro a fil di palo.
Con il passare dei minuti, però, la formazione di Arteta, già munita di home kit 2025-26, prende le misure a quella di Howe neutralizzandone le offensive, e al 55′ trova la rete che decide il match con Rice che riceve centralmente da Odegaard prima di scaraventare in porta dai 25 metri un destro potente e preciso che si insacca a mezza altezza sul palo lungo: quarto centro nel torneo per il centrocampista inglese, il 16esimo complessivo con l’Arsenal in 102 presenze (superati i 15 in 245 apparizioni messi a referto con il West Ham).
In seguito all’1-0 accade poco o nulla; ci provano da fuori White da una parte e Willock dall’altra senza centrare lo specchio, certificando il ritorno alla vittoria interna per i londinesi in campionato dopo un mese e mezzo. Il Newcastle, invece, si vede agganciato in classifica da Chelsea e Aston Villa e dovrà giocarsi il tutto per tutto nell’ultima giornata contro l’Everton.

Dopo il deludente 0-0 di Southampton e l’inaspettata sconfitta nella finale di FA Cup con il Crystal Palace il Manchester City torna a vincere nel giorno del saluto a Kevin De Bruyne da parte dei propri tifosi.
I Citizens iniziano forte sin da subito con il destro dalla media distanza di Kovacic che si spegne di poco a lato. La conclusione del croato si rivela il prodromo per il vantaggio che matura al 14′ con un potentissimo collo destro di Marmoush dai trenta metri diretto all’incrocio dei pali: l’egiziano sale, così, a quota 7 reti in campionato riscattando il penalty sbagliato nell’ultimo atto della coppa nazionale sabato scorso.
Poco più tardi ancora Marmoush smarca a porta vuota con un cross dalla sinistra proprio De Bruyne che da pochi passi colpisce incredibilmente la traversa. Il raddoppio arriva comunque prima del duplice fischio grazie a Bernardo Silva che si proietta a fari spenti in area capitalizzando l’assist di Gundogan con un mancino stretto sul primo palo da distanza ravvicinata per il suo quarto centro nel torneo.
Nella ripresa, tra il 67′ e il 73′, maturano due espulsioni dirette, una per parte: Kovacic, in seguito all’errato passaggio indietro di Gvardiol, atterra Evanilson lanciato in porta, mentre Cook interviene con il piede alto sulla caviglia del neo entrato Nico Gonzalez all’altezza del centrocampo. Bravo il direttore di gara Bramall a estrarre i due cartellini rossi senza l’ausilio del Var.
Nel finale, invece, c’è spazio per altri due gol: all’89’ proprio Nico Gonzalez sigla il suo primo acuto con la maglia dei Citizens con un bel destro a giro dal limite, mentre al 96′ Matheus Nunes spiana la strada a Jebbison, anche lui alla prima gioia in Premier League, per il definitivo 3-1.
La squadra di Guardiola balza, dunque, al terzo posto: basterà un punto con il Fulham per centrare la qualificazione alla Champions League. A Craven Cottage si concluderà in via definitiva l’avventura di De Bruyne nella parte blu di Manchester dopo 10 stagioni, 19 trofei, 423 presenze e 110 gol in tutte le competizioni. Seconda sconfitta consecutiva, invece, per le Cherries che vedono aritmeticamente sfumare l’obiettivo ottavo posto.
CHELSEA: SOGNO CHAMPIONS ANCORA VIVO, L’ASTON VILLA C’È
Terza vittoria interna consecutiva del Chelsea che riscatta il doloroso k.o. di Newcastle della scorsa settimana sconfiggendo di misura il Manchester United, finalista di Europa League.
I Blues, orfani dello squalificato Jackson, si affidano in avanti all’esordiente dal 1′ George, anche se il potenziale catalizzatore della prima occasione del match è Madueke, che resta tale mandando alto da due passi con il sinistro il geniale suggerimento verticale di Palmer. La risposta ospite arriva poco più in là, al quarto d’ora, quando sul cross tagliato di Bruno Fernandes sbuca il piedone destro di Maguire che trafigge Sanchez da centravanti consumato (tema che ritroveremo nel prosieguo del match), venendo, però, riportato alla realtà dal Var che gli cancella lo 0-1 per una millimetrica posizione irregolare di partenza.
Lo spavento scuote il Chelsea che prima dell’intervallo produce due interessanti conclusioni prima con James, il cui destro di collo esterno da fuori si spegne di poco alla destra di Onana, e poi con Palmer, sul cui mancino dal limite questa volta l’estremo difensore camerunense deve mettere entrambe le mani.
A inizio ripresa a mettersi in luce è il grande ex della sfida, Mason Mount, fischiatissimo dai supporters di casa, che nel giro di quattro minuti crea per ben due volte i presupposti per lo 0-1, fallendo, però, il tiro ravvicinato con il mancino nella prima occasione e vedendo sfumare il vantaggio sul tiro alto di Bruno Fernandes nella seconda da posizione analoga.
Poco dopo il 60′ entra nuovamente in scena il Var per cancellare giustamente tramite On Field Review il penalty assegnato dal direttore di gara Kavanagh ai padroni di casa per un presunto fallo in uscita bassa di Onana ai danni di George, in realtà l’ex Inter aveva preso prima il pallone. Il 71′, invece, è il minuto della svolta: James si inventa un 360 degno dei migliori fantasisti al limite dell’area per eludere il tentativo di recupero di Garnacho prima di tagliare perfettamente il suo cross per la testa di Cucurella che incorna, da esperto numero 9 appunto, alle spalle dell’incolpevole Onana, trovando il quinto centro personale in campionato incrementando il proprio personale record realizzativo.
Nel finale c’è spazio per altre due opportunità da gol, una per parte: Madueke spara incredibilmente fuori da posizione centrale, mentre Diallo viene murato da Sanchez con un bel riflesso in controtempo. La parata del portiere spagnolo certifica tre punti pesantissimi per i suoi che si giocheranno le chances di rientrare nella top 5 nell’ultima giornata al City Ground di Nottingham prima della finale di Conference League con il Betis. I Red Devils, invece, incassano la terza sconfitta consecutiva, la diciottesima nel torneo, precludendosi l’opportunità di mettere a referto per la prima volta in questo campionato due vittorie di fila (target mai raggiunto nel 2024-25, così come accaduto solamente nel 1893-94 e 1921-22).
Inoltre con questo k.o. risultano essere appena 24 i punti ottenuti da Amorim in Premier League in 26 giornate (media punti di 0,92 per partita, più bassa di quella complessiva di Paul Jewell, subentrante tecnico del Derby County nella famigerata stagione degli 11 punti con appena 5 in 24 gare, pari a 0,94 per partita).

Terzo successo consecutivo senza incassare gol per l’Aston Villa che in casa sbriga la pratica Tottenham in quello che lo scorso anno era uno scontro diretto per la zona Champions (ora le due squadre sono separate da ben 28 punti, anche se non è precluso a nessuna delle due l’accesso alla prossima edizione della coppa dalle grandi orecchie, vista l’imminente finale di Europa League degli Spurs contro il Manchester United).
I Villans partono forte con il potente mancino di McGinn dall’ingresso dell’area terminato alto, ma tremano per ben due volte intorno al quarto d’ora, prima sul tiro a giro di Son, di un soffio a lato, e successivamente con l’estroso tentativo di tacco di Odobert sul suggerimento in mezzo di Tel, prontamente sventato da Martinez.
Di fatto le sortite offensive ospiti terminano qui, lasciando spazio alla fame e alla voglia dell’undici di casa che chiude la prima frazione in crescendo sfiorando il vantaggio a più riprese, specie con Rogers e Asensio, le cui conclusioni si perdono sul fondo di un nulla.
La certificazione del dominio del Villa arriva al 59′ quando Watkins sul secondo palo svetta sul corner di McGinn servendo Konsa, bravo a trovare la girata di destro al volo mettendo la palla nell’angolino per il suo secondo acuto in campionato (l’altro risale al 21 settembre nel 3-1 interno contro il Wolverhampton). I beniamini di casa non si accontentano del vantaggio e continuano a spingere alla ricerca del raddoppio, andandoci vicino con Watkins e McGinn e trovandolo al 73′ con il mancino dai venti metri scarsi di Kamara che infila Kinsky, schierato nuovamente al posto di Vicario, sul palo lungo, siglando il suo primo gol in carriera in Premier League alla terza stagione con la maglia del Villa (l’unico altro centro britannico era arrivato in Coppa di Lega contro l’Everton nel settembre 2023).
Emery festeggia, dunque, al meglio le 100 panchine con il club di Birmingham (54 vittorie all’attivo, nessun altro tecnico ne ha ottenute di più nella storia del club nelle prime 100 partite) alimentando le proprie chances di approdo alla prossima Champions League, mentre il Tottenham incassa il suo 25esimo k.o. stagionale (record negativo al pari della stagione 1991-92).
IL NOTTINGHAM CONQUISTA IL LONDON STADIUM, RIMONTA PAZZA DEL FULHAM
Il Nottingham resta aggrappato al treno che porta verso l’Europa che conta espugnando il London Stadium con una prestazione caparbia dopo i due pareggi consecutivi con Crystal Palace e Leicester.
Il frizzante inizio gara produce svariate opportunità da gol da ambo le parti: alla parata di Sels con la mano di richiamo dopo due minuti a cancellare l’incornata di Soucek risponde Areola d’istinto sul tentativo ravvicinato di Gibbs-White che, però, all’11’ non perdona l’incredibile errore in impostazione con i piedi del portiere francese depositando con l’interno destro nella porta sguarnita il settimo acuto personale in questa Premier League, il secondo consecutivo.
Qualche minuto più tardi gli ospiti colpiscono la faccia esterna del palo da angolo con la zuccata di Milenkovic, continuando poi a gestire il vantaggio ottenuto. Proprio il centrale ex Fiorentina si riscopre protagonista al 61′ quando tocca con la schiena la punizione tagliata da sinistra di Elanga, mettendo fuori causa Areola per il raddoppio Forest: quinto gol per il serbo in campionato (raggiunto il record personale di marcature in una singola stagione messo a referto con la viola nel 2019-20).
Sotto di due il West Ham tenta una reazione d’orgoglio nello scorcio finale di match. Sels evita l’1-2 intorno al 70′ con un grande intervento sul destro di Soler, ma non può nulla all’86’ sul mancino al volo dopo un controllo di tacco di Bowen che accorcia le distanze salendo a quota 12 in classifica marcatori, di cui cinque realizzati nelle ultime sette, tre nelle ultime tre giornate.
Nonostante l’ennesima prodezza del proprio capitano gli Hammers non riescono a rimetterla in piedi incassando il diciassettesimo k.o. nel torneo, permettendo al Nottingham, a secco di vittorie da un mese, di restare a -1 dal quinto posto, occupato anche dal Chelsea prossimo e ultimo avversario stagionale.

Rimonta e colpaccio del Fulham che conquista il Gtech Community Stadium tornando alla vittoria dopo due sconfitte consecutive con Aston Villa ed Everton.
I Cottagers provano a indirizzare la sfida al 16′ con la zuccata di Raul Jimenez, al dodicesimo centro nel torneo, sul cross deviato dalla destra di Adama Traoré, ma vengono ripresi al 22′ dal diagonale destro dall’ingresso dell’area di rigore del solito Mbeumo che sale a quota 19 in classifica marcatori proseguendo nella sua incredibile striscia realizzativa. La sua prova, però, viene sporcata cinque minuti più tardi quando vede respingersi da Leno il calcio di rigore provocato dal fallo di Andersen ai danni di Schade (primo errore in carriera dagli undici metri per il camerunense al dodicesimo tentativo).
Le Bees trovano comunque il vantaggio al 43′ sugli sviluppi di una rimessa lunga di Kayode prolungata di testa sul secondo palo per il tocco di Schade che smarca a porta vuota Wissa che raggiunge il suo partner di fiducia a quota 19 reti: la premiata coppia d’attacco biancorossa va, così, in gol nella stessa partita per l’0ttava volta in stagione (il record appartiene alle coppie Salah–Firmino e Salah–Mané con 10 nelle annate 2017-18 e 2021-22).
La reazione degli ospiti arriva a cavallo tra il 68′ e il 70′: Cairney trova il pareggio ancora di testa, ancora sugli sviluppi di un cross deviato da destra, questa volta di Tete, mentre Wilson pesca il jolly mancino da fuori per ribaltare il risultato nel giro di due minuti trovando il quinto gol da subentrato (che sommato ai 6 dalla panchina di Rodrigo Muniz fanno del Fulham il primo club nella storia della Premier League a godere di due subentranti con cinque a più gol all’attivo nella stessa stagione).
La formazione di Marco Silva trova, dunque, l’ottava vittoria esterna del proprio campionato andando a -1 in classifica proprio dalla squadra di Frank, che vede interrotta la propria striscia di quattro vittorie consecutive.
POKER DEL PALACE, L’EVERTON DICE ADDIO A GOODISON PARK ALLA SUA MANIERA. IL LEICESTER SALUTA VARDY CON TRE PUNTI
Dopo aver conquistato il primo “Major Trophy” della propria storia grazie all’1-0 inferto al Manchester City nella finale di FA Cup il Crystal Palace saluta il proprio pubblico tornando a vincere in casa dopo più di un mese.
La gara di Selhurst Park contro il Wolverhampton viene squarciata dal lampo degli ospiti al 24′ sul corner di Sarabia che produce lo 0-1 siglato Agbadou, centrale ivoriano arrivato a gennaio dal Reims, bravo a sfruttare di testa la sponda di Strand Larsen. La reazione delle Eagles, senza Mateta e l’eroe di coppa Eze dal 1′, si concretizza poco dopo, specificamente tra il 27′ e il 32′, minuti in cui Nketiah, a secco dal 1 marzo, ribalta il risultato con una doppietta concretizzando gli assist dalla sinistra di Esse, classe 2005 molto interessante arrivato a gennaio dal Millwall, prima e dalla destra di Sarr poi.
Al quinto minuto della ripresa la formazione di Glasner vola a +2 con la punizione diretta di Chilwell, al ritorno al gol dopo più di due anni, provvidenzialmente deviata dalla barriera, ma viene riavvicinata al 62′ dalla svettata sul corner di Bellegarde da parte di Strand Larsen che sale a quota 14 in classifica marcatori eguagliando il suo record personale di marcature in una singola stagione risalente al 2021-22 in Eredivisie con il Groningen.
Nel finale, all’86’ Eze, entrato in campo cinque minuti prima, mette il sigillo, l’ottavo in campionato, il quattordicesimo stagionale, il settimo nelle ultime sei gare complessive, concludendo alla sua maniera una mortifera ripartenza. La rete del numero 10, assoluto mattatore e principale artefice della storia recente di questo club, lascia poi il passo al saluto allo storico capitano Joel Ward dopo 12 stagioni e 364 presenze con la maglia rossoblu.

Dopo 132 anni e 2789 partite l’Everton dice addio al suo storico impianto d’appartenenza, Goodison Park, con una vittoria piuttosto agevole contro il Southampton.
La gara viene dominata sin da subito dai padroni di casa, certamente spronati dal contesto e dalle conseguenti emozioni. A sbloccare il punteggio dopo appena sei minuti ci pensa Ndiaye che, al termine di una formidabile serpentina, piazza il pallone con l’interno mancino nell’angolo più lontano della porta difesa da Ramsdale, ritrovando la rete su azione che gli mancava dal 1 febbraio.
Dopo l’1-0 i Toffees continuano a spingere trovando per ben due volte il raddoppio con Beto per poi vederselo annullare in entrambi i casi per una posizione di partenza irregolare del terminale offensivo brasiliano. Il 2-0 arriva comunque nel recupero del primo tempo, ancora con Ndiaye che approfitta del suggerimento interno di McNeil per scartare Ramsdale in dribbling e depositare in porta il suo nono centro in campionato.
La ripresa si trasforma, così, in una passerella, eccezion fatta per il finale in cui gli ospiti sfiorano il 2-1 con Stewart prima e Archer poi non trovandolo per questioni di centimetri. Al triplice fischio, che certifica la seconda vittoria di fila la formazione di Moyes, tifosi, calciatori e staff scoppiano in lacrime: l’Everton saluta per sempre la sua casa.
Seconda vittoria consecutiva interna per il Leicester che celebra con tre punti l’ultima partita davanti al proprio pubblico di Jamie Vardy.
La prima opportunità da gol la crea, però, l’Ipswich con Davis che colpisce in pieno il palo con un collo mancino, subendo poi l’iniziativa dei padroni di casa che sfiorano il vantaggio con la girata nel cuore dell’area di Vardy. La rete del capitano è, in realtà, rimandata solo di qualche minuto: al 26′ raccoglie l’imbucata di Justin prima di prendere in controtempo Palmer con un destro incrociato siglando il gol numero 200 con le Foxes alla presenza numero 500.
Nella ripresa arriva anche il raddoppio firmato McAteer che trova la sua prima gioia in carriera in Premier League battendo il portiere avversario con un potente destro sul primo palo da posizione defilata che certifica il sorpasso in classifica proprio ai danni dei Tractor Boys. Vardy, dunque, saluta con una vittoria dopo ben 13 stagioni.
Top & Flop
TOP

1) Iliman Ndiaye – Siglare una doppietta nell’ultima partita di sempre a Goodison Park certamente lo aiuterà a restare eternamente nella storia dell’Everton, nonostante sia arrivato in città meno di un anno fa.
2) Marc Cucurella – La sua incornata è tanto inaspettata quanto pesante in termini di classifica tanto da permettere al Chelsea di arrivare allo scontro diretto con il Nottingham con un punto di vantaggio che può fare tutta la differenza del mondo.
3) Eddie Nketiah – Due gol per scrollarsi di dosso un po’ di negatività nel momento storico più positivo nella storia del Crystal Palace. Si conferma, comunque, una valida alternativa a Mateta.
FLOP

1) Alphonse Areola – L’errore in impostazione con i piedi che produce lo 0-1 del Nottingham va ad aggiungersi alle tante, troppe istantanee stagionali da dimenticare per il West Ham.
2) Lewis Cook – Rimediare un rosso diretto per un intervento certamente evitabile appena sei minuti più tardi rispetto a quello sventolato in faccia a un avversario stroncando, così, ogni velleità di rimonta della tua squadra non è certamente una mossa lungimirante.
3) Bryan Mbeumo – Il rigore sbagliato è solamente una piccola macchia in una stagione pressoché perfetta, così come lo è in un match perso ma in cui comunque riesce ad andare a segno.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Liverpool |
83 | 37 | 25 | 8 | 4 | 85:40 | +45 |
| 2 | Arsenal | 71 | 37 | 19 | 14 | 4 | 67:33 | +34 |
| 3 |
Manchester City |
68 | 37 | 20 | 8 | 9 | 70:44 | +26 |
| 4 | Newcastle | 66 | 37 | 20 | 6 | 11 | 68:46 | +22 |
| 5 |
Chelsea |
66 | 37 | 19 | 9 | 9 | 63:43 | +20 |
| 6 |
Aston Villa |
66 | 37 | 19 | 9 | 9 | 58:49 | +9 |
| 7 |
Nottingham Forest |
65 | 37 | 19 | 8 | 10 | 58:45 | +13 |
| 8 | Brighton | 58 | 37 | 15 | 13 | 9 | 62:58 | +4 |
| 9 | Brentford | 55 | 37 | 16 | 7 | 14 | 65:56 | +9 |
| 10 | Fulham | 54 | 37 | 15 | 9 | 13 | 54:52 | +2 |
| 11 | Bournemouth | 53 | 37 | 14 | 11 | 12 | 56:46 | +10 |
| 12 |
Crystal Palace |
52 | 37 | 13 | 13 | 11 | 50:50 | 0 |
| 13 |
Everton |
45 | 37 | 10 | 15 | 12 | 41:44 | -3 |
| 14 | Wolverhampton | 41 | 37 | 12 | 5 | 20 | 53:68 | -15 |
| 15 |
West Ham |
40 | 37 | 10 | 10 | 17 | 43:61 | -18 |
| 16 |
Manchester United |
39 | 37 | 10 | 9 | 18 | 42:54 | -12 |
| 17 | Tottenham | 38 | 37 | 11 | 5 | 21 | 63:61 | +2 |
| 18 |
Leicester |
25 | 37 | 6 | 7 | 24 | 33:78 | -45 |
| 19 |
Ipswich |
22 | 37 | 4 | 10 | 23 | 35:79 | -44 |
| 20 |
Southampton |
12 | 37 | 2 | 6 | 29 | 25:84 | -59 |
Prossimo turno:
Domenica 25 maggio
Bournemouth 17:00 Leicester
Fulham 17:00 Manchester City
Wolverhampton 17:00 Brentford
Nottingham 17:00 Chelsea
Manchester United 17:00 Aston Villa
Southampton 17:00 Arsenal
Newcastle 17:00 Everton
Liverpool 17:00 Crystal Palace
Ipswich 17:00 West Ham
Tottenham 17:00 Brighton
Premier League
Manchester United-Manchester City, le probabili formazioni
Grande appuntamento nel weekend per il 22° turno di Premier League: ad Old Trafford va in scena il derby cittadino tra Manchester United e Manchester City.
La copertina della 22° giornata di Premier League se lo prende il 198° derby di Manchester, di scena ad Old Trafford tra United e City.
Battesimo di fuoco per Micheal Carrick, nominato in settimana nuovo allenatore dei Red Devils fino al termine della stagione. L’ex centrocampista e bandiera del club si prepara a fare il suo esordio in panchina in una gara sentitissima. Dopo l’addio di Amorim, lo United ha ottenuto 3 pareggi consecutivi in campionato, ed è stato eliminato in Fa Cup dal Brighton. In classifica il Man United resta in piena zona Europa, a -3 dal 4° posto occupato dal Liverpool.
Dall’altra parte c’è il Manchester City di Pep Guardiola. Gli Sky Blues arrivano all’appuntamento con il derby dopo la goleada in FA Cup contro l’Exeter, e la vittoria in casa del Newcastle nella semifinale di andata della Carabao Cup. Ottimo inizio di 2026 nelle coppe per i Citizens, meno in Premier League: la squadra di Guardiola non ha ancora vinto in campionato nel nuovo anno (3 pareggi su 3). La distanza dall’Arsenal capolista è di 6 punti; serve una vittoria in casa dei rivali per evitare la fuga dei Gunners.
Qui Manchester United

Manchester, England, UK – March 22, 2019 – Wall with symbol of Manchester United FC in the Old Trafford
Manchester United che dovrà fare a meno dell’infortunato De Ligt e di Mazraoui, ancora impegnato in Coppa d’Africa con il Marocco. Sono invece rientrati Amad Diallo e Bryan Mbeumo.
Per la sua prima partita da tecnico dello United, Carrick dovrebbe ripartire dal 4-2-3-1 impostato dal coach ad interim, Fletcher. Davanti a Lammers la linea a 4 sarà composta dalla coppia centrale Maguire e L.Martinez, con Dalot e Shaw in corsia. Il rientrante Mbeumo parte subito dal 1′, completando la trequarti con Bruno Fernandes e Matheus Cunha. L’unica punta sarà Sesko, reduce da 3 gol nelle ultime 2 gare.

Qui Manchester City
Più assenze per Pep Guardiola in vista del derby. Il tecnico del City deve rinunciare a Gvardiol, Ruben Dias, Stones, Bobb e Savinho. Difficile anche la convocazione di Marmoush, appena rientrato dalla Coppa d’Africa.
Man City che scenderà in campo con il consueto 4-1-4-1: la coppia difensiva sarà composta da Aké e Khusanov, con Nunes e O’Reilly sulle fasce. Confermato Rodri in mediana, mentre sulla trequarti può trovare subito spazio il nuovo acquisto Semenyo, a discapito di Doku. Confermati Cherki, Foden e Bernardo Silva.

Phil Foden of Manchester City during the Premier League match Manchester City vs Manchester United at Etihad Stadium, Manchester, United Kingdom, 3rd March 2024
(Photo by Mark Cosgrove/News Images)
Manchester United-Manchester City, le probabili formazioni
Manchester United (4-2-3-1): Lammens; Dalot, Maguire, Martinez, Shaw; Casemiro, Mainoo; Mbeumo, Fernandes, Cunha; Sesko. All: Carrick.
Manchester City (4-1-4-1): Donnarumma; Nunes, Khusanov, Aké, O’Reilly; Rodri; Bernardo, Cherki, Foden, Semenyo; Haaland. All: Guardiola.
Manchester United-Manchester City, dove vederla
Il derby di Manchester , con calcio d’inizio in programma alle 13:30 di sabato 17 gennaio, sarà trasmesso in esclusiva su su Sky Sport e in diretta streaming su NOW.
Premier League
Manchester United, ora tocca a Carrick: chi è il nuovo mister dei Red Devils?
Manchester United – Dopo l’esonero di Amorim, il club affida la panchina fino a fine stagione all’ex mediano, il cui debutto avverrà nel derby contro il City.
Il Manchester United sceglie di ripartire dal proprio passato per provare a raddrizzare una stagione complicata. Dopo l’esonero di Amorim e la breve parentesi di Darren Fletcher, i Red Devils hanno deciso di affidare la panchina a Michael Carrick, chiamato a traghettare la squadra fino al termine dell’annata.
Carrick ha superato la concorrenza di un’altra icona del club, Ole Gunnar Solskjaer, grazie a una conoscenza profonda dell’ambiente di Old Trafford e a un profilo ritenuto ideale per gestire uno spogliatoio delicato. Per l’ex centrocampista si tratta di un ritorno a casa: già nel 2021 aveva guidato lo United per tre gare da allenatore ad interim, ottenendo due vittorie e un pareggio prima dell’arrivo di Ralf Rangnick.
Manchester United, un vecchio veterano per la panchina
Da calciatore Carrick è stato uno dei pilastri dell’era Ferguson, collezionando 464 presenze, 24 gol e 35 assist e vincendo tutto: Champions League, Mondiale per Club, cinque Premier League ed Europa League. Pupillo storico di Sir Alex, il 44enne ha mantenuto negli anni un legame fortissimo con il club, testimoniato anche dalla presenza del figlio Jaycey nell’Academy dello United.

Conclusa la carriera nel 2018, Carrick ha iniziato subito ad allenare come vice di Mourinho e Solskjaer, prima di mettersi alla prova da primo allenatore al Middlesbrough, portato dal 21° al 4° posto in Championship nel 2022/23. L’esperienza si è chiusa al termine della stagione 2024/25.
Ora la sfida più grande: riportare serenità e risultati a Manchester. Carrick non rivoluzionerà lo staff, non ha richiesto bonus legati alla Champions e punta su equilibrio e pragmatismo, con il 4-2-3-1 come modulo di riferimento. L’esordio, però, è subito da brividi: sabato 17 gennaio, derby di Premier League contro il Manchester City. Una prova di fuoco per il nuovo traghettatore dei Red Devils.
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Premier League
Manchester United, contatti positivi con Carrick
Michael Carrick vicino alla panchina del Manchester United: contatti positivi con la dirigenza per diventare il nuovo allenatore ad interim.
Un Nuovo Capitolo per il Manchester United
Il Manchester United è pronto a voltare pagina con un nuovo allenatore ad interim, e il nome in pole position sembra essere quello di Michael Carrick. Secondo le ultime indiscrezioni, l’ex centrocampista dei Red Devils ha avuto dei contatti positivi con INEOS e la dirigenza del club, avanzando nella corsa per assumere il ruolo di guida temporanea della squadra.
Carrick, già noto per la sua esperienza da giocatore e per il suo recente ruolo nello staff tecnico, è fiducioso di ottenere l’incarico, mentre la società si prepara ad annunciare il nuovo allenatore entro la settimana. Ole Gunnar Solskjær, attuale tecnico, attende con interesse la decisione finale del club.
Le Aspettative per il Futuro
La scelta di Carrick potrebbe rappresentare una svolta significativa per il Manchester United, in cerca di nuova linfa e di risultati positivi in campionato. La sua conoscenza approfondita del club e del calcio inglese potrebbe essere un vantaggio fondamentale per portare stabilità e innovazione tattica. Gli appassionati attendono con trepidazione l’annuncio ufficiale, sperando che Carrick possa guidare la squadra verso nuovi successi.
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Fonte: [l’account X di Fabrizio Romano](https://x.com/FabrizioRomano)
🚨 Michael Carrick had positive contact with INEOS and Man United management, advancing to become the new interim manager.
Man Utd will announce new coach this week and Carrick is hopeful to get the job.
Solskjær, waiting for club’s decision.
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) Jan 12, 2026
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