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All Eyes On Me – il focus sul 22° turno di Premier League

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All Eyes On Me

Nuovo appuntamento con All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League. Di seguito il resoconto dettagliato della ventiduesima giornata del campionato più seguito al mondo.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aurea di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Ventiduesimo turno: crolla l’Aston Villa in casa dopo quasi un anno, ok Arsenal e City. Liverpool sempre più primo.

All Eyes On Me

LIVERPOOL 4-1 CHELSEA (23′ D. Jota, 39′ Bradley, 65′ Szoboszlai, 71′ Nkunku, 79′ L. Diaz)

Il Liverpool non si ferma più. Ad Anfield matura la nona vittoria casalinga sulle undici partite disputate, la quindicesima complessiva in campionato, che permette ai Reds di mantenere a debita distanza le inseguitrici.

Sul campo non c’è mai storia tra l’undici di Klopp (che con questa taglia il traguardo delle duecento vittorie in Premier), orfano di Salah infortunatosi in Coppa d’Africa, ed il Chelsea, reduce da tre successi consecutivi nel torneo. La sensazione che i padroni di casa giochino ad un altro sport si ha già dalle prime battute, con Nunez che si presenta due volte dalle parti di Petrovic centrando prima la traversa e poi il palo. Non saranno gli unici legni che l’uruguaiano colpirà nel match.

Il risultato si sblocca al 23′ grazie all’ottavo centro in campionato di Diogo Jota, bravo a rompere il raddoppio di Thiago Silva e Badiashile e a trafiggere Petrovic da distanza ravvicinata. Il 2-0 arriva a stretto giro di posta e porta la firma del giovane Conor Bradley, protagonista da inizio gennaio viste le contemporanee defezioni di AlexanderArnold, Robertson e Tsimikas, i primi due rientrati proprio in questo confronto, che trova la propria prima rete in carriera, dopo i tre assist messi a referto tra campionato e coppa, con un notevole destro in diagonale.

Nel finale della prima frazione c’è spazio anche per il rigore guadagnato da Diogo Jota e calciato sul palo da Nunez, al primo penalty sbagliato sui tredici calciati in carriera.

Ad inizio ripresa Pochettino prova a sparigliare le carte inserendo Nkunku e Mudryk: proprio l’ucraino ha sul mancino una ghiotta opportunità per accorciare le distanze, ma calcia alto. I Reds, dunque, decidono di azzannare la sfida con il colpo di testa da centro area di Szoboszlai, terzo acuto in Premier, perfettamente pescato dal cross di un incontenibile Bradley.

I Blues provano a riaprire la disputa con l’iniziativa personale di Nkunku, rientrato dopo un altro mese di stop, ma, come a Wolverhampton, la sua realizzazione non è propedeutica alla rimonta. Luis Diaz, infatti, chiude definitivamente i conti al 79′ spingendo in porta il cross tagliato di Nunez, che a pochi minuti dal termine colpisce un’altra traversa.

La formazione di Klopp sale a quota 51 in classifica superando nettamente il Chelsea nell’antipasto della finale di Coppa di Lega in programma il prossimo 25 febbraio, imponendo ai blu di Londra il nono ko nel torneo, il sesto fuori da Stamford Bridge.

MANCHESTER CITY 3-1 BURNLEY (16′, 22′ J. Alvarez, 46′ Rodri, 93′ Al-Dakhil)

Vince ancora il Manchester City superando senza troppi patemi il Burnley, centrando l’ottava vittoria consecutiva comprendendo anche il Mondiale per club.

Dopo il sofferto 0-1 ottenuto in casa del Tottenham nei sedicesimi di FA Cup (prima vittoria dell’era Guardiola nel nuovo stadio degli Spurs grazie alla rete di Aké), i Citizens inseriscono il pilota automatico e liquidano i Clarets già nei primi ventidue minuti, complice un Julian Alvarez in stato di grazia. L’argentino, infatti, mette a referto una doppietta in appena cinque minuti scartando i due regali confezionati da Matheus Nunes e De Bruyne, del cui rientro la squadra ha notevolmente giovato, salendo a quota otto nella classifica marcatori.

Guardiola tiene a riposo molti titolari, tra cui Walker, Ruben Dias, Kovacic e Grealish, ma non Rodri, senza il quale sono arrivate solo sconfitte in stagione. Il metronomo spagnolo mette il lucchetto al match al primo minuto della ripresa con il suo quinto centro in campionato, riproponendo la stessa finalizzazione della finale di Champions contro l’Inter, battendo Trafford sul primo palo dopo aver ricevuto da Foden.

Prima dell’epilogo della sfida l’Etihad Stadium ha modo di accogliere il rientro di Haaland, assente dal 6 dicembre ma comunque capocannoniere insieme a Salah, ed assistere all’ininfluente 3-1 di AlDakhil.

Gli Sky Blues tengono, dunque, il passo di Liverpool ed Arsenal, restando a -5 dai Reds con una gara da recuperare. Il Burnley dell’ex di turno Kompany resta, invece, al penultimo posto a soli dodici punti, davvero troppo poco per aspirare alla salvezza.

NOTTINGHAM FOREST 1-2 ARSENAL (65′ G. Jesus, 72′ Saka, 89′ Awoniyi)

L’Arsenal passa al City Ground tornando a vincere dopo quasi due mesi in trasferta. I tre punti conquistati dai Gunners danno continuità al rotondo successo della precedente giornata ai danni del Crystal Palace permettendo loro di tenersi aggrappati alla zona titolo in vista dello scontro al vertice con il Liverpool in programma domenica alle 17:30.

Arteta sorprende dal 1′ schierando Smith Rowe, concedendo riposo a Havertz, ma il suo undici sembra non ingranare: solamente due volte, infatti, gli ospiti si fanno vivi dalle parti dell’ex di turno Turner prima con Saka e poi proprio con il numero 10.

Il Forest esce dal guscio ad inizio ripresa con Hudson-Odoi, il cui tentativo si infrange sul corpo di Gabriel. Il lampo dei beniamini di casa si rivela, però, un fuoco di paglia perché dal 60′ in poi gli ospiti alzano il ritmo del proprio giro palla e prendono a più riprese d’infilata la difesa avversaria. Il più attivo è, senza dubbio, Gabriel Jesus che in appena tre minuti colpisce un palo da posizione ravvicinata e realizza lo 0-1 da un angolo impossibile sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta da Zinchenko.

L’attaccante brasiliano oltre al quarto gol in campionato, mette a referto anche il terzo assist: a beneficiarne è Saka che al 72′ incrocia il destro trovando il settimo centro in questa Premier permettendo ai suoi di mettersi a distanza di sicurezza.

Il Nottingham riesce, seppur tardivamente, a rimettersi in partita con il quinto acuto stagionale di Awoniyi, bravo prima a prendere posizione su White e successivamente a battere Raya con un mancino a filo d’erba.

Nonostante l’ultimo tentativo di GibbsWhite a tempo scaduto, l’undici di Espirito Santo non riesce ad evitare il quinto ko interno del proprio campionato, ripiombando in piena zona retrocessione con soli due punti di vantaggio sull’Everton terzultimo. Il prossimo appuntamento con il Bournemouth può essere già decisivo, poi ci sarà modo di dedicarsi al replay di FA Cup con il Bristol City dopo lo 0-0 del 26 gennaio.

TOTTENHAM 3-2 BRENTFORD (15′ Maupay, 48′ Udogie, 49′ B. Johnson, 56′ Richarlison, 67′ Toney)

Quinto successo nelle ultime sette di campionato per il Tottenham che aggancia l’Aston Villa al quarto posto. Gli Spurs soffrono oltremodo con il Brentford ma alla fine la spuntano grazie al maggior tasso tecnico.

Uno degli innumerevoli derby di Londra si mette in salita al 13′ per i ragazzi di Postecoglu, imbeccati in ripartenza da Toney che si vede respinto il primo tentativo da Vicario, che, invece, non può nulla sul tap-in di Maupay: il francese sigla la quarta rete nelle ultime quattro gare disputate comprendendo il doppio confronto con il Wolverhampton in FA Cup.

Gli Spurs si accendono solamente con una pericolosa conclusione di Richarlison, ma non ingranano nel primo tempo, anzi, rischiano di andare sotto di due con il tacco di Pinnock che si spegne ad un palmo dal palo.

La musica cambia nella ripresa: i padroni di casa ribaltano il risultato in sessanta secondi. Udogie, già in gol con il Newcastle lo scorso 10 dicembre, la pareggia al 48′ sfruttando un rimpallo favorevole e Brennan Johnson, a secco dall’11 novembre, firma il sorpasso spedendo in porta l’assist di un ancora decisivo Werner.

Il 3-1 che sembra chiudere la sfida arriva al 56′ e porta la firma di Richarlison che fa sette nelle ultime otto di campionato, ma il tutto viene parzialmente vanificato dal macroscopico errore di Udogie che, di fatto, smarca Toney alla battuta in porta. L’attaccante fa due su due dal proprio rientro e nell’ultima occasione del match smarca al tiro Baptiste che spreca a pochi metri da Vicario.

Postecoglu, dunque, può sorridere per questi tre punti importanti, al contrario di Frank, ora con sole quattro lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione.

ASTON VILLA 1-3 NEWCASTLE (32′, 36′ Schar, 52′ (aut.) A. Moreno, 71′ Watkins)

L’Aston Villa cade in casa dopo sedici risultati utili consecutivi tra le mura amiche sotto i colpi di uno spietato Newcastle, che torna a sorridere in trasferta in campionato dopo quattro mesi.

I numeri impari tra il rendimento interno dei Villans (imbattuti al Villa Park dal 18 febbraio 2023) e quello esterno dei Magpies (solamente cinque punti ottenuti in dieci uscite, di cui sette perse) lasciavano presagire una gara fortemente indirizzata a favore dei padroni di casa, ma il calcio, alle volte, sa essere imprevedibile.

L’undici di Howe, orfano di Joelinton e Almiron dal 1′, approccia di gran lunga meglio al match, chiudendo tutti gli spazi al Villa e ripartendo repentinamente in contropiede. Prima Gordon e poi Murphy vanno vicini al vantaggio, ma le deviazioni di Konsa e Martinez si rivelano decisive. “El Dibu”, però, non può nulla tra il 32′ ed il 35′ sui due tentativi di Schar, ancora a secco in questo campionato: il difensore svizzero prende il tempo a Kamara per lo 0-1 tramutando in gol lo splendido corner di Trippier, e spinge in porta lo 0-2 dopo la traversa colpita da Gordon coadiuvato dalla deviazione di Lenglet.

La doppia spallata al match del Newcastle fa vacillare le certezze dell’Aston Villa che, nonostante l’infortunio di Isak, non riesce a concretizzare una reazione. Ad inizio ripresa, infatti, arriva addirittura il tris degli ospiti: Gordon ruba palla a metà campo e da il là al contropiede, rifinito da Almiron e finalizzato da Murphy con la complicità di Alex Moreno.

Emery getta, quindi, nella mischia Bailey al posto di un evanescente Diaby e la mossa sembra dare i propri frutti: il giamaicano fornisce due assist in pochi minuti a Watkins, il primo va a buon fine, il secondo anche, ma la posizione di partenza dell’ariete inglese è irregolare. Sulla rete annullata si arenano le speranze dei Villans, reduci da due 0-0 consecutivi con Everton in Premier e Chelsea in FA Cup, ed ora attaccati alle spalle dal Tottenham.

Il Newcastle, invece, dà continuità al successo sul campo del Fulham in FA Cup e rilancia la propria candidatura per un posto nell’Europa del prossimo anno.

WEST HAM 1-1 BOURNEMOUTH (3′ Solanke, 61′ (rig.) Ward-Prowse)

Né vincitori né vinti al London Stadium nella gara tra West Ham e Bournemouth. Gli Hammers collezionano, così, il terzo pareggio di fila, mentre le Cherries tornano a far punti dopo i due ko con Tottenham e Liverpool.

Per l’occasione Moyes cambia l’assetto dei suoi passando dal 4-2-3-1 di riferimento al 4-3-2-1 con l’inserimento del nuovo acquisto Kalvin Phillips al posto dell’infortunato Paquetà. L’esordio non si rivela, però, dei migliori per il centrocampista appena arrivato dal Manchester City: dopo tre minuti, infatti, complice la pressione portata da Scott, serve involontariamente all’indietro lo smarcatissimo Solanke che non ha difficoltà a depositare in porta il suo tredicesimo centro in campionato.

L’avvio shock dei padroni di casa si prolunga per gran parte della prima frazione, con gli ospiti che vanno a più riprese vicini al raddoppio, specie con Semenyo, su cui Areola è costretto a fare gli straordinari. Gli Hammers si fanno vivi solamente nel finale con una girata aerea di Bowen neutralizzata da Neto.

Tra le fila del West Ham, però, c’è un rientro da tenere in considerazione, quello di Kudus, eliminato precocemente dalla Coppa d’Africa con il suo Ghana. Proprio il numero 14 poco prima del quarto d’ora della ripresa si guadagna, per l’appunto, un calcio di rigore subendo fallo da Kelly. Dagli undici metri va WardProwse che si conferma freddo realizzando il ventesimo penalty sui ventisei calciati in carriera.

Dopo l’1-1 il match vive pochi sussulti: da annotare solamente quello di Soucek per il West Ham e quello di Christie per il Bournemouth, entrambe terminati vicini al palo.

L’undici di Moyes, dunque, sale a 36 punti in classifica, ma non accorcia sul quarto posto, mentre la squadra di Iraola si porta a -5 dalla decima posizione con una gara in meno.

WOLVERHAMPTON 3-4 MANCHESTER UNITED (5′ Rashford, 22′ Hojlund, 71′ (rig.) P. Sarabia, 75′ McTominay, 85′ Kilman, 95′ P. Neto, 97′ Mainoo)

Succede di tutto nella gara del Molineux. La spunta il Manchester United all’ultimo respiro centrando tre punti che gli permettono di scavalcare il Brighton e portarsi a -1 dal sesto posto occupato dal West Ham.

Dopo aver sofferto oltremodo nei sedicesimi di FA Cup contro il Newport, Ten Hag si affida al miglior undici per sbrigare la rognosa pratica Wolverhampton, potendo contare anche sul ristabilito Casemiro, oltre che su Lisandro Martinez, rientrato già nell’ultima di campionato contro il Tottenham.

Il primo tempo è un monologo Red Devils: due gol in poco più di venti minuti, due sfiorati e altri due annullati a Casemiro e Hojlund per posizione di partenza irregolare. Proprio l’attaccante danese si rivela l’assoluto protagonista: dopo cinque giri d’orologio serve l’assist per il destro piazzato di Rashford, reduce da una settimana complicata dal punto di vista disciplinare, che fissa il suo quinto centro in campionato, mentre al 22′ si mette in proprio correggendo in porta il cross basso di Shaw, siglando il quarto gol nelle ultime cinque uscite complessive.

I Wolves si scuotono ad inizio ripresa con il colpo di testa di Kilman neutralizzato sulla linea da Lisandro Martinez ed il tentativo ravvicinato di Dawson respinto con la faccia da Onana. L’1-2 arriva al 71′ con il rigore guadagnato da Pedro Neto e trasformato da Pablo Sarabia, a secco dall’11 novembre, ma al 75′ la formazione di Ten Hag ristabilisce le distanze con l’incornata dell’appena entrato McTominay, sesto acuto in Premier, sul corner di Bruno Fernandes.

Dall’85’ in poi la gara si trasforma in una vera e propria bagarre: capitan Kilman accorcia di nuovo sulla sponda aerea di Dawson, al 90′ McTominay fallisce il colpo del ko, al 95′ Pedro Neto (già in gol in FA Cup nella gara contro il West Bromwich) conduce e finalizza alla perfezione un contropiede riportando i suoi sul livello del mare e al 97′, proprio quando sembrava finita, Kobbie Mainoo, l’uomo che non ti aspetti, si inventa una serpentina degna del miglior Rashford e spedisce il pallone nell’angolino alla sinistra di José .

Il primo gol in carriera in Premier League, dopo quello messo a referto contro il Newport, del classe 2005 regala allo United il successo esterno che mancava dal 26 novembre. La formazione di O’Neil incassa la nona sconfitta in campionato dopo i dieci punti ottenuti nelle ultime quattro sfide.

LUTON 4-0 BRIGHTON (1′, 42′, 56′ Adebayo, 3′ Ogbene)

Il Luton strapazza il Brighton e si proietta al di fuori della zona rossa scavalcando l’Everton. Gli Hatters danno seguito, così, al doppio successo esterno in FA Cup ai danni del Bolton e proprio dei Toffees.

L’undici di Edwards impiega meno di un minuto per sbloccare il match: Barkley sradica il pallone dai piedi di Gilmour, Adebayo la appoggia ad Ogbene che lascia partire un cross su cui si avventa Morris, il cui colpo di testa smarca Adebayo che corregge in porta.

Altri due giri d’orologio e arriva anche il raddoppio: stavolta è Ogbene a prendersi la gloria saltando secco Steele, capitalizzando la verticalizzazione di SambiLokonga, mettendo a referto il suo secondo gol in campionato. A chiudere definitivamente la pratica ci pensa al 42′ ancora Adebayo, bravo nello scambiare repentinamente con Barkley sulla trequarti e a finalizzare sul primo palo.

Anche nella ripresa i Seagulls non scendono praticamente in campo e al 56′ nuovamente il centravanti in maglia undici, salito a quota otto nella classifica marcatori, trafigge Steele per la terza volta, la seconda di testa, sul corner calciato da Doughty. Il Luton, dunque, tiene aperta la propria striscia di risultati utili nel 2024, ben cinque, mentre il Brighton, dopo il 2-5 in FA Cup rifilato allo Sheffield United, si vede agganciato dal Newcastle in classifica, uscendo fortemente ridimensionato in termini di velleità europee.

FULHAM 0-0 EVERTON

Match senza gol a Craven Cottage, ma denso di emozioni ed occasioni sprecate. Al termine dei novanta minuti abbondanti è il Fulham a recriminare maggiormente.

I Cottagers, infatti, iniziano a tambureggiare sin dalle prime battute con i tentativi di Robinson e Palhinha che non ci vanno molto lontani, anche se la più grande opportunità arriva all’altezza della mezz’ora con il destro deviato di Cairney salvato sulla linea da Tarkowski ed incredibilmente messo fuori da Raul Jimenez sulla respinta a porta sguarnita.

Il sussulto dell’Everton arriva qualche minuto dopo sul piazzato calciato da McNeil e corretto di testa sulla traversa, con conseguente salvataggio sulla riga di porta di Castagne, dal solito Tarkowski.

Nella ripresa i ragazzi di Marco Silva producono altri due patemi a Pickford, prima con il colpo di testa di Castagne che si infrange sul montante alto, e successivamente con l’incornata di Adarabioyo su cui l’estremo difensore inglese si supera. I Toffees provano il blitz a tempo scaduto con Beto, che da pochi passi spara alto sulla sponda aerea di Brantwhaite.

Il Fulham ottiene, così, il quarto pari del proprio campionato, così come l’Everton, che allunga a cinque il filotto di partite senza successi.

CRYSTAL PALACE 3-2 SHEFFIELD UNITED (1′ Brereton Diaz, 17′, 27′ Eze, 20′ McAtee, 67′ Olise)

Partita pazza a Selhurst Park tra Crystal Palace e Sheffield United. A spuntarla sono le Eagles che ottengono il primo successo del 2024 al termine di una sfida sofferta e combattuta.

La gara la sbloccano, però, le Blades al primo giro di lancetta con il nuovo arrivato Brereton Diaz, al secondo acuto consecutivo in campionato dopo quello al West Ham, bravo a piazzare il destro sul palo lungo. Il pari arriva al 17′ con una prodezza atletica di Eze che arpiona il traversone di Olise mandando fuori tempo il nuovo acquisto Grbic.

Dopo tre minuti gli ospiti si portano nuovamente in vantaggio, questa volta con McAtee che, grazie anche alla sporcatura di Mitchell, trafigge sul primo palo Henderson per il suo secondo centro in Premier. Anche in questo caso i padroni di casa impiegano poco a livellare la partita: ancora Eze protagonista, questa volta unico, con un bolide mancino dai 25 metri che si spegne proprio sotto l’incrocio. Il 10 del Palace si stanzia, così, a quota cinque nella classifica marcatori.

La contesa viene decisa al 67′ dall’altro fuoriclasse dell’undici di Hodgson, Michael Olise che scaraventa alle spalle di Foderingham, nel frattempo subentrato a Grbic, un mancino di una violenza inaudita per la sesta marcatura personale nel torneo. Nel finale c’è spazio solamente per la traversa Ahmedhodzic in seguito ad un colpo di testa.

Le Eagles, dunque, allungano a +6 sul terzultimo posto, mentre lo Sheffield United resta ancorato all’ultimo posto.

Classifica e prossimo turno

1

Liverpool

51 22 15 6 1 51:19 +32
2

Manchester City*

46 21 14 4 3 51:24 +27
3

Arsenal

46 22 14 4 4 44:21 +23
4

Tottenham

43 22 13 4 5 47:33 +14
5

Aston Villa

43 22 13 4 5 44:30 +14
6

West Ham

36 22 10 6 6 36:33 +3
7

Manchester United

35 22 11 2 9 28:32 -4
8

Newcastle

32 22 10 2 10 44:33  +11
9  Brighton 32 22 8 8 6 38:37 +1
10 Chelsea 31 22 9 4 9 36:35 +1
11 Wolverhampton 29 22 8 5 9 33:35 -2
12

Bournemouth*

26 21 7 5 9 29:40 -11
13

Fulham

25 22 7 4 11 28:36 -8
14

Crystal Palace

24 22 6 6 10 25:36 -11
15

Brentford*

22 21 6 4 11 31:36 -5
16

Nottingham Forest

20 22 5 5 12 27:40 -13
17

Luton Town*

19 21 5 4 12 28:38 -10
18

Everton

18 22 8 4 10 24:28 -4
19

Burnley

12 22 3 3 16 22:45 -23
20

Sheffield United

10 22 2 4 16 19:54 -35

– Everton 10 punti di penalizzazione

* Una partita in meno

Prossimo turno:

Sabato 3 febbraio

Everton 13:30 Tottenham

Brighton 16:00 Crystal Palace

Newcastle 16:00 Luton

Burnley 16:00 Fulham

Sheffield United 18:30 Aston Villa

Domenica 4 febbraio

Manchester United 15:00 West Ham

Chelsea 15:00 Wolverhampton

Bournemouth 15:00 Nottingham Forest

Arsenal 17:30 Liverpool

Lunedì 5 febbraio

Brentford 21:00 Manchester City

Premier League

Manchester United, Carrick stende Guardiola: 2-0 a Old Trafford

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Man United

Il primo Manchester United di Carrick è vincente e nel derby cittadino coi cugini del City arriva un successo fondamentale per la corsa alla Champions.

Nella partita più importante dell’anno, che determina di che colore sarà la città fino al prossimo incontro, non sbagliano i Red Devils guidati dalla leggenda del club arrivata per sostituire Amorim.

Manchester United-Manchester City 2-0, Mbuemo e Dorgu acciuffano la zona Champions

È partita col botto la 22° giornata di Premier League con lo scontro tra la metà blu e quella rossa di Manchester. Si è giocato a Old Trafford, il teatro dei sogni, con le due squadre impegnate per raggiungere lo stesso obiettivo in questa fase della stagione.

Per lo United però il momento è delicatissimo visto l’esonero di Amorim e l’arrivo di Carrick come traghettatore momentaneo. La situazione però è positiva con la zona Champions League alla portata, tutto però dipenderà dall’esito della lotta con il Liverpool. Per questo motivo lo scontro con Guardiola e i suoi era di vitale importanza per il proseguo della stagione.

A trionfare sono stati i Red Devils grazie alle reti Mbuemo Dorgu, che proiettano lo United al quarto posto in classifica, alla pari proprio dei Reds che però devono ancora giocare. Questa vittoria però certifica la svolta per capitan Fernandes e compagni, che mandano un segnale chiaro alle concorrenti con tutta la volontà di tornare grandi.

La seconda parte di stagione potrebbe finalmente vedere un club prestigioso e vincente tornare dove i tifosi hanno sempre preteso di stare. Nonostante l’improvviso esonero di Amorim, la squadra sembra finalmente pronta per affrontare la sfida più difficile della Premier League.

Manchester United

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Premier League

Manchester United-Manchester City, le probabili formazioni

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Grande appuntamento nel weekend per il 22° turno di Premier League: ad Old Trafford va in scena il derby cittadino tra Manchester United e Manchester City. 

La copertina della 22° giornata di Premier League se lo prende il 198° derby di Manchester, di scena ad Old Trafford tra United e City.

Battesimo di fuoco per Micheal Carrick, nominato in settimana nuovo allenatore dei Red Devils fino al termine della stagione. L’ex centrocampista e bandiera del club si prepara a fare il suo esordio in panchina in una gara sentitissima. Dopo l’addio di Amorim, lo United ha ottenuto 3 pareggi consecutivi in campionato, ed è stato eliminato in Fa Cup dal Brighton. In classifica il Man United resta in piena zona Europa, a -3 dal 4° posto occupato dal Liverpool.

Dall’altra parte c’è il Manchester City di Pep Guardiola. Gli Sky Blues arrivano all’appuntamento con il derby dopo la goleada in FA Cup contro l’Exeter, e la vittoria in casa del Newcastle nella semifinale di andata della Carabao Cup. Ottimo inizio di 2026 nelle coppe per i Citizens, meno in Premier League: la squadra di Guardiola non ha ancora vinto in campionato nel nuovo anno (3 pareggi su 3). La distanza dall’Arsenal capolista è di 6 punti; serve una vittoria in casa dei rivali per evitare la fuga dei Gunners.

Qui Manchester United

Manchester United

Manchester, England, UK – March 22, 2019 – Wall with symbol of Manchester United FC in the Old Trafford

Manchester United che dovrà fare a meno dell’infortunato De Ligt e di Mazraoui, ancora impegnato in Coppa d’Africa con il Marocco. Sono invece rientrati Amad Diallo e Bryan Mbeumo.

Per la sua prima partita da tecnico dello United, Carrick dovrebbe ripartire dal 4-2-3-1 impostato dal coach ad interim, Fletcher. Davanti a Lammers la linea a 4 sarà composta dalla coppia centrale Maguire e L.Martinez, con Dalot e Shaw in corsia. Il rientrante Mbeumo parte subito  dal 1′, completando la trequarti con Bruno Fernandes e Matheus Cunha. L’unica punta sarà Sesko, reduce da 3 gol nelle ultime 2 gare.

Man United

Qui Manchester City

Più assenze per Pep Guardiola in vista del derby. Il tecnico del City deve rinunciare a Gvardiol, Ruben Dias, Stones, Bobb e Savinho. Difficile anche la convocazione di Marmoush, appena rientrato dalla Coppa d’Africa.

Man City che scenderà in campo con il consueto 4-1-4-1: la coppia difensiva sarà composta da Aké e Khusanov, con Nunes e O’Reilly sulle fasce. Confermato Rodri in mediana, mentre sulla trequarti può trovare subito spazio il nuovo acquisto Semenyo, a discapito di Doku. Confermati Cherki, Foden e Bernardo Silva.

Manchester City

Phil Foden of Manchester City during the Premier League match Manchester City vs Manchester United at Etihad Stadium, Manchester, United Kingdom, 3rd March 2024
(Photo by Mark Cosgrove/News Images)

Manchester United-Manchester City, le probabili formazioni

Manchester United (4-2-3-1): Lammens; Dalot, Maguire, Martinez, Shaw; Casemiro, Mainoo; Mbeumo, Fernandes, Cunha; Sesko. All: Carrick.

Manchester City (4-1-4-1): Donnarumma; Nunes, Khusanov, Aké, O’Reilly; Rodri; Bernardo, Cherki, Foden, Semenyo; Haaland. All: Guardiola.

Manchester United-Manchester City, dove vederla

Il derby di Manchester , con calcio d’inizio in programma alle 13:30 di sabato 17 gennaio, sarà trasmesso in esclusiva su  su Sky Sport e in diretta streaming su NOW.

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Premier League

Manchester United, ora tocca a Carrick: chi è il nuovo mister dei Red Devils?

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Manchester United

Manchester United – Dopo l’esonero di Amorim, il club affida la panchina fino a fine stagione all’ex mediano, il cui debutto avverrà nel derby contro il City.

Il Manchester United sceglie di ripartire dal proprio passato per provare a raddrizzare una stagione complicata. Dopo l’esonero di Amorim e la breve parentesi di Darren Fletcher, i Red Devils hanno deciso di affidare la panchina a Michael Carrick, chiamato a traghettare la squadra fino al termine dell’annata.

Carrick ha superato la concorrenza di un’altra icona del club, Ole Gunnar Solskjaer, grazie a una conoscenza profonda dell’ambiente di Old Trafford e a un profilo ritenuto ideale per gestire uno spogliatoio delicato. Per l’ex centrocampista si tratta di un ritorno a casa: già nel 2021 aveva guidato lo United per tre gare da allenatore ad interim, ottenendo due vittorie e un pareggio prima dell’arrivo di Ralf Rangnick.

Manchester United, un vecchio veterano per la panchina

Da calciatore Carrick è stato uno dei pilastri dell’era Ferguson, collezionando 464 presenze, 24 gol e 35 assist e vincendo tutto: Champions League, Mondiale per Club, cinque Premier League ed Europa League. Pupillo storico di Sir Alex, il 44enne ha mantenuto negli anni un legame fortissimo con il club, testimoniato anche dalla presenza del figlio Jaycey nell’Academy dello United.

Manchester United

Conclusa la carriera nel 2018, Carrick ha iniziato subito ad allenare come vice di Mourinho e Solskjaer, prima di mettersi alla prova da primo allenatore al Middlesbrough, portato dal 21° al 4° posto in Championship nel 2022/23. L’esperienza si è chiusa al termine della stagione 2024/25.

Ora la sfida più grande: riportare serenità e risultati a Manchester. Carrick non rivoluzionerà lo staff, non ha richiesto bonus legati alla Champions e punta su equilibrio e pragmatismo, con il 4-2-3-1 come modulo di riferimento. L’esordio, però, è subito da brividi: sabato 17 gennaio, derby di Premier League contro il Manchester City. Una prova di fuoco per il nuovo traghettatore dei Red Devils.

 

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