I nostri Social

editoriale

Da Cardiff al Bernabeu: l’evoluzione di Real Madrid e Juventus in otto anni

Pubblicato

il

Dalla finale di Champions del 2017 a oggi, i destini di Real Madrid e Juventus non sono stati più diversi: i Blancos hanno continuato a dominare l’Europa, mentre la Vecchia Signora ha perso identità.

Otto anni fa, il 3 giugno 2017, Juventus e Real Madrid si sfidavano a Cardiff per la finale di Champions League. All’epoca le due squadre si somigliavano molto, ma quel 4-1 per i Blancos segnò molto più di un trionfo europeo: fu il punto di svolta che avrebbe tracciato percorsi opposti.

Da un lato, il Real di Zidane proseguì la propria dinastia, consolidando la leadership sportiva ed economica. Dall’altro, la Juventus iniziò un lento declino passando da potenza europea a club in perenne ricostruzione.

Real Madrid – Juventus: 8 anni di storia

Nel 2018 i bianconeri provarono la grande mossa: l’acquisto di Cristiano Ronaldo, l’uomo che li aveva eliminati ai quarti. Ma il sogno Champions rimase irraggiungibile. Dopo Allegri, Sarri, Pirlo e nuovi ritorni, la Juve si chiuse in un ciclo di cambi tecnici, inchieste e instabilità societaria. Il Covid aggravò la crisi, fino all’esclusione dalle coppe europee nel 2023 e alla fine dell’era Agnelli.

Juventus

Il Real, invece, pur rinnovandosi, non smise mai di vincere. In totale sono arrivate 3 Champions, 3 Liga e una notevole una sfilza di coppe internazionali. Perez ha costruito una nuova generazione di fenomeni — da Vinícius a Bellingham, fino a Mbappé — mantenendo una struttura solida e una visione chiara.

I numeri raccontano il resto. Nel 2017 il divario di fatturato era di 138 milioni, mentre oggi supera i 500. Il Real ha superato il miliardo di ricavi, la Juventus fatica a risalire sopra i 500.

Sul campo, le sfide dirette dopo Cardiff hanno solo confermato la distanza. L’ultima, al Mondiale per club 2025, ha visto ancora vincere il Real (1-0), sebbene in quell’occasione ci fosse voluto un super Di Gregorio per evitare una disfatta.

Stasera, al Bernabeu, la Juventus di Tudor proverà almeno per 90 minuti a colmare un abisso che, fuori dal campo, sembra ormai incolmabile. Cardiff, otto anni dopo, appare come il ricordo di un’epoca lontana — e di un equilibrio che non esiste più.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Juventus (@juventus)

editoriale

Milan-Comvest, cambiare tutto per cambiare niente: l’editoriale di Mauro Vigna

Pubblicato

il

Milan

Milan-Comvest, assisto ormai da alcuni giorni a scene di giubilo dei vari tifosi rossoneri alla notizia di un nuovo finanziatore. Ma perché festeggiare?

Gerry Cardinale è pronto a mettersi un altro cappio al collo per diversi anni. Normale per chi i soldi non li ha, farsi finanziare un progetto. Fino a qui niente di nuovo, o di strano. Non è normale secondo me festeggiare come fosse la seconda festa della liberazione.

Sappiamo che con ogni probabilità sarà Comvest a finanziare Cardinale per una cifra intorno ai 600 milioni di euro grazie alla quale verrà totalmente estinto il vendor loan di Elliott sgravando quindi la famiglia Singer da ogni futuro impegno nell’AC Milan e liberando l’uomo dei conti Giorgio Furlani.

E fino a qui sto raccontando fatti che penso non siano più una novità, visto che noi di Calcio Style ne parliamo da 10 giorni. Ma in fondo cosa cambierà? La risposta è: nulla.

L’obiettivo dell’operazione è sostituire integralmente Elliott col quale c’erano evidenti ed insanabili dissapori nella gestione del club, fatta la doverosa premessa che il detentore del 100% delle quote è comunque Cardinale. Ma un conto è essere il proprietario libero da vincoli, un conto è esserlo con un cappio al collo di 489 milioni di debito residuo.

Sostanzialmente l’operazione che si terrà nel breve termine sarà quella di un passaggio da un venditore a un finanziatore terzo. Ma di fatto che differenza ci sara? Di cifre? No perché Cardinale chiederà di più. Di tassi? Certamente Comvest non regala soldi, così come non li regalava Elliott.

Via Furlani liberi tutti? Si inizierà a spendere sul mercato come non ci fosse un domani? Dispiace dirlo, ma non sarà così. Comvest presterà soldi senza mettere nessuno a controllare? Anche qui la risposta è negativa. Calvelli sarà meglio di Furlani? No.

E allora cambierà qualcosa? L’ho già detto, assolutamente no.

Cappio al collo era, cappio al collo rimarrà. A meno che qualcuno venga a rilevare il 100% delle quote, ma questa è un’altra storia…di medio/lungo termine. Perché la certezza è che Cardinale venderà, i tempi non sono noti, ma sappiamo che l’obiettivo di un fondo è acquistare e poi vendere in guadagno. Il Milan non farà accezione.

Continua a leggere

editoriale

Milan, coi campioni si vince: lo capiranno? L’editoriale di Mauro Vigna

Pubblicato

il

Milan

Milan, nel day after la vittoria contro il Como in trasferta per 3-1, sono a interrogarmi se questa volta, per l’ennesima volta, la lezione sarà capita.

Il Milan vince a Como per 3-1 e cancella il record di imbaiitibilità degli uomini di Fabregas in casa. Una vittoria che non convince appieno, una quadra – il Milan – che lascia troppo campo agli avversari e che deve ringraziare Maignan se il risultato per i padroni di casa non è stato per niente tondo.

Deve anche ringraziare un altro francese – Adrien Rabiot – autore di una doppietta e di una prestazione gigantesca a metà campo, coprendo anche le zolle ieri sera lasciate un po’ vuote da uno spento Modric.

La dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, è che coi campioni si vince. Sì, perché Maignan e Rabiot non sono solo giocatori di livello, ma veri e propri campioni. E i campioni vanno tenuti, senza se e senza ma.

Lo capirà la dirigenza? Mi auguro di sì e che il rinnovo di Maignan possa essere solo il primo di altre importanti conferme. Fare cassa coi campioni non paga, la cessione di Tonali grida ancora vendetta, soprattutto se poi ci metti anni a trovare un sostituto.

 

Continua a leggere

editoriale

Inter, il demone degli scontri diretti non se ne va

Pubblicato

il

Inter

Inter – Continua l’astinenza di vittorie contro le grandi, finali da incubo e fragilità mentale. Anche con il cambio in panchina, i nerazzurri non riescono ancora a fare il salto decisivo.

L’Inter spreca ancora una volta l’occasione di dare una spallata al campionato e, soprattutto, di sfatare un tabù che comincia a pesare come un macigno. Avanti due volte, raggiunta due volte, fino al crollo finale che ha gelato San Siro. Il 2-2 con il Napoli è l’ennesima fotografia di una squadra che, nei momenti chiave, continua a tremare.

A nove minuti dalla fine i nerazzurri erano davanti, pronti a staccare i rivali e a mandare un segnale forte. Invece, su un pallone apparentemente innocuo, la confusione di Bisseck e Barella ha spalancato la porta a Lang e poi a McTominay, falco nell’area interista. Doccia fredda, l’ennesima, arrivata quando una squadra di questo livello dovrebbe invece saper condurre la partita fino ai titoli di coda.

Inter

Rasmus Højlund e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Chivu, alla vigilia, aveva parlato di un’Inter diversa rispetto a quella smarrita tra polemiche e nervosismi di un mese fa. Ha ragione solo in parte. I progressi ci sono, la crescita è evidente, ma certi fantasmi mentali resistono. Il problema non è solo la forza di avversari organizzati come il Napoli, bensì la sensazione che basti un episodio, un uomo – ieri Hojlund – per far vacillare un’intera struttura difensiva. È lì che riaffiora il demone della paura, quello che rende incandescenti gli ultimi minuti e difficili da gestire.

I protagonisti nerazzurri, a fine gara, parlano di “bicchiere mezzo pieno”. Parole di circostanza. La verità emerge ancora una volta dalle parole dell’allenatore: il peso di ciò che è accaduto nel finale della scorsa stagione non è stato ancora del tutto smaltito. Da allora l’Inter ha evitato di sprofondare, ha ritrovato competitività, ma resta convalescente. E il dato sugli scontri diretti lo certifica.

Inter, da quanto non vinci contro una big?

Dal 24 aprile 2024, notte del 2-1 sul Milan che consegnò il ventesimo Scudetto, i nerazzurri non hanno più vinto contro le grandi rivali: né Milan, né Napoli, né Juventus. Quasi due anni senza successi nei big match. Una serie fatta di pareggi beffardi, sconfitte pesanti e partite folli, dal derby d’Italia al cardiopalma finito 4-3 fino alle cadute con i rossoneri e ai duelli irrisolti con i campani. Fa eccezione solo la Roma, battuta due volte di misura in trasferta, ma l’incrocio con i giallorossi non ha lo stesso peso specifico degli altri.

Il segnale è chiaro e non va ignorato: l’Inter ha sprecato una grande occasione perché, nei momenti decisivi, non è ancora guarita. Abituarsi a non vincere gli scontri diretti sarebbe l’errore più grave. Il rischio è che quel demone, già visto all’opera l’anno scorso, continui a presentarsi sul più bello. E allora sì, che l’allarme diventerebbe definitivo.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Inter (@inter)

Continua a leggere

Ultime Notizie

Dinamo Mosca Dinamo Mosca
Calciomercato6 ore fa

Lecce, colpo in prospettiva: in arrivo un 2007 dall’Aalborg

Visualizzazioni: 26 Il Lecce ha finalizzato l’acquisto di Bertram Peter Skovgaard dall’Aalborg BK, promettente attaccante classe 2007,  che verrà aggregato...

Monza, Atalanta, Maldini, Lazio Monza, Atalanta, Maldini, Lazio
Focus7 ore fa

Lazio, Maldini porta soluzioni: ecco come potrebbe giocare con Sarri

Visualizzazioni: 79 La Lazio si prepara ad accogliere Daniel Maldini. L’ormai ex Atalanta può diventare una risorsa chiave in più...

Lecce Lecce
Serie A7 ore fa

Lecce, risolto il rebus Camarda: si opera a Milano ma rimane in giallorosso!

Visualizzazioni: 83 Il Lecce ha ribadito la volontà di non interrompere il prestito prima del termine della stagione. Farà le...

Cagliari-Parma Cagliari-Parma
Serie A8 ore fa

Parma, Cutrone-Luvumbo dal Cagliari e Nicolussi Caviglia in prestito! Ecco tutte le trattative in corso: i dettagli

Visualizzazioni: 76 Il Parma avrebbe intenzione di regalare dei rinforzi a Carlos Cuesta e sono vari i nomi cercati dai...

Insigne Insigne
Focus8 ore fa

Napoli, accadde oggi: vittoria scaccia crisi contro Sarri

Visualizzazioni: 56 Oggi, 6 anni fa, il Napoli ospitava la Juventus per la 21a giornata della Serie A 2019/2020. I...

Hellas Verona-Udinese Hellas Verona-Udinese
Serie A9 ore fa

Hellas Verona-Udinese, formazioni ufficiali

Visualizzazioni: 193 La sfida del lunedì sera tra Hellas Verona e Udinese chiude la 22° giornata di Serie A. Di...

Juventus Juventus
Serie A9 ore fa

Juventus, sondaggio per Kolo Muani: i dettagli

Visualizzazioni: 69 La Juventus, vista la situazione complicata per quanto riguarda l’affare En-Nesyri, starebbe valutando di riportare in bianconero Kolo...

Inter Inter
Calciomercato10 ore fa

Inter, intrigo attorno a Luis Enrique: la dirigenza ha già delineato i piani

Visualizzazioni: 62 Inter, il futuro di Luis Enrique è al centro delle discussioni in dirigenza. I piani, tuttavia, sembrano già...

Calabria Calabria
Calciomercato10 ore fa

Calabria vuole tornare in Serie A, tre club interessati: ostacolo ingaggio

Visualizzazioni: 121 Davide Calabria mira a un ritorno in Serie A, ma il suo stipendio di 2 milioni l’anno rappresenta...

Serie A10 ore fa

Fiorentina, Kean preoccupa: salta anche il Napoli?

Visualizzazioni: 59 Il problema alla caviglia che sta tormentando Moise Kean preoccupa e non poco la Fiorentina. La presenza dell’attaccante...

Le Squadre

le più cliccate

📱 Scarica la nostra App!
Disponibile su iOS e Android