Mondiali
Benin, sarà la prima volta al mondiale?
Il Benin domani vincendo contro la Nigeria si potrebbe qualificare per la prima volta ad un mondiale: una vera sorpresa visto che nel girone c’è il Sudafrica.
Il Benin domani a Uyo gioca l’ultima partita del girone C della zona africana delle qualificazioni al mondiale: una vittoria contro la Nigeria consentirebbe il pass per il Nordamerica, la prima volta nella propria storia per la nazione africana.

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Benin, appuntamento con la storia domani a Uyo contro la Nigeria: una vittoria è sarebbe la prima qualificazione al mondiale della storia
Certo che queste qualificazioni mondiali 2026 ne hanno riservato di sorprese, a livello di qualificate e possibili qualificazioni: si pensa alla Giordania e all’Uzbekistan, che hanno staccato il pass in anticipo ribaltando i pronostici che vedevano altre squadre più attrezzate per qualificarsi. Ma anche la zona africana potrebbe riservare sorprese, da Capo Verde al Gabon ma c’è anche il Benin, che in un girone che comprende due delle squadre più blasonate del calcio africano, Nigeria e Sudafrica, potrebbe domani qualificarsi al mondiale se batterà i nigeriani a Uyo.
Davvero incredibile per una nazionale e una nazione di cui si parla molto poco. Il Benin è indipendente dal 1961, dal 1972 al 1990 sotto la presidenza di Mathieu Kérékou fu sotto regime marxista, poi una difficile transizione democratica di cui gli effetti si vedono ancora oggi con l’attuale presidente filo-francese Talon. Lo stadio dove les Guépards giocano porta il nome dell’ex presidente Kérékou, finora ad ora nessun risultato di rilievo, salvo 4 qualificazioni alla Coppa d’Africa, dove nel 2019 arrivò sino ai quarti di finale, eliminati ai calci di rigore dal Marocco. Ma è in queste qualificazioni mondiali che il suo nome è spuntato nella cronaca non politica, visto che guida il girone C dove i favoriti alla vigilia erano appunto il Sudafrica e la Nigeria.
Serve vincere assolutamente domani contro i nigeriani, in virtù che in caso di arrivo pari punti al mondiale ci andrebbe il Sudafrica in virtù degli scontri diretti. Il CT tedesco Rohr ha una rosa di cui molti giocatori giocano in squadre europee, per lo più all’est Europa in particolar modo in Russia, tipo Ahlinvi che gioca nell’Arsenal Tula o in Romania come David Kiki che gioca nella Steaua Bucarest. Devo una vera favola, domani per i beninesi è appuntamento per la storia, con la possibilità di andare giocare per la prima volta in campionato mondiale di calcio.
Mondiali
Olanda, Koeman: “Difficile convocare Aké se gioca poco”
Il tecnico dell’Olanda Ronald Koeman esprime preoccupazione per il minutaggio di Nathan Aké, influenzando le convocazioni in nazionale in vista del Mondiale.
Olanda, le dichiarazioni di Koeman
L’allenatore della nazionale olandese, Ronald Koeman, ha recentemente espresso le sue preoccupazioni riguardo al tempo di gioco di Nathan Aké. In una dichiarazione riportata da Fabrizio Romano, Koeman ha sottolineato che è difficile convocare Aké se non gioca regolarmente. Questo commento mette in luce le sfide che i calciatori incontrano quando non riescono a ottenere abbastanza tempo sul campo.

Darwin Nunez #9 of Liverpool and Nathan Ake #6 of Manchester City challenge for the ball during the Premier League match Manchester City vs Liverpool at Etihad Stadium, Manchester, United Kingdom, 25th November 2023
(Photo by Conor Molloy/News Images)
La reazione di Nathan Aké
Dal canto suo, Nathan Aké ha dichiarato che ogni giocatore desidera giocare il più possibile e che continuerà a lottare per guadagnarsi il suo posto in squadra. Le parole di Aké dimostrano la determinazione del difensore nel cercare di aumentare il suo impatto sia a livello di club sia in nazionale.
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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
🚨 Nathan Aké: “Ronald Koeman said to me a few times that he wants me to play more and it is difficult to call me up if I don’t play a lot, obvious”.
“Every player wants to play as much as possible. The only thing I can say is I keep fighting every time…”, says via @spbajko.
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) Jan 3, 2026
Mondiali
Mondiale 2026, mai così tanti: i gironi saranno 12
Il Mondiale 2026 si prepara a fare la storia con una rivoluzionaria fase a gironi che prevede dodici gruppi per la prima volta.
Una nuova era per la Coppa del Mondo
La FIFA ha recentemente annunciato una riforma storica per la Coppa del Mondo 2026, che si terrà in Nord America. Per la prima volta nella storia del torneo, la competizione vedrà 48 squadre partecipare, suddivise in dodici gironi da quattro squadre ciascuno. Questa modifica mira a offrire maggiore spettacolo e opportunità a nazioni che finora non avevano avuto molte possibilità di partecipare al torneo globale.
La decisione di espandere il numero di squadre partecipanti è stata accolta con entusiasmo da molti paesi emergenti nel panorama calcistico. Questo cambiamento potrebbe trasformare il Mondiale in un evento ancora più inclusivo e globale, aumentando l’interesse e la partecipazione a livello mondiale.
Implicazioni per le nazionali
Questa nuova struttura potrebbe avere un impatto significativo sulle strategie delle nazionali. Con più squadre in gioco, le qualificazioni diventeranno ancora più competitive, e le partite della fase a gironi potrebbero rivelarsi decisive fin dai primi incontri. Gli allenatori dovranno adattarsi a questa nuova realtà, con la pressione di garantire non solo la qualificazione, ma anche prestazioni convincenti durante la fase iniziale del torneo.
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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio
I dodici Gironi del Mondiale 2026https://t.co/aCQYNWeUnL
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) December 5, 2025
Mondiali
Mondiali 2026, Trump riceve il FIFA Peace Prize
Donald Trump vince il primo FIFA Peace Prize, un riconoscimento straordinario per il presidente degli Stati Uniti, già protagonista nel Mondiale per Club.
Un premio inaspettato per Trump
La notizia è sorprendente: Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, è stato insignito del primo FIFA Peace Prize. Questo prestigioso riconoscimento è stato assegnato per il suo contributo alla promozione della pace attraverso il calcio. La FIFA, l’organo di governo del calcio mondiale, ha deciso di creare questo premio per onorare coloro che utilizzano lo sport più popolare al mondo come strumento di unità e dialogo.
Reazioni dal mondo dello sport
La notizia ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo dello sport e della politica. Alcuni vedono il premio come un’eccezionale riconoscimento del potere del calcio nel promuovere il dialogo e la comprensione tra le nazioni. Altri, invece, si interrogano sulla scelta della FIFA, considerando il passato e il presente controverso di Trump in ambito politico e sociale. Nonostante le critiche, il premio sottolinea l’importanza del calcio come veicolo di pace e collaborazione internazionale.

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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
🚨 USA President Donald Trump wins the inaugural FIFA Peace Prize. 🏆✨
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) Dec 5, 2025
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