Mondiale per Club
River Plate-Urawa Reds, primi 3 punti per gli argentini nel gruppo E
River Plate e Urama Red sono scese in campo al Lumen Field di Seattle. La partita tra le due squadre del gruppo E, lo stesso dell’Inter, è terminata 3-1 per la formazione argentina.
Il gruppo E del Mondiale Per Club, quello che vede protagonista l’Inter, si è aperto con la sfida tra il River Plate e i giapponesi del Urama Red Diamonds. Al Luman Field di Seattle sono gli argentini ad assicurarsi i tre punti, battendo l’Urama con il punteggio di 3-1. A segno Colidio, Driussi e Meza per il River. Per i giapponesi serve a poco il rigore del momentaneo 1-2 trasformato al 56’ da Matsuo.
Aspettando i nerazzurri, impegnati contro i messicani del Monterrey all’esordio nel torneo, la formazione di Gallardo si porta in solitaria in testa al gruppo E. Nonostante la sconfitta maturata, la squadra di Saitama ha saputo tenere testa agli argentini per grande parte dell’incontro. L’Urama Red Diamonds tornerà in campo per affrontare l’Inter nella seconda gara del girone sabato sera.

River Plate, Colidio sblocca il match
Prima occasione della partita targata River Plate. Driussi con il mancino colpisce il palo interno al 9’ minuto di gioco. Due minuti dopo la squadra di Buenos Aires trova la rete del vantaggio con Facundo Colidio. L’ex attaccante della primavera dell’Inter gira di testa in porta il pallone sul cross preciso di Acuna. Azione partita dai piedi del più atteso in campo, Franco Mastantuono.
Dopo una grande avvio dei Los Millonarios, la squadra di Saitama riesce a prendere le contromisure in campo negli ultimi minuti del primo tempo. Al minuto 32’ i giapponesi sorprendono la difesa del River su un calcio piazzato. Su un calcio di punizione il capitano norvegese della squadra Hoibraten firma il pareggio di testa beffando Armani. La posizione irregolare del difensore viene però segnalata dal guardalinee, e la rete annullata dal direttore di gara. Pochi minuti dopo Takuro mette alla prova l’estremo difensore degli argentini con un tiro dal limite dell’area.
Il primo tempo tra River Plate e Urama Red finisce 1-0 per la formazione di Gallardo.
River Plate-Urawa Red, il 2° tempo
Nonostante il vantaggio il tecnico del River effettua due cambi all’intervallo. Entrano in campo Galoppo e Mesa, al posto di Enzo Perez e Nacho Fernandez. Due minuti dall’inizio della ripresa e gli argentini trovano il gol del 2-0. L’azione nasce da un errore difensivo dei giapponesi: Hoilbraten sbaglia il retropassaggio di testa servendo Driussi che scavalca il portiere Nishikawa in uscita con un tocco morbido. L’esterno argentino ex Zenit nello scontro con il numero 1 giapponese si fa male ed è costretto a lasciare il campo per una distorsione alla caviglia sinistra. Al suo posto dentro Borja.
Al 56’ gli Urawa Reds Diamonds si guadagnano un calcio di rigore. Ottima costruzione della manovra della squadra di Skorza che riescono a ribaltare il campo con una serie di passaggi in verticale. Una volta arrivati in zona offensiva, l’ala destra Takuno viene steso in area da Acuna con un fallo. L’arbitro Zweyer non ha dubbi e indica il dischetto. Matsuo si presenta dagli 11 metri e con il destro spiazza Armani accorciando le distanze. Con più di mezz’ora da giocare la gara resta aperta Lumen Field di Seattle.
Al 62’ Mastantuono prova ad accendersi con una giocata individuale: il tiro finale del talento argentino, promesso sposo del Real Madrid, è facile preda del portiere dei Diamonds. Al 73’ il River riporta a 2 le lunghezze di vantaggio trovando il gol del 3-1 su calcio d’angolo. Dalla bandierina va Acuna che con il sinistro pesca Meza sul primo palo: il centrocampista di testa trafigge il portiere avversario. Il River va vicino anche al gol del 4-1 con Mastantuono: il 17enne sfiora il palo con un colpo di testa da dentro l’area di rigore.
Il River Plate inizia il Mondiale per Club battendo 3-1 l’Urawa Red Diamonds.
Mondiale per Club
Chelsea, Maresca è solo l’ultimo: il legame tra i Blues e i tecnici italiani
Il Chelsea di Maresca, dopo la Conference League, si aggiudica anche il Mondiale per club. La tradizione tra i tecnici italiani e i Blues continua…
Il Chelsea di Enzo Maresca è sul tetto del mondo. Tutto facile per i Blues che nel fantastico impianto newyorkese del MetLife Stadium hanno annientato il Paris Saint Germain con un netto 3-0, maturato nel primo tempo.
Dopo la Conference League conquistato contro il Betis, il Chelsea si porta a casa una doppietta di trofei niente male. La prima esperienza sulla panchina del club inglese per l’ex vice di Guardiola è stata molto positiva. Infatti, oltre ad aver portato in bacheca due trofei, Maresca ha anche guidato il Chelsea al terzo posto, valido per la qualificazione alla prossima Champions League.
L’ex tecnico del Leicester ha già conquistato i cuori dei tifosi dei Blues. Ma questa non è una novità. Infatti, la storia ci insegna che tra il lussuoso quartiere londinese e i colori italiani c’è sempre stato un fortissimo legame. Maresca non è il primo italiano a portare in alto il Chelsea. Diversi sono gli azzurri che sono passati sia in campo che in panchina e che sono rimasti molto legati ai Blues.

Il primo che viene in mente è sicuramente Gianluca Vialli. L’ex gemello del goal arriva a Londra sotto la guida di Gullit, dove vince subito una FA Cup. Dopo l’addio dell’olandese, Vialli diventa player-coach e in questo doppio ruolo vince una Supercoppa UEFA e conquista uno storico secondo posto.
A sedersi sulla panchina del Chelsea nel lontano 2009 arriva anche Carlo Ancelotti con il suo iconico sopracciglio che porta in bacheca un incredibile double: Premier League ed FA Cup. Prima dell’arrivo dell’attuale ct del Brasile mai nessuno era riuscito a compiere la doppietta sulla panchina dei Blues. Un altro tecnico che sicuramente rimarrà nella storia del Chelsea è Roberto Di Matteo, colui che ha portato a Stamford Bridge la prima storica Champions League. Il 19 maggio 2012 batte il Bayern Monaco ai rigori grazie ad un “meravigliosamente, immensamente Drogba” che trascina la propria squadra al titolo più ambito.

La storia dei tecnici italiani sulla sponda blu di Londra non si ferma certo qui. Nel 2016 arriva il “serial winner”, quello capace di vincere in ogni piazza (l’ha dimostrato quest’anno a Napoli, come se ce ne fosse bisogno): Antonio Conte. L’ex Juve al primo anno domina la Premier League con 30 vittorie in 38 giornate. L’anno successivo si porta anche a casa una FA Cup contro lo United di Mourinho.
Infine nell’annata 2018-19 arriva Maurizio Sarri. L’ex Napoli può fare affidamento su un Eden Hazard in gran spolvero che trascina i Blues alla vittoria dell’Europa League contro i rivali di sempre dell’Arsenal.
La connessione tra il Bel Paese e il Chelsea continua a scrivere pagine importanti di storie e noi ci auguriamo che anche Enzo Maresca possa continuare su questa scia, da lui stessa disegnata.
Mondiale per Club
Chelsea, una vittoria da outsider come nel 1998 in Supercoppa europea
La vittoria di ieri nel Mondiale per club del Chelsea contro il PSG ricorda molti la vittoria in Supercoppa europea 1998 contro il Real Madrid da outsider.
Ieri il Chelsea ha vinto il Mondiale per club battendo il PSG in finale a sorpresa: una vittoria da outsider dei Blues, che ricorda molto quella in Supercoppa europea nel 1998 contro il Real Madrid di Raul.

London, United Kingdom, 7th August 2024:- Outside Stamford Bridge, the home of Chelsea Football Club
Chelsea, i Blues vincono il Mondiale per club da outsider: una impresa simile quella del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid
Il Chelsea chiude la sua straordinaria stagione vincendo il Mondiale per club, battendo il PSG campione d’Europa in finale per 3 a 0, per Enzo Maresca è il secondo trofeo stagionale dopo la Conference League di maggio contro il Betis. La vittoria dei Blues è stata davvero contro tutti i pronostici, visto che il PSG aveva vinto e stravinto tutto in questa stagione, sembrava davvero un armata invincibile. Ma si sa, nel calcio i pronostici si possono ribaltare nel campo di gioco, questa impresa a molti tifosi Blues è ricordata quella dell’agosto del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid campione d’Europa di Raul.
Anche in quella occasione, i Blues partivano sfavoriti, non per la formazione, che era di livello altissimo tanto che il compianto Gianluca Vialli decise di non scendere in campo, vestendo solo i panni del tecnico, delegando l’attacco a Zola e Casiraghi, mica chiunque. Certo, le merengues erano uno squadrone, oltre Raul c’erano anche Redondo, Seedorf, Hierro, Sanchis, Mijatovic e Roberto Carlos, tanto che Guus Hiddink si permise di tenere in panchina nientemeno che Fernando Morientes. Ma alla fine la spuntarono i Blues di misura per 1 a 0, con la rete di Gustavo Poyet. Quindi, un impresa da outsider, che ancora una volta dimostra che i pronostici lasciano il tempo che trovano e conta ciò che si fa nei 90 minuti di gioco, come lo ha dimostrato il Chelsea ieri sera ed anche quello del lontano 1998.
Mondiale per Club
Mondiale per Club: duello spettatori Real Madrid-Psg
Con il Mondiale per Club ormai terminato è tempo di tirare le somme sulla nuova competizione organizzata dalla FIFA. A partire dall’affluenza media.
Al Metlife Stadium di East Rutherford la competizione mondiale per club registrava 81.118 presenze, rendendo l’atto finale tra Chelsea e Psg l’incontro più visto, seppur di poco, del torneo.

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Spettatori Mondiale per Club: il duello che non ti aspetti
Si perchè la finale per poche centinaia di spettatori supera quel Psg e Atletico Madrid della fase a gironi che aveva registrato 80.619 spettatori. Alla fine della fiera, o per meglio dire del torneo, la spuntata il Chelsea di Enzo Maresca, che aggiunge un altro trofeo dopo la Conference League. Ma non solo. Con il successo nel Mondiale per Club il Chelsea diventa l’unica squadra ad aver vinto almeno una volta tutte e 5 le competizioni europee.
C’è da dire che, non con molto stupore però va segnalato, che nessuna delle due finaliste ha registrato un’affluenza media inferiore rispetto agli altri club, pur essendo arrivate fino in fondo. I campioni in carica addirittura terminano il loro torneo al 5o posto per affluenza media, dietro addirittura all’Atletico Madrid martoriato a suon di gol dalla squadra transalpina.
Si conferma squadra dal Dna internazionale il Real Madrid. La squadra del neo allenatore Xabi Alonso si conferma prima alla fine del torneo con 68.962 spettatori medi per partita, pur essendo arrivata fino in finale. Ma la squadra spagnola aveva affermato il suo dominio già nella fase a girone. A chiudere il podio la squadra di Luis Enrique, seconda, con 68.019 spettatori di medi e l’Inter Miami di Leo Messi, arrivato agli ottavi, con 54.799.
Quasi snobbate le italiane. Entrambe uscite agli ottavi di finale, la Juventus si è in qualche modo difesa, mentre differente la situazione dell’Inter. La Vecchia Signora ha chiuso al 13esimo posto con una media di 41.651. L’Inter ha chiuso il percorso nella caldissima Charlotte supportato da 20.030 spettatori. Tuttavia, quest’ottavo di finale è risultato il match meno visto dalla fase a eliminazione diretta in poi. I nerazzurri chiuderanno poi con una media di 32.596, la terzultima fra le europee.
Peggio di loro infatti, a livello europeo, solamente il Salisburgo (28.573) ed il Benfica 30.380).
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