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Mondiale per Club

Al-Hilal, Inzaghi non si arrende per Osimhen | l’offerta

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Napoli, Osimhen

Al-Hilal, il club saudita rilancia per il bomber del Napoli con una maxi offerta. Ecco di quanto si tratta.

L’Al-Hilal non ha alcuna intenzione di fermarsi. Dopo aver portato in panchina Simone Inzaghi, il club saudita vuole ora regalare al tecnico italiano due colpi sensazionali direttamente dalla Serie A, ovvero Theo Hernandez e Victor Osimhen. Due nomi che fanno tremare Milan e Napoli, due operazioni che potrebbero scuotere il mercato europeo e rilanciare l’ambizione saudita a livello mondiale.

Al-Hilal, la nuova offerta per Osimhen

Secondo quanto riportato oggi dal Corriere dello Sport, i dirigenti dell’Al-Hilal hanno rilanciato con forza su entrambi i fronti. La trattativa più clamorosa riguarda senza dubbio Osimhen, che potrebbe diventare il nuovo volto della Saudi Pro League. Al centravanti nigeriano, attualmente sotto contratto con il Napoli fino al 2026, è stato offerto un contratto triennale da capogiro: 40 milioni di euro netti a stagione fino a giugno 2028, con opzione per un quarto anno. In totale, l’operazione potrebbe fruttare al giocatore ben 160 milioni di euro.

Una proposta economicamente irrinunciabile, che arriva in un momento decisivo per il futuro dell’attaccante. Il Napoli, infatti, potrà prolungare unilateralmente il contratto fino al 2027 nel caso in cui Osimhen non venga ceduto entro il 30 giugno. Il suo attuale ingaggio è di 10 milioni netti all’anno e la clausola rescissoria – valida solo per l’estero – è di 75 milioni. Il Galatasaray, dove Osimhen ha vissuto una stagione superlativa in prestito (37 gol in 41 presenze), spinge per trattenerlo, ma sembra non avere armi per competere con il potere economico saudita. Sul nigeriano, comunque, restano forti anche gli interessi di Manchester United e Juventus.

Al-Hilal

VICTOR OSIMHEN INVITA TUTTI ALLA CALMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Parallelamente, l’Al-Hilal continua a spingere per Theo Hernandez. Il terzino sinistro francese del Milan è da tempo nel mirino e rappresenterebbe un altro tassello chiave per alzare il tasso tecnico della rosa allenata da Inzaghi. Dopo aver sondato il terreno nelle scorse settimane, ora i sauditi sono pronti a formalizzare un’offerta concreta, consapevoli del fatto che convincere il Milan a privarsi di uno dei suoi simboli non sarà semplice, ma nemmeno impossibile, specie se il giocatore aprisse alla destinazione.

La finestra di mercato “extra”

A rafforzare l’urgenza dell’Al-Hilal c’è anche il regolamento del nuovo Mondiale per Club. Le squadre qualificate alla fase a eliminazione diretta, infatti, potranno inserire due nuovi elementi nella rosa tra il 27 giugno e il 3 luglio. Un’occasione che il club saudita vorrebbe sfruttare per tesserare proprio Hernandez e Osimhen, a patto di riuscire a superare il girone.

Dopo due giornate della fase a gruppi, l’Al-Hilal ha raccolto 2 punti – frutto di due pareggi – e insegue il Real Madrid e il Salisburgo, entrambi a quota 4. Il prossimo impegno, però, è contro il fanalino di coda Pachuca, già eliminato. Un successo potrebbe proiettare il club saudita al turno successivo, aprendo concretamente le porte a un doppio arrivo clamoroso.

Mondiale per Club

Chelsea, Maresca è solo l’ultimo: il legame tra i Blues e i tecnici italiani

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Chelsea

Il Chelsea di Maresca, dopo la Conference League, si aggiudica anche il Mondiale per club. La tradizione tra i tecnici italiani e i Blues continua…

Il Chelsea di Enzo Maresca è sul tetto del mondo. Tutto facile per i Blues che nel fantastico impianto newyorkese del MetLife Stadium hanno annientato il Paris Saint Germain con un netto 3-0, maturato nel primo tempo.

Dopo la Conference League conquistato contro il Betis, il Chelsea si porta a casa una doppietta di trofei niente male. La prima esperienza sulla panchina del club inglese per l’ex vice di Guardiola è stata molto positiva. Infatti, oltre ad aver portato in bacheca due trofei, Maresca ha anche guidato il Chelsea al terzo posto, valido per la qualificazione alla prossima Champions League.

L’ex tecnico del Leicester ha già conquistato i cuori dei tifosi dei Blues. Ma questa non è una novità. Infatti, la storia ci insegna che tra il lussuoso quartiere londinese e i colori italiani c’è sempre stato un fortissimo legame. Maresca non è il primo italiano a portare in alto il Chelsea. Diversi sono gli azzurri che sono passati sia in campo che in panchina e che sono rimasti molto legati ai Blues.

Chelsea

Il primo che viene in mente è sicuramente Gianluca Vialli. L’ex gemello del goal arriva a Londra sotto la guida di Gullit, dove vince subito una FA Cup. Dopo l’addio dell’olandese, Vialli diventa player-coach e in questo doppio ruolo vince una Supercoppa UEFA e conquista uno storico secondo posto.

A sedersi sulla panchina del Chelsea nel lontano 2009 arriva anche Carlo Ancelotti con il suo iconico sopracciglio che porta in bacheca un incredibile double: Premier League ed FA Cup. Prima dell’arrivo dell’attuale ct del Brasile mai nessuno era riuscito a compiere la doppietta sulla panchina dei Blues. Un altro tecnico che sicuramente rimarrà nella storia del Chelsea è Roberto Di Matteo, colui che ha portato a Stamford Bridge la prima storica Champions League. Il 19 maggio 2012 batte il Bayern Monaco ai rigori grazie ad un “meravigliosamente, immensamente Drogba” che trascina la propria squadra al titolo più ambito.

Drogba, Chelsea

La storia dei tecnici italiani sulla sponda blu di Londra non si ferma certo qui. Nel 2016 arriva il “serial winner”, quello capace di vincere in ogni piazza (l’ha dimostrato quest’anno a Napoli, come se ce ne fosse bisogno): Antonio Conte. L’ex Juve al primo anno domina la Premier League con 30 vittorie in 38 giornate. L’anno successivo si porta anche a casa una FA Cup contro lo United di Mourinho.

Infine nell’annata 2018-19 arriva Maurizio Sarri. L’ex Napoli può fare affidamento su un Eden Hazard in gran spolvero che trascina i Blues alla vittoria dell’Europa League contro i rivali di sempre dell’Arsenal.

La connessione tra il Bel Paese e il Chelsea continua a scrivere pagine importanti di storie e noi ci auguriamo che anche Enzo Maresca possa continuare su questa scia, da lui stessa disegnata.

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Mondiale per Club

Chelsea, una vittoria da outsider come nel 1998 in Supercoppa europea

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La vittoria di ieri nel Mondiale per club del Chelsea contro il PSG ricorda molti la vittoria in  Supercoppa europea 1998 contro il Real Madrid da outsider.

Ieri il Chelsea ha vinto il Mondiale per club battendo il PSG in finale a sorpresa: una vittoria da outsider dei Blues, che ricorda molto quella in Supercoppa europea nel 1998 contro il Real Madrid di Raul.

Chelsea, i Blues vincono il Mondiale per club battendo il PSG in finale, vittoria contro ogni pronostico come fu quella in Supercoppa europea nel 1998 contro il Real Madrid di Raul

London, United Kingdom, 7th August 2024:- Outside Stamford Bridge, the home of Chelsea Football Club

Chelsea, i Blues vincono il Mondiale per club da outsider: una impresa simile quella del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid

Il Chelsea chiude la sua straordinaria stagione vincendo il Mondiale per club, battendo il PSG campione d’Europa in finale per 3 a 0, per Enzo Maresca è il secondo trofeo stagionale dopo la Conference League di maggio contro il Betis. La vittoria dei Blues è stata davvero contro tutti i pronostici, visto che il PSG aveva vinto e stravinto tutto in questa stagione, sembrava davvero un armata invincibile. Ma si sa,  nel calcio i pronostici si possono ribaltare nel campo di gioco, questa impresa a molti tifosi Blues è ricordata quella dell’agosto del 1998 in Supercoppa europea contro il Real Madrid campione d’Europa di Raul.

Anche in quella occasione, i Blues partivano sfavoriti, non per la formazione, che era di livello altissimo tanto che il compianto Gianluca Vialli decise di non scendere in campo, vestendo solo i panni del tecnico, delegando l’attacco a Zola e Casiraghi, mica chiunque. Certo, le merengues erano uno squadrone, oltre Raul c’erano anche Redondo, Seedorf, Hierro, Sanchis, Mijatovic e Roberto Carlos, tanto che Guus Hiddink si permise di tenere in panchina nientemeno che Fernando Morientes. Ma alla fine la spuntarono i Blues di misura per 1 a 0, con la rete di Gustavo Poyet. Quindi, un impresa da outsider, che ancora una volta dimostra che i pronostici lasciano il tempo che trovano e conta ciò che si fa nei 90 minuti di gioco, come lo ha dimostrato il Chelsea ieri sera ed anche quello del lontano 1998.

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Mondiale per Club: duello spettatori Real Madrid-Psg

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Chelsea

Con il Mondiale per Club ormai terminato è tempo di tirare le somme sulla nuova competizione organizzata dalla FIFA. A partire dall’affluenza media. 

Al Metlife Stadium di East Rutherford la competizione mondiale per club registrava 81.118 presenze, rendendo l’atto finale tra Chelsea e Psg l’incontro più visto, seppur di poco, del torneo.

mondiale per club

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Spettatori Mondiale per Club: il duello che non ti aspetti

Si perchè la finale per poche centinaia di spettatori supera quel Psg e Atletico Madrid della fase a gironi che aveva registrato 80.619 spettatori. Alla fine della fiera, o per meglio dire del torneo, la spuntata il Chelsea di Enzo Maresca, che aggiunge un altro trofeo dopo la Conference League. Ma non solo. Con il successo nel Mondiale per Club il Chelsea diventa l’unica squadra ad aver vinto almeno una volta tutte e 5 le competizioni europee.

C’è da dire che, non con molto stupore però va segnalato, che nessuna delle due finaliste ha registrato un’affluenza media inferiore rispetto agli altri club, pur essendo arrivate fino in fondo. I campioni in carica addirittura terminano il loro torneo al 5o posto per affluenza media, dietro addirittura all’Atletico Madrid martoriato a suon di gol dalla squadra transalpina.

Si conferma squadra dal Dna internazionale il Real Madrid. La squadra del neo allenatore Xabi Alonso si conferma prima alla fine del torneo con 68.962 spettatori medi per partita, pur essendo arrivata fino in finale. Ma la squadra spagnola aveva affermato il suo dominio già nella fase a girone. A chiudere il podio la squadra di Luis Enrique, seconda, con 68.019 spettatori di medi e l’Inter Miami di Leo Messi, arrivato agli ottavi, con 54.799.

Quasi snobbate le italiane. Entrambe uscite agli ottavi di finale, la Juventus si è in qualche modo difesa, mentre differente la situazione dell’Inter. La Vecchia Signora ha chiuso al 13esimo posto con una media di 41.651. L’Inter ha chiuso il percorso nella caldissima Charlotte supportato da 20.030 spettatori. Tuttavia, quest’ottavo di finale è risultato il match meno visto dalla fase a eliminazione diretta in poi. I nerazzurri chiuderanno poi con una media di 32.596, la terzultima fra le europee.

Peggio di loro infatti, a livello europeo, solamente il Salisburgo (28.573) ed il Benfica 30.380).

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