Focus
Fiorentina, chi è Solomon: il primo colpo dell’era Paratici
La Fiorentina si rinforza con l’acquisto dell’esterno israeliano Manor Solomon. Ex Tottenham e Villarreal, il classe ’99 è pronto a offrire le sue qualità per risollevare le sorti del club viola.
La Fiorentina è in cerca di nuovi elementi per migliorare la propria situazione in classifica. E quale momento migliore per farlo se non durante il mercato di gennaio? Il club viola ha infatti concluso l’acquisto di Manor Solomon, esterno israeliano nato nel 1999 e di proprietà del Tottenham, ma che ha trascorso l’ultimo periodo in prestito al Villarreal, senza trovare molto spazio. Solomon è un pilastro della sua nazionale, un giocatore di qualità ed esperienza con un passato in Ucraina e Inghilterra, dove ha vestito le maglie di Shakhtar, Fulham e Leeds.

Solomon, il primo acquisto della Fiorentina di Fabio Paratici
Solomon sarà il primo acquisto della Fiorentina sotto la guida di Fabio Paratici. Fu proprio l’ex Juventus, nel 2023, a portare l’israeliano al Tottenham dallo Shakhtar Donetsk. La speranza è quella di rivedere quel grande talento ammirato ai tempi dello Shakhtar e che nel 2022 ha fatto innamorare mezza Europa, tra cui il Torino all’epoca guidato da Ivan Juric che era alla ricerca del sostituto di Brekalo. Probabilmente, nel destino di Solomon doveva esserci la Serie A.
Solomon potrebbe essere la scommessa vincente che può aiutare Kean e compagni a trovare più facilmente la via del gol. Ma che cosa può offrire alla Fiorentina di Vanoli? Classica ala capace di giocare su entrambe le fasce con velocità e dribbling. Un profilo creativo, con visione di gioco e che spesso si accentra per provare a concludere verso lo specchio della porta. Il 3-5-2 (o 3-5-1-1) di Vanoli non sembra essere lo schieramento ideale per esaltare le caratteristiche di Solomon, ma potrebbe ritagliarsi il suo spazio dietro le punte, accanto a Kean, oppure provare ad arretrarlo come quinto di centrocampo nonostante la lontananza della porta.
Gli anni d’oro di Donetsk e la Premier con Tottenham, Fulham e Leeds
Gli anni più importanti di Solomon sono stati sicuramente con la maglia dello Shakhtar Donetsk. L’israeliano venne acquistato dagli ucraini nel gennaio 2019 per poco più di 5 milioni di euro dal Maccabi Petah Tikva. Il talento è talmente grande che ci impiega pochissimo per conquistare una maglia da titolare e per rubarsi la scena in ambito internazionale.
Dopo essersi messo in mostra con lo Shakhtar, per Solomon si sono spalancate le porte della Premier League. Ecco il Fulham di Marco Silva, squadra che riuscì a conquistare una salvezza tranquilla e a raggiungere anche i quarti di finale di FA Cup. Solomon non era un titolare fisso, ma riuscì comunque a dare il suo contributo, in particolare nella vittoria per 1-0 contro il Brighton.
Successivamente, l’esperienza al Tottenham non fu del tutto memorabile complice un infortunio al menisco e gli Spurs decisero di girarlo in prestito al Leeds United in Championship. Proprio qui, nell’Inghilterra settentrionale, Solomon riesce a far rivedere sprazzi del talento ammirato in Ucraina: è uno dei migliori giocatori della squadra, totalizzando 10 gol e 12 assist. Il momento più importante è stato il goal all’ultimo minuto nella gara decisiva contro il Plymouth Argyle, con il quale ha realizzato il gol che ha consegnato al Leeds la promozione in Premier League.
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Fonte: Gianluca Di Marzio.
Focus
Roma: l’attacco preoccupa, e rimane il problema rimonte
Anche contro l’Atalanta l’impatto offensivo della Roma è stato nullo: negli ultimi 10 anni di carriera mai le squadre di Gasperini erano andate così male.
La Roma continua a faticare a trovare la via del gol. Anche nella prima gara del 2026 contro l’Atalanta la squadra giallorossa non ha concretizzato le poche occasioni avute a disposizione contro i nerazzurri ai quali, al contrario, è bastata una sola chance per mettere al sicuro il risultato.

GRATTACAPI PER GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma: i numeri di un attacco che non punge
Anno nuovo, soliti problemi di inizio stagione. Alla vigilia della diciannovesima giornata di Serie A, quindi metà campionato, la Roma si ritrova con solamente 20 gol fatti: meglio dei giallorossi hanno fatto tutte le squadre che la precedono in classifica, con l’Inter capolista solitaria a 35 marcature. Meglio della Roma addirittura anche Sassuolo e Como con 23 reti a testa.
Troppo poco per una squadra il cui obiettivo è arrivare in zona Champions. Numeri nuovi anche per lo stesso Gasperini: mai negli ultimi dieci anni di carriera le squadre del tecnico piemontese avevano segnato così poco.

EVAN FERGUSON E ARTEM DOVBYK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Oltre agli scarsi numeri offensivi rimane un altro problema correlato, quello delle rimonte: in campionato, nelle otto occasioni in cui la Roma è passata in svantaggio solamente in una è riuscita a recuperare (nel 2-1 al Franchi contro la Fiorentina). Nelle altre sette la Roma è uscita sempre sconfitta senza riuscire a segnare nemmeno una rete. In Europa League la solfa non cambia: nelle sconfitte interne contro Lille e Viktoria Plzen la Roma non è mai riuscita a rimontare.
I motivi della sterilità offensiva dei giallorossi sono vari: incapacità di concretizzare le occasioni, ma anche di crearle. Manca soprattutto la capacità di portare a casa le vittorie “sporche” o di corto muso quando le gare si fanno dure sin da subito. Il miglior realizzatore della squadra è Soulè con 5 reti. Tutti gli altri attaccanti hanno collezionato appena sei reti in totale. Numeri impietosi che Gasperini spera di poter sistemare al più presto: urgono rinforzi offensivi dal calciomercato che possano invertire la rotta.
Focus
Juventus, sei Yildiz-centrica: il 10 pronto al grande salto
La Juventus si gode il talento di Kenan Yildiz e prepara il maxi rinnovo di contratto con ingaggio praticamente da top player. Lui sarà all’altezza?
Negli ultimi anni la stella turca ha conquistato sempre più una posizione dominante all’interno della rosa bianconera ma non solo. Da giovane promessa ha cambiato status in top.
Juventus, un 10 non a caso: Yildiz sulle orme di Pinturicchio?
Nel calcio di oggi si sa, l’importanza del 10 è sempre meno centrale nel complesso di una squadra ma esistono ancora quei giocatori capaci di valorizzare un numero storico, da sempre simbolo di talento e qualità smisurati. Chi era degno di guadagnarsi quella maglia sarebbe stato il punto di riferimento per un intero gruppo e se si parla di Juventus il rimando è subito al leggendario capitano, Alessandro del Piero.
Dal suo ritiro sotto la Mole si sono succeduti diversi diez, da Tevez a Pogba passando per Dybala ma, nonostante il livello impressionante raggiunto da essi, nessuno sembra essere paragonabile a quello che oggi rappresenta Kenan Yildiz per prospettive e importanza all’interno del gruppo. I precedenti 10, della storia recente infatti, erano inseriti all’interno di una realtà consolidata e abituata a vincere, che grazie a loro ha mantenuto quella tendenza, mentre il turco ha la responsabilità di riportare la Vecchia Signora a trionfare in Italia e soprattutto in Europa, dove tanti hanno fallito.
Trasformare il contratto di un giovane, in uno da top player rappresenta non solo il riconoscimento di quanto di buono fatto fino ad ora per la causa bianconera, ma anche e soprattutto un segnale per il futuro che indica la volontà della società di costruire dalle fondamenta un gruppo che sappia incarnare la juventinità (che significa in particolare vincere).
Yildiz è centrale nel progetto bianconero e Spalletti ha intuito l’importanza di dare fiducia a un giocatore che rappresenta già il futuro, oltre che il presente, del club. In questa stagione sono 5 gol e 4 assist in 15 partite, che in tutto fanno 22 gol e 17 assist in poco più di 100 presenze. A soli 20 anni si tratta di un risultato straordinario e casi come questo, in Europa, ce ne sono veramente pochi.
Le trattative per il rinnovo proseguono ma l’augurio di tutti, tifosi, club, e appassionati in generale, è che per una volta il 10 possa ritornare quel giocatore che non si lascia condizionare e giura fedeltà a un club.

KENAN YILDIZ PUNTA IL DITO IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Focus
Palermo, un Barbera inglese per il sogno Euro 2032
In vista di Euro 2032, Palermo si candida come sede, con il Renzo Barbera restyling all’inglese: ecco il progetto di Populous, autore del nuovo Wembley.
Palermo si candida come sede per Euro 2032, con lo Stadio Renzo Barbera che farà un restyling all’inglese: vediamo il progetto dello studio Populous, autore del nuovo stadio dell’Arsenal e dl nuovo Wembley.

Palermo, per Euro 2032 il Barbera si prepara ad un restyling all’inglese: ecco il progetto di Populous, ha realizzato anche il nuovo Wembley
Palermo si candida per diventare una delle sedi di Euro 2032, per ottenere la possibilità di ospitare i match della massima rassegna europea, lo Stadio Renzo Barbera dovrà sottoporsi ad un restyling, ben 35 anni dopo quello effettuato per i mondiali di Italia 90. Tra i progetti al vaglio da parte dell’amministrazione comunale, quello che risulta più interessante è quello dello studio Populous, che ha realizzato il nuovo stadio dell’Arsenal e anche il nuovo Wembley.
Secondo le indiscrezioni trapelate, si prevede una copertura integrale dell’impianto di Viale del Fante, sostituendo l’odierna forma ad emiciclo. Il modello sarebbe quello dello stadio di Dortmund, in modo che l’ex Favorita non ospiti solo calcio ma anche altre tipologia di eventi, non solo calcistici.
Le prossime tappe saranno l’assegnazione dell’appalto entro il 28 agosto prossimo, poi i lavori inizieranno fra un anno, il 5 gennaio 2027. Quindi distanza di oltre 30 anni un Barbera nuovo di zecca, per potere ospitare grandi match, come quelli di Italia 90.
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