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Mondiali

Brasile 2014: il cammino della Germania di Low

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Europei 2024, Thomas Muller (Germania)

Rivediamo il grande percorso ai Mondiali di Brasile 2014 della Germania. Dalla goleada contro il Portogallo a quella ancora più grande contro i padroni di casa.

Mesut Ozil, Thomas Muller, Manuel Neuer, Philipp Lahm, Toni Kroos, Sami Khedira, Andre Schurrle, Miroslav Klose e Mario Gotze. Questi sono i tanti protagonisti del trionfo della Germania di Joachim Low ai Mondiali di Brasile 2014.

La Nazionale Tedesca era già considerata una squadra da tenere d’occhio per Brasile 2014. Tuttavia, riuscirono a superare le aspettative con delle ottime vittorie, una in particolare.

Brasile 2014: il percorso della Germania dai gironi ai quarti

Mondiali Brasile 2014

La Germania deve vedersela con il Portogallo, gli USA e il Ghana nel Girone G. La prima partita è subito contro Cristiano Ronaldo e soci.

La Nazionale Tedesca, però, parte con il botto, travolgendo il Portogallo con un inaspettato 4-0. Il protagonista della sfida è Muller che, con una tripletta, asfalta la Seleção das Quinas: a segno anche Hummels.

La partita contro il Ghana va diversamente: dopo un primo tempo bloccato, nella ripresa succede di tutto. Passa in vantaggio la Germania con Gotze (51′), ma il Ghana la ribalta in un attimo prima con Andre Ayew (54′), poi con Asamoah Gyan (63′).

Poco dopo, entra dalla panchina Klose che ci mette solo un minuto a rendersi protagonista. L’attaccante della Lazio in spaccata segna il gol del definitivo 2-2: per lui sono 15 gol ai Mondiali, eguagliato il record di Ronaldo Il Fenomeno.

Il passaggio del turno arriva grazie ad una vittoria per 0-1 contro gli USA: basta un gol del solito Muller (55′). Agli ottavi, la squadra di Low se la deve vedere contro l’Algeria, una delle grandi sorprese di questo Mondiale.

Infatti, Les Fennecs resistono per 90 minuti, portando l’incontro ai supplementari. La Germania, però, la sblocca subito grazie ad un gol di Schurrle (92′) per poi chiuderla con Ozil (119′). Inutile alla fine il gol di Djabou per il definitivo 2-1 (120+1).

Ai quarti, c’è una super sfida contro la Francia da giocare: bastano 12 minuti, però, alla Germania per sbloccare la partita con un colpo di testa di Hummels. E’ l’unico gol di una partita tutt’altro che emozionante.

In semifinale, ad aspettare Muller e soci, c’è il Brasile (padrone di casa) che però deve fare a meno di Neymar infortunato. Molti si aspettano una partita emozionante ed equilibrata: ma sarà tutt’altro che equilibrata…

La goleada al Brasile e il trionfo in finale

La Germania ci mette 11 minuti a passare in vantaggio con un gol di Muller, per poi raddoppiare con Klose (23′). L’attaccante della Lazio entra nella storia, diventando il miglior marcatore nella storia dei Mondiali (16 gol, superato Ronaldo il Fenomeno).

I tifosi del Brasile sono già in lacrime, ma è solo l’inizio. Infatti, dal 24′ al 29′ si passa da 0-2 a 0-5: a segno Kroos, con una doppietta, e Khedira. Nella ripresa, spazio anche per la doppietta di Schurrle (69′ e 79′): inutile alla fine il gol di Oscar (90′).

La Germania vola in finale dopo aver completamente distrutto il Brasile, padrone di casa: adesso, c’è l’Argentina di Lionel Messi da affrontare. La partita va ai supplementari sullo 0-0, con l’Argentina che, nel corso della partita, spreca tanto: prima con Higuain nel primo tempo (anche un gol annullato per lui), poi con Palacio nel primo tempo supplementare.

Quando la partita sembra destinata ad andare ai rigori, però, arriva il gol di Gotze (113′) che batte Romero con un gran gol al volo. L’Argentina prova a pareggiare alla fine, ma Messi spara alto su calcio di punizione.

La Germania, dunque, è Campione del Mondo con pieno merito. Un percorso fatto di vittorie sudate (Algeria) ma soprattutto di goleade inaspettate (Portogallo, Brasile).

Mondiali

Iran: a rischio il Mondiale negli Stati Uniti

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Mondiale

La situazione militare che coinvolge l’Iran, in seguito agli attacchi di Israele e Stati Uniti, proietta un’ombra pesante sulla partecipazione della nazionale di Teheran ai Mondiali 2026. Al momento non esiste alcuna decisione ufficiale, ma il tema è già entrato nel dibattito pubblico. Il presidente federale Mehdi Taj ha ammesso che, nelle attuali condizioni, è “difficile pensare serenamente alla Coppa del Mondo”, lasciando intendere come il calcio, in questo momento, non rappresenti una priorità.

Uno scenario che fino a poche settimane fa appariva remoto – il ritiro volontario dell’Iran dalla fase finale della rassegna iridata – oggi non può più essere escluso.

Iran nel girone USA: calendario e criticità logistiche

A rendere ancora più delicata la situazione è la collocazione logistica del girone iraniano. L’Iran dovrebbe disputare tutte le partite della fase a gruppi sul territorio statunitense, un elemento che assume inevitabile valenza politica nel contesto attuale. Il calendario prevede due gare a Los Angeles contro Nuova Zelanda e Belgio e una a Seattle contro l’Egitto. Giocare esclusivamente negli Stati Uniti, in un clima di tensione diplomatica e militare, rappresenta un fattore che va ben oltre l’aspetto sportivo.

Cosa succede se una nazionale si ritira dai Mondiali?

Il quadro normativo è definito dal regolamento della Coppa del Mondo FIFA 2026, in particolare dall’articolo 6.2. Le sanzioni economiche previste sono significative: una federazione che si ritiri almeno trenta giorni prima dell’inizio del torneo è soggetta a una multa di 250.000 franchi svizzeri, cifra che raddoppia a 500.000 franchi in caso di rinuncia più tardiva.

Non solo. La federazione interessata dovrebbe rimborsare alla FIFA tutti i contributi ricevuti per la preparazione al torneo, oltre a eventuali ulteriori pagamenti correlati alla partecipazione. Un danno economico rilevante, che tuttavia impallidisce rispetto alle implicazioni politiche e simboliche di una scelta di questo tipo.

I precedenti: Iran 2018 e 2022, ma anche Danimarca 1992

Non sarebbe la prima volta che la federazione iraniana si trova al centro di tensioni in vista di una grande competizione. Nel 2018 fece discutere il caso di Masoud Shojaei, centrocampista protagonista della qualificazione e figura pubblica impegnata su temi sensibili. La sua esclusione temporanea dalla nazionale alimentò sospetti di natura politica, ma la situazione rientrò con la convocazione ai Mondiali, dove scese in campo per 67 minuti nella vittoria contro il Marocco.

Nel 2022 l’attenzione internazionale si concentrò invece sul divieto di accesso imposto a circa duemila donne, regolarmente munite di biglietto, per una partita contro il Libano disputata a Mashhad. Anche in quel caso, tra pressioni e polemiche, la crisi si risolse prima dell’appuntamento iridato.

Su scala più ampia, il precedente più celebre resta quello degli Europei del 1992, quando la Danimarca venne ripescata in extremis dopo l’esclusione della Jugoslavia per ragioni geopolitiche, arrivando addirittura a vincere il torneo. Si trattava però di una competizione UEFA e di un quadro regolamentare differente.

Per quanto riguarda i Mondiali, bisogna tornare al 1950 per trovare casi di ritiri multipli: India, Turchia, Scozia e Francia non parteciparono alla fase finale, e nessuna venne sostituita. Un contesto storico lontanissimo dall’attuale, quando appare difficile immaginare un torneo con caselle vuote.

Un’indicazione più recente, pur in ambito diverso, arriva dal caso del Club León, escluso dal Mondiale per Club per violazione delle norme sulla multiproprietà. In quella circostanza la FIFA organizzò uno spareggio per assegnare il posto vacante, dimostrando una certa flessibilità operativa.

Scenario realistico: criterio geografico e spareggi

Il regolamento, all’articolo 6.7, attribuisce alla FIFA piena discrezionalità in caso di ritiro o esclusione di una federazione qualificata. Non sono previsti criteri automatici: l’organo di governo del calcio mondiale può adottare “tutte le misure ritenute necessarie”, inclusa la sostituzione con un’altra associazione.

Le ipotesi più plausibili seguono una logica geografica e competitiva. Se il ritiro dovesse arrivare in tempi relativamente brevi, si potrebbe immaginare la promozione dell’Iraq, con una rimodulazione degli spareggi intercontinentali. In caso contrario, soprattutto se la decisione giungesse a ridosso del torneo, è possibile che venga ammessa la nazionale sconfitta nello spareggio intercontinentale.

In questo scenario appare poco realistico ipotizzare un clamoroso ripescaggio dell’Italia, già ventilato nel 2022 ma privo di basi regolamentari solide. Gli Azzurri, peraltro, sono attualmente in corsa per qualificarsi sul campo.

(Foto: DepositPhotos)

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Mondiali

Olanda, Ruud Van Nistelrooij si unisce allo staff tecnico della nazionale

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AZ Alkmaar

Ruud van Nistelrooij si unisce allo staff tecnico della nazionale olandese come assistente di Ronald Koeman a partire dal 1° febbraio.

Un nuovo capitolo per la nazionale olandese

La notizia è ufficiale: Ruud van Nistelrooij, celebre ex attaccante, ha firmato il contratto che lo vedrà unirsi allo staff tecnico della nazionale olandese. A partire dal 1° febbraio, Van Nistelrooij lavorerà fianco a fianco con l’allenatore Ronald Koeman, assumendo il ruolo di assistente. Questa mossa strategica è parte di un piano più ampio per preparare la squadra in vista della Coppa del Mondo FIFA 2026.

Un ritorno alle origini

L’aggiunta di Van Nistelrooij rappresenta un ritorno alle origini per l’ex calciatore, che ha sempre mostrato un forte attaccamento alla maglia olandese. La sua esperienza nel calcio internazionale sarà un valore aggiunto per la squadra, fornendo supporto non solo tattico, ma anche motivazionale ai giocatori. Con queste nuove dinamiche, i tifosi sperano che la nazionale possa tornare a brillare sul palcoscenico mondiale.

Per altre notizie sul calciomercato, clicca qui.

Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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Mondiali

Mondiali, arriva l’Intelligenza Artificiale: l’annuncio della FIFA

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Mondiale per Club, Infantino

In vista dei prossimi Mondiali di giugno la FIFA e Lenovo hanno annunciato l’introduzione di nuove soluzione tecnologiche per aiutare i direttori di gara.

Mancano ormai sei mesi ai prossimi Mondiali di calcio, e l’attesa cresce sempre di più. Nella presentazione di fine anno il presidente della FIFA Gianni Infantino si è detto entusiasta, dichiarando che questa edizione sarà il più grande spettacolo mai visto.

Nelle ultime ore la FIFA e Lenovo hanno annunciato delle importanti novità riguardante la manifestazione che si svolgerà tra Stati Uniti, Messico e Canada: nei Mondiali di giugno saranno introdotti avatar digitali a supporto delle decisioni arbitrali.

FIFA, Gianni Infantino

Gianni Infantino, the current president of FIFA, attends the FIFA Council Meeting at which FIFA officially announces that 2021 FIFA Club World Cup will be held in China, in Shanghai, China, 24 October 2019. *** Local Caption *** fachaoshi

Mondiali 2026, arriva l’AI: le parole di Infantino

Queste novità riguarderanno da vicino i direttori di gara dei Mondiali e le trasmissioni televisive: modelli in 3D verranno utilizzati soprattutto durante le azioni di fuorigioco proponendo dei replay più immediati per arbitri e pubblico.

Una novità importante, che Infantino ha voluto commentare così: “FIFA e Lenovo stanno puntando con decisione su digitale e intelligenza artificiale, la nostra Football AI, per sostenere squadre e ufficiali di gara e allo stesso tempo offrire un’esperienza completamente nuova ai tifosi. Con Football AI Pro renderemo accessibili i dati e le analisi più complete a tutte le nazionali partecipanti e, in futuro, anche al pubblico”.

 

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