Le interviste
ESCLUSIVA CS, Siani: “Lautaro può puntare al record, Palladino un predestinato e su De Rossi…”
Ai nostri microfoni è intervenuto Fernando Siani, volto di Cronache di Spogliatoio: ci ha parlato del campionato di Serie A.

Cosa ne pensi di questa Inter?
“Io penso che questa Inter, come ho già detto a Fontana di Trevi, sia a livello di gioco che di estetica la migliore Inter degli ultimi trent’anni.
Inoltre credo che Inzaghi sia già adesso, per il lavoro che ha fatto, superiore ad Antonio Conte per valorizzazione dei calciatori. Si è vero che Conte vince lo scudetto ma lo fa con una squadra fortissima e aveva a disposizione giocatori del calibro di: Skriniar Eriksen e Perisic.
Mentre a Inzaghi ogni anno hanno tolto tra tre-quattro giocatori chiave compresa quest’estate, sostituendoli con giocatori che teoricamente hanno sempre un passo indietro che però poi si sono rivelati un passo avanti per merito suo.

Secondo me questa Inter sta vivendo una stagione irripetibile anche perché i numeri sono sono senza senso, con un più 55 di differenza reti, un dato surreale come i 69 punti in campionato tantochè in Europa nessuno ha fatto i punti dell’Inter.
Quello che sta facendo questa squadra è un qualcosa di irripetibile, e adesso che il campionato è praticamente vinto, ci sarebbe la necessità secondo me, di andare avanti il più possibile in Champions League perché l’Inter per come gioca può serenamente almeno ripetere il risultato dell’anno scorso. Poi ovviamente tutto dipende dal sorteggio e se riesce a battere l’Atletico“.

Rimanendo in tema Inter, ti aspettavi Lautaro così in questa stagione?
“Se tu guardi i numeri di Lautaro, è un calciatore che è in costante crescita: ogni anno fa meglio dell’anno prima quindi potevo aspettarmi un Lautaro che migliorasse. Quest’anno mi sembra che abbia superato le aspettative e che anche lui sia al top assoluto della sua carriera.
E’ un giocatore che ha davvero la potenzialità di arrivare a toccare il record di di gol di Immobile, per come stanno andando le cose.
Quello che sta facendo al momento l’attaccante argentino è davvero un risultato incredibile, io non mi aspettavo potesse fare così bene però la realtà dei fatti è che Lautaro è stato messo nelle condizioni per esaltarsi al massimo grazie a Marcus Thuram, che è il giocatore perfetto per giocare al fianco del Toro.
In precedenza Lautaro è sempre stato un passo indietro rispetto agli attaccanti con cui ha fatto coppia, vedi Lukaku e Dzeko, ora che è lui la vera prima punta ha 5-6 palle gol a partita che la squadra costruisce per lui.
Io penso che questo ragazzo sia diventato un qualcosa di clamoroso e inoltre credo che la fascia di capitano gli abbia dato quell’ulteriore step in più in termini di confidenza, di fiducia, di uomo squadra che lo ha trasformato in un giocatore strepitoso”.

Cosa ne pensi di De Rossi come nuovo allenatore della Roma?
“Io sono molto favorevole a De Rossi. Innanzitutto è una persona che piace tantissimo da sempre, sin da quando giocava in campo.
Io personalmente facendo questo lavoro sono fan di chi non è mai banale nelle dichiarazioni e lui mi sembra davvero una persona vera e sincera al 100% in quello che dice, come avevo detto nel mio podcast.
De Rossi è arrivato a Roma in un contesto complicatissimo perché allenare a Roma è difficile, allenare a Roma dopo Mourinho è difficilissimo. Per fare un paragone, è quasi come venire dopo Spalletti per quello che andavi a gestire. Inoltre, l’ambiente giallorosso era molto affezionato a Mourinho.
De Rossi a Roma sta facendo un grande lavoro, non ha sbagliato nulla e secondo me, per le idee che ha, credo che siamo solo all’inizio di una carriera veramente importante”.

Rimanendo in tema nuovi allenatori, cosa ne pensi del nuovo mister del Napoli Francesco Calzona?
“In questo momento è difficile dare un giudizio. Io tramite Prime ho seguito la gara di esordio di Calzona contro il Barcellona: dovendoti dare un parere onestamente ero favorevole a un cambio in entrambi i casi.
Sia per Garcia, che secondo me aveva ben chiaro dove si trovasse, e così come Mazzarri che purtroppo non aveva chiaramente in mano la situazione.
In quel momento a Napoli era giusto cambiare, e hai preso un allenatore che conosceva già l’ambiente e mi sembra che rispetto a Mazzarri possa contare su Osimhen. La sola presenza di un Osimhen in discreta forma basta per chiudere con dignità il campionato.
Personalmente non credo che il Napoli andrà in Champions League però per come si stavano mettendo le cose questo mi sembra il male minore.
In casa Napoli è chiaro che in questo momento vi è una situazione oltre l’emergenza, adesso ci sarà la base alle Nazionali e Calzona andrà ad allenare la Slovacchia: questo vuol dire che per due settimane il Napoli avrà qualcun altro.
Questa è la situazione surreale di una stagione che al Napoli sta andando malissimo, ma il vero problema in casa Napoli è stato l’addio di Spalletti a maggio”.

Visto il tuo passato con l’Udinese, cosa serve a questa squadra per tornare su buoni livelli?
“All’Udinese manca sicuramente un pò di qualità, ha dei giocatori buoni, alcuni anche forti, ma è comunque una squadra che segna poco e prende tanti gol. Quando i numeri sono questi non può mai essere una stagione positiva.
In casa Udinese vedendo i risultati vi è una situazione anomala perchè ha fatto punti esclusa l’Inter solo con le prime quattro squadre del nostro campionato, ha battuto il Milan e Juve e ha pareggiato con l’Atalanta.
Comunque l’Udinese è una squadra che avrebbe bisogno di un pò di qualità e di voglia, ha comunque avuto dei problemi perchè non è riuscita a sostituire Deulofeu, ha avuto un pò l’equivoco della prima punta, ha avuto l’equivoco con Samardzic.
Secondo me pero alla fine si salverà perchè vedo squadre peggiori, ma questa non è sicuramente una stagione positiva anzi è un bel passo indietro per il club friulano”.

Visto che ne abbiamo parlato poco fa, secondo te chi sono le tre squadre che retrocederanno in Serie B?
“Secondo me la Salernitana nonostante mi dispiaccia molto per il direttore Sabatini, è un amico di Cronache, penso che la Salernitana e Sabatini in particolare convivrà per sempre con l’errore di non aver cambiato l’allenatore appena arrivato a Salerno.
Filippo Inzaghi ha fatto secondo me anche discretamente bene ma è stato molto sfortunato ma Sabatini aveva in testa già altro che non se l’è hai sentita di cambiare.
L’altra squadra che potrebbe retrocedere è il Sassuolo nonostante sia arrivato Ballardini, però mi sembra ormai una squadra totalmente in tilt.
Mi sembra una squadra che ha perso completamente la testa da mesi e ha vissuto quella situazione in cui credeva che non sarebbe mai arrivato questo momento invece adesso questo momento è concreto. Sarà costretta a lottare per non retrocedere, è una squadra assolutamente non abituata rispetto ad altri club come Cagliari e Verona e al momento rischia veramente tanto.
L’altro secondo me se lo giocano Verona e Cagliari, con il Verona che a mio modo di vedere meriterebbe di salvarsi ma temo che purtroppo tanti cambiamenti societari non mi danno buoni propositi e quindi ho paura che non ce la faccia a rimanere nella massima serie”.

Cosa sta mancando secondo te in questo momento alla Lazio?
“Io personalmente non riesco ad avere un parere semplice sulla Lazio, perché con Prime l’ho vista tre volte dal vivo rispettivamente contro Celtic, Atletico Madrid e Bayern Monaco e ho visto praticamente tre volte scuole diverse come gioco.
L’ultima col Bayern Monaco è stata secondo me è una prestazione fenomenale difensivamente parlando con il Bayern che vanta giocatori del calibro di: Harry Kane, Muller, Musiala, Kimmich, poi ho visto anche una partita finalmente concreta da parte di Immobile, una squadra super concentrata.
Poi dopo le altre due gare, compresa quella col Torino, di nuovo male con Sarri che sbrocca, Lotito uguale quindi alla base c’è qualcosa che non va.
Personalmente parlando mi dispiace perché ho seguito tanto la Lazio, sono stato a Formello, ho intervistato Pedro e ho visto una squadra super organizzata con un centro sportivo meraviglioso, però a mio modo di vedere sta pagando il fine ciclo di Sarri che è abbastanza evidente.
Il mercato purtroppo non ha portato dei giocatori che lui evidentemente non voleva, mi sembrava abbastanza chiaro, non è mai stato sostituito davvero Milinković-Savić.
Comunque la stagione non è da buttare adesso vai a giocare gli ottavi di Champions al ritorno col Bayern partendo sul 1 a 0, sei anche ancora in Coppa Italia quindi è tutto lì però in casa biancoceleste ci sono dei segnali tanto discordanti e quando è così vuol dire che c’è qualcosa che non va alla base”.

Cosa ne pensi della voce che potrebbe portare Palladino alla Lazio per il post Sarri?
“Palladino alla Lazio non mi dispiacerebbe perchè è un allenatore con tante idee, non so quanto sia facile gestire l’ambiente Lazio, a Monza mi sembra che tutto sommato sia abbastanza tranquilla come come realtà, al contrario l’ambiente Lazio mi sembra abbastanza tosto. Palladino mi sembra davvero un predestinato quindi sarebbe molto interessante vederlo sulla panchina della Lazio.
Parlando di predestinati, un parere su Thiago Motta e sul suo Bologna?

“Credo che dopo Inzaghi, Thiago Motta sia il migliore allenatore del campionato, e inoltre credo che sia l’allenatore più ambito del campionato, non so se resterà a Bologna secondo me no anche perchè è un allenatore che ha molto mercato.
Il tecnico ex Spezia è cercato dalla Juve, dal Milan, dal Napoli e dal Barcellona, ed è un allenatore che pur non avendo allenato in grandi squadre ha già lo la personalità per a stare sulla panchina di una grande squadra, mi sembra davvero uno nato per essere allenatore di un top club, io credo che chiunque lo prenderà Motta farà un grande affare”.

Quanto hanno influito Sartori e Di Vaio nella costruzione di un Bologna perfetto messo in mano a Motta?
“Sicuramente non possiamo dire che come dire è 100%, merito di Motta se il Bologna va così bene, non sarebbe giusto, perchè il Bologna è pieno di giocatori di livello anche prima di Motta.
Possiamo dire che il Bologna lavora benissimo da quando Sartori, che credo sia il miglior DS d’Italia, riesce a prendere giocatori che poi si rivelano tutti dei potenziali campioni, poi dipende chi li allena però il materiale è sempre ottimo.
Basti pensare ai vari Orsolini, Ferguson, Posch, Ndoye, Freuler che sono in un contesto dove si esaltano, quindi io ti dico che soltanto è un 50 e 50, il Bologna ha messo a disposizione una buona squadra a Motta, e Motta l’ha fatta diventare una grande squadra”.

Ti voglio fare una domanda stile cronache, i tre giocatori che ti hanno sopresi di più finora?
“A me stupisce sempre un po’ Piccoli del Lecce che secondo me è un giocatore di cui si parla poco ma che ha grandi qualità, un altro che mi ha stupito è Ederson dell’Atalanta per me lui è il numero uno nel senso è un giocatore che mi immaginavo forte ma non sapevo fosse così forte, ed è un calciatore che può giocare in qualsiasi top club in Italia.
Un altro che mi ha stupito molto che credevo potesse fare bene ma non così bene che adesso è proprio in rampa di lancio è Bellanova del Torino che è una mia battaglia da sempre da quando era all’Inter. Io l’ho sempre visto come un giocatore dalle potenzialità alte perché un esterno che corre, credo sia il giocatore più veloce del campionato, crossa benissimo sia di destro che di sinistro, sa inserirsi bene e adesso viste le sue prestazioni c’è addirittura aria di convocazione in nazionale da parte di mister Spalletti”.

Ti voglio chiedere come ultima cosa un parere su questi tre calciatori, Suslov, Folorunsho e Brescianini?
“Per quanto riguarda Folorunsho, a metà, perchè seguendo molto il Verona e ti dico che la prima parte di stagione di Folorunsho è andata male un pò come tutto il Verona, adesso sta venendo fuori più per come gioca durante la partita come giocatore da highlights, è un giocatore che fa dei dei gol clamorosi , quello contro la Juve ne è l’esempio più lampate.
Per quanto riguarda Suslov, è un giocatore che sin dalla prima partita si è capito che era diverso dagli altri ed è un altro giocatore molto buono che tra le sorprese del campionato ci sta più che bene.
Per quanto riguarda le sorprese del campionato al posto di Piccoli metterei Soulé. Brescianini e un pò come tutti i giocatori dalla trequarti in su in casa Frosinone sono tutti ottimi giocatori di cui sentiremo parlare sicuramente in futuro”.
Le interviste
Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”
Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.
EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026
Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.
Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.
PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”
Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.
Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?
“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.
Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?
“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”
Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?
“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.
Come vede l’Inter di Chivu?
“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”
Le piace il Milan e il gioco di Allegri?
“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.
Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?
“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.
“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO
Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?
“Sarebbe bello, sicuramente…”
Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?
“No. Perché dite così?”
Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”
Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…
“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…
In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”
Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.


Le interviste
ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”
L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.
Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.
Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti.
Le parole di Giancarlo Ratti
Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»
In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…
Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»
E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.
Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.
In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»
Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»
Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»
Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»
Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»
Le interviste
Morreale (arbitro): “Lazio di Sarri con 7 punti in meno…”
Un fischietto di gara, Andrea Morreale, senza peli sulla lingua quello intercettato in queste ore a Roma, a poche ore di distanza dalla sua partecipazione al Processo di Biscardi (quarantesima edizione). “Secondo me rimane Daniele Doveri come esperienza, come livello fisico, atletico ma soprattutto tecnico, rimane il miglior arbitro della nostra serie A”, ha detto Andrea Morreale, noto arbitro. E’ molto umile, parla molto con i calciatori, è attento alle situazioni e si muove bene. E’ uniforme, lascia giocare il giusto, è sempre al centro dell’azione e della partita. In sintesi, è un arbitro vivo. Secondo in classifica metterei Guida e Massa a pari merito, poi a scendere tutti gli altri. Ma ne abbiamo diversi bravi, internazionali, come Sozza, La Penna, Colombo…
Come giudichi il livello della nostra Serie A? Siamo più indietro rispetto ad altri campionati europei?
La Serie A per me non è più indietro rispetto ad altri campionati. Il nostro è un campionato diverso, abbastanza fisico e tecnico. In Inghilterra è molto fisico e un po’ meno tecnico, dunque c’è più agonismo. Quello spagnolo molto più tecnico e meno fisico. Insomma, in Italia abbiamo un campionato per me difficile che mixa fisicità e tecnica. Siamo tra i primi campionati europei con Liga e Premier, con Bundesliga a mio avviso un passo indietro, anche rispetto alla squadra tedesca più forte che è il Bayern. Che dire, non siamo indietro: abbiamo le nostre specifiche peculiarità e caratteristiche…
LAZIO DI SARRI LA SQUADRA PIU’ PENALIZZATA SECONDO MORREALE: UN SISTEMA IN DECADENZA?
Quale squadra è stata finora più penalizzata in Serie A?
La Lazio per me rimane la squadra ad oggi con più torti arbitrali ricevuti. La più penalizzata in assoluto: mancheranno almeno 5-6-7 punti che avrebbero permesso di stare in piena corsa Europa League, ecco.. Non penso ci sia un accanimento verso la Lazio, non credo ci sia alcun sistema contro i biancocelesti. C’è da dire, a tal proposito, che abbiamo un settore arbitrale in decadenza dovuto a una scarsezza e pochezza di personalità. Quindi tecnica, a livello gestionale, dunque di organigramma. E questo porta a far sì che la Lazio non sempre sia in primissima fascia dal punto di vista arbitrale. Per tale ragione nascono poi anche dei problemi tecnici…
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