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Milan, ma alla fine aveva ragione Maldini? I primi responsi dicono sì
Milan, la questione da analizzare non è certamente semplice. Sarebbe probabilmente fuori luogo ed affrettato esprimere giudizi ora, ma se il buongiorno si vede dal mattino, ecco che le preoccupazioni sono legittime
I motivi per i quali Paolo Maldini è stato sollevato dall’incarico nessuno li sa alla perfezione. Col passare dei giorni, l’estate scorsa siamo giunti a conclusioni piuttosto verosimili, anche supportati da fonti molto vicine alla proprietà rossonera.
In primis, a non piacere alla proprietà americana era il modus operandi del dirigente rossonero. Maldini infatti preferiva far da solo, sfruttando gli ampi potere e le ampie deleghe da sempre pretese, senza ascoltare troppo il parere degli altri ed assumendosi, giusto dirlo, tutte le responsabilità del suo operato.
Un comportamento che va contro le consuetudini americane che prevedono invece condivisione e dialogo.
Maldini voleva pochi rinforzi, ma di qualità ed aveva individuato Loftus-Cheek, in seguito acquistato, altri profili per la difesa e soprattutto un forte attaccante, che non è poi arrivato. E soprattutto voleva il cambio dell’allenatore.
Non a caso Andrea Pirlo aveva dichiarato che c’erano stati contatti, ma l’ex capitano rossonero stava parlando anche con altri. Chiaro ed evidente segnale che se fosse rimasto lui, Pioli se ne sarebbe andato.
Milan, un organico stravolto in estate

La proprietà ha deciso di fare l’esatto contrario, smontando il lavoro della dirigenza precedente, stravolgendo l’organico con ben 10 acquisti, alcuni di grande qualità e soprattutto confermando Pioli donandogli più poteri e deleghe anche per la gestione del mercato.
Non dimentichiamo che gran parte dei giocatori arrivati hanno ricevuto l’ok del tecnico ed altri, sulla carta bloccati, vedasi Singo, erano stati bocciati proprio da Pioli. Insomma, oltre le evidenti responsabilità in campo, Pioli ha contribuito in maniera attiva anche sul mercato estivo.
Per rispondere alla domanda del titolo, aveva ragione Maldini? Ad oggi, riteniamo di sì, ma i calcoli andranno ovviamente fatti a fine stagione.
Certo è che un esonero a stagione in corso rappresenterebbe una sonora sconfitta per l’attuale proprietà che forse, ad onore del vero, ha scaricato un’icona carismatica con eccessiva frettolosità.
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Fiorentina, dopo Brescianini è pronto il bis a centrocampo: occhi su un talento della B
Fiorentina, il mercato degli acquisti a centrocampo potrebbe non esaurirsi al solo Marco Brescianini. Nel mirino, nelle ultime ore, è finito anche un astro nascente della cadetteria.
Nelle prossime ore Marco Brescianini, dopo aver svolto le visite mediche, diventerà ufficialmente un nuovo giocatore della Fiorentina.
Il ragazzo ex Milan sbarcherà all’ombra di Piazza della Signoria con la formula del prestito con obbligo di riscatto, che scatterà, molto probabilmente, in caso di salvezza della Viola.
Per raggiungere il traguardo della permanenza nella massima serie, però, occorrerà aggiungere ulteriori tasselli alla rosa, e il prossimo potrebbe essere un giocatore che sta facendo parlare di sé in serie B.
Stando a quanto riferisce il Corriere dello Sport, infatti, la dirigenza avrebbe messo nel mirino Yanis Massolin, mediano del Modena classe 2002.
Con un gol e un assist, ma soprattutto con tanta personalità in mezzo al campo, il francese sta contribuendo a rendere il centrocampo dei canarini una vera e propria diga.
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Juventus, risolto il contratto di Tudor
La Juventus ha raggiunto un accordo con l’ex tecnico della prima squadra Igor Tudor per la risoluzione del contratto. Esonerato lo scorso 26 ottobre, il croato era sotto contratto con i bianconeri fino al giugno 2027.
Termina il legame tra Igor Tudor e la Juventus. A due mesi dal suo esonero, che ha portato Luciano Spalletti sulla panchina bianconera, il tecnico croato ha raggiunto con il club un accordo per la risoluzione del contratto. Tudor, arrivato in bianconero nella seconda parte della scorsa stagione, aveva firmato in estate un accordo valido fino al 2027.
L’allenatore croato sarà adesso libero di firmare con altri club all’estero in caso di proposte. Ricordiamo che per questa stagione, avendo già allenato la Juventus, Tudor non potrà allenare in Serie A. Bianconeri che invece possono risparmiare qualcosa sul bilancio, avendo ancora a libro paga Thiago Motta.
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Theo Hernandez, ora parla la compagna: un’altra occasione persa per stare zitti | L’editoriale di Mauro Vigna
Theo Hernandez, da grande campione rossonero a nostalgico, così ci viene da pensare, dei tempi che furono. E, aggiungo, che mai più torneranno.
Un’altra occasione sprecata per stare zitti. Questa volta a parlare è la compagna Zoe Cristofoli la quale si è così espressa durante l’intervista rilasciata al podcast One more time:” I problemi c’erano già prima in campo…c’erano problemi…Non c’era più il clima sereno, non vedevo la sua serenità in casa. Lo vedevo triste. Io so bene come sono andate le cose, so la verità. Lui sarebbe rimasto al Milan per sempre. Ci sono giocatori che fanno cose fuori dal campo, lui ha sempre detto no no no. Anche altri lavori, altri guadagni. A Milano aveva trovato la sua dimensione, la sua famiglia. Cosa doveva fare? Farsi trattare male?
A prescindere che nessuno al Milan ha mai trattato male Theo Hernandez, anzi…stando a quanto riferito, alcune volte è stato anche oltremodo difeso e protetto in momenti in cui magari avrebbe potuto essere esposto alla gogna mediatica. Cosa che poi puntualmente è accaduta quando la vita da sportivo in alcuni momenti è venuta meno. Insieme ai compagni di merende Jimenez e Walker, ad esempio…guarda caso entrambi non più in rosa.
E come dimenticare il caso del cooling break, gestito in maniera pessima dall’allora tecnico Fonseca. Ci fosse stato Allegri, lo sappiamo, certe cose non sarebbero accadute e probabilmente Theo, da vittima quale si sente, avrebbe visto il campo con il binocolo. E allora sì che magari avrebbe qualcosa da recriminare. Ora, permettetemi, ma queste dichiarazioni mi sembrano solo ed esclusivamente fatte per visibilità, per far vedere che esiste ancora, ma la scelta di andare a giocare in un campionato mediocre, lontano dal mondo calcistico che conta l’ha fatta lui per i soldi.
Fare mea culpa a volte è consigliabile, anziché spalare sterco nel piatto che lautamente lo ha saziato per anni.
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