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Esclusiva CS Fabrizio Ravanelli: “Sentenza contro la Juventus ingiusta e inammissibile, Allegri sta facendo un grande risultato. Su Del Piero…””

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Ravanelli

Fabrizio Ravanelli, bandiera e bomber della Juventus, ci parla della situazione attuale della Juventus di Allegri e di Andrea Fortunato e Gianluca Vialli.

 

Benvenuto Fabrizio e grazie per la disponibilità. In questi giorni abbiamo visto, per il caso plusvalenze, che la Juventus ha depositato la sua difesa e a quanto pare sembrerebbe che i punti tolti possano essere riconsegnati e poi bisognerà aspettare gli esiti dell’indagine “Prisma”. Un tuo pensiero al riguardo di questa situazione della Società e della squadra?

“Bah, per quanto riguarda la Società credo che stia lavorando bene poi è difficile dare un giudizio da fuori, io credo che la Juventus abbia cercato prendendo anche i migliori avvocati di poter fare valere le proprie ragioni. Quindi, io credo che la Juventus come Società i è sempre distinta per la grande professionalità, per la trasparenza, per la correttezza, per l’educazione sportiva. Questa squadra e questo Club si è sempre contraddistinto non solo in Italia ma nel mondo e ha avuto sempre come binomio la correttezza e la professionalità e anche i grandi successi in campo. Quindi sono convinto che si sta operando bene e sono convinto che allo stesso tempo che la Juventus riavrà i 15 punti e questo credo sia quantomeno logico, perché quello che è stato fatto è un qualcosa di non giusto e scandaloso. Dare 15 punti di penalizzazione lo trovo assolutamente inammissibile la sentenza contro la Juventus. Poi per quanto riguarda la Juventus di oggi sul campo credo che stia recuperando in questo momento i suoi migliori giocatori. E’ ancora un po’ prematuro poter dire dove poteva arrivare questa squadra qual ora fosse stata al completo ed al 100%, però possiamo dire che nonostante le mille problematiche di inizio anno, quelle vissute in Champions League causate da diversi problemi ed anche da diversi infortuni, la Juventus si sta riprendendo alla grande! Ci auguriamo che la Juventus ci possa regalare grandi soddisfazioni in campo, come magari ci ha regalato l’ultima con il Torino con un secondo tempo fantastico e, perché no, regalarci un 2° posto in campionato e magari anche un trofeo tra Coppa Italia ed Europa League. Saranno due competizioni molto dure e molto difficili dove ci vorrà sicuramente una grandissima Juventus sotto tutti i punti di vista. Da quello caratteriale, temperamentale e a quello tecnico dove dovrà dimostrare di essere una squadra granitica nella fase difensiva e migliorare soprattutto sotto porta perché nonostante tutto la Juve crea diverse palle goal ma riesce quasi sempre a sfruttare solo il 50% di quello che crea. Quindi dovrà riuscire a migliorare sotto questo punto di vista ma sono convinto che a fine anno potremmo trarre delle somme positive!”.

Il lavoro di Massimiliano Allegri, oggi i tifosi sono un po’ divisi su questo, secondo te è un operato positivo o miglioreresti qualcosa?

Allegri

“Credo che a migliorare sia in primis Massimiliano a volerlo fare, io credo che stia lavorando veramente bene. Ci sono stati dei momenti dove anche il mister avrà avuto le sue colpe ma credo che tutti nell’arco di una stagione, dai giocatori alla Società e all’allenatore, possono avere dei momenti non dico di debolezza ma dei momenti dove non riescono magari a raggiungere il massimo della performance. Come lo è per un giocatore lo è allo stesso tempo per il mister. Io credo che se avesse l’opportunità di tornare indietro a inizio anno certe situazioni potrebbe anche correggerle per poter migliorare i risultati. Però alla base di questo credo che stia facendo un grandissimo risultato perché con i 15 punti saremmo a 50 punti se non sbaglio e i 2 punti persi e tolti in maniera scorrettissima, uso questo aggettivo perché quello che è capitato contro la Salernitana è stato qualcosa di veramente scandaloso per non usare altre parole, quindi fare un 52 punti nonostante tutto vuol dire che sta facendo un grande risultato. Semifinale in Coppa Italia, sta andando avanti in Europa League. E’ logico che quello che è successo in Champions League è da cancellare però credo che sia da cancellare soprattutto anche per mancanza degli effettivi, di giocatori, perché la Juventus non dimentichiamoci che è stata costruita sulla forza di Pogba, sulla forza di Federico Chiesa, sulla forza di certi giocatori che poi sono venuti a meno anche per problemi fisici! Quindi non credo che sia un’attenuante per lui però non ci sono sempre stati. La Juventus quando arriva nel momento topico, soprattutto agli ottavi (prima) di Champions League, arrivavamo sempre incerottati, quest’anno purtroppo ancora prima e siamo usciti dalla Champions League. Io sono ancora speranzoso che Allegri possa dare ancora tanto a questa squadra, ci credo e sono convinto che potrà regalarci delle grandi soddisfazioni da qui alla fine del campionato o quantomeno ce lo auguriamo tutti quanti”.

Da grande bomber e per tutta l’esperienza che hai avuto, avresti un consiglio da vero bomber di razza, quale tu sei, da dare a Dusan Vlahovic? Credi nelle sue potenzialità e che possa rimanere a lungo nella Juventus?

Vlahovic
“Questo non lo so perché non sono un allenatore, nel senso non sono allenatore in questo momento della Juventus e quindi non conosco benissimo i programmi della Juve per il futuro. E’ logico che per il momento Dusan Vlahovic non sta rendendo per quello che tutti quanti ci aspettavamo e credo che allo stesso tempo sia lui in primis a non essere contento anche vista l’uscita dopo la partita con il Toro. Credo che il suo viso faceva capire quanto lui non era contento, non tanto della sostituzione ma quanto magari per la sua performance. Come qualità credo che siano indiscusse, è un giocatore che ha delle grandi qualità e delle potenzialità incredibili e credo e mi auguro che lui possa rimanere più tempo possibile alla Juventus e regalarci tanti goal! E’ logico che un consiglio che gli posso dare da attaccante, visto che potrei essere anche suo padre, gli direi di stare tranquillo. Di trovare quella serenità e quella tranquillità interiore che serve nei momenti più difficili per tornare ad essere protagonista non solo in campo ma soprattutto nella fase finale degli ultimi 20m dove lui, in questo momento, trova grosse difficoltà”.

Fabrizio, c’è una semifinale di Coppa Italia contro l’Inter e questa partita contro il Friburgo. Secondo te quante possibilità ha la Juventus di centrare entrambi gli obiettivi o anche solo uno dei due?

“E’ difficile dirlo. Molto dipenderà dagli infortuni e dalla condizione fisica della squadra. Mi sembra che la squadra sia in una buona condizione fisica, ci auguriamo di recuperare tutti i giocatori e credo che non ci siano ulteriori stop per giocatori importanti. Allo stesso tempo credo che partiremo con il 50% di probabilità alla pari con l’Inter in Coppa Italia. Per quanto riguarda il Friburgo credo che la Juventus abbia leggermente un minimo vantaggio, però al di là di tutto è una squadra che è 4° nel campionato tedesco dove ci sono Bayer Monaco, Union Berlino e Borussia Dortmund che comunque stanno facendo una stagione pazzesca! Abbiamo visto che tra l’altro il Dortmund ha battuto il Chelsea in Champions League e quindi questo vuol dire che il livello del calcio tedesco si sta alzando. Il livello medio e normale delle squadre tedesche si sta alzando e quindi sarà un test molto difficile per la Juve! Quindi dico 51% per la Juventus e 49% per il Friburgo ma sarà una partita combattutissima dove saranno, ancora una volta, i dettagli a fare la differenza ma soprattutto saranno i grandi campioni a spostare gli equilibri come è successo a Nantes con Di Maria”.

Tu hai alzato la Champions League, che consiglio daresti alla Juventus per far sì che questo gap europeo possa essere colmato per un futuro in Europa?

Juventus
“Mah, il consiglio è quello di andare sempre ad acquistare i giocatori che sono in rampa di lancio e che abbiano grande talento ma soprattutto italiani! Non dimentichiamoci che noi nel ’96 abbiamo vinto la Coppa dei Campioni con 9/11 di in campo di italiani, quindi questo ti fa capire quanto sia stato forte, il 22 maggio ’96, il senso di appartenenza di quella squadra. Sarebbe stata pronta a buttarsi e gettarsi nel fuoco per quei colori bianconeri, per il proprio allenatore, e ognuno di noi avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutare un compagno per alzare quella coppa! Ci è tornato molte volte in mente tutti i sacrifici che avevamo fatto per poter raggiungere quel traguardo! Tutti questi elementi messi insieme oggi, ieri e domani, faranno sempre la grande differenza. Quindi, da parte mia, dico alla Juventus ed alla Società Juventus di andare sempre a cercare talenti ma italiani, poi che ci debba essere un giusto mix con giocatori che vengono dall’estero e che hanno quel senso di appartenenza e di professionalità che ha sempre contraddistinto i grandi campioni. Oggi nella Juve vediamo quel senso di appartenenza in Danilo e quindi giocatori del genere sono la fortuna degli allenatori, sono la fortuna delle Società e dei tifosi! Ci vorrà del tempo ma la Società dovrà essere brava ad andare a cercare quei talenti come oggi abbiamo dimostrato di avere, perché Iling, Fagioli, Miretti, Soulé e tanti altri ragazzi giovani potranno, in futuro, riuscire a dare quella forza e quel senso di appartenenza a questa squadra. Riformare uno zoccolo duro italiano per far sì che questa squadra possa tornare di nuovo a vincere non solo in Italia ma anche a rialzare dopo tantissimi anni la Champions League”.

Fabrizio, un pensiero particolare per tutti noi che abbiamo a cuore i nostri campioni che ormai non ci sono più. Il tuo grandissimo amico Andrea Fortunato e Gianluca Vialli. Un pensiero per queste due bandiere che ricordiamo costantemente tutte le volte che si va allo stadio.

Vialli - Fortunato
“Sembrano che siano parole di circostanza, erano due caratteri totalmente diversi. Andrea era un ragazzo intraprendente con un carattere molto forte e che aveva voglia di arrivare e spaccare il mondo! Lui aveva firmato un contratto per 4 anni alla Juventus, era nel giro della Nazionale e quindi aveva tutte le possibilità per imporsi e diventare uno dei terzini più forti d’Italia. Purtroppo la sua malattia ce lo ha portato via ma io credo che comunque da su in cielo ci osserverà e ci darà… Nonostante il tempo passa sarà sempre al fianco nostro. Io ho avuto l’opportunità di conoscerlo già nel servizio militare, abbiamo vinto un campionato del mondo insieme, ci siamo ritrovati a dividere la camera quando eravamo nel servizio militare a Napoli e poi ci siamo ritrovati a dividerla nella Juventus. C’era un rapporto veramente molto stretto. Con Gianluca Vialli ancora non dico di più ma è stato un qualcosa di incredibile! E’ stato il nostro capitano e sarà il nostro capitano anche ora e in futuro! E’ stato una persona che ci ha insegnato tante cose, ci ha insegnato veramente cosa voglia dire l’umiltà, cosa significa essere leader, cosa significa essere un capitano di una squadra. Lui è stato il vero nostro capitano della squadra! Ci ha trascinato con le sue gesta, con il suo modo di comportarsi, con i suoi modi gioiosi, con i suoi scherzi, con il suo modo di sdrammatizzare anche i momenti difficili e allo stesso tempo di farsi scivolare tutti quei “complimenti” che in certi momenti piovevano dalla critica e dai tifosi. Quindi era veramente un grande saggio e ci manca tantissimo! Ci manca tantissimo non solo come calciatore e come uomo di sport ma come uomo! Io credo che mancherà tanto alle sue due figlie e a sua moglie. Per me è stato il mio idolo, il mio simbolo. Io non mi vergogno a ridire che ho sempre cercato di emularlo in tutto e per tutto e quindi sarà sempre devoto a Gianluca Vialli! Lo ringrazierò sempre per tutta la mia vita di quello che mi ha insegnato! Rimarrà sempre un grande simbolo nel mio cuore e nella mia mente ma questo credo che apparterrà come giocatore non solo ai tifosi Juventini o della Nazionale Italiana o della Sampdoria ma rimarrà nel cuore di tutti i tifosi che amano il calcio!”.

Ultimissima domanda: secondo te, alla fine di questa stagione quando tutta questa situazione che coinvolge la Juventus sarà finita, prevedi in Società qualche cambiamento come magari l’arrivo di un grande campione in Società come Del Piero? Potebbe cambiare il CDA o credi che rimarrà tutto uguale in Società?

“Beh, queste sono domande a cui io non posso rispondere. Posso soltanto sperare che magari Alessandro Del Piero, che è stato un grande capitano e un simbolo di questa Società, possa oggi tornare a rappresentare questo Club nel miglior modo possibile. Credo che non ci sia miglior persona come Alessandro per poter rappresentare la Juventus. Poi per altri discorsi io credo che non sia all’altezza e non devo nemmeno essere così presuntuoso da poter esprimere i miei giudizi o quello che dovrebbe fare la Società perché non sono in grado. Ci saranno delle persone che sono molto più brave di me a capire chi dovrà entrare nella Società e quali saranno i ruoli di quelle persone che entreranno”.

Fabrizio un saluto per il canale Beppe Bianconero, per tutta la redazione di Calcio Style e tutti gli ascoltatori che ti stanno seguendo.

“Ciao ragazzi, vi saluto anche io con grande affetto e mi raccomando “Fino alla fine” forza Juventus! Non dimentichiamoci mai! Grazie a voi!”

Video intervista:

 

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Bolognesi (ex Belen Rodriguez): “Allegri il Top, su Chivu…”

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Il primo uomo italiano di Belen Rodriguez, e scopritore indiscusso della talentuosa showgirl argentina (quando ancora era una sconosciuta), a tutto campo, senza peli sulla lingua ai nostri microfoni. Simone (nella foto concessa gentilmente: risale a circa oltre 20 anni fa, ai tempi di Aquafan Riccione), negli ultimi anni visto come cavaliere di Uomini e Donne Trono Over, è proprietario con la famiglia del lussuoso Hotel Derby di Milano Marittima. “Bolo-Style” (come lo ha ribattezzato qualcuno nella sua Riccione) non ha bisogno di grandi presentazioni. E’ da sempre un volto conosciuto e stimato nella Riviera Romagnola, considerata anche la sua longeva presenza all’interno di numerosi locali notturni della zona (discoteche e disco-pub), soprattutto in qualità di organizzatore di eventi ed esperto di relazioni pubbliche.

DAL FIDANZAMENTO CON BELEN RODRIGUEZ ALLE APPARIZIONI TV E A QUELL’AMORE PER LA JUVENTUS… MA SU SPALLETTI…

Persona molto schietta e sentimentale, l’ex corteggiatore di Teresanna Pugliese  (paparazzato negli anni anche con Diletta Pagliano ex di  Leonardo Greco) Simone Bolognesi è celebre appunto per essere stato il primo fidanzato italiano di Belen quando la showgirl argentina è arrivata nel Bel Paese, ben 22 anni fa. La relazione tra Simone e Belen è durata non poco, esattamente due anni, condita da sette mesi di passionale convivenza, avvenuta nell’abitazione del Bolo di Riccione.

Lo abbiamo incontrato lo scorso weekend, proprio nella sua cara e splendida Riviera, non distante dall’Hotel Derby Milano Marittima: ecco cosa ci ha detto in esclusiva, ai nostri microfoni.

Ciao Simone. Da grande tifoso della Juventus cosa pensi dell’arrivo di mister Luciano Spalletti a Torino?

“Devo essere sincero: quel famoso trattamento riservato da Spalletti a Totti, nel post ultima stagione alla Roma, mi aveva messo in grande antipatia il tecnico di Certaldo. Dunque non sono stato affatto contento quando Spalletti è arrivato a Torino. Riconosco però che ora la Juventus ha un altro passo. Luciano ha riqualificato il cervello dei giocatori, ha creato secondo me un gioco anche più divertente”.

So bene che sei rimasto molto deluso dal Derby d’Italia tra Inter e Juventus…

“Direi che veniamo dallo scandalo di Inter-Juventus, match in cui l’arbitro La Penna ha completamente rovinato la partita. Eh già, poteva assolutamente essere un match vinto dalla Juve, che avrebbe rilanciato al tempo stesso il Milan, del mio caro Massimiliano Allegri, verso un secondo posto molto più a ridosso della prima”.

Perché parli di ‘mio caro Max Allegri”?

“Lo sapete… Mi piace davvero tanto Allegri, anche se questa affermazione non metterà tutti d’accordo (ride). Ammetto che l’Inter ha un altro passo in ogni caso”.

“SU CHIVU (INTER) E ALLEGRI (MILAN) PENSO CHE…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA DELL’EX BELEN SIMONE BOLOGNESI

Ti piace anche Chivu? Secondo te è un ottimo allenatore? E’ la persona giusta per l’Inter?

“Non so se Chivu ha quell’esperienza giusta per poter portare l’Inter a questi grandi livelli fino in fondo. Un’esperienza che invece il buon Max ha, eccome! Max può fare la differenza al Milan, Chivu non saprei…”.

Chi è il miglior allenatore, a tuo modo di vedere, nella Serie A 2025-26?

“Secondo me l’allenatore che in questo momento unisce capacità di raggiungere risultati e simpatia è sicuramente Allegri. Max magari nel gioco non brilla rispetto ad altri allenatori ma porta risultati. Allegri-Conte? Non calcisticamente parlando, bensì a livello di intrattenitore e carisma non c’è confronto. Vince Allegri in lungo e in largo”

Ah Simone, sei un Anti-Conte quindi…

“Non nascondo che quest’anno l’ex Juve Antonio Conte non vince e piange tutto il tempo (ride, ndr): sui social qualcuno l’ha perfino definito il ‘bambolotto’ Antonino (Gli Autogol…)”

IL PRONOSTICO DEL PRIMO UOMO ITALIANO BELEN RODRIGUEZ SULLA JUVENTUS DI LUCIANO SPALLETTI

Infine, un pronostico… Tornerà la tua Juve ad alti livelli?

“Riguardo alla mia Juventus, devo dire che Spalletti  nel complesso sta facendo bene, dando la possibilità alla Zebra Bianconera di tornare a certi livelli. D’altronde Luciano ha riportato il Napoli a vincere. E secondo me potrà portare anche la Juve per l’appunto ai livelli e risultati che merita. Magari non subito, anche con l’aiuto di qualche innesto che magari sceglierà e gestirà lui, visto che quest’anno a Torino ha preso la squadra in corso. Resto, in ogni modo, dell’idea che in Serie A c’è un Milan rinato con l’atteggiamento del grande Max, dopo la brutta stagione rossonera in Serie A 2024/2025”.

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ex Belen nella foto con Daniele Bartocci (giornalista)

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ex Belen Rodriguez Simone BOlognesi

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Principe Filiberto: “Allegri-Milan? Amo il bel calcio. Su Spalletti..”

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filiberto

Emanuele Filiberto di Savoia in perfetta forma nelle Marche, carico e determinato: “Spalletti uomo giusto per la Juve, sicuramente. Allegri? A me piace il calcio bello in generale”. Emanuele Filiberto di Savoia grande protagonista ieri a Loreto, nelle Marche a due passi dalla splendida Riviera del Conero. Una toccante Santa Messa in suffragio di S.A.R. Vittorio Emanuele  di Savoia (scomparso nel 2024) nella Basilica della Santa Casa. Ebbene sì, la bella città di Loreto ha accolto un ospite d’eccezione in una delle location spirituali e culturali più iconiche del Bel Paese.

EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA E IL GRANDE AMORE PER LA JUVENTUS: SUOI COMMENTI E PRONOSTICI SERIE A 2025/2026

Un appuntamento che ha senz’altro unito in queste ore memoria, tradizione e forte simbolismo religioso, richiamando l’attenzione di fedeli, curiosi e appassionati di storia sabauda. Lo abbiamo incontrato proprio davanti alla favolosa Basilica di Loreto per una chiacchierata informale a tutto campo, ricca di spunti calcistici.

Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.

PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO SU SERIE A 2026 E MONDIALI 2026: “GASPERINI TRA I MIGLIORI? LO DITE VOI. ROBERTO MANCINI? SAREBBE BELLO RIVEDERLO IN SERIE A. SU GATTUSO…”

Ecco cosa ha detto il Principe, grande tifoso Juventus, Emanuele Filiberto di Savoia in esclusiva ai nostri microfoni.

Principe, partiamo dal tema più caldo: i pronostici. Chi vede favorita quest’anno per lo scudetto?

“Io odio fare dei pronostici. Non mi piace sbilanciarmi, soprattutto quando si parla di calcio. È uno sport imprevedibile”.

Lei ha sempre dichiarato il suo amore per la Juventus. Conferma?

“Assolutamente sì. Sono sempre stato tifoso della Juventus, è la mia squadra del cuore. Speriamo sia una stagione positiva”

Dopo la partenza di Tudor… Spalletti è l’uomo giusto per la Juve?

“Sì, è la persona giusta per la Juventus. Il giusto profilo in panchina. Scudetto? Ripeto, assolutamente non stilo alcun pronostico”.

Come vede l’Inter di Chivu?

“Non mi sbilancio, lo ribadisco (sorriso a trentadue denti, ndr). Ma l’Inter è forte sicuramente…”

Le piace il Milan e il gioco di Allegri?

“Allegri? A me piace il calcio bello… (ride, ndr)”.

Gattuso in Nazionale: un tecnico che la convince?

“Uomo di carattere. Speriamo bene per il cammino azzurro verso i Mondiali”.

“IL SAVOIA IN SERIE A? PRIMA INIZIAMO DALLA SERIE C…”: IL GRIDO DI BATTAGLIA SINCERO DI FILIBERTO

Roby Mancini ci ha regalato la gioia degli Europei.. lo rivedrebbe bene in Serie A?

“Sarebbe bello, sicuramente…”

Gasperini della Roma è uno dei migliori allenatori italiani?

“No. Perché dite così?”

Secondo noi sì. Gioca bene a calcio, è uno dei migliori” “Questo lo dite voi… (altro sorriso sincero, ndr)”

Il suo Savoia in Serie A: lo aspettiamo presto…

“No (sorriso scaramantico, ndr). Prima iniziamo dalla Serie C l’anno prossimo…

In bocca al lupo allora Principe… “Speriamo, Crepi il lupo…”

Grazie per la disponibilità e professionalità… “Grazie a voi”.

Principe Filiberto Marche
tifoso Juventus intervistato da Daniele Bartocci, giornalista, a Loreto
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ESCLUSIVA CS – Giancarlo Ratti: “L’Inter oggi è più unita e molto lo si deve a Chivu. Sono “Mourinhiano” perso! Mercato? Siamo a posto così…”

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L’attore, speaker radiofonico e grande appassionato di calcio, Giancarlo Ratti si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni in una lunga intervista che ha intrecciato carriera, ricordi e la grande passione nerazzurra.

Dalla radio al grande successo dei Cesaroni, Giancarlo Ratti non ha mai smesso di dichiarare il suo amore per l’Inter. Assieme a lui abbiamo ripercorso il suo legame nerazzurro, analizzando poi il mercato e i prossimi obiettivi della squadra di Chivu.

Di seguito, l’intervista di Giancarlo Ratti. 

Le parole di Giancarlo Ratti

Come nasce il suo tifo per l’Inter?
«Sono nato a Rovereto nel ’57 e nei primi anni ’60 il calcio non era accessibile come oggi: la domenica si vedeva in televisione solo il secondo tempo di una partita e il resto lo si seguiva alla radio grazie a “Tutto il calcio minuto per minuto”. Crescendo in una regione senza squadre in Serie A, all’oratorio si tifava quasi esclusivamente Juventus, Milan o Inter. Non so spiegare esattamente perché scelsi i nerazzurri, ma da quel momento non li ho più lasciati.»

In oltre sessant’anni da tifoso avrà vissuto emozioni di ogni tipo…
«Senza dubbio. L’Inter mi ha regalato tante gioie, ma anche momenti amari, che però ho sempre superato facilmente. Mi stupisce vedere quanto alcune persone vivano le sconfitte come drammi. Io dico sempre che nella vita le vere tragedie sono altre…

Ho avuto la fortuna di vedere, seppur negli ultimi anni, l’Inter di Angelo Moratti, con Mazzola, Jair, Suárez e Mariolino Corso. Poi ci sono stati gli anni di Mourinho, indimenticabili ancora oggi, soprattutto grazie a lui. Confesso di avere un debole per José. Basta guardare cosa è riuscito a fare l’altra sera contro il Benfica per rendersi conto di che grande allenatore sia ancora.»

E invece che mi dice dell’Inter delle ultime stagioni?
«Con Inzaghi, lo ammetto, non ho mai avuto un grande feeling e lo trovavo troppo statico nelle scelte. Ti faccio un esempio: arrivato il 60’, sapevi già che Di Marco sarebbe uscito per Carlos Augusto.

Chivu, invece, mi sembra abbia rigenerato diversi giocatori, come Zieliński, che l’anno scorso era finito ai margini. Gestisce meglio la rosa e le rotazioni, anche perché oggi in attacco c’è un quartetto più forte rispetto alla scorsa stagione. In questo senso siamo fortunati, soprattutto se guardiamo a squadre come la Roma.»

Giancarlo Ratti

Ange-Yoan Bonny, Lautaro Martinez e Marcus Thuram ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Con il mercato agli sgoccioli, l’Inter dovrebbe intervenire ancora?
«Non è semplice dirlo. Si parla molto della necessità di un vice-Dumfries, ma io vado un po’ controcorrente: darei più fiducia a Luis Enrique, pur non essendo un campionissimo. Sta vivendo una forte pressione e va sostenuto.

In generale credo anche che alternative come De Vrij, Bisseck e Carlos Augusto siano più che affidabili. A mio avviso la squadra è competitiva così com’è.»

Accoglierebbe un ritorno di Perišić?
«Onestamente no. All’Inter ha già dato tutto e a 37 anni credo sia giusto guardare oltre. Preferirei che il club investisse sui giovani, come avviene spesso all’estero.
Allo stesso modo non capisco l’interesse per Moussa Diaby. È un  giocatore che guadagna 15 milioni in Arabia e in Europa pretenderebbe comunque cifre altissime. È una dinamica che non condivido affatto.»

Cosa è cambiato maggiormente dopo la disfatta del 31 maggio?
«Chivu ha avuto un ruolo determinante. È riuscito a ricompattare uno spogliatoio che era completamente a pezzi dopo quella batosta in finale di Champions. Apprezzo molto anche il suo modo di porsi in conferenza stampa, sempre chiaro e diretto. La squadra lo segue e non ho notato particolari tensioni legate alle sostituzioni, fatta eccezione per qualche episodio isolato con Lautaro.»

Restando in tema Champions: ai playoff sarà Inter-Bodø/Glimt, anche se si poteva evitare…
«Sul sorteggio dico che, tutto sommato, è andata bene. In generale credo che il percorso europeo dell’Inter sia stato positivo finora. Abbiamo perso contro il Liverpool per un rigore piuttosto dubbio, ma la vera battuta d’arresto è stata contro l’Arsenal. Lì siamo stati messi sotto e loro hanno saputo colpire le nostre debolezze, soprattutto sui calci piazzati.»

Giancarlo Ratti

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

In campionato, invece, l’Inter domina spesso ma fatica negli scontri diretti: come se lo spiega?
«A volte la squadra paga dei cali di tensione mentale. Ho sempre avuto l’impressione che renda al massimo quando parte bene: se invece va sotto, fatica a riprendere il controllo della gara. Quello che mi pesa di più è aver perso così tanti derby contro il Milan…»

Sugli obiettivi stagionali, dove dovrebbe puntare l’Inter?
«Per scaramanzia ti rispondo: Coppa Italia. Lo Scudetto, purtroppo, lo abbiamo perso anche per un pizzico di sfortuna, soprattutto l’anno scorso…il gol sbagliato da Arnautovic ci sarebbe valso il titolo, perso poi per un solo punto.
Al di là dei trofei, però, sono soddisfatto del fatto che l’Inter sia sempre competitiva e in lotta per obiettivi importanti. Il rischio però è che tra vent’anni si guarderanno solo i titoli vinti, perché – si sa – alla fine ci si ricorda solo di chi vince.»

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