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Napoli: poca intensità e troppi cambi
Il Chievo Verona ultimo in classifica riesce nell’impresa di strappare un punto al San Paolo contro il Napoli di Carlo Ancelotti. Con un approccio alla partita simile a quello delle squadre “materasso” degli anni ottanta, ovvero sfruttando le ripartenze e chiudendo ogni spiraglio in difesa, esce indenne nello scontro contro i partenopei. Uno 0-0 che per il Napoli pesa come un macigno, considerando che la Juventus si allontana di 8 punti e l’Inter si trova ad una sola lunghezza dalla squadra di Ancelotti.
Un approccio blando
In conferenza stampa e nelle interviste alle rispettive emittenti, il leader calmo ha definito blando l’approccio della sua squadra al match. Sicuramente avranno influito sia la sosta per le nazionali e il calo di concentrazione avuto in seguito al superamento degli importanti incontri della prima fase stagionale.
Come spesso ha affermato il maestro Arrigo Sacchi, spesso la sua squadra nelle partite meno importanti che precedevano ogni partita importante, nonostante dal punto di vista psicologico lavorasse per non far trascurare gli impegni minori terminava le partite con risultati negativi. La questione infatti non dipendeva dall’allenatore ma appunto dalla mentalità dei calciatori che incondizionatamente focalizzavano tutta la loro attenzione alla partita che avrebbe magari potuto fare la storia.
La stessa problematica è riscontrabile anche nel Napoli durante la partita contro il Chievo. Anche se il centrocampo non era il solito gli altri reparti erano composti dagli uomini che nelle altre occasioni europee sono stati i protagonisti.
Mercoledì la squadra di Ancelotti si troverebbe a “fare la storia”. Qualora i partenopei dovessero vincere contro la Stella Rossa e il PSG perdere contro il Liverpool, si troverebbero automaticamente qualificati agli ottavi di Champions League. La questione però è chiara: con una Juventus a +8 e una qualificazione alla fase ad eliminazione ottenuta il gioco vale la candela?
Perché fino a quanto il Napoli potrà dire la sua in Champions considerando anche di non avere i mezzi per competere fino in fondo. Se poi dovesse essere troppo tardi per recuperare i punti persi in campionato? Sicuramente il tempo ci darà le risposte che stiamo cercando.
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Il Senegal è campione della Coppa d’Africa
Il Senegal batte il Marocco in un’incredibile finale in cui è successo di tutto e conquista la sua seconda Coppa d’Africa dopo quella del 2021.
Dopo 120′ minuti al cardiopalma dove è successo di tutto, a spuntarla è il Senegal. In un finale caotico dove prima la squadra abbandona il campo in segno di protesta, poi rientra e Mendy para il rigore di Brahim Diaz, arriva anche la rete che decide la partita.
Al 4′ minuto dei supplementari, Papa Gueye incrocia un potentissimo mancino dal limite dell’area e lascia incolpevole Bonou.
La squadra di Sadio Mané conquista la sua seconda Coppa d’Africa battendo nel suo percorso il Sudan, il Mali, l’Egitto e infine i padroni di casa del Marocco.

Istanbul, Turkey – August 14, 2019: Sadio Mane player during the UEFA Super Cup Finals match between Liverpool and Chelsea at Vodafone Park in Vodafone Arena, Turkey
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Coppa d’Africa, succede di tutto: il Senegal abbandona il campo e Brahim Diaz sbaglia il rigore facendo il cucchiaio
Sta succedendo di tutto nella finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal che sta andando adesso in onda. Ospiti in vantaggio nei tempi supplementari.
Succede l’incredibile nel finale della gara tra Marocco e Senegal: Brahim Diaz cade a tera in area di rigore su presunto fallo di Malick Diouf al 92′ minuto. Il direttore di gara assegna il calcio di rigore in seguito alla revisione al VAR.
I giocatori del Senegal però, completamente in disaccordo con la decisione dell’arbitro, decidono di abbandonare il campo. La squadra di Sadio Mané, rientra sul terreno di gioco circa 15 minuti dopo e al 110′ minuti Brahim Diaz si presenta sul dischetto per battere un rigore pesantissimo.
Risultato? L’ex Milan decide di fare il cucchiaio, Mendy rimane in piedi e blocca il pallone. La partita si avvia nei supplementari dove il Senegal ha trovato con Gueye la rete dello 0-1.

Milano, Italy. 21th September 2020. Italian Serie A. Brahim Diaz of Ac Milan in action during the Serie A match between Ac Milan and Bologna Fc.
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Fiorentina, ecco l’ultimo atto di Commisso: il via libera al project financing per il Franchi
La Fiorentina e il mondo del calcio in generale piangono Rocco Commisso, uno degli ultimi mecenati di questo sport.
Se ne andato da poco Rocco Commisso, lasciando un vuoto importante. Un presidente che era riuscito ad entrare nel cuore della gente, che avrebbe voluto alzare un trofeo insieme ai propri tifosi, ma è arrivato a tanto così…
Ha lasciato il Viola Park, una struttura meravigliosa unica al mondo, un’eredità che lo terrà per sempre nella memoria dei fiorentini. Avrebbe voluto fare anche un nuovo stadio, ma per diversi motivi non gli è stato possibile.
Dopo essere voluto rimanere fuori per quel che riguarda la ristrutturazione del Franchi, in contrapposizione con la politica, che in qualche modo non gli ha permesso di realizzare il suo progetto, negli ultimi mesi Commisso però si era riavvicinato alla sindaco Funaro, dando la disponibilità di partecipare economicamente per arrivare alla fine dei lavori, che sono in mano pubblica, del Comune di Firenze.
Secondo quanto riporta Repubblica in edicola stamattina, la società ha inviato al Comune i documenti per partecipare al project financing del nuovo impianto. Ed è dunque pronta ad investire i 50-60 milioni che mancano per terminare i lavori in cambio di una lunga concessione.
Uno degli ultimi atti di volontà del presidente Commisso, in questi ultimi mesi travagliati a causa della lunga malattia.
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