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Cantona su Beckham: “Pecore a buon mercato”
Eric Cantona è stato una leggenda. A 25 anni dal ritiro dal calcio ha rilasciato un’intervista-fiume al The Atlantic, nella quale parla del calcio di oggi.
Non lesina le critiche, il grande Eric Cantona. Nell’intervista pubblicata oggi sul The Atlantic, l’ex giocatore del Manchester United, ritiratosi nel 1997, non le risparmia a un altro nome altisonante del calcio: David Beckham.
Su Beckham
Secondo Cantona, la decisione dell’ex collega di sponsorizzare i Mondiali di calcio in Qatar sarebbe secondo lui un “grosso errore”. La sua motivazione: “un ex giocatore pagato per fare questo genere di cose… Potrebbe non sapere cosa succede lì. Oppure, se lo sa, penso che abbia sbagliato“.
Chi è Eric Cantona?
L’ex giocatore, che negli ultimi anni si è dedicato con profitto al cinema e alla pubblicità, è stato un campione di tutto rispetto: di ruolo attaccante, è l’unico calciatore ad aver vinto la Premier League per due stagioni consecutive con due squadre diverse (il Leeds e il Manchester United, ndr).
Francese di origini sarde, ha militato nella Nazionale francese per 8 anni, dal 1987 al 1995. Con l’Olympique Marsiglia è stato Campione di Francia per due volte e Vincitore della Coppa Francese una volta.
Con il Manchester ha ottenuto i suoi successi maggiori: 11 trofei, più il riconoscimento come Giocatore della Stagione nella stagione 1993-’94.
Un esempio? No
Un giocatore che potrebbe essere un esempio, ma si ribella all’idea di esserlo: “Essere un esempio nel mondo del calcio è essere una pecora. A volte reagivo in un certo modo che alla maggior parte delle persone non piaceva e forse avevano ragione.
Ma dove non avevano ragione è quando dicevano che io ero un esempio per milioni di persone, e non potevo reagire in questo modo. No, l’unica responsabilità che avevo era quella di lavorare sodo e vincere le partite e se sei un esempio come dicono le persone è perché pensi di essere al di sopra di tutto.
Il più delle volte sono molto umile. Scherzo sul fatto che sono una leggenda’ e tutte quelle cose lì. Perché non mi interessa. So che viviamo in un circo, quindi gioco. Faccio il clown, come tutti. Non mi piace questa idea che calciatori, politici, cantanti, personaggi famosi debbano essere degli esempi“.
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Arsenal passa il turno in FA Cup con tripletta di Martinelli
L’Arsenal avanza in FA Cup grazie a un Gabriel Martinelli inarrestabile, autore di una splendida tripletta che ha incantato i tifosi.
Una notte magica per Gabriel Martinelli
L’Arsenal ha superato brillantemente il turno di FA Cup grazie alla straordinaria prestazione di Gabriel Martinelli. L’attaccante brasiliano ha siglato una tripletta che ha illuminato la serata, permettendo ai Gunners di avanzare nella prestigiosa competizione. La partita si è disputata in un’atmosfera elettrizzante, con i tifosi che hanno applaudito ogni tocco del giovane talento.
Il cammino dell’Arsenal nella competizione
Con questa importante vittoria, l’Arsenal si conferma una delle squadre da tenere d’occhio in questa edizione della FA Cup. La squadra di Mikel Arteta ha dimostrato di avere le carte in regola per arrivare lontano, grazie anche a una rosa ricca di giovani talenti pronti a farsi valere sul palcoscenico internazionale.
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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
Arsenal advance in FA Cup with Gabriel Martinelli’s hat-trick 🔴⚪️🇧🇷
Who’s been your Man of the Match?
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) Jan 11, 2026
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Atalanta, Palladino individua i (pochi) difetti di una Dea brillante
Atalanta, Raffaele Palladino si è dimostrato soddisfatto della vittoria sul Torino, ma ha evidenziato come si possa migliorare. Qui di seguito le parole dei tecnico campano.
L’Atalanta torna a flirtare con i tempi gasperiniani, anche se sulla panchina non siede più il tecnico di Grugliasco.
Le tre vittorie consecutive e la cattiveria agonistica come costante sono ormai un marchio di fabbrica del nuovo corso targato Raffaele Palladino, che sta ampiamente ripagando i tifosi della Dea dopo un inizio da incubo.
Una classifica soddisfacente, che già di per sé può ritenersi in linea con quanto la società chiedeva, tuttavia, non può riempire la pancia del tecnico nerazzurro, che ha evidenziato ieri, nel post partita, alcuni elementi da affinare per rendere il giocattolo Atalanta ancora più letale.
“Dobbiamo però essere più cinici“ – ha detto Palladino nella conferenza post partita ieri sera – “creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai ‘quinti'”.
“Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più” – ha concluso l’ex allenatore di Monza e Fiorentina – “anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più“.
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Pietro Mennea come Steve Jobs: ricordo di un campione
A Santa Maria di Castellabate, nel cuore del Cilento, il 24 gennaio si accenderanno i riflettori su uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno. Stiamo parlando del Premio Letterario Sportivo 2026 dedicato a Pietro Mennea. Scrittori provenienti da tutta Italia e ospiti illustri si riuniranno a Villa Matarazzo, sede del Museo e Biblioteca del Calcio “Andrea Fortunato”, per celebrare non solo la grandezza sportiva dell’uomo più veloce d’Italia, bensì il suo impegno civile, magari talvolta meno raccontato ma altrettanto rivoluzionario.
UN EVENTO TUTTO DA VIVERE NEL RICORDO DEL GRANDE PIETRO MENNEA: LA GRANDE LETTERATURA SPORTIVA SBARCA IN PROVINCIA DI SALERNO
L’evento, organizzato dalla Fondazione Polito, si conferma un punto di riferimento nazionale per chi intreccia sport, letteratura e memoria. Tutto ciò trasformando il ricordo del grande e inimitabile Pietro Mennea in un motore culturale capace di parlare alle nuove generazioni. Il Premio affonda le sue radici in un tema che Pietro Mennea considerava una vera missione: il “Passaporto Ematico”. Non si trattava di una semplice campagna informativa, ma di un progetto pionieristico che Mennea portò avanti con determinazione insieme all’amico Davide Polito (Presidente Fondazione Polito). Ciò con l’obiettivo di diffondere in Italia una cultura della prevenzione basata su controlli medici regolari e consapevolezza del proprio stato di salute.
Ebbene sì in un’era particolare in cui la medicina preventiva non era ancora al centro del dibattito pubblico, Mennea scelse a quanto pare di esporsi in prima persona. Il tutto mettendo la sua credibilità di campione al servizio di un messaggio sociale forte, concreto e ancora oggi di straordinaria attualità. Il “Passaporto Ematico” non era solo un documento sanitario, ma un invito a prendersi cura di sé con responsabilità, attraverso visite e monitoraggi effettuati presso studi medici autorizzati. E oggi più che mai riveste una straordinaria rilevanza, non smetteremo mai di ribadirlo nel nostro blog. Saremo sempre al fianco della prevenzione!
La cerimonia del 24 gennaio non sarà soltanto un tributo alla leggenda dello sport, ma un’occasione per riaffermare il valore di un’eredità morale che continua a ispirare. In un mondo che corre veloce, proprio come Mennea in pista, il Premio Letterario Sportivo diventa un momento di riflessione collettiva su ciò che significa davvero essere campioni. Eh già, non solo record e medaglie, bensì fatica, impegno, etica, dedizione e capacità di trasformare la propria notorietà in un bene comune.
A Santa Maria di Castellabate, tra le suggestive sale di Villa Matarazzo, la figura di Mennea tornerà a vivere attraverso le parole degli autori, le testimonianze degli ospiti e la forza di un messaggio che non ha perso intensità. Un appuntamento che da ben tre edizioni unisce cultura, sport e salute. E che conferma quanto il mito della “Freccia del Sud” continui a correre, oggi più che mai, nella memoria e nel futuro del Paese. Sotto un estratto video dell’edizione 2024 al Museo del Calcio Andrea Fortunato in provincia di Salerno.
Che altro aggiungere… Un premio che come detto richiama anche una battaglia che Mennea sentiva sua. Sì, proprio quel super passaporto ematico, strumento fondamentale per tutelare la lealtà sportiva e la salute degli atleti, che Pietro sosteneva con forza.
MENNEA COME STEVE JOBS: FUORICLASSE AUTENTICO
Sudore, umiltà, motivazioni e tanto sacrificio alla base del suo straordinario successo: “I campioni possono nascere ovunque, anche a Barletta, l’importante è avere gli stimoli e gli elementi giusti come la determinazione e massima fiducia in se stessi. Voglio anche rilevare che la mia razza ha una rabbia e testardaggine migliori di quelle di Steve Jobs. Il famoso giornalista Gianni Brera si stupì della mia mente, definendola addirittura mesopotamica!”. Nel corso di una indimenticabile serata a Jesi (An) (ben oltre un decennio fa – ne avevamo già parlato nel nostro blog in più circostanze) fu presentato il suo volume, il ventitreesimo per l’esattezza, dal titolo “La corsa non finisce mai”. Pietro Mennea, come si fa a dimenticarlo? Un fuoriclasse indimenticabile, super, incredibile. Un grande esempio di vita e di sport. Chapeau!

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