Serie A
Venezia-Fiorentina 2-1, i lagunari scattano verso la salvezza
Venezia-Fiorentina, gara valida per il 36° turno di Serie A, si è giocata allo stadio Penzo. La partita è terminata con la vittoria della formazione veneta per 2-1.
Venezia-Fiorentina rappresentava una sfida importante per le ambizioni delle due squadre. La gara è terminata 2-1 in favore della squadra di casa. Un successo fondamentale in chiave salvezza per la formazione veneta, che in un colpo solo scavalca Empoli e Lecce in classifica, portandosi fuori dalla zona retrocessione. Decidono la gara la prima rete in Serie A del difensore Fali Cande e il gol di Gaetano Oristanio. L’attaccante del Venezia ritrova il gol in Serie A, il primo del suo 2025, e interrompe un lunghissimo digiuno. Per gli ospiti non basta il gol di Rolando Mandragora per portare a Firenze dei punti.
Veneti che adesso sarebbero salvi avranno il destino nelle proprie mani per mantenere la categoria nelle ultime due giornate. Sconfitta molto pesante in chiave europea per la Fiorentina, frutto delle fatiche europee e delle molte assenze nel reparto offensivo. Privi di Moise Kean, Albert Gudmusson e Nicolò Zaniolo, i viola perdono ancora, e vedono diminuire sensibilmente le possibilità di giocare in Europa nella prossima stagione. A seguito della vittoria del Milan, la squadra di Palladino è scivolata al 9° posto in classifica.

Venezia-Fiorentina, primo tempo a reti bianche
Al 6 minuto iniziativa di Busio sulla parte sinistra dell’area di rigore della Fiorentina, con un ottimo intervento in scivolata Pongracic anticipa Oristanio prima del tiro. Al 25’ Mandragora prova a scuotere i suoi con un tiro da fuori area: la conclusione termina lontano dallo specchio della porta. Da qui la viola sale d’intensità e inizia a costruire palle gol. Su un recupero di palla alto, Fagioli conclude a giro sul secondo palo; grande risposta di Radu che devia in corner. Al 33’ Gosens sfonda a sinistra e prova il tiro-cross: un attento Radu blocca il pallone.
Prima della conclusione del primo tempo c’è un occasione da ambo le parti: Ndour, servito in area da Gosens, prova a girarsi e a calciare a rete; il l tiro sfiora l’incrocio dei pali. Anche Yeboah ha la chance dell’1-0 in contropiede. Il numero 10 del Venezia salta Dodo e davanti a De Gea strozza la conclusione con il destro. La prima frazione si conclude senza gol.
2° tempo
Come nel primo tempo, anche nella ripresa la gara fatica a prendere ritmo nei primi minuti.
Prima palla gol per il Venezia al 59′. Nicolussi Caviglia lancia in profondità Yeboah. L’ecuadoregno aspetta l’inserimento di Oristanio, l’attaccante azzurro calcia da distanza ravvicinata ma il suo tiro termina sull’esterno della rete. Ma è il segnale della crescita del Venezia, che un minuto dopo, si porta sull’1-0. Dalla destra arriva un cross morbido di Kike Perez verso Cande. L’inserimento del difensore arancioneroverde coglie di sorpresa la difesa viola. Cande riesce a controllare la palla con il petto (da segnalare anche un tocco con la mano), mettendo fuori causa Mari, e davanti a De Gea, batte il portiere tirando sotto le sue gambe.
Dopo il gol subito Palladino prova a cambiare la partita mandando dentro Folorusho e Adli al posto di Ndour e Richardson. I cambi scelti dal tecnico viola funzionano e danno energia alla squadra. All’ 68 gli ospiti hanno l’enorme chance del pareggio. Ranieri, servito in area da Fagioli, calcia con il sinistro, ma un attento Radu devia il pallone sul palo con il piede. Come accade spesso nel calcio, sventato il possibile gol del pari, il Venezia trova il raddoppio sul ribaltamento di fronte. Zerbin parte in contropiede, e una volta saltato Adli, pennella sul secondo palo un cross sulla testa di Oristanio. Il numero 11 arancioneroverde deve solo spingere in porta il pallone del 2-0.
Il raddoppio da fiducia ai padroni di casa. Al 72′ Yeboah sfiora il gol del 3-0. Al 77′ arriva il gol della Fiorentina. Mandragora, servito in area da Adli, scivola a terra ma riesce a calciare a rete sorprendendo un incolpevole Radu. Dopo il gol dell’1-2, Di Francesci corre ai ripari. Il tecnico dei veneti mette dentro Maric e Doumbia per Yeboah e Perez. Palladino risponde inserendo Colpani per Pongracic. All’80’ Dodò crossa dentro per Folorunsho che di testa anticipa Zerbin ma non trova la porta.
Il finale è animato da molto nervosismo da ambo le parti. L’arbitro Marchetti estrae 5 cartellini gialli, tutti negli ultimi minuti di gioco. Nonostante un maxi recupero gli ospiti non riescono a costruire l’occasione per completare la rimonta. Venezia-Fiorentina termina con l’importante vittoria dei veneti per 2-1.
Serie A
Roma, Ghilardi sempre più un titolare
La Roma si gode la grande crescita di Daniele Ghilardi. Il difensore italiano, dopo mesi di ambientamento, ha ormai raggiunto il livello dei titolari.
Le sorti di Ghilardi alla Roma sono cambiate in poco più di due mesi. Il difensore classe 2003, dopo un avvio in sordina, ha avuto una crescita costante. Il tecnico Gasperini, da sempre molto attento allo sviluppo dei giovani, è andato molto cauto con l’inserimento del difensore arrivato in estate dall’Hellas Verona. Fino a dicembre Ghilardi è stato utilizzato con il contagocce, sia in campionato che in Europa. Tanto che probabilmente molti tifosi si stessero chiedendo il perché del suo acquisto. Nel frattempo Ghilardi ha avuto modo di apprendere i compiti richiesti dal tecnico, e di osservare da vicino i suoi compagni di reparto più esperti Hermoso e Mancini.
Roma, Ghilardi da oggetto misterioso a risorsa: tutto passando per Cagliari

L’ESULTANZA DI GIAN PIERO GASPERINI DOPO IL DUE A ZERO DI NICCOLO PISILLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Adesso il il numero 87 giallorosso è di fatto uno dei titolari della retroguardia della Roma, e anche nella gara di ieri contro il Cagliari è stato ancora una volta perfetto. Proprio dalla gara di andata contro i rossoblù è iniziato il percorso di crescita di Ghilardi. Nella gara di andata, giocata in Sardegna, Ghilardi fu mandato in campo in una situazione di emergenza, con i giallorossi in 10 uomini. Venne impiegato fuori ruolo, da esterno a sinistra, e fu protagonista in negativo nel decisivo gol di Gaetano, che condannò i giallorossi alla sconfitta.
Poco più di due mesi dopo la situazione è completamente diversa. Ora Ghilardi è stabilmente nelle rotazioni giallorosse, e di partita in partita si sta dimostrando sempre più attento in difesa, concentrato, e molto efficace nelle sortite offensive richieste dal Gasp. Arrivato nella Capitale dall’Hellas Verona con la formula del prestito, i giallorossi sono già convinti al 100% di esercitare il suo riscatto. La Roma è pronta a spendere 9 milioni di euro per il centrale classe 2003.
Serie A
Atalanta, l’Atlético Madrid vuole Ederson per l’estate!
L’Atlético Madrid avrebbe intenzione di rinforzare il proprio centrocampo con l’acquisto di Ederson dall’Atalanta.

Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atalanta, Ederson segue Lookman in Spagna?
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, l’Atlético Madrid avrebbe intenzione di acquistare Ederson. L’Atalanta non avrebbe intenzione di cederlo, ma si tratta comunque di una possibilità concreta quella che porta l’ex Salernitana fuori dall’Italia. Il centrocampista brasiliano potrebbe trasferirsi in Spagna, dopo svariate stagioni in nerazzurro.
Ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello nel corso degli ultimi anni, dunque non sorprende l’interesse di un club come quello dei colchoneros. Potrebbe dunque seguire il suo ex compagno di squadra, Ademola Lookman e proseguire la propria carriera a Madrid.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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