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TARGET – Exploit Calafiori. Motta plasma un nuovo gioiello per la Nazionale

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Riccardo Calafiori, Bologna

Gennaio, tempo di mercato e riparazioni, di valutazioni per il presente, ma con un occhio rivolto anche al futuro. Le società lavorano in sordina per rinforzarsi e per piazzare dei colpi anche in vista di giugno.

La Serie A, come di consueto, al giro di boa cristallizza nella mente degli amanti del calcio nuovi calciatori e talenti, sconosciuti o quasi fino a pochi mesi prima, che si sono resi protagonisti di un notevole prima parte di stagione. Ad oggi, non solo tante belle conferme, quanto altrettanti exploit inaspettati.

Tra questi, senza dubbio quello di Riccardo Calafiori, ritornato in Italia quest’estate dopo l’esperienza al Basilea, che ha saputo conquistarsi un ruolo da protagonista nella sensazionale stagione che sta realizzando il Bologna di Thiago Motta. Impegno, costanza, ma anche bravura nel sapersi trasformare da terzino sinistro a centrale e sfruttare l’emergenza difensiva che i Felsinei hanno dovuto affrontare.

Una sorpresa di cui ne gioverà anche Luciano Spalletti per la sua (e nostra) Nazionale, che quest’estate dovrà difendere il titolo di Campione agli Europei. Il classe 2002 è pronto a spiccare il volo a massimi livelli, parola del c.t.:

“Sono come un rabdomante, il mio dovere è quello di guardare, osservare, esplorare, scoprire tutto ciò che può contribuire a fare esultare una nazione intera. Calafiori che è una certezza, sa giocare a sinistra e da centrale, è un calciatore già pronto per la Nazionale.”

Chi è Riccardo Calafiori

Riccardo Calafiori nasce il 19 maggio 2002 a Roma, città nella quale inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio con la Petriana, società che gli permette di stupire gli osservatori della Roma. All’età di 9 anni, infatti, realizza il sogno di entrare a far parte del settore giovanile dei giallorossi. Dopo pochi mesi dalla firma del primo contratto da professionista, il 2 ottobre 2018 è vittima di un grave infortunio che comporta la rottura di tutti i legamenti del ginocchio sinistro, del menisco e della capsula articolare. Un dramma psico-fisico che mette a serio rischio la carriera del giovane. Tuttavia, la grande forza mentale che lo contraddistingue gli permette di recuperare, di ritornare in campo nel settembre 2019, e addirittura di avere, ad ottobre, la prima convocazione in prima squadra in vista del match con il Milan.

Calfiori, l’esordio e poi la sua prima gioia con la maglia del cuore

L’esordio per Calafiori con la maglia della Roma arriva all’ultima giornata di Serie A il 1 agosto 2020 ultima giornata di Serie A, nella stranissima stagione stoppata e ripresa a causa della pandemia da COVID 19, contro la Juventus. La prestazione dell’appena 18 enne stupisce tutti: gol annullato e rigore procurato, poi battuto da Perotti.

La prima gioia con la maglia del cuore, però, non tarda ad arrivare: alla sua seconda presenza in Europa League, contro lo Young Boys, Calafiori segna con un siluro mancino sotto la Curva Sud. La gioia tanto attesa, mostrata, dapprima, baciando la maglia e lo stemma al momento del gol, e successivamente con parole d’amore sul proprio profilo Instagram:

“Chissà quante volte l’ho sognato. Quante volte ci ho sperato…Finalmente è arrivato, ed è la cosa più bella che mi potesse capitare. Primo posto conquistato. Daje Roma”. 

Un’emozione ed una gioia per tutti i tifosi della Roma, da sempre innamorati delle proprie bandiere. Un “vanto romanista”, come recitava una maxi coreografia, esposta dalla Sud, a colorare il cuore caldo del tifo giallorosso con i volti dei romani e romanisti che dal 1927, anno di fondazione del club, hanno indossato la casacca giallorossa: fra loro Totti, De Rossi, Di Bartolomei, Conti, Giannini solo per citarne alcuni.

Calafiori sceglie prima il Genoa e poi Basilea per costruire la sua carriera

Nonostante la conferma nella rosa allenata da Josè Mourinho, a gennaio del 2022 decide di accettare l’avances del Genoa per garantirsi un maggiore minutaggio. Terminato il prestito a giugno ritorna a casa per essere ceduto, poi, a titolo definitivo al Basilea per una cifra di poco superiore ai 2 milioni e mezzo di euro. Con il club svizzero, vive una stagione da protagonista disputando 34 partite – in tutte le competizioni – condite da 1 gol e 3 assist.

Bologna nel destino per conquistare la Nazionale

Dopo appena un anno fuori l’Italia, il Bologna di Thiago Motta, che aveva concluso la stagione scorsa in crescendo, decide di puntare su Calafiori per rinforzare il pacchetto difensivo. Arriva in Emilia-Romagna, quest’estate, per 4 milioni di euro, con l’intenzione di doversi contendere il posto sull’out mancino con Kristiansen e Lykogiannis. Ma l’emergenza, che sopraggiunge nel corso della stagione, gli dà l’opportunità di giocarsi le sue carte da difensore centrale. Risultato? Si dimostra, come detto sopra una delle sorprese più positive della stagione.

Le caratteristiche tecniche

Riccardo Calafiori è un difensore, diventato molto duttile, alto 1.88 m. con una struttura fisica longilinea e asciutta. Caratteristiche tipiche del ragazzo sono l’abilità nel gioco aereo e la forza nei contrasti fisici. Alla luce di quanto detto fin’ora ci si aspetterebbe un calciatore macchinoso e lento. Tutt’altro, infatti, grazie al fisico asciutto e ad una lunghissima falcata, è dotato anche di buona rapidità nello stretto, nonché un’importante velocità sul lungo.

Sinistro naturale, è dotato di una buona tecnica individuale, con la quale conduce ordinatamente il pallone; usa molto bene anche il piede destro. Nasce per giocare come esterno basso a sinistra. Grazie alla sue doti aerobiche ha saputo ricoprire indifferentemente tanto il ruolo di terzino quanto quello di quinto di centrocampo.

Calafiori SofaScore

Calafiori SofaScore

Da difensore centrale, Calafiori, sotto la guida di Motta, ha impressionato per la sua capacità di impostazione – contribuisce, infatti, alla fase di costruzione partendo dal basso, come vuole di credo di mister Motta –  e per il gioco di anticipo; grazie alla sua forza fisica e alla rapidità, si è bravo e reattivo anche nell’uno contro uno.

Calafiori SofaScore

Calafiori SofaScore

Dal punto di vista tattico nella fase di non possesso, è dotato già di ottime abilità nella lettura del gioco avversario.

Calafiori SofaScore

Calafiori SofaScore

Le big puntano Calafiori per giugno

Le prestazioni super di Calafiori, così come non sono rimaste inosservate per il c.t. Spalletti, altrettanto vale per le big di Serie A, che hanno messo nel mirino il 2002 in vista della sessione estiva di mercato. Il club che, però, al momento ha mostrato il maggior gradimento è il Napoli, che la prossima estate sarà protagonista di una nuova “Revolution“.

Il Bologna, dal suo canto, non ha alcuna intenzione di perdere i suoi pezzi pregiati a partire dal tecnico, passando per Zirzkee fino ad arrivare a Calafiori, soprattutto qualora riuscissero a centrare la qualificazione ad una delle coppe europee.

Il valore di mercato, fonte Trasfermarkt, attuale è di 14 milioni di euro, ma è destinato ad incrementare notevolmente se il ragazzo continuasse a realizzare prestazioni di alto livello, come fatto fino ad ora.

Champions League

Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?

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La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League. 

Il successo bianconero porta le firme di Thuram McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.

Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli

Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.

Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.

Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).

Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal Bayern Monaco agli ottavi di finale.

Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

juventus

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Champions League

Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei

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Arsenal

A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa

L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.

La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.

I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.

L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

Arsenal

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Champions League

Atalanta, la Champions non ammette blackout: sfumano gli ottavi?

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Atalanta-Athletic Club

Un secondo tempo da dimenticare rimette tutto in discussione: l’Atalanta spreca un’occasione enorme e ora gli ottavi si complicano.

Alla fine del primo tempo di Atalanta-Athletic Club, la Dea era a un passo dagli ottavi di Champions League. Il gol del vantaggio firmato da Scamacca e una gara apparentemente sotto controllo avevano messo la squadra di Palladino nella situazione ideale. 

I nerazzurri avevano anche sfiorato il raddoppio, con un altro gol annullato allo stesso Scamacca e il palo colpito da De Ketelaere, e avevano dato la sensazione di poter chiudere definitivamente il discorso al rientro dagli spogliatoi. Nella ripresa, però, qualcosa si è inceppato. L’Atalanta ha abbassato il ritmo e concesso campo agli spagnoli, che ne hanno approfittato.

Atalanta-Milan, Napoli

Ademola Lookman a terra rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Atalanta, classifica ribaltata e ottavi a rischio

Il pareggio di Guruzeta al 58° ha cambiato l’inerzia della gara, poi l’uno-due di Serrano e Navarro nel giro di quattro minuti ha gelato la New Balance Arena. Il gol di Krstović all’88° arriva troppo tardi per riaprire davvero la partita. 

Una sconfitta durissima, arrivata con appena tre tiri concessi e tre gol subiti, ma soprattutto pesante per la classifica: l’Atalanta scivola fuori dalle prime otto per la sola differenza reti, dettaglio che però può costare caro. In Champions League non sono ammessi blackout, e pochi minuti possono complicare il percorso. 

Ora servirà una vittoria contro l’Union Saint-Gilloise nell’ultima giornata e possibilmente tanti gol, sperando anche in risultati favorevoli dagli altri campi. Gli ottavi erano a un passo, ora sono un obiettivo da rincorrere fino all’ultimo respiro.

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