SIMONE INZAGHI PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
<p><strong><a href="https://www.calciostyle.it/serie-a/serie-a-le-designazioni-arbitrali-della-32-giornata">Serie A</a>, a sole 7 giornate dalla fine l’Inter, si sa, è favorita per lo scudetto. Ma la sua vittoria non è affatto da dare per scontata.</strong></p>
<p>Nella serrata corsa per lo scudetto, una sola certezza sembra resistere tra le tante variabili: se l’<strong>Inter</strong> dovesse ottenere sei vittorie e un pareggio nelle ultime sette giornate, sarebbe aritmeticamente <em>Campione d’Italia</em>.</p>
<p>Questa ipotesi, tuttavia, per quanto matematicamente semplice non può essere data per scontata, soprattutto se si considera il contesto in cui si trova la squadra di <strong>Inzaghi</strong>. I nerazzurri, infatti, stanno affrontando una stagione massacrante, con tredici partite in più rispetto alla rivale — tra <em>Champions League</em> e <em>Supercoppa</em> — e un organico ridotto all’osso, sia per numero che per condizione fisica.</p>
<p>Proprio per questo motivo, Inzaghi ha dovuto adattare la strategia: massima intensità nella prima metà di gara, con l’obiettivo di costruire un vantaggio da difendere nella ripresa, consapevole del calo fisiologico che la squadra mostra sistematicamente nel secondo tempo. Un approccio conservativo reso necessario dalla necessità di gestire le forze residue, che si traduce anche in un uso intensivo delle cinque sostituzioni, un lusso trasformato in necessità per poter arrivare in fondo con undici uomini in piedi.</p>
<h2>Serie A, la situazione del Napoli</h2>
<p>Eppure, il <a href="https://sscnapoli.it/"><strong>Napoli</strong></a> — pur vivendo una stagione diametralmente opposta in termini di impegni e carichi — non si presenta in condizioni migliori. La squadra di <strong>Conte</strong>, al contrario, <strong>non fa praticamente mai ricorso a tutte le sostituzioni disponibili</strong>, ritenendo la rosa troppo sbilanciata qualitativamente per fidarsi delle riserve.</p>
<p>Il risultato è che anche il Napoli, <strong>come l’Inter, tende a calare nella seconda metà delle partite</strong>, perdendo terreno proprio quando bisognerebbe spingere. Non è un caso se, da gennaio, non è riuscita a vincere due gare consecutive e ha raccolto appena due successi nelle ultime nove.</p>
<p>Questa somiglianza nei limiti fisici, pur nella diversità di approccio e contesto, ha conseguenze concrete: le avversarie hanno ormai intuito l’andazzo. Resistendo nel primo tempo, possono ribaltare l’inerzia nella ripresa, come dimostrano le recenti partite contro <strong>Bologna</strong>, <strong>Venezia</strong>, <strong>Lazio</strong> e altre.</p>
<p>In questo scenario, l’analisi del calendario rischia di diventare fuorviante. <strong>Sulla carta, quello del Napoli appare più agevole</strong> — con avversari come <strong>Empoli</strong>, <strong>Monza</strong>, <strong>Lecce</strong>, <strong>Genoa</strong>, <strong>Parma</strong> e <strong>Cagliari</strong> — rispetto a quello dell’Inter, che affronterà <strong>Roma</strong>, <strong>Lazio</strong>, <strong>Bologna</strong> e <strong>Como</strong>.</p>
<h2>L’incognita punti a partita</h2>
<p>Ma ridurre la lotta scudetto a una mera tabella di marcia ignora la vera natura di questi duelli: <strong>non sono mai cavalcate trionfali verso quota 90 punti, bensì maratone logoranti</strong> in cui le squadre si osservano, si studiano e, spesso, si rallentano a vicenda.</p>
<p><strong>È per questo che la proiezione attuale, con l’Inter a una media di 2,193 punti a partita, ci porta a una quota scudetto intorno agli 83 punti — la più bassa degli ultimi cinque anni.</strong> Un dato che riporta alla stagione 2019/20, segnata dalla pandemia, quando la <strong>Juventus</strong> di <strong>Sarri</strong> chiuse proprio a 83. Ma oggi, a differenza di allora, il finale sarà combattuto fino all’ultimo istante, senza vantaggi acquisiti in anticipo.</p>
<p>Dunque, sì: l’Inter è padrona del proprio destino, ma la fatica accumulata e la fragilità strutturale lasciano aperto ogni scenario. Allo stesso modo, il Napoli deve dimostrare di saper sfruttare un calendario favorevole senza inciampare nei propri limiti.</p>
<p><strong>In un duello segnato dalla stanchezza più che dall’eccellenza, vincerà chi saprà resistere</strong>, più che chi brillerà.</p>
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Aggiornato al 10/04/2025 10:13
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