Serie A
Sassuolo-Lazio finisce 1-0: a segno Fadera, seconda sconfitta per i biancocelesti
Sassuolo-Lazio è stata una partita concitata ma dalle poche occasioni. Per Sarri c’è ancora molto lavoro da fare, e tra pochi giorni c’è il derby.
Primo tempo a reti bianche
Sarri si affida alla formazione migliore, libero da calcoli legati alle competizioni europee. E i biancocelesti partono subito forte. L’intensità e il pressing alto e ordinato mette sotto il Sassuolo, incapace di uscire. In fase di costruzione si staccano a turno Guendouzi e Dele-Bashiru, costringendo i neroverdi ai lanci lunghi.
Ma la superiorità dura poco, e i ragazzi di Grosso riescono a sviluppare l’azione dalla propria trequarti. Il treno Doig–Laurienté funziona: il primo regge le sportellate di Marusic e si sovrappone, mentre il francese crea non pochi grattacapi alla difesa laziale. Il numero 45 punta gli avversari, spingendo la linea avversaria verso l’area di rigore.
Manca solo il tiro, che arriva solo al minuto 27, quando Provedel respinge un rasoterra di Pinamonti con il piede sinistro: è il gesto tecnico migliore del primo tempo, caratterizzato da pochissime occasioni ma tanta foga.
La stessa foga con cui Vranckx interviene sulla caviglia di Rovella: l’intervento è brutto e l’arbitro lo espelle, ma il VAR interviene per revocare la decisione sul campo. Proprio Rovella è il protagonista in negativo della prima frazione. Nervoso, prima litiga con Berardi, poi viene ammonito per proteste, fino a rischiare il doppio cartellino dopo una trattenuta su Koné. Alla fine, il numero 6 esce per un problema fisico. Il derby è a rischio.

DOMENICO BERARDI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Sassuolo-Lazio, la decide Fadera nella ripresa
Nel secondo tempo la Lazio prende fiducia e si propone sulla trequarti avversaria, ma per la prima vera occasione bisogna aspettare il 64′ minuto, quando su cross di Guendouzi la colpisce di testa Zaccagni, ma Muric effettua un grande intervento in corner: è la parata dell’incontro, anche il numero 10 biancoceleste stenta a crederci.
E proprio nel momento migliore delle aquile a passare è il Sassuolo, con Fadera, che sugli sviluppi di un corner devia in rete, tenuto in linea proprio da Zaccagni. I biancocelesti non mollano, ma il muro-Muric blocca un altro tiro, questa volta di Dia. Gli uomini di Sarri ci provano fino all’ultimo, con Provedel in area su gli ultimi calci d’angolo, ma alla fine a passare è il Sassuolo, dopo due sconfitte consecutive.
Cosa ci lascia questo incontro?
Dopo Sassuolo-Lazio, Grosso può partire dalle cose buone viste in questa prima vittoria. In difesa domina Muharemovic, preciso nelle marcature e negli anticipi. A soli 22 anni, ha affrontato il tridente avversario con grande intelligenza tecnica e lettura difensiva, capendo quando andare a prendere l’uomo e quando aspettare il suggerimento per Castellanos.
A centrocampo si rivede Matic, quello della Roma. Presente ovunque, fondamentale nella doppia fase e già leader del gruppo, con la fascia da capitano di Berardi. E poi Doig, che conferma le buone sensazioni delle prime due giornate. Con Lauriente c’è intesa. Grosso ha i suoi riferimenti sull’out sinistro.
Serie A
Lotito, striscione contro il Presidente dalla sede di Forza Italia
Il rapporto tra il tifo organizzato e Claudio Lotito sta raggiungendo livelli mai visti, uscendo dai binari logici del campo da calcio

LO STADIO OLIMPICO VUOTO PER LA PROTESTA DEI TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lotito vs Curva Nord
Dal prato dell’Olimpico al Senato: la contestazione del tifo biancoceleste contro Claudio Lotito alza il tiro e cambia scenario. Questa volta l’obiettivo non è lo Stadio né i cancelli di Formello, ma il cuore pulsante di Forza Italia, situato a Piazza di San Lorenzo in Lucina.
Sotto la sede del partito, è apparso uno striscione dal messaggio inequivocabile, capace di intrecciare fede calcistica e dovere civico: “Forza Italia, il laziale voterebbe sì, ma vota no! Ringraziate Lotito, senatore del vostro partito”. Il riferimento è al prossimo Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, datato 22 e 23 marzo: i tifosi minacciano di boicottare la consultazione, o di votare contro le linee di partito, come ritorsione per la gestione societaria del proprio Presidente.
Città tappezzata e spalti vuoti
Ma la protesta non si esaurisce in piazza. La Capitale si è risvegliata sotto una pioggia di manifesti che ribadiscono un unico concetto: la richiesta di cessione del club. La strategia della tifoseria sembra ormai chiara: Colpire il Lotito politico, per indebolire il Lotito presidente, e la diserzione dello stadio: Dopo Genoa e Atalanta, il tifo organizzato annuncia il pugno duro anche per la semifinale d’andata di Coppa Italia contro i ragazzi di Palladino.
Secondo quanto riportato da LaLazioSiamoNoi.it, mercoledì prossimo l’Olimpico rischia di trasformarsi in un deserto di cemento, confermando una frattura che sembra ormai insanabile tra la proprietà e la piazza.
Serie A
Inter, allarme Bonny: problema al polpaccio contro il Genoa
Inter – L’attaccante è in dubbio per la semifinale di Coppa Italia: Chivu spera di recuperarlo per il derby.
La vittoria contro il Genoa lascia in eredità anche un campanello d’allarme in casa Inter. Nel secondo tempo della gara di sabato 28 febbraio si è fermato Bonny, costretto al cambio a circa un quarto d’ora dal termine dopo uno scatto che gli ha provocato un fastidio muscolare al polpaccio destro. In panchina è stato subito applicato del ghiaccio.
Schierato titolare accanto a Thuram, Bonny sarà valutato nelle prossime ore. Le prime sensazioni non sembrano allarmanti, ma Chivu ha preferito mantenere prudenza: “Dalle prime risposte sembra non sia nulla di che, ma ormai non mi fido più. Vediamo”, ha dichiarato il tecnico nerazzurro.
Inter, quanto è grave l’infortunio di Bonny?
L’entità del problema e i tempi di recupero restano dunque incerti. La presenza dell’attaccante nell’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como è in forte dubbio, mentre lo staff medico lavora per averlo a disposizione nel derby di domenica prossima contro il Milan.

Ange-Yoan Bonny e Lautaro Martinez ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Un’assenza che peserebbe, anche perché Chivu deve già fare i conti con il forfait di Martínez. Senza Bonny, l’Inter rischierebbe di presentarsi al derby con soli due attaccanti di ruolo disponibili: Thuram e Pio Esposito.
Le prossime ore saranno decisive per capire se si tratta solo di un affaticamento o di qualcosa di più serio. Il derby incombe e l’Inter resta in attesa.
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Serie A
Como, febbraio “nero” per Nico Paz: prima crisi?
Como – Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione…
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).

NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c’è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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