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Sassuolo, Grosso: “Inter tra le più forti d’Italia e d’Europa”

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Sassuolo

Il tecnico del Sassuolo, Fabio Grosso, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della difficile trasferta di San Siro contro l’Inter di Chivu.

Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo, è intervenuto nella consueta conferenza stampa alla vigilia della sfida esterna contro l’Inter di Chivu. I neroverdi, dopo un inizio pessimo, hanno conquistato i primi punti della stagione una settimana fa contro la Lazio di Sarri.

Sassuolo

L’URLO ESULTANZA DI FABIO GROSSO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Sassuolo, le parole di Grosso

Equilibrio di risultati tra Inter e Sassuolo nella storia e arrivano con gli stessi punti in classifica. Fa un po’ strano

“Sono numeri che lasciano il tempo che trovano, si riferiscono a cose successe nel passato con altri percorsi e altre strade. Noi non ci diamo tanto peso perché sappiamo che tipo di partita andiamo ad affrontare. La gara sarà sicuramente difficilissima e dovremo cercare di fare una grande gara perché la squadra è una delle più forti in Italia e in Europa. Per noi è un ostacolo grande, ci possono essere delle belle opportunità per provare a dare il meglio di sé”.

Si aspettava già una buona intesa dei nuovi?

“So che serve tempo, a volte riesci a bruciarlo ma dei pezzi di conoscenza ti mancano. Abbiamo tanti ragazzi nuovi e siamo in quella fase e devo provare a capire anche vedendo attraverso delle partite quello che siamo in grado di fare. Domenica i ragazzi sono stati bravi a fare una grande gara. L’episodio cambia il finale ma dobbiamo essere focalizzati su quello che vogliamo fare sapendo che c’è tanta strada da fare e dentro questa strada incontreremo momenti positivi e negativi e dovremo mantenere l’equilibrio”.

Si è tagliato i capelli per la prima vittoria?

“No, è passato il tempo delle scaramanzie. Mi piace cambiare le forme ma mantenere ben saldi i contenuti”.

Le tante vittorie a San Siro spostano qualcosa nella preparazione della gara?

“Sono cose che ci interessano poco perché siamo focalizzati sul presente. Noi non ci siamo né persi né ritrovati, partecipiamo da neopromossi in un campionato difficile e dovremo prepararci ogni giorno per affrontarle tenendo chiaro e presente quello che è il nostro obiettivo”.

Ci possiamo aspettare una formazione simile alla gara con la Lazio? Thorstvedt può partire titolare?

“Continuità è una parola importante, poi ho tanti ragazzi all’interno del gruppo e a me piace utilizzarli perché le risorse sono importanti non solo quando ne hai necessità, quindi il filo sottile per dare più relazioni e automatismi migliori e utilizzare ragazzi che alzano il livello della rosa e il livello di tutti i ragazzi è quello che può disputare benissimo questo campionato, poi di volta in volta scelgo i giocatori allenando in settimana i ragazzi, questa sottile differenza mi piace sottolinearla perché è determinante. Su Kristian le sensazioni sono migliori, cercheremo di migliorare il minutaggio gradualmente, non è ancora tempo per una maglia da titolare”.

Come sta Walukiewicz?

“Di indisponibili abbiamo solo Paz e Seba che lo stiamo valutando. Ha lavorato a parte per un problema all’anca e sta cercando di migliorare e capiremo oggi se sarà il caso di riuscire a portarlo”.

Cosa serve più dell’umiltà e del coraggio per affrontare l’Inter?

“Queste sono già ottime doti. Dobbiamo tirare fuori il meglio di noi ma abbiamo le qualità per fare gara, con intensità, buona sorte, cercheremo di invertire i pronostici che ci vedono nettamente sfavoriti”.

Quella vista con la Lazio, a grandi linee, può essere considerata la sua formazione titolare di quest’anno?

“Poi dipende anche da loro, dalle condizioni, da come passano le settimane perché è importante andare alla ricerca della conquista del campo perché ho 26 ragazzi a disposizione, mi piace fare le cose giuste. In questo momento sto facendo questo tipo di scelte ma so di avere alle spalle altri ragazzi che hanno contribuito a fare una cavalcata strepitosa”.

Lei è un ex della sfida: che ricordi ha dell’esperienza all’Inter?

“Un’esperienza bella condivisa con tantissimi campioni in una società top. Ricordo con molto piacere il presidente Moratti e gli altri dirigenti. Ho passato un anno ricco di soddisfazioni, è nato il mio primo figlio, e abbiamo disputato un grande campionato vincendo anche la Supercoppa”.

Luis Enrique ha lanciato una nuova moda andando a guardare le gare in tribuna. La vedremo su in tribuna nel prossimo futuro?

“No, noi per ora rimaniamo in panchina, poi nel calcio e nella vita mai dire mai”.

L’Inter è forte ma qualcosa concede

“Noi ci crediamo sempre, ci crediamo tanto ogni volta perché ogni partita è una sfida per provare a ottenere il meglio sempre. Conosciamo le caratteristiche degli avversari, ci vorrà intensità di testa, tattica e tecnica, provando a sbagliare poco perché ci sono momenti dove devi saper resistere, momenti in cui ti lasciano dei momenti per provarci, serve riconoscere il momento migliore. Le difficoltà non mancano ma la voglia di crederci non manca e non mancherà mai”.

Cosa teme di più dell’Inter?

“Questa è una squadra che le qualità le ha perché sono bravi sulle palle inattive, sanno variare le conclusioni, hanno tiratori da fuori e le difficoltà sono molteplici ma con pazienza, coraggio, la bravura di saper stare dentro la gara: questo ti fa guadagnare tempo in queste gare”.

L’Inter è molto forte a centrocampo, ha pensato a qualcosa a tal proposito?

“Loro hanno tre centrocampisti molto bravi, sanno come abbassarsi e creare, sanno attaccare l’area, ma poi se ci focalizzassimo solo su una non sarebbe semplice, bisogna saper riconoscere quello che succede”.

Coulibaly ha detto che gli piace fare ‘casino’ con Berardi. Walukiewicz è diverso, la difesa cambia in base all’uno o all’altro?

“Sì, dovremo essere bravi a trovare l’equilibrio giusto ma poi chi attacca deve sapere bravo a ricoprire determinati ruoli, puoi avere anche entrambi i terzini che vanno e altri giocatori che attaccano altri spazio. La bravura è avere l’equilibrio in campo, sapere poi se tutti vanno via diventiamo fragili”.

L’Inter sa sfruttare alla grande le palle inattive e in particolare i calci d’angolo: avete pensato a qualcosa in particolare per questo?

“Proviamo sempre, in tutte le settimane abbiamo lo spazio riservato a queste situazioni. Questa è una squadra che ha dei tiratori molto importanti e quello è già un ottimo plus, ha degli ottimi saltatori, è una squadra che determina tanto sulle palle inattive, dovremo alzare le antenne e mettere i rimedi giusti così come su tante altre. Tante informazioni di cui siamo a conoscenza, la bravura sarà riuscire a metterle in pratica e provare a tenere testa a un avversario molto forte”.

Matic ha dato grande equilibrio

“È un giocatore fuori categoria per il nostro livello ma penso sia sotto gli occhi di tutti. È una persona con grandi valori anche all’interno perché sa stimolarli e stuzzicarli nei modi giusti, ci sta dando una grande mano”.

Candé ha trovato meno spazio. Si tratta di preferenze tecnico-tattiche?

“Per nessuno c’è un motivo differente dal tecnico-tattico. A centrocampo ho Lipani, Boloca e Iannoni senza dimenticare Thorstvedt, tutti possono fare le partite. In tutti i ruoli abbiamo chi sta giocando e chi sta dietro in attesa, la bravura è farsi trovare pronti quando vengono chiamati in causa per raggiungere il nostro obiettivo”.

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Ardemagni (ex Milan) a IGsport47: “Col fuoco dentro. Su Inzaghi..”

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pisa

L’ex attaccante del Milan Matteo Ardemagni (quasi 39 anni) sena filtri. Eh già, carico e determinato come non mai. Dal Milan di Ancelotti a una nuova sfida nelle Marche, con la maglia della Civitanovese: è Ardemagni show. Ecco cosa ha detto, in queste ore, ai microfoni di Smart Club, programma sportivo Made in Marche, sotto la regia della brava giornalista Marta Bitti.

L’ex Milan e Atalanta Ardemagni: un bomber ex Serie A senza limiti

Eccolo al top a IGsport47, nell’interessante e appassionante programma Smart Club. Alla conduzione Marta Bitti, affiancata da Cristiano Lambertucci e Luca Baiocco, spazio per l’appunto a un grande protagonista del calcio italiano. Una carriera lunga e ricca di gol, con oltre 100 sigilli realizzate in Serie B, raccontata tra aneddoti, analisi tecnico-tattiche e uno sguardo sul presente e sul futuro, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Matteo Ardemagni carico e determinato come non mai nelle Marche per mettere esperienza, carisma e fame al servizio della sua nuova squadra. Obiettivo salvezza in Eccellenza.

Cresciuto in società come Milan e Atalanta, con un passato importante a Perugia e in molti club blasonati del calcio italiano, Ardemagni ha raccontato in sostanza il suo percorso agonistico e le sue motivazioni nel programma sportivo marchigiano Smart ClubLe sue parole fanno ben capire di che pasta è fatto: un giocatore maturo, esperto, consapevole e ancora determinato a lasciare il segno.

Matteo Ardemagni, un viaggio calcistico tra grandi club e oltre 100 gol in carriera: alla Civitanovese per fare grandi cose

La storia di Matteo Ardemagni è quella di un attaccante che ha saputo costruire la propria identità passo dopo passo, dopo una lunga gavetta. Esperienza precoce nel Milan di Ancelotti, dove ha respirato fin da giovanissimo l’aria dei campioni. Ha poi completato la formazione nell’Atalanta, società da sempre attenta ai talenti offensivi.

Da lì è iniziato un percorso ricco di tappe prestigiose: Triestina, Cittadella, Modena, Perugia, Avellino, Ascoli, Frosinone, fino alle più recenti esperienze in Serie C. Con oltre 100 reti nei campionati professionistici, Ardemagni è divenuto a tutti gli effetti emblema puro di affidabilità e dedizione. Un attaccante cresciuto a pane e gol, capace di adattarsi a contesti diversi mantenendo sempre una performance costante.

Le dichiarazioni a Smart Club: “Unità e sacrificio, così si conquista la salvezza”

Ospite del programma Smart ClubArdemagni (che conosce bene le Marche: ad Ascoli indossò in passato la fascia di capitano) ha parlato con grande lucidità del momento della squadra e delle sue motivazioni personali. L’attaccante ha sottolineato come la sfida salvezza passi soprattutto dalla compattezza del gruppo: “Non basta il singolo, serve unione d’intenti. Mi sento vivo, ho il fuoco dentro”. Come dire, quando gli atleti di una squadra remano tutta dalla stessa parte, anche le difficoltà possono trasformarsi in belle opportunità.

Ha poi aggiunto che la sua scelta di approdare nelle Marche nasce dal desiderio di sentirsi ancora protagonista: “Voglio dare tutto. Ho accettato questa sfida con umiltà, cercherò di aiutare i giovani. Credo nel progetto. I nostri tifosi possono fare la differenza, dentro e fuori dal campo”. Parole che confermano la sua determinazione, motivazione e la volontà di essere un punto di riferimento per la generazione young.

Civitanova (Civitanovese – Eccellenza) e il nuovo capitolo: nelle Marche per lasciare un segno, non per una passerella qualunque… “Pippo Inzaghi mi disse che…”

Ardemagni ha parlato anche del suo impatto con l’ambiente marchigiano, elogiando la passione dei tifosi e la serietà della società civitanovese. “Obiettivo salvezza, dobbiamo meritarla”, ha dichiarato. L’attaccante ha poi evidenziato l’importanza del lavoro quotidiano: “La differenza la fanno i dettagli: allenarsi bene, aiutarsi, non mollare mai. È questo lo spirito che voglio trasmettere”. Un messaggio chiaro, che conferma come Ardemagni non sia solo un rinforzo tecnico, ma anche un valore aggiunto sul piano umano e motivazionale. Il suo punto di riferimento è stato Pippo Inzaghi: “Pippo mi diceva sempre il gol arriverà, l’importante è farsi trovare pronto”. Che dire, a buon intenditor poche parole. E’ possibile rivedere la puntata anche su YouTube sul canale SmartClub IGSport47.

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Serie A

Roma, Pellegrini: “Sono un ragazzo fortunato, perché indosso da anni la mia maglia preferita. Champions League? Siamo sulla buona strada”

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Roma-Udinese

La Roma si prepara ad affrontare il Napoli nel 25° turno di Serie A. A pochi giorni dalla sfida, Lorenzo Pellegrini ha parlato in esclusiva ai microfoni di CBS sport.

La tappa di Napoli può diventare uno snodo cruciale per il cammino della Roma verso l’obiettivo Champions League. Una sfida che ha un grande significato per la classifica dei giallorossi, in piena lotta per entrare nelle prime 4 posizioni in Serie A. Un traguardo che sogna di coronare a fine stagione Lorenzo Pellegrini, il cui futuro nella Capitale resta in dubbio.

Il capitano giallorosso ha infatti il contratto in scadenza nel prossimo giugno, e non si è mai parlato concretamente di rinnovo. Tematica che il numero 7 della Roma ha trattato nell’intervista recentemente rilasciata a CBS sport. Di seguito le sue parole.

Roma, le parole di Pellegrini

Maglia della quale sei più orgoglioso di avere a casa?

“Io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Non scambio sempre la maglia con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.

Gasperini.

“Quando si cambia l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Così, almeno c’è il pre-campionato per capire le sue richieste. Ma sono molto felice di essere allenato da Gasperini. Penso che sia un allenatore che permette di migliorare molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Alla fine, con lui si migliora anche fisicamente. Ma penso che sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive”.

La Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è alta la motivazione a tornarci? 

“Sì, quest’assenza ci mette un po’ più di pressione addosso, ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Non giochiamo da molti anni in Champions e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Siamo sulla buona strada, perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine: anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso, quando abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere”.

Legame con la Roma.

Roma, curva Sud

“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Nasci qui, vivi qui e sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti dirà: ‘Voglio diventare un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto capitani romani, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino.

La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando ho indossato la maglia, ho sentito quella sensazione e ho pensato: ‘Ok, Lorenzo, sei un ragazzo molto fortunato’. In questi casi, c’è una bella responsabilità da prendere”.

Carriera.

“Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho fatto quella scelta perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno quello che è stato fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.

 

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Serie A

Roma, Gasperini ritrova due attaccanti per Napoli

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La Roma si prepara al big match di domenica sera in casa del Napoli. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Paulo Dybala e Robinio Vaz sono tornati ad allenarsi in gruppo, mettendo nel mirino la loro presenza per il match del Maradona.

La 25° giornata di Serie A può rappresentare uno snodo cruciale, con due scontri diretti chiave, soprattutto per la lotta scudetto, ma anche per la zona Champions League. L’affascinante sfida tra Napoli e Roma di domenica sera al Maradona può raccontare molto delle ambizioni delle due squadre, quando stiamo per avvicinarci all’ultimo decisivo terzo della stagione.

I giallorossi, al momento 4° in classifica al pari della Juventus, devono sfatare il tabù degli scontri diretti contro un Napoli che avrà voglia di rivalsa dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana. Inoltre gli azzurri, in caso di vittoria, possono staccarsi in maniera quasi definitiva dalla lotta al 4° posto.

Roma, Gasp ritrova Vaz e Dybala: Hermoso resta in dubbio

PAULO DYBALA PENSIEROSO IN PANCHINA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Una sfida quindi che va ben oltre la rivalità vista l’alta posta in palio. Roma che è tornata ad allenarsi a Trigoria agli ordini di Gasperini. Il tecnico giallorosso ha avuto modo di ritrovare due pedine preziose per il suo attacco: Paulo Dybala e Robinio Vaz. Entrambi hanno svolto la seduta con il resto del gruppo, e sono pronti ad essere protagonisti in campo al Maradona. Gli altri infortunati, Koné, El Shaarawy, Hermoso, Ferguson e Dovbyk, hanno proseguito il loro iter di recupero. L’unico che sembra avere chance di recuperare per domenica sera è il difensore spagnolo.

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