Serie A
Sabatini: “La Roma ha sbagliato su Massara. Bene Fonseca”
Perché la Roma non ha puntato su Ricky Massara?
Ha sbagliato, ha lasciato andare via un ragazzo di grande cultura e impegno incessante per il club. Massara arrivava alle 7.30 e andava via a notte inoltrata, la Roma ha fatto uno sbaglio esiziale. So che non è stato confermato perché ha tentato di difendere la figura di Monchi, l’uomo che oltre agli errori ha portato Zaniolo qui. Schierarsi con lui è stato letale. Parliamo di una vicenda piuttosto squallida, Massara è il Salah dei dirigenti e mi da gioie quotidiane. Spero che vinca.
Saresti tornato alla Roma?
Sono e resto impegnato con il Bologna, ma…
Sulla rosa della Roma
Sarei orgoglioso dei giocatori che ha questa Roma, tanti sono giovani. I difensori e Villar mi piacciono, anche Carles Perez ha colpi: deve entrare di più nella partita. Vedo un grande futuro per la Roma, non deve fare i capricci e deve rimettere a posto il capitano, che per me resta Dzeko. Il quarto posto non sarà facile da raggiungere, se devo combattere per la Champions non si può non puntare sul bosniaco. Chi prenderei dal Bologna fossi alla Roma? Ce ne sono tanti. Tomiyasu lo prenderebbero in molti, ma la Roma non è interessata. Abbiamo 4 giocatori che potrebbero piacere a chiunque.
Su Pastore
Pastore al netto dei guai fisici è l’incanto del calcio. Spero torni a giocare, ma quando un giocatore perde anni di attività è impensabile che possa tornare ad alti livelli. Mi dispiace enormemente per lui, avrebbe potuto deliziare i tifosi della Roma. E’ una sciagura, Roma ha questa sfiga che la porta a perdere sempre i giocatori di grande importanza. Servirebbe qualche rito propiziatorio.
Su Fonseca
E’ un bravo allenatore, ma deve smetterla di fare il kapò. Sul campo lo vedo davvero bene, un dirigente mi chiese se fosse il caso di presentarlo alla Roma e io spesi ottime parole per lui. Adesso bisogna vincere le partite, basta storielle.
Sei stato contento quando Pallotta ha venduto la Roma?
Sì.
A chi manca la Roma, a lei o a Baldissoni?
A me, ma non posso dirlo perciò dico a Mauro.
Sulla sua esperienza da direttore sportivo della Roma
Ogni cosa che facevo la facevo con la consapevolezza di essere il direttore sportivo della Roma, questo club è stata la cosa più bella della mia vita. La mia operazione migliore? Dal punto di vista finanziario Alisson, è arrivato per 7 milioni, ha fatto un anno da dodicesimo ed era arrabbiatissimo con me, poi è decollato come è giusto che fosse. Il mio più grande rimpianto? Non riuscire a prendere Mkhitaryan quando era ancora allo Shakhtar Donetsk. Avevo anche preso Cuadrado, ma non voglio parlarne: dovrei denunciare un allenatore per questo, non lo farò mai.
Ha la sensazione di essere più amato a Roma da quando se ne è andato?
Forse sì, ma non ne ho la consapevolezza assoluta. Ogni tanto sento apprezzamenti estemporanei che mi danno un riconoscimento postumo.
Su Strootman e Nainggolan
Sono felicissimo per il ritorno di Kevin, glielo ho anche scritto, è una gioia immensa ma anche un dolore grande. Non lo ho trattato con il Bologna. Nainggolan è un poco di buono, mai ha voluto riconoscere a me una parte della sua felicità o della sua storia. Ho un affetto straordinario per lui, lo ho anche abbracciato quando era sudato ed è una cosa che non farei neanche con mio figlio, ma resta un poco di buono. Lo chiamavo di notte quando ero qui a Roma, mi giurava e spergiurava di essere a letto: un vero bugiardo, era sempre in giro. E’ ignobile per un professionista farsi riprendere ubriaco fuori da una discoteca, ma gli hai voluto un bene sportivo eccezionale, mi faceva emozionare con le sue scivolate. Quando arrivò a gennaio mi sembrava di aver fatto il colpo della vita, pensavo di aver preso il colpo di genialità tecnico-tattica che ci mancava. Si è messo da subito la maglia addosso.
L’infortunio di Strootman ha privato la Roma di un trofeo?
Pensi bene, con Strootman al 100% fino alla fine avremmo vinto.
Serie A
Inter, l’attacco che cambia volto: la forza del turnover firmato Chivu
Inter – Niente coppia fissa accanto a Lautaro, ma risposte continue da Thuram, Bonny ed Esposito. Ecco come i nerazzurri inseguono un finale di stagione diverso.
L’Inter di Cristian Chivu ha trovato una nuova chiave offensiva: ruotare, cambiare, sorprendere. Una rivoluzione silenziosa rispetto alle fatiche di un anno fa, quando Arnautovic e Correa non riuscivano a garantire continuità. Oggi, invece, chiunque venga chiamato in causa risponde presente. E non è un dettaglio per una squadra ancora in corsa su tutto: prima in campionato, agli ottavi di Champions League e in semifinale di Coppa Italia dopo il 2-1 al Torino di ieri sera.
Il punto fermo resta Lautaro Martinez. Alterna picchi altissimi a qualche passaggio a vuoto, soprattutto nei big match, ma per l’Inter è molto più di un centravanti: è capitano, leader, simbolo. Il volto della squadra. Accanto a lui, però, non c’è più una spalla fissa. E forse è proprio questa la forza dell’Inter 2025-26.

LAUTARO MARTINEZ LANCIA IL PALLONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il segreto di Chivu
Chivu, a differenza delle stagioni passate, non ha mai davvero scelto una coppia titolare. Thuram, Bonny ed Esposito si alternano senza gerarchie rigide, in base al momento, alla partita, alle energie. Un approccio che sta pagando. A Monza, contro il Torino, sono partiti Bonny e Thuram: il primo ha sbloccato la gara di testa su cross di Kamate, il secondo ha lasciato il segno con un assist perfetto per Diouf. “Le frères”, li ha chiamati l’Inter sui social, fotografando una sintonia che va oltre il tabellino.
Segnali incoraggianti anche da chi aveva rallentato. Thuram sta ritrovando continuità dopo una prima parte di stagione brillante e qualche stop di troppo; Bonny continua a crescere; Esposito, alla prima stagione in Serie A, segna molto di meno ma ha un rendimento complessivo più che positivo.
I numeri raccontano una concorrenza vera: 11 gol e 5 assist per Thuram, 7 gol e 6 assist per Bonny, 3 reti e 4 assist per Esposito. Vince il francese sul piano statistico e per curriculum, ma il campo dice altro: Chivu non cerca un vincitore. Cerca risposte. E le sta trovando da tutti.
Con il calendario che si infittisce e le partite che pesano sempre di più, il turnover non è più un rischio ma una necessità. E questa Inter, capace di cambiare senza perdere identità, vuole arrivare in fondo. Stavolta, fino all’ultimo giorno.
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Serie A
Verona, é caccia al sostituto di Paolo Zanetti
Il Verona si affida a Paolo Sammarco come traghettatore dopo l’esonero di Zanetti. Nel frattempo il club veneto é alla ricerca del sostituto.
Era solo una questione di tempo l’esonero di Paolo Zanetti vista la situazione disastrosa del Verona in campionato. I gialloblù si trovano ultimi a 14 punti, con 2 vittorie, 8 pareggi, 13 sconfitte, 18 gol fatti e 41 subiti (7 nelle ultime 2 partite).
Per la prossima partita di campionato contro il Pisa ci sarà Paolo Sammarco seduto sulla panchina gialloblù. L’attuale allenatore della Primavera guiderà Orban e compagni da traghettatore in attesa di sapere chi sarà il sostituto di Zanetti. Da ricordare che il Pisa é a pari punti con i gialloblù e, come loro, ha appena cambiato allenatore.
Verona, chi al posto di Zanetti? D’Aversa verso il no, idea Pagliuca

ROBERTO D’AVERSA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Come riportato da Hellas Live, uno dei candidati a sostituire Zanetti sulla panchina gialloblù era Roberto D’Aversa, Tuttavia, l’ex tecnico di Parma, Sampdoria, Lecce ed Empoli non sembra intenzionato ad accettare la proposta del club scaligero.
Sullo sfondo c’é anche il nome di Guido Pagliuca, ex tecnico di Juve Stabia ed Empoli, contattato dal Verona. Tuttavia, non va esclusa la possibilità che potrebbe essere proprio Sammarco ad allenare il club veneto fino alla fine della stagione. Come andrà a finire?
Serie A
Roma, Gasperini: “Mancata precisione e fortuna: ma questo gruppo non molla”
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini commenta nel post gara la sconfitta arrivata per 1-0 sul campo dell’Udinese.
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida contro l’Udinese, che ha visto i capitolini soccombere per 1-0. I giallorossi non sono riusciti a rispondere alle vittorie di Juventus e Napoli.
Roma, le parole di Gasperini
Analisi.
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