Serie A
Roma, retroscena esonero De Rossi: lo scontro con Lina decisivo
Un fulmine a ciel sereno ha colpito la Roma. Daniele De Rossi questa mattina è stato esonerato, dopo aver condotto la squadra a fare 3 punti in 4 giornate.
Daniele De Rossi non è più l’allenatore della Roma. Decisiva la giornata di ieri. Proprio ieri l’arrivo della famiglia Friedkin a Trigoria aveva dato l’idea di poter rasserenare l’ambiente dopo un inizio non certo all’altezza, con soli 3 punti conquistati in quattro giornate.
Invece ieri c’è stata l’esplosione decisiva e finale. Un altro lungo scontro tra la CEO Lina Souloukou ed il tecnico di Ostia. I rapporti tra i due erano già tesi da tempo anche a causa di un mercato sulle montagne russe, con ritardi nelle trattative e richieste non accontentate, e ultimamente, per i risultati che stentavano ad arrivare.

DANIELE DE ROSSI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nella giornata di ieri, la famiglia Friedkin si è schierata dalla parte della CEO giallorossa, rendendo impossibile la convivenza tra la dirigente greca e l’oramai ex tecnico della Roma. L’ex Olympiakos ha preso quasi tutte le decisioni nel mercato estivo con Ghisolfi a ricoprire una figura di riferimento più per la parte operativa, che quella gestionale.
Una decisione che comunque lascia stupiti molti degli addetti ai lavori all’interno di Trigoria, visto che solamente a giugno si era deciso il rinnovo triennale con De Rossi.
Serie A
Bologna-Genoa: ecco i convocati di Italiano
Bologna a Marassi contro il Genoa di De Rossi: Italiano cerca riscatto dopo la Fiorentina. Convocati e ultime in vista del 22° turno di Serie A.
Domani alle ore 15:00, il Bologna si ritroverà di fronte al Genoa di Daniele De Rossi in una sfida fondamentale per ripartire. Gli uomini di Vincenzo Italiano hanno infatti mostrato un parziale recupero di forma dopo i recenti risultati deludenti.
I rossoblù, grazie allo splendido sinistro di Rowe, sono riusciti a riacciuffare il Celtic nel finale, conquistando un punto prezioso in ottica Europa League.
Diversa, invece, la situazione in Serie A, dove il Bologna è reduce dall’ultima sconfitta casalinga contro la Fiorentina. Proprio per questo, la squadra emiliana vorrà sfruttare la prossima occasione provando a infliggere lo stesso dispiacere ai tifosi di casa sugli spalti del Marassi.
In vista della sfida valida per il ventiduesimo turno di Serie A, ecco l’elenco dei 25 convocati da Vincenzo Italiano.
I convocati Bologna
Portieri: Pessina, Ravaglia, Skorupski.
Difensori: Casale, De Silvestri, Heggem, Helland, Holm, Lykogiannis, Vitik, Zortea.
Centrocampisti: Ferguson, Freuler, Moro, Pobega, Sohm.
Attaccanti: Bernardeschi, Cambiaghi, Castro, Dallinga, Dominguez, Immobile, Odgaard, Orsolini, Rowe.

SANTIAGO CASTRO RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A
Inter, la sestina vincente non cancella il problema Sommer: Chivu però ha le idee chiare
Inter, nonostante il successo sul Pisa spiccano nuovamente le incertezze tra i pali di Yan Sommer, che però riceve la difesa del suo allenatore.
L’anticipo di campionato del venerdi era iniziato decisamente male per l’Inter, tanto da lasciar presagire a un brutto capitombolo interno contro il Pisa.
Per fortuna dei nerazzurri, invece, e’ arrivata una vittoria tennistica, grazie a un 6-2 che ha portato al momentaneo +6 sul Milan e alla certezza di vivere un weekend sereno dopo la batosta di Champions League in settimana.
Non si può cancellare, tuttavia, l’inizio choc, il quale non sarebbe stato possibile senza la doppia incertezza di Yann Sommer, che ha reso più complicata del previsto la serata degli uomini di Chivu.
Una leggerezza in costruzione e una rete incassata sul proprio palo, infatti, sono i due errori da matita rossa da iscrivere all’elenco stagionale del portiere svizzero.
In scadenza di contratto e ormai certo di chiudere la propria avventura all’Inter a giugno, l’ex Bayern Monaco si sta dimostrando sempre più un punto debole per la retroguardia nerazzurra, ormai in evidente imbarazzo nel coinvolgerlo nella manovra difensiva.

LA GRINTA DI YANN SOMMER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Difficoltà oggettive, quindi, che imporrebbero a Cristian Chivu una serie di riflessioni sulla titolarità della porta nerazzurra.
Tuttavia, lo stesso tecnico romeno ha ribadito nel post gara la piena fiducia a Sommer, prendendosi le responsabilità di un rendimento così preoccupante.
“La colpa è mia” – ha dichiarato nel post gara l’ex tecnico del Parma ai microfoni di Dazn – “perché a volte metto in difficoltà Sommer”.
Parole che suonano come un fare muro attorno al giocatore, magari solido, ma pur sempre costruito con la perenne sensazione che la difficile parabola discendente dello svizzero possa influire e non poco sulla tranquillità del pacchetto difensivo.
La domanda, quindi, sorge spontanea. All’ennesima incertezza mostrata in campo, quanto e’ matura, nella testa di Cristian Chivu, l’idea di una avvicendamento tra i pali con Josep Martinez?
Che siano mosse da sincera presa di coscienza oppure dalla circostanza, le parole del tecnico nerazzurro sembrano indicare la via della continuità, sebbene non vada dimenticato come in serie A, nella maggioranza delle occasioni, a vincere lo scudetto e’ sempre stata una delle migliori, se non la migliore, difesa del campionato.
Un dettaglio non da poco, sebbene l’Inter vista ieri sera abbia dato la sensazione di poter ribaltare a suon di gol (figli del gioco) qualsiasi situazione sfavorevole.
Serie A
Sassuolo, Grosso: “questo è un ambiente in cui le occasioni e i momenti possono determinare il livello e le categorie, non tutto viene matematico”
Sassuolo-Cremonese alle 12:30: Fabio Grosso presenta in conferenza stampa il match del 22° turno di Serie A. Tutte le dichiarazioni del tecnico neroverde.
Domani alle ore 12:30, il Sassuolo sarà impegnato davanti ai propri tifosi nel matinée contro la Cremonese, gara valida per il ventiduesimo turno di Serie A.
Il tecnico neroverde Fabio Grosso si è presentato in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti e presentare la partita in programma.
Di seguito, le dichiarazioni di Fabio Grosso.
Com’è la situazione infortuni? Qual è l’aggettivo per questa partita?
“È uno scontro diretto tra due squadre che sono tornate in Serie A in questa annata e hanno fatto un percorso simile, veniamo entrambe da un periodo in cui non si riesce a portare a casa la posta in palio per intera a casa, sono tutti ingredienti che alimentano questa sfida.
Sono tutte considerazione che conosciamo e abbiamo fatto, abbiamo per voler e dover fare una grande prestazione”.
Chi ritorna?
“Indisponibili ormai per lunga data saranno ancora Pieragnolo e Candé, ko anche Boloca spero di recuperarlo presto. Pinamonti ha un’influenza e Cheddira ha cambiato maglia, gli altri sono dentro”.
Come sta Berardi?
“Gli altri rientrano, da capire bene il minutaggio e l’utilizzo ma tutti i disponibili sono pronti per fare gara, ma è importante cominciarla bene e saperla anche finire bene. Troviamo delle nostre armi che ci permettono di riempire la gara”.
“Questa è una squadra che ha un filo conduttore chiaro, Nicola è una brava persona e un bravissimo allenatore. La Cremonese si sa difendere bene, ricerca tanto gli inserimenti con queste corse che arrivano dagli esterni e dai centrocampisti, è una squadra che ti tiene sempre all’erta e ha caratteristiche che gli hanno permesso di fare un percorso importante.
Siamo entrambi in una situazione bella e che entrambi vogliamo mantenere, per farlo bisogna avere grande ritmo, grande coraggio, la lucidità di saper riconoscere i momenti e la
‘follia’ di saper esprimere la propria qualità”.
Rammarico per come è andata a Napoli?
“Quando le gare finiscono non puoi fare più niente per cambiarle. Il campionato è una maratona, ci sono dei momenti e queste sensazioni fanno parte di tutti i campionati e poi all’interno c’è la sensazione di essersi preparati per correre e volerlo fare bene, riconoscendo i momenti. Questa è stata una tappa contro un avversario forte, siamo stati nella partita, abbiamo fatto belle cose ma sono due partite diverse perché quando vai in questi stadi succedono cose e quando vai negli scontri diretti ne succedono altre, bisogna riconoscere quello che serve fare quando arrivano le partite in cui l’equilibrio è diverso, in cui gli avversari alzano la soglia dell’attenzione, c’è grande rispetto da ambo le parti e in cui i piccoli dettagli possono spostare e noi dobbiamo essere bravi a spostarli dalla nostra”.
La sensazione è che questa è una squadra che sbanda meno del previsto perché il Sassuolo resta in campo fino alla fine con la sua personalità.
“Concordo. Siamo una squadra tanto nuova, sono arrivati tanti interpreti perché il livello lo richiedeva e il fatto di saper stare dentro questo campionato è importante. Questo campionato ti mette davanti a delle sfide molto complicate però vediamo che tante squadre riescono ad avere questa continuità di prestazione, la somma di punti che andrai a fare alla fine non va oltre un determinato livello e questa è una caratteristica importante su cui abbiamo lavorato perché saper stare dentro la partita alla lunga ti porta più vantaggi che svantaggi”.
Qual è l’aspetto principale che si porta dal trittico con Juve, Napoli e Roma? In cosa vede il suo Sassuolo migliorato rispetto all’andata?
“Sono passati tanti mesi rispetto all’andata, la conoscenza rispetto all’andata è diversa, siamo stati in grado di fare dei bei risultati. In quel momento eravamo appena arrivati e avevamo preso due sveglie che ci hanno fatto capire cosa richiedeva il campionato. Non stiamo trovando la vittoria in questo momento ma abbiamo fatto dei risultati comunque importanti. La continuità di andare alla ricerca di prestazioni in ogni gara diventa importante. Ci sarà bisogno di un livello altissimo e bisogna saper spostare i dettagli dalla nostra parte. Da queste tre gare mi porto il fatto di aver fatto bene ma non mi porto a casa niente, questo è uno spunto importante”.
Che atteggiamento dobbiamo aspettarci dal Sassuolo?
“Noi non ci dobbiamo snaturare, dobbiamo portare avanti la nostra modalità di gioco che ci ha permesso di fare belle cose, riconoscendo quello che serve dentro la partita e la bravura è quella di conoscere quello che succede e poi riesci a trovare la situazione migliore, diventi operativo e devi saper fare, quando non lo fai poi gli avversari ti mettono in difficoltà quindi bisogna cercare fare al meglio le cose che noi sappiamo fare bene e poi ovviamente c’è da saper riconoscere i pregi avversari e provare a limitarli”.
Il ritorno di Berardi è importante anche dal punto di vista psicologico…
“I nostri giocatori importanti ci servono e ci serviranno sempre, senza nulla togliere a chi ha giocato in questa fase. Abbiamo avuto delle assenze pesanti, siamo contenti di riaverlo cosi come siamo contenti di avere gli altri e ci auguriamo”.
Quindi dobbiamo aspettarci Moro o Skjellerup dall’inizio?
“Stanno molto bene tutti e due, abbiamo anche altre soluzioni che proviamo in allenamento.
Nel reparto offensivo abbiamo le soluzioni per poter sopperire a questa assenza, ci auguriamo che Andrea possa stare meglio e credo possa riuscirci, se non dovesse esserci grande”.
Domanda provocatoria: è soddisfatto del mercato?
“Ho fatto una riflessione. È due anni che sono qui e questa è una fase che ti crea sempre un po’ di turbolenze, ti toglie energie, anche a livello personale è uno spunto per essere migliori.
Anche l’anno scorso è stato cosi. Per me è importante mantenere la lucidità, provare a fare al meglio il mio ruolo, in ogni società ci sono le varie competenze, io devo far esprimere al massimo gli interpreti a mia disposizione e la bravura che bisogna avere e voglio provare a fare sempre al meglio”.
Anche in passato alcuni suoi predecessori lamentavano queste turbolenze durante il mercato…
“Anche ascoltando in giro non vedo tutta questa serenità in giro (ride, ndr). A me piace cavalcarla, provare ad aumentare i momenti di lucidità per mantenere la serenità per fare al meglio il mio compito”.
Vede delle affinità tra Squinzi e Arvedi?
“Ho avuto il piacere di conoscere solo i figli del dottor Squinzi, ho avuto il piacere di incontrare il dottor Arvedi, anche li c’è lungimiranza, una grande visione, vedo affinità e vedo
affinità positive”.
Nicola avrebbe meritato una carriera differente?
“L’ho conosciuto personalmente e penso tante cose belle di lui. Mi piace come persona, ha ottenuto tante cose positive, poi questo è un ambiente in cui le occasioni e i momenti possono determinare il livello e le categorie, non tutto viene matematico. lo gli auguro il meglio perché è una persona che stimo tantissimo così come stimo il professionista”.

UNA PARATA IN USCITA CON I PIEDI DI MILE SVILAR ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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