La Roma risulta essere tornata al centro dell’interesse collettivo. Se fino a pochi giorni fa tutti i possibili acquirenti sembravano essersi defilati, lasciando il club capitolino in una landa desolata che come unica compagna presentava la solitudine, oggi la situazione appare differente.

L’uomo in grado di rinsavire gli animi ed il morale dei tifosi rientra nella categoria dei soliti noti e risponde al nome di Dan Friedkin, lo stesso che qualche mese fa era vicino alla definitiva acquisizione della società. La trattativa tra lui e l’attuale presidente James Pallotta si era arenata nelle tormentate acque della pandemia, ma, da quanto trapelato, sembra esserci ancora uno spiraglio per un lieto fine.

Pallotta-Friedkin: si ricomincia

Pallotta-Friedkin, un binomio destinato ad essere il fulcro della Roma che verrà. I due imprenditori americani hanno cominciato a studiarsi e conoscersi l’un l’altro al tramonto del 2019, quando il mondo intero presentava un altro aspetto. Il bostoniano era disposto a cedere la società, conscio dell’irrealizzabilità del proprio sogno, lo stadio, mentre il CEO della Gulf States Toyota Distributors intravedeva nel calcio italiano un ottimo business, supportato nell’idea anche da suo figlio Ryan.

La pandemia globale aveva prima stoppato ed in secondo luogo sancito la fine della trattativa, costringendo Pallotta ad un notevole esborso economico per cercare di arginare le numerose perdite del club, ma l’indiscrezione odierna parla di contatti riallacciati tra i due. La chiave sarebbe stata una chiamata effettuata da Friedkin nella quale si è detto ancora interessato all’acquisizione della Roma.

Le cifre dell’affare saranno inevitabilmente diverse rispetto ai 600 milioni di euro prestabiliti a dicembre, considerata un’ulteriore perdita di 87 milioni presentata nei bilanci dell’altro ieri. L’ammontare si aggirerà attorno ai 450 milioni. Ora la palla passa a James Pallotta che, pur non ottenendo la plusvalenza che desiderava, si ritrova costretto a riflettere cautamente su un’offerta che per lui potrebbe rappresentare l’ultima spiaggia.